Vi Propongo un Esperimento


Vi propongo un esperimento.

Tranquilli, non servono animali!

Si tratta di un esperimento che fa comprendere il grado di manipolazione dell’informazione da parte degli animalisti e l’ampiezza della diffusione di tale informazione distorta.

Andate su Google o su qualsiasi altro motore di ricerca, digitate “nessuno scopo è così alto” e schiacciate invio.

Compariranno numerosissimi link relativi al seguente aforisma attribuito ad Einstein:

Vivisezione: Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni (Albert Einstein)

Praticamente ogni voce che compare nella ricerca, per pagine e pagine, riferisce il medesimo aforisma attribuito ad Einstein, tant’è che il ricercatore, vista la pluralità di fonti, si convince dell’esattezza dell’informazione.

… ma Einstein ha davvero pronunciato tali parole?

In verità quell’aforisma è tratto dal saggio Pensieri degli Anni Difficili, un lungo monologo in cui Einstein riflette sulle conseguenze geopolitiche dell’invenzione della bomba atomica, paventando l’eventualità di un conflitto nucleare tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Di seguito trascrivo il brano dal quale è stato tratto, affinché sia chiaro il contesto nel quale Einstein scrisse suddetta frase:

L’ideale umanitario dell’Europa appare veramente e indissolubilmente legato alla libera espressione delle proprie opinioni, in certa misura al libero arbitrio degli individui, allo sforzo verso l’obiettività di pensiero e all’incoraggiamento delle differenze in materia di idee e di gusti. Queste esigenze e questi ideali rappresentano la natura dello spirito europeo. Non si può stabilire la validità di tali valori e di tali principi con un ragionamento, in quanto si tratta di questioni fondamentali riguardanti il modo di affrontare la vita, che costituiscono degli orientamenti che possono essere affermati o negati solo dal sentimento. Io so una cosa sola, e cioè che affermo questi principi con tutta la mia anima, e che troverei intollerabile far parte di una società che li negasse sistematicamente. È giustificabile mettere da parte per un certo tempo i principi della libertà individuale, in vista del grande sforzo necessario per migliorare la struttura economica? Nessuno scopo è, secondo me, così alto da giustificare dei metodi indegni per il suo conseguimento. La violenza può avere talvolta eliminato con rapidità degli ostacoli, ma non si è mai dimostrata capace di creare alcunché.

Il pensiero esposto nella sua interezza riguarda l’importanza della libera espressione delle proprie opinioni, la cui negazione non può essere giustificata in alcun modo (nessuno scopo è tanto alto). Perciò paradossalmente si oppone all’attitudine dispotica degli animalisti. Noi ne abbiamo avuto esperienza diretta: la nostra pagina facebook, seppur rispettosa del regolamento del social network, subisce innumerevoli segnalazioni da parte degli animalisti che non tollerano opinioni diverse dalla propria e ne esigono la censura in spregio dell’articolo 21 della costituzione italiana.

Estrarre una frase da un brano facendogli assumere un significato diverso da quello prospettato dall’autore, è un’azione che si chiama decontestualizzazione, un espediente alquanto frequente tra gli animalisti, i quali modificano opportunamente le informazioni per adattarle al proprio credo.

In origine tale aforisma era diffuso nella maniera corretta, ovvero: “Nessuno scopo è, secondo me, così alto da giustificare dei metodi indegni per il suo conseguimento”. Fin quando qualche animalista in malafede ha pensato bene di anteporre “vivisezione” ad inizio frase e rimuovere “secondo me” (conferendo un tono assolutista anziché relativista), in modo da adattare la frase alla propria ideologia animalista, dando da intendere che un genio del calibro di Einstein fosse contrario alla sperimentazione animale ( a tal proposito va notato che Einstein era un fisico e perciò non aveva competenze riguardo la sperimentazione animale, inoltre suddetta frase esprime un giudizio morale e non è chiaro il perché il giudizio di Einstein dovrebbe valere di più di quello di qualunque altra persona).
In seguito alla manipolazione, l’informazione alterata è stata accolta e propagata in maniera esponenziale da tutti gli altri animalisti, i quali evidentemente non applicano senso critico a ciò che leggono e non si curano di verificare le fonti. L’informazione alterata ha finito per surclassare l’informazione corretta, tant’è che è diventato quasi impossibile ritrovare l’aforisma originale.

Questo non è che un esempio della manipolazione dell’informazione da parte degli animalisti, ma spiega bene la modalità con la quale operano: inizialmente una persona in malafede deforma un’informazione per adattarla all’ideologia animalista e la diffonde in rete, successivamente si propaga in maniera esponenziale trovando terreno spianato tra gli animalisti, i quali sono evidentemente incapaci di applicare senso critico a ciò che leggono/vedono/ascoltano nonché propensi a considerare vero tutto ciò che, solo in apparenza, suffraga le proprie posizioni aprioristiche.

Il colmo dei colmi e che poi gente come noi che cerca di fare chiarezza su tale disinformazione viene redarguita con espressioni del tipo “Informati Ignorante!” da parte di persone che per informazione intendono quella deformata.

Come dicevo prima, ci sono un’infinità di siti che riportano l’aforisma alterato di Einstein, degni di nota sono:

Il blog dell’ex-Ministro Brambilla

ed il blog di Beppe Grillo

recentemente l’aforisma manipolato di Einstein è stato citato persino nel corso di un’interrogazione parlamentare

Due parole in merito ad un’altra asserzione del medesimo testo parlamentare:

è stato ampiamente dimostrato che la sperimentazione su esseri animali può essere sostituita con altri metodi

Anche questo è assolutamente falso e frutto di ingannevole propaganda animalista. L’unica cosa si “dimostra ampiamente” con suddetta affermazione è la propria ignoranza scientifica.

Imparate a Diffidare sempre da tutto ciò che dicono gli animalisti!


[MV]

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43 thoughts on “Vi Propongo un Esperimento

  1. Ciao, complimenti bell’articolo! La frase di Einstein è famosa, ma è impressionante come gli animalisti l’abbiano trasformata per i propri scopi.
    Sinceramente avrei pubblicato un altro articolo, magari volto a smentire la diceria dei “metodi alternativi” o i soliti luoghi comuni che saltano ogni tanto fuori sulla pagina facebook, attingendo dalle note.

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  2. E’ immotivato prendere per vero tutto ciò che viene posto dinanzi, specie su internet, dove chiunque può liberamente manipolare informazioni per il proprio tornaconto. La giustificazione di fatti con l’ausilio di fonti accreditate (onde evitare ragionamenti circolari) è ora necessaria per poter argomentare la propria posizione e mi aspetto questo comportamento soprattutto da voi.

