L’Etica Non è Emotività


La diatriba tra Anti-vivisezionisti e Pro-animalsperimentazionisti non è che una veste della perenne disputa tra i due aspetti contrapposti della natura umana: tra raziocinio ed emotività.

Il dualismo è insito in ciascuno individuo e si risolve in maniera gerarchica: lasciare che la componente emotività prevalga o subordinarla alla componente razionale.

Questo non vuol dire che le persone avulse al razionalismo annichiliscano i sentimenti, è anzi il sentimento che muove le loro azioni, ma è un sentimento che filtra attraverso l’analisi della ragione.

In entrambi i casi le azioni originano dal sentimento ma, mentre i razionalisti dominano gli istinti, le persone irrazionali lasciano che gli istinti offuschino la ragione e cadono in balia delle correnti emotive. La storia è piena di misfatti compiuti in preda al trasporto emotivo, mostruosità perpetrate da persone convinte di agire secondo un’etica superiore, come coloro che bruciavano le donne sui roghi con l’accusa di stregoneria.

Il Sonno della Ragione Genera Mostri – Francisco Goya


L’etica autentica è quella che passa al vaglio della ragione, perché è solo attraverso la ragione è possibile valutare i pro ed i contro di ogni scelta: è etico lasciar morire tra atroci sofferenze un numero enorme, incalcolabile, di esseri viventi (uomini e animali) che potrebbero essere curati grazie al progresso medico derivante dal sacrificio di un limitatissimo (in relazione) numero di cavie animali?

L’emotività è una belva feroce sempre pronta a sbranare chiunque, la ragione è guinzaglio che la trattiene, è il padrone che la doma e la indirizza verso la via corretta. Guai a lasciar prevalere la bestia.

Basta poco a suscitare gli impulsi bestiali, è sufficiente un’immagine ad impatto emotivo ad offuscare la ragione se quest’ultima non è ben disciplinata.

La propaganda animalista consiste esclusivamente di slogan ingannevoli e di immagini ad elevato impatto emotivo. Vengono opportunamente selezionate le immagini relative agli esperimenti più cruenti ed anacronistici, fornendo una visione distorta della realtà: l’osservatore è indotto a considerare tali immagini come rappresentative di tutta la sperimentazione animale.
Talvolta vengono persino attribuite, alla sperimentazione animale, immagini che riguardano ben altro, e sebbene ciò si evinca dal contesto, è del tutto ininfluente, l’immagine viene immediatamente percepita come indubitabile realtà.
È la comparsa del dubbio ad indicare l’avvento della ragione.

Il dubbio è peculiarità della ragione, l’emotività non ha mai dubbi.

Ecco una foto che circola su facebook e che viene spacciata per una scena di sperimentazione animale. Per gli antivivisezionisti è una chiara testimonianza: gli occhietti della scimmietta impaurita, pienamente consapevole di ciò che gli sta per accadere, guardano compassionevoli i sadici vivisettori che impassibili si accingono a sezionare la sventurata.


Premettendo che i laboratori sono ambienti asettici e provvisti di adeguata strumentazione.

Da una fugace osservazione:

  • un tavolone di legno sporco
  • degli stracci di fortuna per legare la scimmietta alla meno peggio
  • guanti sporchi e non in lattice
  • operatori sprovvisti di camice
  • sul fondo le tipiche provette del prelievo di sangue

Ciò lascia supporre che la fotografia sia stata scattata in uno Zoo durante le regolari analisi degli animali. Certo che una scimmietta deve essere legata, altrimenti agitandosi durante il prelievo si rischia di farle male.

Ma l’emotività pregiudica il ragionamento, l’immagine ritrae indubbiamente ciò che viene comunicato: vivisezione!
Quindi, armati di forcone, i giustizieri inneggiano al linciaggio degli immondi vivisettori.

Oltre ad immagini impropriamente attribuite alla sperimentazione animale, come il caso appena illustrato, la propaganda animalista non esita ad usare fotomontaggi. Nonostante le modifiche siano evidenti, non vengono colte dalle persone in preda all’emotività.
Vi sono poi immagini inequivocabilmente ascrivibili alla sperimentazione animale, ma si tratta per lo più di foto antiquate, in bianco e nero o su pellicola a colori (in seguito digitalizzate), che riguardano certi esperimenti che risalgono a prima della normativa europea (1986) che ha imposto tutta una serie di restrizioni volte a minimizzare la sofferenza delle cavie o ad evitarla quando possibile.

Alle persone emotive basta solo un’immagine, isolata dal contesto, per farsi un’opinione sulla sperimentazione animale. Il medesimo approccio che genera il razzismo: in entrambi i casi si tratta di pregiudizio.

L’emotività è assolutista, non è in grado di discernere. Una sola immagine, la più cruenta, è presa come rappresentazione dell’intera sperimentazione animale. L’emotività non si cura di entrare nel merito dei singoli esperimenti, respinge l’intera sperimentazione animale in blocco.


La presente fotografia è molto ricorrente, la si ritrova in innumerevoli articoli che affrontano la vivisezione in maniera forviante e generica, nessuno dei quali entra nel merito dell’esperimento specificatamente raffigurato. L’immagine non serve dunque a discutere l’esperimento specifico, bensì viene riportata al mero scopo di indurre una risposta emotiva. Questo è plagio mentale: si condiziona la gente a credere che tutta la sperimentazione animale consista in quell’immagine.

Oltre alla precedente fotografia, ce ne sono decine di altre che si ritrovano in un’infinità di articoli e manifesti, sempre uguali, sempre le stesse, riciclate da quasi mezzo secolo ormai, tanto da costituire un repertorio storico, eppure vengono proposte come se fossero scene attuali. Mai in nessuna occasione si entra nel merito del come, cosa e perché dell’esperimento specificatamente rappresentato.

Se è solo l’emotività a fare da guida, allora sarebbe perlomeno corretto associare le immagini degli esperimenti a quelle degli ammalati.

È l’impeto emotivo che spinge gli ALF (Animal Liberation Front, famigerata organizzazione terroristica ramificata a livello internazionale) a minacciarci apertamente sulla bacheca della nostra pagina facebook.
Queste persone proclamano una presunta superiorità morale, in virtù della quale si sentono autorizzate ad agire al di sopra della legge, che considerano immorale. In un certo senso, il loro comportamento è maggiormente riprovevole rispetto a quello dei criminali ordinari, i quali perlomeno riescono a comprendere che i reati che commettono sono un male.
Gli ALF sono orgogliosi delle loro azioni, poiché si reputano, e sono acclamati dagli antivivisezionisti, come eroi rivoluzionari che combattono per la “giustizia”… ma esattamente come gli inquisitori che bruciavano le streghe, convinti di disporre di una moralità superiore, ciò che realmente li guida non è l’etica, ma l’emotività.


Come prevedibile non ha dato lumi sull’incongruenza Ghandi/ALF, che per altro è molto frequente tra gli animalisti, come è comune identificare opportunamente la sperimentazione animale con il termine inappropriato “vivisezione” poiché evoca immagini cruente. In realtà, gran parte della sperimentazione animale non richiede alcuna sezione, la vivisezione è solo una della tante sperimentazioni.

Un “convegno sui metodi alternativi”?!
Certo che esistono i metodi alternativi, esistono grazie agli immondi ricercatori che li hanno inventati con l’uso della ragione, non certo per merito degli animalisti che si dimostrano capaci di produrre solo violenza fisica, verbale e psicologica.
La sperimentazione in Vitro può essere considerata un’alternativa.
Il guaio è che si dà da intendere che “alternativo” equivalga a “sostitutivo” quando in realtà si tratta di metodi complementari. La sperimentazione in Vitro è già in auge è si è mostrata utile a ridurre sia il numero di cavie impiegate, sia a minimizzare i rischi ai quali queste vengono esposte. Ma la sperimentazione in vitro ha il grave limite di non poter rilevare quei processi fisiologici che si espletano esclusivamente in un organismo nella sua interezza, è dunque integrata nella sperimentazione come fase preliminare a quella animale, ma non è in grado di sostituirsi ad essa.
Inoltre occorre precisare che la sperimentazione in vitro non si svolge esclusivamente su colture cellulari, talvolta è necessario asportare il tessuto alla cavia animale in vivo.

Ma tutto questo è troppo complicato per essere colto dall’emotività: esiste la sperimentazione in Vitro! Quindi Basta Vivisezione!

Ma poi, mi chiedo… se c’è gente che conosce metodi sostitutivi… perché non pubblica la scoperta su Pubmed, vincendo sicuramente il premio Nobel, invece di fare convegni destinati a persone inesperte?!!

Ma l’emotività non ha dubbi e non vuole sentire ragioni, esistono i metodi sostitutivi e questa è un’indiscutibile realtà!

Assecondare l’altrui emotività è molto semplice e vantaggioso, basta vendere illusioni a coloro i quali desiderano essere illusi. I venditori di illusioni avranno sempre garantita l’approvazione pubblica.

A tal riguardo cito Psicologia delle Folle di Gustave Le Bon:

Le masse non hanno mai avuto sete di verità. Chi può fornire loro illusioni, diventa facilmente il loro comandante; chi tenta di distruggere le loro illusioni è sempre la loro vittima.

Eppure esiste una minoranza di persone, una resistenza razionalista, che per sua natura non abiurerà mai la propria onestà intellettuale. Il progresso dell’umanità è dovuto a questa minoranza, sempre vessata, perseguitata ed ostacolata dalla maggioranza emotiva, basti ricordare il trattamento che la Chiesa serbò a Galileo e ad altri razionalisti prima di lui, morti per aver messo in discussione il credo fideistico.

L’antivivisezionismo è un credo fideistico, qualunque obiezione razionale si presenti all’antivivisezionista, questo la rifiuterà categoricamente e sistematicamente.

È esattamente questo che distingue la Scienza dalla Religione, o meglio l’attitudine scientifica dall’attitudine fideistica.

Lo scienziato è sempre pronto a riconsiderare le proprie posizione in funzione delle nuove conoscenze acquisite, ma per farlo necessita di prove.

Il fideista anziché cambiare le proprie opinioni in base alla conoscenza, distorce la conoscenza per adattarla alle proprie opinioni, e per convincersi del suo credo non ha bisogno di alcuna prova.

Portateci le prove dell’esistenza dei metodi sostitutivi e noi non tarderemo a rivedere le nostre posizioni.

I venditori di illusioni sono responsabili di fomentare l’odio: asserendo “esistono metodi sostitutivi” e “la vivisezione è un’inutile tortura”, modificano la percezione pubblica, il ricercatore non è più considerato una persona che dedica la vita allo studio delle cure per i mali che affliggono l’umanità, bensì un ignobile sadico che tortura animali per puro divertimento.

Vi sono poi altri antivivisezionisti ai quali poco interessa l’esistenza o meno dei metodi alternativi poiché optano direttamente per un altro tipo di soluzione.


Uso spesso riportare screenshot da facebook perché ritengo che facebook sia un impareggiabile indicatore dell’opinione pubblica e che influenzi notevolmente la politica ed i media.

Quello che maggiormente mi stupisce è che il genere di persone che fanno simili proposte sono le stesse che millantano superiorità morale nei confronti dei ricercatori e dei sostenitori della sperimentazione animale.

Per quanto deprecabile sia il reato, in una società civile la punizione è funzionale alla rieducazione dell’individuo e, nei casi più gravi, ad isolarlo impedendogli di nuocere ulteriormente, oltre che da deterrente per altri potenziali criminali. Una società civile offre l’opportunità ai criminali di redimersi, di pentirsi dei propri reati e di reintegrarsi nella società, anche se spesso nella pratica ciò non avviene, deve comunque rimanere un principio da perseguire idealmente.
Quello che invece queste persone auspicano non è la punizione ma la Vendetta.
Esiste qualcosa di più emotivo del desiderio di vendetta?
Queste persone percepiscono la vendetta come forma di giustizia, ed in effetti è la forma più primitiva, tipica delle società barbariche nelle quali vigeva la legge del taglione che, questi individui, evidentemente rimpiangono.

E da qui traspare inoltre il loro concetto di sperimentazione animale che eguagliano a tortura, tanto da considerare i due lemmi come sinonimi.

La sperimentazione animale Non è una tortura per due ragioni:

  • vengono adottate procedure atte a ridurre al minimo la sofferenza delle cavie ed evitarla dove possibile.
  • La sperimentazione animale Non è un fine, lo scopo del ricercatore non è quello di infliggere sofferenza. La sperimentazione animale è un mezzo per raggiungere la conoscenza, è la conoscenza il fine perseguito.