    Un esempio è quello dei sostenitori della tesi “uomo fruttariano”, io ancora non ho avuto modo di poter osservare documenti a sostegno della loro tesi.

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    • Se vuoi documentarti sulle sciocchezze e sulle falsità che scrivono i melariani (cioè quelli che sostengono che solo la mela rossa stark delicious fa bene, e tutto il resto – altre mele, e frutta, non sia mai, comprese – sarebbe tossico) puoi leggere questo lunghissimo “documento” di 428 pagine, ripetitivo alla noia, apodittico, contraddittorio e fantasioso:
      http://www.perladieta.it/Progetto3M_AMC1.pdf
      ci vuole molta pazienza, lo so, ma bastano poche pagine per rendersi conto di come sia costruito, a cominciare dalla pretesa che sarebbe stato scritto da “centinaia di scienziati”…tutti, però, stranamente “anonimi”
      E lo credo, con le sciocchezze che hanno scritto, hanno fatto molto bene a restare anonimi… sempre che di “scienziati” si tratti, cosa di cui dubito molto, perché a me sembrano dei fanatici religiosi.

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  3. Che poi Einstein è da prendere a riferimento per questioni che riguardano la fisica, la meccanica quantistica e la matematica, non per qualsiasi cosa passi per la testa.
    Anche perchè spesso, al di fuori di tali campi, Einstein ha detto parecchie boiate.

    Come disse il grande fisico e premio nobel Richard Feynman, l’Einstein degli ultimi anni scriveva cose che sarebbero valse a chiunque altro il manicomio.

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    • Feynman è l’unica vera soluzione all’irrazionalità e alla cattiveria. Mi piace leggere il suo nome, ogni tanto in giro per il web. Se fosse ancora vivo sarebbe qui con noi a combattere per la ricerca e contro l’ignoranza scientifica.

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    • Non esiste una sola intelligenza (identificabile da un numero, e un livello, per esempio dato dal QI), come non esiste una sola “competenza”, ma ci sono persone geniali nella visione del gioco del calcio, e nel tocco di palla (vedi Maradona) che però nella vita hanno fatto scelte molto discutibili (per esempio la droga); ci sono scacchisti geniali che fuori dalel 64 caselle della scacchiera erano uomini più che comuni; ci sono grandi cantanti (penso a Celentano) che hanno una bellissima voce, sanno cantare, sono apprezzabili attori, ma appena aprono bocca in altri campi, dicono cose che non stanno né in cielo né in terra (secondo me). Questo fatto è abilmente sfruttato dai pubblicitari che fanno fare reclame sui prodotti più disparati a persone di successo, che piacciono alla gente, che magari sono anche bravissime in un certo campo, ma che non hanno alcun titolo a sentenziare sul prodotto.
      Ci sono persone geniali a tavolino, che falliscono nella vita comune, e persone di successo nella vita comune che non sanno nemmeno cosa sia un sistema di equazioni alle derivate parziali.
      Insomma, NON esiste una “sola” intelligenza, un QI, che identifichi il livello di attendibilità di una persona; l’esperto di Jazz non potrà risolvere un problema di fisica, solo perché bravo nel Jazz, né il simpatico attore che interpreta il ruolo di un medico potrà operare una persona o afre una buona diagnosi, solo per aver interpretato il bravo medico, né risolverà i casi di omicidi solo per aver interpretato il geniale commissario…
      Insomma, Einstein, a parte l’evidente manipolazione, frutto della faziosità ottusa e prepotente di queste persone che partono dall’amore per approdare all’odio e diventare spesso violente, lasciamolo alla sua fisica, dove ha dato importanti contributi…e anche lì, non facciamone un dogma; ogni genio fa fare un passo avanti alla scienza, ma poi arrivano i seguaci fanatici del genio e frenano il progresso della scienza…
      Secondo me.

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  4. Leggo : Imparate a Diffidare sempre da tutto ciò che dicono gli animalisti!

    Bel biglietto da visita che denota apertura mentale e voglia di dialogo.
    Complimenti !!!!

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    • Sai com’è, mica l’abbiamo inventata noi questa vicenda. L’hanno inventata gli animalisti. Dobbiamo fargliela passare sotto silenzio?
      Inoltre bisogna sempre diffidare di ciò che ci vien detto e controllare se la fonte è affidabile, non solo nel caso degli animalisti. Anzi, siete invitati a diffidare di ciò che vi diciamo e a controllare di persona.

      [OI]

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    • affascinante l’uso ricorrente di “apertura mentale” e “dialogo”. la prima non è sinonimo di “non diciamo la verità” bensì “consideriamo le posizioni altrui”, il fatto è che ogni posizione può essere giusta/sbagliata/in dubbio, dire quando è sbagliata non è chiusura mentale, è dire la verità. gli animalisti manipolano regolarmente le citazioni, così come i fatti (una volta ho sentito che la cucina indiana è tradizionalmente vegetariana, tanto per dire) e dirlo non è chiusa mentale
      il “dialogo” si fa in 2, persone o gruppi, ma quando uno di questi ripete cose a macchinetta (spesso anche false) c’è un tentativo di dialogo contro un monologo. non è la pagina giusta per fare osservazioni sulla “voglia di dialogo”

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  5. Ha ragione, non è inventata, purtroppo la sperimentazione sugli animali e’ una ARCAICA realtà. Per quanto riguarda il controllo su cosa scrivete ..diffido già senza bisogno di inviti. E’ da parecchio che leggo sulla vivisezione e pur non essendo laureata in medicina un’idea me la sono fatta.
    p.s. gli stabulari non li abbiamo inventati noi “animalisti”.

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    • Scommetto che lo so che cosa hai letto: siti della LIMAV e della LAV, blog contro la sperimentazione animale e roba simile. Articoli scientifici neanche uno, se non forse per errore e solo quei tre-quattro (su migliaia di articoli) che sostengono posizioni contrarie. Sbaglio?

      [OI]

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      • E perchè, sono validi solo i vostri, di siti ? le stesse accuse che fate agli animalisti si possono pari pari ribaltare a voi. Io ho letto dimedici e ricercatori che affermano che i risultati della sperimentazione animale sono bassissimi e non compensano le sofferenze ed il diritto a vivere liberi degli animali. Senza essere suffragetta animalista sono convinta che dietro le sperimentazioni animali ci siano soprattutto i guadagni delle lobbies farmaceutiche.. e poi chi controlla che gli esperimenti siano fatti secondo i protocolli che dovrebbero tutelare gli animali dalle sofferenze ??? ho anche letto commenti di persone che sperimentavano e che facevano scherzetti ( cos’ li chiamavano ) atroci sugli animali che avevano ” a disposizione”. Possibile che tutti quelli che non credono alla sperimentazione animale siano dei fanatici deficenti ??? ma per favore..