Ho tentato di spiegare queste cose, ma con scarso successo perché sono concetti la cui comprensione esula dalle capacità emotive, per comprendere certe cose è necessario il ragionamento che gli animalisti si rifiutano categoricamente di usare.


E si potrebbe aggiungere che in effetti la loro proposta fu attuata da un certo Hitler, il quale, in tal senso, può essere considerato come il padre dell’antivivisezionismo.
Ma non sono io ad incorrere nella legge di Godwin, come potete leggere nel seguente screenshot, fanno tutto da soli.

È vero, Hitler fu l’unico ad abolire la vivisezione su animali per consentirla su prigionieri umani (nella fattispecie ebrei e zingari), proprio come una parte degli antivivisezionisti vorrebbe riproporre oggi.

Hitler può essere considerato il padre dell’Antivivisezionismo


Mi si consenta una divagazione dall’argomento principale dell’articolo per rispondere alla concezione degli animalisti secondo la quale tutti gli animali tranne l’uomo sarebbero buoni ed indifesi.

Soltanto chi ignora le scienze naturali può sostenere che gli animali siano buoni, ed in effetti il concetto di natura degli animalisti è un concetto costruito molto probabilmente in base ai cartoni della Walt Disney e che non ha attinenza con la realtà.
Gli animali sono capaci di atti di crudeltà che la mente umana non è nemmeno in grado di concepire, faccio solo un piccolo esempio: nei felini è consuetudine che il rivale che spodesta il maschio dominante uccida tutti i cuccioli di quest’ultimo per fecondare nuovamente le femmine sottomesse del branco… ve lo immaginate il secondo marito di una donna che come prima cosa uccide tutti i bambini che la donna ha avuto con il precedente marito?! La cattiveria di cui è capace l’uomo è ben poca cosa a confronto di quella animale.
Anche l’essere indifesi è concepito dagli animalisti come una prerogativa esclusiva degli animali non umani… Un uomo imprigionato, incatenato e reso inerme, un galeotto di quelli che vorrebbero usare per la sperimentazione, non è forse un essere Indifeso?!

Ma lasciamo da parte il fervore estremista, che pur riveste la sua importanza, e discutiamo la presunta etica degli abolizionisti della sperimentazione animale.

Si suole distinguere l’Antivivisezionismo “Scientifico” da un Antivivisezionismo “Etico”, in realtà quest’ultimo è conseguenza del primo. I due aspetti sono strettamente connessi sulla fondamentale questione dei metodi sostitutivi.
Lasciar morire tra atroci sofferenze un numero enorme di uomini e animali che possono essere curati grazie ai progressi della ricerca, non può in alcun modo essere considerato etico.
Sarebbe etico pretendere l’abolizione della sperimentazione animale soltanto nel caso in cui esistessero validi metodi sostitutivi, ed è qui che entra in gioco l’antivivisezionismo “scientifico” (meglio sarebbe definirlo pseudoscientifico) a supportare l’antivivisezionismo “etico” (meglio sarebbe chiamarlo immorale).
Ma gli argomenti dell’antivivisezionismo “scientifico” sono fallaci e crollando sotto i colpi del raziocinio, trascinando via con sé l’antivivisezionismo “etico”.

In definitiva, i ricercatori non hanno certo piacere di sacrificare animali, ma sono motivati dalla consapevolezza di agire per un bene più grande: la salute umana. È questa una decisione presa con la ragione ma che ha origine nell’emotività (l’emotività buona, ossia quella disciplinata dalla ragione).

Vi lascio con un brano di Bertrand Russell, filosofo da molti considerato il padre del razionalismo moderno.

L’amore senza la conoscenza, o la conoscenza senza l’amore, non possono maturare una vita retta.
Nel Medioevo, allorché la pestilenza mieteva vittime, santi uomini riunivano la popolazione nelle chiese per pregare, cosicché l’infezione si diffondeva con straordinaria rapidità fra le masse dei supplicanti. Ecco un esempio di amore senza conoscenza.
La grande guerra è un esempio di conoscenza senza amore.
In entrambi i casi le conseguenze furono disastrose.
Benché amore e conoscenza siano necessari, l’amore è, in certo senso, più fondamentale perché spinge l’intelligenza a scoprire sempre nuovi modi di giovare ai propri simili. Le persone non intelligenti si accontenteranno di agire secondo quanto è stato loro detto, e potranno causare danno, proprio per la loro ingenua bontà. La medicina suffraga questa opinione: un bravo medico è più utile a un ammalato che non l’amico più devoto; e il progresso della scienza medica giova alla salute della comunità più che una ignorante filantropia. Tuttavia, anche al medico è necessaria la benevolenza, affinché tutti, e non soltanto i ricchi, possano approfittare delle scoperte scientifiche.

Cordiali saluti da un membro della Resistenza Razionalista, MV.

Annunci

38 thoughts on “L’Etica Non è Emotività

  1. Ritengo che il titolo di questo articolo riassuma egregiamente ciò in cui ho sempre creduto: l’etica non può essere fondata sull’emotività. Non capisco però questo passaggio: «La sperimentazione animale Non è una tortura per due ragioni: vengono adottate procedure atte a ridurre al minimo la sofferenza delle cavie ed evitarla dove possibile; la sperimentazione animale Non è un fine, lo scopo del ricercatore non è quello di infliggere sofferenza. La sperimentazione animale è un mezzo per raggiungere la conoscenza, è la conoscenza il fine perseguito». Ora, se la sperimentazione animale non è tortura e, se è vero quel che ci racconta la biologia evolutiva da Darwin in poi (almeno spero), non vedo perché non si possano usare anche gli animali umani per la sperimentazione animale. La dichiarazione dei diritti dell’uomo vieta a istituzioni e organizzazioni (qualunque sia la loro natura) di infliggere la tortura come mezzo di coercizione ma, se la sperimentazione animale non è tortura, non vedo perché non la si possa estendere anche agli animali umani. Qualunque scienziato degno di questo nome scoprirebbe molte più cose sulla cognizione umana “scalottando” un adolescente piuttosto che un Rhesus. Il modello Rhesus è certamente vicino al modello Homo Sapiens ma mai sufficientemente descrittivo quanto un vero e proprio modello Homo Sapiens. Dunque, si otterrebbe efficientemente il vero obiettivo, come sottolineato nell’articolo, ovverosia la Conoscenza. Perdersi in discorsi sull’importanza della vita umana rispetto alla zecca o al saccaromiceto è altresì mera retorica in quanto le specie viventi non hanno alcun rapporto gerarchico fondato sulla nozione di “importanza” (una breve lettura del De partibus animalium aristotelico e dell’Origine delle Specie non può che chiarire le idee su tale questione). Pertanto, è letteralmente privo di senso affermare che si sperimenta sugli animali perché la vita umana è più importante di quella animale se non per le stesse ragioni che spingono un animalista a dire il contrario.

    Mi piace

    • Le motivazioni che noi forniamo ci dicono che la vita umana è più importante dal nostro punto di vista, che è appunto quello umano. E non siamo affatto chiamati ad assumere punti di vista più generali, esso è l’unico che conta e non necessita giustificazioni etiche, appunto perché l’etica non è una questione di “natura” ma di “cultura”, prodotto dell’uomo per l’uomo.

      [OI]

      Mi piace

      • Questo punto di vista è molto riduttivo. E molto pericoloso. L’uomo non esiste disconnesso da tutto quello che lo circonda, natura , cultura, ambiente e società.

        Mi piace

      • Non siete nemmeno chiamati a ragionare se per questo eppure lo fate comunque..
        Quindi se ho capito bene smettete di ragionare quando giungete a conclusioni che vi sono scomode. Ottimo esempio di razionalita`.

        Mi piace

  2. Mi complimento per l’articolo, molto interessante e molto ben scritto.
    Devo ammettere che nutro un certo interesse riguardo ai processi psicologici dietro a quella che chiamate “attitudine fideistica”, e concordo con la vostra analisi.

    Mi piace

  3. Di fatto questo riprende un nostro scambio di prima.

    La sperimentazione va fatta sugli umani per tantissimi motivi, non primo fra questi quello della reale utilità dei risultati.

    La conoscenza però operata nel classico palinsesto fisiologico presta tutt’ora il fianco all’accusa di smodata lentezza nella produzione di risultati rispetto ad ogni altra scienza classica.

    Conoscere è una frase molto profonda: potrei chiedere a OI se conosce se steso.
    Potrei chiedere se è in pace con se stesso o potrei chiedere se pensa di avere un’attività sessuale soddisfacente.

    Potrei chiedere come la sua propriocezione possa produrre interferenze nella sua capacità di selezionare dati e di reiterare esperimenti validi.

    Conoscenza non vuol dire solo catalogo, enumerazione, esposizione.
    La conoscenza migliore che abbiamo tratto è sempre di natura speculativa: l’effetto fotoelettrico è stato dedotto osservando l’arrivo di un treno alla stazione di Berna.
    Non occorse tagliare nulla per dedurre uno dei principali e più elusivi fenomeni della fisica della luce (il dualismo onda corpuscolo).

    Ebbene noi approfondiamo la conoscenza per “curare gli umani” permettendo loro di vivere più a lungo perchè questo “è bene”.
    Ma eticamente non è vero che allungare indefinitamente la durata della vita di una sola specie sia “bene” per tutto l’ecosistema.

    Dunque la necessità stessa di sperimentare spasmodicamente per produrre come unico risultato il sovraffollamento del pianeta è totalmente in discussione.

    Somministriamo esperienze terrificanti ad animali coscienti per quale beneficio ?
    Come facciamo ad eleggere questo beneficio al rango di “conoscenza” se la maggior parte delle scoperte fisiologiche di rilevo si è fatta senza bisogno di analisi in vivo?

    Parlavamo prima della possibilità pratica di struttura modelli virtuali con comportamenti reali a partire dai dati attuali: Fold It (simpatico giochino) si è meritato diverse pagine su riviste blasonate per aver permesso la risoluzione della morfologia di alcune proteine molto importanti senza bisogno di alcun laboratorio di affettatori.

    E parliamo di un prodotto realizzato sostanzialmente a costo zero.

    Traspare molto l’attaccamento ad un modello studiato, il che non implica con certezza che il modello difeso sia giusto o il migliore.

    In assoluto forse è il momento di pensare a questa metodologia come “vetusta” e concentrarci sul superamento di queste dinamiche.
    Ovviamene chi trae stipendio da questo non potrà mai veramente rifletterci con serenità.

    Mi piace

    • Per favore, se proprio dobbiamo, filosofiamo, ma non filosofeggiamo.
      Affermare che tutta, o anche solo la maggior parte, o anche solo la parte “migliore” della conoscenza si apprenda in modo speculativo è roba da presocratici. Anche quel poco che riusciamo semplicemente a dedurre deve essere confermato empiricamente in modo rigoroso, e poi ordinato in uno schema generale delle conoscenze. Il DNA non è stato scoperto accidentalmente, l’evoluzione non è stata scoperta accidentalmente, l’effetto tunnel non è stato scoperto accidentalmente. Neanche le benzodiazepine o la pennicillina sono state scoperte davvero accidentalmente, perché sono state scoperte da scienziati mentre facevano il loro lavoro, ovvero sperimentare procedendo per prove ed errori.
      Poi è chiaro che un fisico avrà bisogno di raggi cosmici e particelle per sperimentare, un biologo avrà bisogno di cellule e cervelli, è ovvio che un fisico non taglia nulla (fermo restando che deve trovare un bel po’ di prove sperimentali che confermino le sue teorie, o va tutto a puttane; è già successo con l’etere, ad esempio…)

      “Ebbene noi approfondiamo la conoscenza per “curare gli umani” permettendo loro di vivere più a lungo perchè questo “è bene”.
      Ma eticamente non è vero che allungare indefinitamente la durata della vita di una sola specie sia “bene” per tutto l’ecosistema.”

      Guarda che dell’ecosistema di per sé non ci importa un fico secco. Ci importa di esso nella misura in cui noi possiamo subire le conseguenze del suo danneggiamento; a noi importa del nostro bene, di tutto ciò che ci riguarda. Nessuno di noi va in crisi pensando che fra miliardi di anni il sole esplode, perché non ci riguarda, anche se magari ci sarà qualcuno allora a cui interesserà. Per ora noi vogliamo vivere di più e soprattutto meglio, se tu non condividi questo desiderio nessuno ti obbliga a servirti della cure mediche.
      Ma c’è un altro punto in cui mostri di aver completamente frainteso il senso della ricerca scientifica: si può fare ricerca per ottenere uno scopo specifico, ma non DEVE essere così. Si può fare ricerca semplicemente per ampliare il patrimonio di conoscenze.