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  6. vabbe’ niki, se leggi dei commenti degli animalisti, noti forse apertura mentale? a me non pare e, sinceramente, essere chiamato assassino e/o complice di assassini perche’ sostengo la ricerca contro i tumori dell’AIRC, mi fa girare le palle.
    parlando di apertura mentale, se gli animalisti vogliono salvare il mondo animale MA vogliono continuare a curarsi, che sacrifichino i propri cari per la scienza no?
    ah no, e’ vero, quasi tutti dicono che ci sono un mare di detenuti nelle carceri…..facile fare i finocchi col culo degli altri vero?

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  7. Io avrei raccontato di quando la pagina è stata segnalata per CONTENUTI SESSUALI ESPLICITI, proprio per far capire quanto fossero infondate le segnalazioni.

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  8. Cito: “vabbe’ niki, se leggi dei commenti degli animalisti, noti forse apertura mentale?”

    Ah, quindi la reazione giusta è quella di abbassarsi allo stesso livello? Mi aspettavo altro da pseudo-sostenitori della scienza. E dico “pseudo” perché una frase del genere fa gettare ogni maschera: chi ha commentato così non è divers* da chi abbraccia un dogma (religioso, “animalista” o scientifico -a questo punto- che sia).

    Io diffido sempre di ciò che leggo. Non solo su internet, ma anche sulla carta. Perché, car* tutt*, non siamo nat* ieri: si sa con cosa lo fanno girare, il mondo, e si sa che per dare giustificazione di ciò è necessario anche tranquillizzare le coscienze. Il fatto che qualcosa sia “mainstream” non lo rende più vero di qualcosa conosciuto solo da pochi e che fatica a trovare diffusione.

    Diffidate di tutto. Anche di questo blog.

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    • Naturale. Verificate sempre che tutto quello che diciamo sia vero e eventualmente correggeteci come spesso i nostri lettori hanno fatto.
      Fermo restando che in realtà un’opinione che sia mainstream, se lo è FRA GLI ESPERTI dell’argomento, di solito con buona probabilità è vera. In alcuni casi poi è addirittura indiscutibilmente vera perché lo è per definizione, ma si tratta di una questione filosofica un po’ complessa per affrontarla ora.

      [OI]

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    • Il fatto che la Terra sia tonda è mainstream, ma io ci credo anche senza andare a controllare facendomi un giro per lo spazio.
      Il punto è un altro. Se è mainstream, nel senso che è quello che si studia nelle scuole e università, è probabilmente vero, perchè frutto di decenni o secoli di studi, salvo ovviamente prove contrarie schiaccianti.
      Finora gli animalari non me ne hanno portate. Quindi vince il mainstream!

      E smettiamola di pensare a verità nascoste ovunque. Il mondo è tanto complesso lo stesso.

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      • Anche perché il mondo scientifico è l’unico disposto a cambiare opinione completamente se ci sono prove evidenti. Solo pochi anni fa è stato cambiato il cosiddetto “dogma centrale della biologia”, che di dogmatico non ha granché, visto che è stato riformulato.

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    • non ho mai capito bene questo concetto dell’ “abbassarsi allo stesso livello”. se un tizio racconta in giro che faccio le corna alla mia ragazza, una falsità, non dovrei dire a mia volta che quello va in giro a raccontar balle infondate perché mi abbasserei al suo livello parlando male di lui? mi sembra il ragionamento di chi non ha argomenti. non vedo uno straccio di motivo per cui la gente, specie quando si comporta male, non dovrebbe sperimentare gli effetti dei propri comportamenti

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  9. Ho trovato ‘‘Pensieri degli anni difficili’’ di Albert Einstein, in PDF:
    http://www.lanuovabottegadellelefante.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=2090
    * infatti non parla per niente di vivisezione.
    Chi ha creato questa manipolazione, non lo ha fatto per errore, ma di proposito, perchè è consapevole del fatto che “ripetere una bugia cento, mille volte, diventerà una verità”.
    W la Resistenza Razionalista

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  10. Bell’articolo, sopratutto perchè estendibile a qualunque caso di disinformazione seguita da coinvolgimento emotivo (altro esempio banale tutto ciò che riguarda nucleare vs green energy).

    Detto questo, mi sarebbe piaciuto un finale più oggettivo, come suggerito da altri, del tipo “Imparate a diffidare di ciò che leggete/sentite , sempre!”.

    Per il resto, continuate con l’ottimo lavoro che state facendo.

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    • Quando si parla di convenienza del nucleare, ci si riferisce al solo costo del combustibile impiegato, che è più basso rispetto alle altre fonti di energia. Il costo finale dell’elettricità dipende, però, anche da altri fattori quali l’investimento iniziale per la realizzazione dell’impianto, la manutenzione, lo smaltimento dei materiali residui.
      Nel nucleare, il costo maggiore è rappresentato dalla realizzazione dell’impianto, un ingente investimento che può essere recuperato solo dopo quindici-venti anni di attività. I costi di costruzione di una centrale nucleare oltre ad essere i più alti, rispetto a quelli di centrali di altro tipo, tendono a lievitare durante la costruzione, rendendo non più così conveniente la produzione di energia.
      Basta vedere cosa succede in Francia e in Finlandia, dove si stanno costruendo gli unici due impianti EPR (dello stesso tipo di quelli che si vogliono costruire in Italia): i costi sono molto superiori alle attese, superando anche del 70 per cento le previsioni iniziali, e i ritardi nella costruzione arrivano anche a tre anni.

      Il 26 aprile 1986, un reattore della centrale nucleare di Cernobyl in Ucraina esplose rilasciando grandi quantità di radiazioni nell’atmosfera e contaminando milioni di persone e una vasta area della Russia e dell’Europa. In Bielorussia e Ucraina furono contaminati più di 140 mila chilometri quadrati di territorio e fu necessario evacuare circa 350 mila persone. A 22 anni di distanza, il disastro ha ancora un pesante effetto sulla popolazione e tutt’oggi si registrano nuove vittime. Secondo uno studio di scienziati delle accademie delle scienze di Ucraina e Bielorussia, pubblicato da Greenpeace nel 2006, nel lungo periodo si potranno raggiungere le 140 mila vittime (contro le poco più di 9 mila delle cifre ufficiali).
      Quello di Cernobyl è il disastro nucleare più grave avvenuto finora, l’unico a essere classificato a livello 7 sulla scala internazionale degli incidenti ( Ines). Ma non è comunque un episodio isolato, la storia del nucleare è un lungo elenco di incidenti. Anche se ben progettato, per esempio, un reattore nucleare è vulnerabile ai terremoti, fenomeno che riguarda buona parte del nostro Paese. E al rischio di incidenti va aggiunto quello di possibili attentati terroristici. Inoltre, per quanto la probabilità di incidenti gravi sia bassa, la possibile entità delle conseguenze è molto elevata. Un incidente grave in Italia – Paese densamente popolato – potrebbe significare dover evacuare un numero elevato di cittadini. Affermare che “tanto siamo circondati da centrali” è profondamente scorretto perché trascura un principio basilare della radioprotezione: più si è vicini alla sorgente di radiazioni e più rischi si corrono.