      E su questo…

      “Come facciamo ad eleggere questo beneficio al rango di “conoscenza” se la maggior parte delle scoperte fisiologiche di rilevo si è fatta senza bisogno di analisi in vivo?”

      Sarò onesto… Su due piedi non mi viene in mente UNA scoperta in fisiologia che sia UNA che sia stata fatta senza analisi in vivo. I neurotrasmettitori, il potenziale d’azione, la regolazione ormonale, la circolazione sanguigna, i ritmi circadiani, i riflessi condizionati, i meccanismi dell’LTP… Tutta roba studiata in vivo su animali. Sono davvero curioso di sapere su che basi la spari tanto grossa. Perché l’hai detta grossa davvero qui…

      [OI]

      Mi piace

      • Hitler sarà anche il padre dell’antivivisezionismo, ma lei affermava: “…dell’ecosistema di per sé non ci importa un fico secco. Ci importa di esso nella misura in cui noi possiamo subire le conseguenze del suo danneggiamento; a noi importa del nostro bene, di tutto ciò che ci riguarda. Nessuno di noi va in crisi pensando che fra miliardi di anni il sole esplode, perché non ci riguarda…”.

        Le sue granitiche convizioni mi fanno venire i brividi… Non oso pensare che cosa farebbe se per qualche motivo dovesse prendere delle decisioni importanti per il futuro di questo pianeta…

        Mi piace

      • Le affermazioni di cui parla sono state fatte da due persone distinte, ma poiché compaiono sul medesimo blog, possiamo considerarle con buona approssimazione condivise. Mi dica, cosa la preoccupa tanto? Tutta l’umanità mi riguarda. Perfino buona parte degli animali mi riguarda. Diciamo che l’intero universo in qualche misura mi riguarda. Ma c’è una scala di priorità. Se la sua paura è che lei nella mia personale scala venga dopo mio fratello, sono costretto a confermarglielo. Se teme che un giorno potrò sottoporre ad olocausto tutti quelli che si firmano Pablo su internet, si tranquillizzi pure. Ritengo che la cosa mi riguardi abbastanza, potrei avere vglia di firmarmi Pablo anche io prima o poi…

        [OI]

        Mi piace

      • @ Pablo e Luca, ma davvero vi sentite in diritto di decidere quanto un essere umano debba vivere? Io sono certo che voi due, dovendo scegliere, la scelta ricadrebbe su una vita lunga e prospera, grazie alle medicine che ci permettono di superare momenti di crisi fisica che in altri tempi avrebbe significato morte. Ma voi vi preoccupate che ci siano troppe persone che vivano a lungo, chi sfoltireste? Siamo in 7 miliardi, ma ogni singolo essere umano ti manderebbe a quel paese se gli chiedessi di togliersi dalle scatole che è di troppo. E in virtù del fatto che siamo 7 miliardi, l’impatto che ha la SA sull’ecosistema è veramente poca cosa. L’uomo non fa più parte dell’ecosistema da secoli, poiché l’ecosistema è la prima cosa che abbiamo modificato a nostro vantaggio. Ora che siamo progrediti, però, siamo anche in grado di proteggere l’ecosistema, cosa che prima non veniva presa in considerazione. Ma ci sono diverse branche della scienza, e certamente non è un ricercatore sanitario che deve occuparsi dell’ecosistema, né il suo lavoro influisce sullo stesso, perché si occupa solo della salute delle persone. Persone che quando si trovano in difficoltà vogliono vivere, non lasciarsi morire perché tanto siamo in tanti e viviamo troppo.

        Mi piace

  4. La cattiveria di cui è capace l’uomo è ben poca cosa a confronto di quella animale.

    Ma si rende conto di quello che ha detto?La natura non e’ sicuramente quell’eden che molti pensano che sia o sarebbe se non ci fossimo noi uomini ma un’affermazione del genere lascia quanto meno sbalorditi.Troppi sono gli esempi che rimandano alla crudelta’ dell’uomo non solo verso gli animali ma anche verso i membri della propria specie:quanti pedofili esistono che non esitano ad abusare del corpo di un bambino?Quanti uomini torturano e ammazzono per il piu’ futile motivo ?quante guerre vengono combattute e quante vite vengono abusate,tramortite e sterminate perche’ qualcuno ha detto a questi combattenti che e’ necessario e giusto? quanti uomini fino ad oggi sono stati accusati di crimini contro l’umanita’? Potrei continuare ma credo che questi esempi possano bastarle,sigror ricercatore,per rammentarle che gli animali sono spinti dall’istinto di sopravvivenza mentre noi altri siamo spinti molto spesso da istinti bestiali che farebbero accapponare la pelle a chiunque…(con le dovute eccezioni,e non parlo di animalari,come li chiamate voi)

    Mi piace

    • Alessandra, evidentemente non hai capito bene quello che si dice nel post. Per quanto possano essere considerati crudeli alcuni comportamenti umani, noi abbiamo la capacità intellettuale di riconoscere tali gesti come criminali e da non permettere, e da punire. Negli animali i comportamenti che noi consideriamo aberranti ed efferati sono del tutto normali.

      Mi piace

    • A meno che non conosci donne che si accoppiano con gli uomini che gli hanno appena ammazzato la prole, è evidente che il concetto di moralità negli animali non esiste proprio. Nell’uomo la cudeltà è un’eccezione, non la regola

      Mi piace

      • Gli animali non possono essere tacciati di immoralita` perche` non fanno niente di crudele.
        Uccidere per il gusto di farlo e` crudele, fare del male senza necessita` e` crudele.

        Gli animali non lo fanno, c’e` sempre un motivo se uccidono.
        Nel tuo caso specifico, la societa` dei Leoni funziona cosi`:
        Ci deve essere un solo capo maschio, e gli altri o si allontanano o vengono uccisi. Non c’e` crudelta` perche` non c’e` scelta: non possono comportarsi in maniera diversa.
        Tuttavia, il leone vincente non infierisce mai sul perdente che scappa.

        L’uomo e` l’unico animale capace di crudelta`, perche` e` l’unico animale dotato della capacita` di scegliere fra 2 comportamenti dallo stesso effetto ma da diverso contenuto morale.

        Tempo fa` era uscito anche un articolo sull’Adige di Paolo de Benedetti che diceva qualcosa di simile a quanto sto` dicendo io, ma non riesco a trovarlo.

        Mi piace

      • Gli animali non possonoe ssere tacciati di immoralità perché non fanno parte dell’ordine morale, e non ne hanno né i vantaggi né gli svantaggi, com’è ovvio.
        Quanto alla crudeltà umana, non è niente di più che istinto animale “raffinato”.

        [OI]

        Mi piace

    • Ahahah! Sto ascoltando proprio ora un servizio sulla Mantis Religiosa (mantide religiosa, un insetto nel caso qualcuno non la conoscesse). In alcune specie di questo interessante animale, durante l’accoppiamento, la femmina mangia la testa del maschio, e a volte anche altre parti del corpo. Ma tu te la immagini cara Alessandra una donna che durante l’accoppiamento mangia la testa del proprio uomo?
      Non ti basta? Ti do un altro esempio! Sai che esistono alcune specie di libellule, insetti molto belli a parere mio, dove il maschio, subito dopo l’accoppiamento, distrugge l’apparato genitale della femmina per evitare che possa accoppiarsi con altri esemplari. Caspita, questa si che è dolcezza! Non vedo l’ora che il mio uomo mi faccia una cosa del genere!

      Ps. Ho seguito solo un corso di Zoologia Generale, che affrontava davvero una minima parte del mondo animale, quello invertebrato più semplice, eppure non puoi immaginare quanti altri esempi potrei citare! Sempre che vermi, insetti e spugne siano abbastanza “pucciosi” da essere presi in considerazione! 😉
      Buona serata

      Mi piace

      • Potrei citare altrettanti esempi in cui il mondo animale si dimostra infinitamente migliore di quello umano,
        basti pensare ai cani che amano i loro padroni in un modo che nessun umano potra` mai eguagliare.

        Ma anche fosse come dici tu, allora bisognerebbe giudicare se qualcuno merita o meno di vivere dalle sue azioni.
        In questo caso bisognerebbe abolire subito la vivisezione su cani gatti canarini ecc che non fanno niente di male neanche fra di loro,
        mentre bisognerebbe istituirla sugli stupratori, sui serial killer ecc..

        Non e` il massimo come metro di giudizio, ma sempre meglio di quello attuale..

        Mi piace

  5. E’ stupido da parte tua negare l’evidenza in quanto tutto quello che ho elencato nel mio messaggio precedente,e che rappresenta solo una parte dei crimini dell’uomo nei confronti dei suoi simili,perche’ a meno che tu non viva su un altro pianeta dovresti rendertene conto da solo.Fino ad ora la capacita’ intellettuale dell’uomo non ha impedito inutili e macabri stermini…forse perche’ non rientra nei suoi interessi egoistici o semplicemente perche’ ha situazioni piu’ importanti da risolvere piuttosto che perdere tempo a cercare di salvare delle vite.Non sono un etologa ma non mi riesce difficile comprendere il comportamento del leone che ammazza i cuccioli del suo rivale:questo comportamento spinge la leonessa ad entrare in breve tempo in estro quindi pronta per un nuovo coito,il cheì comporta la nascita di nuovi cuccioli dotati probabilmente di un corredo cromosomico piu’ adeguato a fronteggiare le avversita’ della vita in savana.
    Credo che la troppa

    Mi piace

    • Alessandra, quello che non capisco è questa etica da due soldi.
      Mi spiego meglio: gli animalisti tendono a giustificare le efferatezze del mondo naturale ma non quelle della civiltà umana. Perché? Non è terribilmente “specista”?

      Mi piace

      • La risposta e` molto semplice, perche` gli animali fanno solo cio` che per loro e` naturale, mentre gli uomini no.

        Solo l’uomo ha la capacita` di scegliere, e quindi puo` essere tacciato di comportamento morale/immorale.
        Gli animali al contrario hanno a disposizione un’unica strada.
        Gli esempi portati da Manuela non mostrano crudelta`, perche` per quella/e specie quel modo e` l’unico possibile per riprodursi, mentre ovviamente non si puo` dire lo stesso per gli uomini.. che possono scegliere se stuprare la partner o corteggiarla.

        Mi piace

  6. Credo che la differenza fra animalisti e sostenitori della sperimentazione animale non sia tanto fra emotività e razionalità in quanto io in modo molto emotivo preferirei sacrificare la vita di mille ratti pur di salvare la vita di un solo bambino

    Mi piace

  7. Ci sono molte cose su cui non sono daccordo, e altre su cui sono daccordo.
    Hai ragione quando condanni l’estremismo.

    Fra le molte cose su cui non sono in accordo ne ho scelta una che mi sta` a cuore:

    “Lasciar morire tra atroci sofferenze un numero enorme di uomini e animali che possono essere curati grazie ai progressi della ricerca, non può in alcun modo essere considerato etico.”

    A parte la voluta esagerazione che non ha gran motivo d’essere:
    la scienza medica e` gia` talmente avanzata che l’eta` media si e` alzata spaventosamente negli ultimi 50 anni e si muore ormai di veramente poche malattie.
    Casomai milioni di persone muoiono perche` le cure ci sono, ma non in certi stati non vengono somministrate a tutti, ma solo a chi se lo puo` permettere.
    Quindi non ritengo corretto dire che milioni di persone morirebbero se si arrestasse la SA.
    Teniamo anche conto che gli animali d’allevamento vengono tenuti “sani” grazie a un imbottitura costante di medicine, sperimentate a loro volta su animali, senza le quali grazie alle estreme condizioni di vita a cui sono sottoposti morirebbero in buona parte, e delle quali non ci sarebbe bisogno se gli stili di allevamento fossero piu` umani.

    Premesso questo,
    la mia risposta a questa affermazione e` sempre la stessa:

    http://ciropom.dyndns-server.com/public/rose_il_rosso_a_norimberga.txt

    cioe` un paragone di questa stessa frase con quella che pronuncio` il dottor Rose a Norimberga per giustificare gli esperimenti su esseri umani:

    <>

    Chiudo dicendo che, visto che su facebook non mi si vuole rispondere, magari in questa sede avro` piu` fortuna.