      Ogni impianto nucleare produce un quantitativo di scorie e gran parte della centrale stessa, a fine vita, diventa una scoria da conservare per tempi lunghissimi. I residui della produzione di energia nucleare, infatti, possono rimanere radioattivi per centinaia di migliaia di anni. Nessun Paese, compresa l’Italia, dopo sessant’anni di storia del nucleare, ha ancora trovato la soluzione per la gestione di lungo termine di queste scorie.
      Si tratta di controllare per due-tre secoli quelle a vita media e per decine di migliaia di anni quelle a vita più lunga. Chi potrà garantire questo processo nel tempo? Questa attività, oltre ad avere un notevole peso economico sulla sostenibilità delle centrali, rappresenta una delle minacce più gravi e meglio nascoste del nucleare.

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      • Per favore lasciate parlare di nucleare chi si occupa di nucleare senza propagandare balle.. Il problema delle scorie nucleari è di gran lunga inferiore al problema delle scorie di tutte le altre fonti di produzioni di energia paragonabili (quindi parliamo di energia termica), le scorie nucleari possono essere riutilizzate in reattori CANDU (in Italia avevamo sviluppato il CIRENE) e poi vetrificate, sempre meglio che essere disperse nell’atmosfera come la CO2 e altri inquinanti. Le leggende metropolitane che i reattori moderni sono vulnerabili a terremoti e/o impatti aerei è una palese bufala, i reattori moderni hanno sistemi di sicurezza intrinseca che ne impediscono l’esplosione. Inoltre Chernobyl fu il frutto di una serie di errori umani. Il vero problema delle centrali nucleari è la disponibilità e il costo del materiale fissile. L’uranio non è illimitato, lasciate perdere green peace che a parte la propaganda e la raccolta fondi non fa altro.

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      • Sai che cosa ti dico? Hai proprio ragione! Facciamo parlare Vincenzo Balzani (professore emerito di chimica all’università di Bologna, e Grande Ufficiale della Repubblica per meriti scientifici e Accademico dei Lincei) e
        Nicola Armaroli (dirigente di Ricerca del CNR, Consiglio nazionale delle ricerche) tramite il loro libro “Energia per l’astronave Terra”:

        1. L’energia nucleare è necessaria per garantirci una maggiore indipendenza energetica.

        I paesi europei non possiedono riserve significative di uranio. Se anche le avessero, e ipotizzando di produrre tutta l’elettricità per via nucleare, avremmo soddisfatto meno di un quarto del nostro fabbisogno energetico negli usi finali. Oltre tre quarti dei nostri consumi attuali sono costituiti infatti da combustibili, che non si possono produrre con centrali nucleari.

        2. Bisogna ricorrere al nucleare per contrastare il caro-petrolio.

        Il petrolio serve principalmente per produrre combustibili liquidi per i trasporti e come prodotto di base per la petrolchimica. L’energia nucleare invece è unicamente elettricità. Per esempio, la Francia, che produce il 78% dell’elettricità per via nucleare, consuma più petrolio (1,92 contro 1,75 milioni di barili al giorno – dato 2008) dell’Italia che, con una popolazione molto simile non ha centrali nucleari.

        3. Siamo costretti a importare energia elettronucleare dalla Francia a prezzi elevati.

        L’esigenza non è nostra, ma dei francesi. Le centrali nucleari non possono essere accese e spente a piacere e funzionano a ciclo continuo. Di notte, nelle ore di minore domanda, il sistema elettrico francese ha l’esigenza tecnica di smistare elettricità ai paesi confinanti, Italia inclusa, per dare stabilità al proprio sistema. Si tratta di una vendita a basso costo, molto gradita alle società energetiche straniere.

        4. Per produrre quantità consistenti di elettricità per via fotovoltaica bisognerebbe coprire tutta l’Italia di pannelli.

        Con le tecnologie attuali, lungi dall’essere ottimizzate, la superficie del territorio nazionale da ricoprire per soddisfare l’intero fabbisogno elettrico nazionale sarebbe quella di un quadrato con lato inferiore ai 50 km: 2.400 km2, un’area estesa quanto la provincia di Piacenza e pari allo 0,8% del suolo nazionale, già coperto da cemento e asfalto per il 10%.

        5. I biocombustibili sostituiranno benzina e gasolio.

        Anche usando bioetanolo da canna da zucchero – il biocombustibile più efficiente ed energeticamente conveniente oggi disponibile – per sostituire i 18 miliardi di litri di benzina consumati attualmente in Italia servirebbero 50.000 km2 di terreno agricolo. Ma le auto a benzina sono ormai meno della metà dei veicoli in circolazione e non abbiamo tutta quella superficie agricola a disposizione; anche se l’avessimo, la canna da zucchero in Italia non cresce.

        6. Oggi possiamo disporre di tecnologie «a carbone pulito».

        Il carbone pulito è uno slogan commerciale vuoto e ingannevole. Il carbone resta la fonte fossile più inquinante fra quelle oggi disponibili. Il sedicente carbone pulito prevede il confinamento della C02 nel sottosuolo; ammesso che questa tecnologia possa mai essere disponibile su larga scala e competitiva dal punto di vista economico, occorreranno ancora due o tre decenni. Infine, la C02 potrebbe ritornare in superficie attraverso cammini di fuga non prevedibili a priori.

        7. Le centrali a fissione di nuova generazione e la fusione nucleare risolveranno a breve e definitiva­mente il problema energetico.

        La fattibilità tecnica e la convenienza economica del nucleare sono ancora da dimostrare. Se queste nuove tecnologie saranno realizzate – il che è messo in dubbio da autorevoli scienziati – i loro stessi sostenitori ne prevedono la commercializzazione fra 30 -40 anni. Il problema energetico è purtroppo molto più urgente.

        8. L’energia solare non potrà mai soddisfare il fab­bisogno energetico dell’umanità.

        Lo sterminato flusso di energia elettromagnetica solare è l’unico, in termini quantitativi, che può garantire il soddisfacimento del fabbisogno energetico dell’umanità nel lungo termine. All’energia solare si può aggiungere il contributo dell’energia termica del sottosuolo terrestre, anch’esso potenzialmente immenso.

        9. Le rottamazioni di auto ed elettrodomestici por­tano un beneficio per l’ambiente.

        Questa affermazione può essere vera a livello locale, ad esempio quando il risultato è mettere in circolazione auto nuove e meno inquinanti. Ma il bilancio a livello globale, in termini di consumo di energia e di risorse utilizzate per fabbricare i nuovi beni e rottamare quelli vecchi, risulta sostanzialmente negativo.

        10. La superficie terrestre galleggia sul petrolio, ba­sta cercarne ancora e lo si troverà.

        Un conto è trovare giacimenti di piccole o medie dimensioni, come quelli della Basilicata, un altro è trovare giacimenti “supergiganti” di petrolio di buona qualità e a costi di estrazione bassi, come quelli sauditi. Sono questi ultimi a fare la differenza sui mercati mondiali di petrolio. Di giacimenti di questo tipo non se ne trovano più da decenni e c’è un diffuso scetticismo sul fatto che se ne possano trovare ancora. Il tutto a fronte di una domanda che continua ad aumentare sotto la spinta della crescita economica impetuosa di paesi come Cina, India, Brasile e Russia.

        11. Il metano non inquina.

        Il gas naturale è certamente il meno inquinante fra i combustibili fossili, ma anch’esso inquina. La sua combustione con l’ossigeno dell’aria produce ossidi di azoto, particolato ultrafine e anidride carbonica.

        12. L’idrogeno è l’energia pulita del futuro.

        L’idrogeno non è una fonte di energia primaria, ma un vettore energetico, come l’elettricità. Per usarlo bisogna prima produrlo, consumando energia. Estrarlo dall’acqua richiede la stessa quantità d’energia che è poi in grado di generare reagendo con l’ossigeno per riprodurre acqua. L’idrogeno – quindi – è “pulito” o “sporco” a seconda della fonte di energia che si usa per ottenerlo. L’idrogeno sarà l’energia pulita del futuro soltanto se sarà prodotto utilizzando fonti rinnovabili.

        Povero… C’è rimasto male 😦
        Per quanto riguarda il resto della tua risposta: sì, attualmente le scorie dei combustibili fossili sono maggiori di quelle di fissione/fusione nucleare, ma la risposta al petrolio non è l’uranio ma appunto l’energie pulite e le fonti rinnovabili che sono migliori sia dell’uno che dell’altro; in proporzione, un reattore nucleare su 100 esistenti ha subito un incidente grave (Cernobyl, Fukushima…), suppongo che se sapessi che un aereo su 100 cade ti passerebbe la voglia di viaggiarci; concordo ovviamente su disponibilità e costi dell’uranio. Baci 🙂
        P.S.: curioso che dopo soli 3 giorni che avevo scritto il mio commento su questo articolo del 2011 ho ricevuto la tua risposta, oggi sono ricapitato su questa pagina per caso mentre ne cercavo un’altra ma sarebbe davvero curioso ricevere un’ulteriore risposta a pochi giorni da quest’ultima, stiamo a vedere XD

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      • Sai che cosa ti dico? Hai proprio ragione! Facciamo parlare Vincenzo Balzani (professore emerito di chimica all’università di Bologna, e Grande Ufficiale della Repubblica per meriti scientifici e Accademico dei Lincei) e Nicola Armaroli (dirigente di Ricerca del CNR, Consiglio nazionale delle ricerche) tramite il loro libro “Energia per l’astronave Terra”:

        1. L’energia nucleare è necessaria per garantirci una maggiore indipendenza energetica.

        I paesi europei non possiedono riserve significative di uranio. Se anche le avessero, e ipotizzando di produrre tutta l’elettricità per via nucleare, avremmo soddisfatto meno di un quarto del nostro fabbisogno energetico negli usi finali. Oltre tre quarti dei nostri consumi attuali sono costituiti infatti da combustibili, che non si possono produrre con centrali nucleari.

        2. Bisogna ricorrere al nucleare per contrastare il caro-petrolio.

        Il petrolio serve principalmente per produrre combustibili liquidi per i trasporti e come prodotto di base per la petrolchimica. L’energia nucleare invece è unicamente elettricità. Per esempio, la Francia, che produce il 78% dell’elettricità per via nucleare, consuma più petrolio (1,92 contro 1,75 milioni di barili al giorno – dato 2008) dell’Italia che, con una popolazione molto simile non ha centrali nucleari.

        3. Siamo costretti a importare energia elettronucleare dalla Francia a prezzi elevati.

        L’esigenza non è nostra, ma dei francesi. Le centrali nucleari non possono essere accese e spente a piacere e funzionano a ciclo continuo. Di notte, nelle ore di minore domanda, il sistema elettrico francese ha l’esigenza tecnica di smistare elettricità ai paesi confinanti, Italia inclusa, per dare stabilità al proprio sistema. Si tratta di una vendita a basso costo, molto gradita alle società energetiche straniere.

        4. Per produrre quantità consistenti di elettricità per via fotovoltaica bisognerebbe coprire tutta l’Italia di pannelli.

        Con le tecnologie attuali, lungi dall’essere ottimizzate, la superficie del territorio nazionale da ricoprire per soddisfare l’intero fabbisogno elettrico nazionale sarebbe quella di un quadrato con lato inferiore ai 50 km: 2.400 km2, un’area estesa quanto la provincia di Piacenza e pari allo 0,8% del suolo nazionale, già coperto da cemento e asfalto per il 10%.

        5. I biocombustibili sostituiranno benzina e gasolio.

        Anche usando bioetanolo da canna da zucchero – il biocombustibile più efficiente ed energeticamente conveniente oggi disponibile – per sostituire i 18 miliardi di litri di benzina consumati attualmente in Italia servirebbero 50.000 km2 di terreno agricolo. Ma le auto a benzina sono ormai meno della metà dei veicoli in circolazione e non abbiamo tutta quella superficie agricola a disposizione; anche se l’avessimo, la canna da zucchero in Italia non cresce.

        6. Oggi possiamo disporre di tecnologie «a carbone pulito».

        Il carbone pulito è uno slogan commerciale vuoto e ingannevole. Il carbone resta la fonte fossile più inquinante fra quelle oggi disponibili. Il sedicente carbone pulito prevede il confinamento della C02 nel sottosuolo; ammesso che questa tecnologia possa mai essere disponibile su larga scala e competitiva dal punto di vista economico, occorreranno ancora due o tre decenni. Infine, la C02 potrebbe ritornare in superficie attraverso cammini di fuga non prevedibili a priori.