    Grazie del tempo che mi vorrete dedicare.

    Mi piace

    • Personalmente, nel momento in cui sia dichiarato ammissibile sperimentare su umani non consenzienti, non posso sapere se sarò fra le vittime di una malattia oppure fra le vittime di un esperimento. Preferisco rischiare la malattia, e dunque difendere una norma secondo la quale su umani non consenzienti non si sperimenta. SIccome invece ho la ragionevole certezza che non mi trasformerò mai in un animale, sono d’accordo a sperimentare sugli animali.

      [OI]

      Mi piace

  8. Sono a favore della sperimentazione animale perché, come espone molto chiaramente l’articolo, al momento non abbiamo alternative che lo sostituiscano al 100%. Col tempo si stanno sviluppando nuove tecniche e test e spero che pian piano si possa abbandonare del tutto, ma fino ad allora c’è da fare con quel che si ha. Poi, c’è sperimentazione e sperimentazione: un conto è sperimentare un nuovo medicinale che potrebbe cambiare in meglio la vita di persone o animali (perché, ricordiamolo, la sperimentazione animale viene usata anche per tecniche e medicine veterinarie!), un altro è sperimentare cosmetici superflui (e che spesso danno comunque reazioni allergiche inaspettate e sensibilizzazione, tanti sono i fattori chimici che agiscono oggigiorno sulla nostra pelle).

    Chi vorrebbe che un domani la sperimentazione animale non fosse più necessaria, meglio farebbe a sostenere la ricerca dato che da essa nascono e si sviluppano le nuove tecniche che rendono ciò possibile, passo dopo passo, invece che spendere tempo a diffondere propaganda basata su falsità…

    Mi piace

  9. Concordo col 99% con quanto scritto su questo articolo. L’utilizzo delle immagini per stimolare l’emotività è fuorviante e non dovrebbe essere tollerato. Avrei però da ridire su una cosa. A mio parere, chi ha scritto questo articolo, sulla base di ciò che ha detto e della logica che ha usato, dovrebbe sostenere la sperimentazione umana anzichè quella animale. Per tre ragioni.
    1)Le stesse per le quali viene sostenuta la sperimentazione animale: si parla sempre di un numero limitatissimo di cavie per salvare milioni di individui.
    2) Gli animali soffrono esattamente come soffriamo noi e vivono una vita esattamente come facciamo noi, quindi non abbiamo strumenti LOGICI che ci possano dire che il nostro benessere e la nostra vita valga più della loro. Qualcuno potrebbe dire che i topi vivono meno degli umani. Risponderei che si può ovviare al problema sperimentando su persone con aspettativa di vita molto bassa (malati e/o anziani).
    3) Gli esperimenti su cavie umane sarebbero molto più vantaggiosi, in quanto puoi provare il prodotto direttamente sulla razza che lo utilizzerà, anzichè cercarne una con caratteristiche simili ma non identiche.
    Chiedo all’autore dell’articolo di spiegarmi se sarebbe a favore della sperimentazione su cavie umane, e, in caso di risposta negativa, di spiegarmi il perchè, per illuminarmi al meglio sui suoi punti di vista.

    Mi piace

    • C’è un ottimo motivo logico per sostenere la sperimentazione su animali, e non su umani: noi siamo umani. Se si autorizza la sperimentazione su umani, si apre la strada alla sperimentazione su di me o sui miei cari, il che io non lo voglio rischiare in nessuna maniera.

      [OI]

      Mi piace

      • Rispondo qui, ma la risposta vale anche per la tua/vostra risposta al mio commento.

        Quello che sostieni tu non e` affatto un motivo basato sulla logica,
        bensi` basato sull’egoismo.
        Logica sarebbe fare quello che dice Antonio, che e` la stessa cosa che diceva il dottor Rose a Norimberga:
        Gli esperimenti sulle persone salvano le vite.
        In media, molte di piu` di quelle che tolgono.
        Quindi perche` no?
        Perche` non testare su gente in galera per qualche delitto, o su ebrei e zingari come facevano i Nazisti?

        La verita` e` che non c’e` nessun motivo logico per rispondere no a questa domanda, l’unico motivo e` l’egoismo,
        il mettere se stesso o la propria specie sopra al bene di tutti o di tutte le specie, per ragioni del tutto arbitrarie.

        Mi piace

      • L’egoismo è perfettamente naturale, tutti gli esseri della terra fanno uso di egoismo, altrimenti si estinguerebbero.
        La logica non è in grad di stabilire quali debbano essere gli scopi con cui agisci, la logica non ha il diritto di dirmi se devo preferire una vita, o due vite, e di chi. La logica, una volta che io abbia stabilito indipendentemente quale sia il mio scopo (voglio cure per i malati), e che cosa sono disposto a fare o non fare per ottenerli (non sono disposto a sacrificare vite umane per altri vite umane, altrimenti autorizzerei implicitamente gli altri umani ad usare la MIA vita a loro piacimento), la logica può solo dirmi come mi conviene fare per raggiungere il mio scopo. Uno scopo che comunque, in senso lato, è SEMPRE egoisticio, perché anche lo scopo altruistico (voglio salvare umani) rivela un interesse che è il mio: salvare umani è qualcosa che evidentemente mi dà gioia e soddisfazione, e uno scopo MIO, che compiace ME.

        [OI]

        Mi piace

      • Gli esseri umani non hanno piu` bisogno di essere egoisti, perche` non c’e` nessun antagonista naturale che li possa eliminare.
        Oltretutto il fatto che qualcosa sia naturale non significa necessariamente che sia giusto.
        Se fosse altrimenti non ci sarebbe nessun bisogno di usare la parola “giusto” perche` coinciderebbe automaticamente con quello che facciamo naturalmente.

        In ogni caso la tua risposta dimostra che non e` affatto illogico volere l’abolizione della sperimentazione animale, perche` come hai detto tu stesso la logica non ti puo` dire quale deve essere il tuo scopo.

        Il mio scopo e` promuovere una cultura del rispetto per tutti gli esseri senzienti animali compresi, in ragione del fatto che la discriminazione che pone gli animali come esseri inferiori urta la mia morale (e non solo la mia).