        7. Le centrali a fissione di nuova generazione e la fusione nucleare risolveranno a breve e definitiva­mente il problema energetico.

        La fattibilità tecnica e la convenienza economica del nucleare sono ancora da dimostrare. Se queste nuove tecnologie saranno realizzate – il che è messo in dubbio da autorevoli scienziati – i loro stessi sostenitori ne prevedono la commercializzazione fra 30 -40 anni. Il problema energetico è purtroppo molto più urgente.

        8. L’energia solare non potrà mai soddisfare il fab­bisogno energetico dell’umanità.

        Lo sterminato flusso di energia elettromagnetica solare è l’unico, in termini quantitativi, che può garantire il soddisfacimento del fabbisogno energetico dell’umanità nel lungo termine. All’energia solare si può aggiungere il contributo dell’energia termica del sottosuolo terrestre, anch’esso potenzialmente immenso.

        9. Le rottamazioni di auto ed elettrodomestici por­tano un beneficio per l’ambiente.

        Questa affermazione può essere vera a livello locale, ad esempio quando il risultato è mettere in circolazione auto nuove e meno inquinanti. Ma il bilancio a livello globale, in termini di consumo di energia e di risorse utilizzate per fabbricare i nuovi beni e rottamare quelli vecchi, risulta sostanzialmente negativo.

        10. La superficie terrestre galleggia sul petrolio, ba­sta cercarne ancora e lo si troverà.

        Un conto è trovare giacimenti di piccole o medie dimensioni, come quelli della Basilicata, un altro è trovare giacimenti “supergiganti” di petrolio di buona qualità e a costi di estrazione bassi, come quelli sauditi. Sono questi ultimi a fare la differenza sui mercati mondiali di petrolio. Di giacimenti di questo tipo non se ne trovano più da decenni e c’è un diffuso scetticismo sul fatto che se ne possano trovare ancora. Il tutto a fronte di una domanda che continua ad aumentare sotto la spinta della crescita economica impetuosa di paesi come Cina, India, Brasile e Russia.

        11. Il metano non inquina.

        Il gas naturale è certamente il meno inquinante fra i combustibili fossili, ma anch’esso inquina. La sua combustione con l’ossigeno dell’aria produce ossidi di azoto, particolato ultrafine e anidride carbonica.

        12. L’idrogeno è l’energia pulita del futuro.

        L’idrogeno non è una fonte di energia primaria, ma un vettore energetico, come l’elettricità. Per usarlo bisogna prima produrlo, consumando energia. Estrarlo dall’acqua richiede la stessa quantità d’energia che è poi in grado di generare reagendo con l’ossigeno per riprodurre acqua. L’idrogeno – quindi – è “pulito” o “sporco” a seconda della fonte di energia che si usa per ottenerlo. L’idrogeno sarà l’energia pulita del futuro soltanto se sarà prodotto utilizzando fonti rinnovabili.

        Povero… C’è rimasto male 😦
        Per quanto riguarda il resto della tua risposta: sì, attualmente le scorie dei combustibili fossili sono maggiori di quelle di fissione/fusione nucleare, ma la risposta al petrolio non è l’uranio ma appunto l’energie pulite e le fonti rinnovabili che sono migliori sia dell’uno che dell’altro; in proporzione, un reattore nucleare su 100 esistenti ha subito un incidente grave (Cernobyl, Fukushima…), suppongo che se sapessi che un aereo su 100 cade ti passerebbe la voglia di viaggiarci; concordo ovviamente su disponibilità e costi dell’uranio. Baci 🙂
        P.S.: curioso che dopo soli 3 giorni che avevo scritto il mio commento su questo articolo del 2011 ho ricevuto la tua risposta, oggi sono ricapitato su questa pagina per caso mentre ne cercavo un’altra ma sarebbe davvero curioso ricevere un’ulteriore risposta a pochi giorni da quest’ultima, stiamo a vedere XD

        Mi piace

      • Sai che cosa ti dico? Hai proprio ragione! Facciamo parlare Vincenzo Balzani (professore emerito di chimica all’università di Bologna, e Grande Ufficiale della Repubblica per meriti scientifici e Accademico dei Lincei) e
        Nicola Armaroli (dirigente di Ricerca del CNR, Consiglio nazionale delle ricerche) tramite il loro libro “Energia per l’astronave Terra”:

        1. L’energia nucleare è necessaria per garantirci una maggiore indipendenza energetica.

        I paesi europei non possiedono riserve significative di uranio. Se anche le avessero, e ipotizzando di produrre tutta l’elettricità per via nucleare, avremmo soddisfatto meno di un quarto del nostro fabbisogno energetico negli usi finali. Oltre tre quarti dei nostri consumi attuali sono costituiti infatti da combustibili, che non si possono produrre con centrali nucleari.

        2. Bisogna ricorrere al nucleare per contrastare il caro-petrolio.

        Il petrolio serve principalmente per produrre combustibili liquidi per i trasporti e come prodotto di base per la petrolchimica. L’energia nucleare invece è unicamente elettricità. Per esempio, la Francia, che produce il 78% dell’elettricità per via nucleare, consuma più petrolio (1,92 contro 1,75 milioni di barili al giorno – dato 2008) dell’Italia che, con una popolazione molto simile non ha centrali nucleari.

        3. Siamo costretti a importare energia elettronucleare dalla Francia a prezzi elevati.

        L’esigenza non è nostra, ma dei francesi. Le centrali nucleari non possono essere accese e spente a piacere e funzionano a ciclo continuo. Di notte, nelle ore di minore domanda, il sistema elettrico francese ha l’esigenza tecnica di smistare elettricità ai paesi confinanti, Italia inclusa, per dare stabilità al proprio sistema. Si tratta di una vendita a basso costo, molto gradita alle società energetiche straniere.

        4. Per produrre quantità consistenti di elettricità per via fotovoltaica bisognerebbe coprire tutta l’Italia di pannelli.

        Con le tecnologie attuali, lungi dall’essere ottimizzate, la superficie del territorio nazionale da ricoprire per soddisfare l’intero fabbisogno elettrico nazionale sarebbe quella di un quadrato con lato inferiore ai 50 km: 2.400 km2, un’area estesa quanto la provincia di Piacenza e pari allo 0,8% del suolo nazionale, già coperto da cemento e asfalto per il 10%.

        5. I biocombustibili sostituiranno benzina e gasolio.

        Anche usando bioetanolo da canna da zucchero – il biocombustibile più efficiente ed energeticamente conveniente oggi disponibile – per sostituire i 18 miliardi di litri di benzina consumati attualmente in Italia servirebbero 50.000 km2 di terreno agricolo. Ma le auto a benzina sono ormai meno della metà dei veicoli in circolazione e non abbiamo tutta quella superficie agricola a disposizione; anche se l’avessimo, la canna da zucchero in Italia non cresce.

        6. Oggi possiamo disporre di tecnologie «a carbone pulito».

        Il carbone pulito è uno slogan commerciale vuoto e ingannevole. Il carbone resta la fonte fossile più inquinante fra quelle oggi disponibili. Il sedicente carbone pulito prevede il confinamento della C02 nel sottosuolo; ammesso che questa tecnologia possa mai essere disponibile su larga scala e competitiva dal punto di vista economico, occorreranno ancora due o tre decenni. Infine, la C02 potrebbe ritornare in superficie attraverso cammini di fuga non prevedibili a priori.

        7. Le centrali a fissione di nuova generazione e la fusione nucleare risolveranno a breve e definitiva­mente il problema energetico.

        La fattibilità tecnica e la convenienza economica del nucleare sono ancora da dimostrare. Se queste nuove tecnologie saranno realizzate – il che è messo in dubbio da autorevoli scienziati – i loro stessi sostenitori ne prevedono la commercializzazione fra 30 -40 anni. Il problema energetico è purtroppo molto più urgente.

        8. L’energia solare non potrà mai soddisfare il fab­bisogno energetico dell’umanità.

        Lo sterminato flusso di energia elettromagnetica solare è l’unico, in termini quantitativi, che può garantire il soddisfacimento del fabbisogno energetico dell’umanità nel lungo termine. All’energia solare si può aggiungere il contributo dell’energia termica del sottosuolo terrestre, anch’esso potenzialmente immenso.

        9. Le rottamazioni di auto ed elettrodomestici por­tano un beneficio per l’ambiente.

        Questa affermazione può essere vera a livello locale, ad esempio quando il risultato è mettere in circolazione auto nuove e meno inquinanti. Ma il bilancio a livello globale, in termini di consumo di energia e di risorse utilizzate per fabbricare i nuovi beni e rottamare quelli vecchi, risulta sostanzialmente negativo.

        10. La superficie terrestre galleggia sul petrolio, ba­sta cercarne ancora e lo si troverà.

        Un conto è trovare giacimenti di piccole o medie dimensioni, come quelli della Basilicata, un altro è trovare giacimenti “supergiganti” di petrolio di buona qualità e a costi di estrazione bassi, come quelli sauditi. Sono questi ultimi a fare la differenza sui mercati mondiali di petrolio. Di giacimenti di questo tipo non se ne trovano più da decenni e c’è un diffuso scetticismo sul fatto che se ne possano trovare ancora. Il tutto a fronte di una domanda che continua ad aumentare sotto la spinta della crescita economica impetuosa di paesi come Cina, India, Brasile e Russia.

        11. Il metano non inquina.

        Il gas naturale è certamente il meno inquinante fra i combustibili fossili, ma anch’esso inquina. La sua combustione con l’ossigeno dell’aria produce ossidi di azoto, particolato ultrafine e anidride carbonica.

        12. L’idrogeno è l’energia pulita del futuro.

        L’idrogeno non è una fonte di energia primaria, ma un vettore energetico, come l’elettricità. Per usarlo bisogna prima produrlo, consumando energia. Estrarlo dall’acqua richiede la stessa quantità d’energia che è poi in grado di generare reagendo con l’ossigeno per riprodurre acqua. L’idrogeno – quindi – è “pulito” o “sporco” a seconda della fonte di energia che si usa per ottenerlo. L’idrogeno sarà l’energia pulita del futuro soltanto se sarà prodotto utilizzando fonti rinnovabili.

        Povero… C’è rimasto male 😦
        Per quanto riguarda il resto della tua risposta: sì, attualmente le scorie dei combustibili fossili sono maggiori di quelle di fissione/fusione nucleare, ma la risposta al petrolio non è l’uranio ma appunto l’energie pulite e le fonti rinnovabili che sono migliori sia dell’uno che dell’altro; in proporzione, un reattore nucleare su 100 esistenti ha subito un incidente grave (Cernobyl, Fukushima…), suppongo che se sapessi che un aereo su 100 cade ti passerebbe la voglia di viaggiarci; concordo ovviamente su disponibilità e costi dell’uranio. Baci 🙂
        P.S.: curioso che dopo soli 3 giorni che avevo scritto il mio commento su questo articolo del 2011 ho ricevuto la tua risposta, oggi sono ricapitato su questa pagina per caso mentre ne cercavo un’altra ma sarebbe davvero curioso ricevere un’ulteriore risposta a pochi giorni da quest’ultima, stiamo a vedere XD

        Mi piace

      • Sai che cosa ti dico? Hai proprio ragione! Facciamo parlare Vincenzo Balzani (professore emerito di chimica all’università di Bologna, e Grande Ufficiale della Repubblica per meriti scientifici e Accademico dei Lincei) e Nicola Armaroli (dirigente di Ricerca del CNR, Consiglio nazionale delle ricerche) tramite il loro libro “Energia per l’astronave Terra”:

        1. L’energia nucleare è necessaria per garantirci una maggiore indipendenza energetica.

        I paesi europei non possiedono riserve significative di uranio. Se anche le avessero, e ipotizzando di produrre tutta l’elettricità per via nucleare, avremmo soddisfatto meno di un quarto del nostro fabbisogno energetico negli usi finali. Oltre tre quarti dei nostri consumi attuali sono costituiti infatti da combustibili, che non si possono produrre con centrali nucleari.

        2. Bisogna ricorrere al nucleare per contrastare il caro-petrolio.

        Il petrolio serve principalmente per produrre combustibili liquidi per i trasporti e come prodotto di base per la petrolchimica. L’energia nucleare invece è unicamente elettricità. Per esempio, la Francia, che produce il 78% dell’elettricità per via nucleare, consuma più petrolio (1,92 contro 1,75 milioni di barili al giorno – dato 2008) dell’Italia che, con una popolazione molto simile non ha centrali nucleari.

        3. Siamo costretti a importare energia elettronucleare dalla Francia a prezzi elevati.

        L’esigenza non è nostra, ma dei francesi. Le centrali nucleari non possono essere accese e spente a piacere e funzionano a ciclo continuo. Di notte, nelle ore di minore domanda, il sistema elettrico francese ha l’esigenza tecnica di smistare elettricità ai paesi confinanti, Italia inclusa, per dare stabilità al proprio sistema. Si tratta di una vendita a basso costo, molto gradita alle società energetiche straniere.

        4. Per produrre quantità consistenti di elettricità per via fotovoltaica bisognerebbe coprire tutta l’Italia di pannelli.

        Con le tecnologie attuali, lungi dall’essere ottimizzate, la superficie del territorio nazionale da ricoprire per soddisfare l’intero fabbisogno elettrico nazionale sarebbe quella di un quadrato con lato inferiore ai 50 km: 2.400 km2, un’area estesa quanto la provincia di Piacenza e pari allo 0,8% del suolo nazionale, già coperto da cemento e asfalto per il 10%.

        5. I biocombustibili sostituiranno benzina e gasolio.

        Anche usando bioetanolo da canna da zucchero – il biocombustibile più efficiente ed energeticamente conveniente oggi disponibile – per sostituire i 18 miliardi di litri di benzina consumati attualmente in Italia servirebbero 50.000 km2 di terreno agricolo. Ma le auto a benzina sono ormai meno della metà dei veicoli in circolazione e non abbiamo tutta quella superficie agricola a disposizione; anche se l’avessimo, la canna da zucchero in Italia non cresce.

        6. Oggi possiamo disporre di tecnologie «a carbone pulito».

        Il carbone pulito è uno slogan commerciale vuoto e ingannevole. Il carbone resta la fonte fossile più inquinante fra quelle oggi disponibili. Il sedicente carbone pulito prevede il confinamento della C02 nel sottosuolo; ammesso che questa tecnologia possa mai essere disponibile su larga scala e competitiva dal punto di vista economico, occorreranno ancora due o tre decenni. Infine, la C02 potrebbe ritornare in superficie attraverso cammini di fuga non prevedibili a priori.

        7. Le centrali a fissione di nuova generazione e la fusione nucleare risolveranno a breve e definitiva­mente il problema energetico.

        La fattibilità tecnica e la convenienza economica del nucleare sono ancora da dimostrare. Se queste nuove tecnologie saranno realizzate – il che è messo in dubbio da autorevoli scienziati – i loro stessi sostenitori ne prevedono la commercializzazione fra 30 -40 anni. Il problema energetico è purtroppo molto più urgente.

        8. L’energia solare non potrà mai soddisfare il fab­bisogno energetico dell’umanità.

        Lo sterminato flusso di energia elettromagnetica solare è l’unico, in termini quantitativi, che può garantire il soddisfacimento del fabbisogno energetico dell’umanità nel lungo termine. All’energia solare si può aggiungere il contributo dell’energia termica del sottosuolo terrestre, anch’esso potenzialmente immenso.

        9. Le rottamazioni di auto ed elettrodomestici por­tano un beneficio per l’ambiente.

        Questa affermazione può essere vera a livello locale, ad esempio quando il risultato è mettere in circolazione auto nuove e meno inquinanti. Ma il bilancio a livello globale, in termini di consumo di energia e di risorse utilizzate per fabbricare i nuovi beni e rottamare quelli vecchi, risulta sostanzialmente negativo.

        10. La superficie terrestre galleggia sul petrolio, ba­sta cercarne ancora e lo si troverà.

        Un conto è trovare giacimenti di piccole o medie dimensioni, come quelli della Basilicata, un altro è trovare giacimenti “supergiganti” di petrolio di buona qualità e a costi di estrazione bassi, come quelli sauditi. Sono questi ultimi a fare la differenza sui mercati mondiali di petrolio. Di giacimenti di questo tipo non se ne trovano più da decenni e c’è un diffuso scetticismo sul fatto che se ne possano trovare ancora. Il tutto a fronte di una domanda che continua ad aumentare sotto la spinta della crescita economica impetuosa di paesi come Cina, India, Brasile e Russia.

        11. Il metano non inquina.

        Il gas naturale è certamente il meno inquinante fra i combustibili fossili, ma anch’esso inquina. La sua combustione con l’ossigeno dell’aria produce ossidi di azoto, particolato ultrafine e anidride carbonica.

        12. L’idrogeno è l’energia pulita del futuro.

        L’idrogeno non è una fonte di energia primaria, ma un vettore energetico, come l’elettricità. Per usarlo bisogna prima produrlo, consumando energia. Estrarlo dall’acqua richiede la stessa quantità d’energia che è poi in grado di generare reagendo con l’ossigeno per riprodurre acqua. L’idrogeno – quindi – è “pulito” o “sporco” a seconda della fonte di energia che si usa per ottenerlo. L’idrogeno sarà l’energia pulita del futuro soltanto se sarà prodotto utilizzando fonti rinnovabili.

        Povero… C’è rimasto male 😦
        Per quanto riguarda il resto della tua risposta: sì, attualmente le scorie dei combustibili fossili sono maggiori di quelle di fissione/fusione nucleare, ma la risposta al petrolio non è l’uranio ma appunto l’energie pulite e le fonti rinnovabili che sono migliori sia dell’uno che dell’altro; in proporzione, un reattore nucleare su 100 esistenti ha subito un incidente grave (Cernobyl, Fukushima…), suppongo che se sapessi che un aereo su 100 cade ti passerebbe la voglia di viaggiarci; concordo ovviamente su disponibilità e costi dell’uranio. Baci 🙂
        P.S.: curioso che dopo soli 3 giorni che avevo scritto il mio commento su questo articolo del 2011 ho ricevuto la tua risposta, oggi sono ricapitato su questa pagina per caso mentre ne cercavo un’altra ma sarebbe davvero curioso ricevere un’ulteriore risposta a pochi giorni da quest’ultima, stiamo a vedere XD

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    • la frase completa credo sia questa :

      An anthropomorphous ape, if he could take a dispassionate view of his own case, … might insist that they were ready to aid their fellow-apes of the same troop in many ways, to risk their lives for them, and to take charge of their orphans; but they would be forced to acknowledge that disinterested love for all living creatures, the most noble attribute of man, was quite beyond their comprehension.

      Charles Darwin, The Descent of Man, 1871, p. 105

      non so se si sia pronunciato in termini simili in qualche altra circostanza ma certo che detta così fa già un’altro effetto.

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  11. Pingback: Uomini, mezz’uomini e 5 stelle | Qualcosa di Sinistra

  12. Pingback: Vi Propongo un Esperimento | Matteo Rossini

  13. Pingback: Chi ha scagliato la prima pietra? | Elucubrare

  14. Non sapevo della manipolazione e decontestaulizzazione della frase di Einstein
    Ma sarebbe però da specificare: le edizioni e l’anno del saggio Pensieri degli Anni Difficili
    che cita nell’articolo

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  15. Pingback: Manifestazione animalara contro l’Università di Modena: megaflop! | laVoceIdealista

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