        Mi piace

  10. Premetto che sono un convinto sostenitore della necessità della sperimentazione animale. Tuttavia mi pare assurdo che in un articolo che vuole farsi promotore della “razionalità” contro “l’emotività” nel discorso scientifico, si faccia ricorso all’artificio retorico per eccellenza, la reductio ad Hitlerum. Non è questo un modo di far pressione sull’emotività delle persone, di far cercare di passare l’incorretto sillogismo “Hitler è cattivo, Hitler ha abolito la sperimentazione animale, quindi i movimenti antisperimentazione sono cattivi”? Qua si dice, in neretto, che Hitler si può ritenere il padre dell’antisperimentazione animale. Non sono assolutamente convinto di questa cosa, ma ammettiamola pure, per un momento. Questa sarebbe una giusta motivazione per avversarla? Non potremo invece serenamente riconoscere che nella storia delle scienze ci sono sempre state pagine molto oscure, passi incerti, decisioni discutibili? Eppure la discutibilità di quei padri non oscura la bontà e la validità di quelle scienze come le conosciamo oggi.
    Segue poi una lunga sfilza di commenti facebook, scelti ad hoc, a favore della sperimentazione sui detenuti. Crede lei che, se volesse fare una ricerca sociale scientifica seria sulle opinioni e sugli atteggiamenti degli antivivizionisti, dei dati raccolti su un campione statistico così condizionato possano essere ritenuti validi da qualunque ricercatore serio? Ne consegue che dai dati dai lei raccolti non possiamo concludere nulla.
    Anche io sono a favore del riuscire a dar voce alla razionalità, piuttosto che all’emotività, ma qui si fa uso di artifici retorici molto simili a quelli che si possono trovare in un qualunque articolo anti-sperimentazione.

    Mi piace

  11. “discriminazione che pone gli animali come esseri inferiori …”
    Perchè secondo te si può paragonare un animale ad un essere umano? Ha la stessa capacità di autogestirsi, di innovarsi, di evolversi?
    Se così fosse sarebbe già accaduto, gli animali sono sulla Terra da quando c’è l’uomo (anzi, anche da prima, se è per questo).
    Non considero gli animali miei pari ma li rispetto e sento l’obbligo, come specie più debole, di proteggerli e curarli, alla stessa maniera in cui mi sento in obbligo nei confronti di un anziano, un bambino o una persona incapace di essere autonoma.
    Ma da qui a voler mettere sullo stesso piano gli esseri umani e gli animali ce ne corre.
    Un confronto onesto non si può fare, semplicemente perchè, per essere veramente onesto e veritiero, bisognerebbe che le due categorie (chiamiamole così) fossero sullo stesso piano di intelletto, capacità e sviluppo.

    Mi piace

    • Bisogna distinguere vari livelli. Nessuno dice che un cane è uguale a una persona, ci mancherebbe. Sono specie diverse, ma con dei punti d’incontro. Il punto d’incontro più rilevante alla discussione è il seguente: provano emozioni (fra cui il dolore, la gioia, l’amore..) non come noi ma con i loro schemi, generalmente diversi dai nostri.
      Gli animali hanno la capacità di autogestirsi? Si! gli animali selvatici vengono forse alla tua porta a elemosinare cibo e riparo? non credo..
      Gli animali hanno la capacità di evolversi? Si! ogni organismo vivente si evolve secondo le leggi della biologia. Dire che gli esseri umani sono “più evoluti” è scorretto da un punto di vista scientifico, perchè altrimenti dovremmo dire, in riferimento alle capacità visive, che le aquile sono “più evolute” di noi, e che gli insetti sono “più evoluti” di noi nella loro capacità di adattarsi ai cambiamenti del loro ambiente. L’evoluzione non è una linea retta che dall’ameba porta all’uomo, ma ha più la forma di un’albero pieno di diramazioni evolutive (vedi filogenesi).
      Generalmente si usa quest’espressione per dire che gli umani sono, in un certo senso, più intelligenti. Più capaci di manipolare il loro ambiente a proprio vantaggio. Questo è senza dubbio vero, ma usare questo per giustificare la sperimentazione da un punto di vista etico equivarrebbe a dire che il potere è diritto: concetto mostruoso che aprirebbe le porte a sfruttamento indiscriminato dei più deboli.

      Detto questo mi preme sottolineare la fallacia nel tuo (vostro) ragionamento: diversi ergo inferiori.
      Questa stessa fallacia ha portato prima alla discriminazione di chi aveva una diversa religione, poi un diverso colore della pelle, poi un diverso sesso.. personalmente non ho intenzione di ripetere gli errori del passato.. e voi?

      Chiudo con una domanda: Se non ho capito male tu sei pro-sperimentazione. Se così è, come puoi dire che senti l’obbligo di proteggere e curare gli animali alla stessa maniera in cui ti senti in obbligo nei confronti di un anziano? Forse esegui esperimenti scientifici dolorosi e potenzialmente letali sugli anziani? E’ questo il tuo modo di “curarli e proteggerli”?
      Se invece non è così ignora pure la mia domanda.

      Mi piace

      • Ignoro la tua domanda perchè sinceramente non mi riguarda e non mi tocca.
        Evidentemente non mi sono spiegata bene, forse non sono stata abbastanza prolissa.
        Diversi ergo diversi, che nulla ha a che vedere con inferiori o “degni” di soprusi. Semplicemente esseri con capacità di autonomia ridotte.
        La sperimentazione, a pelle, non piace neanche a me ma, come dice l’articolo, c’è una differenza tra emotività e razionalità.
        Purtroppo il sacrificio di pochi (umani e non) molte volte ha fatto in modo che molti altri non morissero o avessero benefici enormi.
        Non è bello, non è giusto e non è generoso … ma è così.
        Fa parte dell’istinto di sopravvivenza.
        Non so se hai figli, ma se li hai o li avessi in futuro vorrei sapere se, di fronte a una malattia rara e ad un farmaco non ancora scoperto o testato, rinunceresti alla possibilità di salvare la vita di tuo figlio (o anche del tuo cane).

        Mi piace

      • Ancora una volta devo dissentire sul “esseri con capacita` di autonomia ridotte”. Frase a mio parere figlia del ragionamento “diversi ergo inferiori”. Sarebbe piu` corretto dire “esseri con capacita` diverse” e basta. L’autonomia la hanno eccome, finche non arrivano i cacciatori a sparargli, gli scienziati e gli allevatori a ingabbiarli, ecc. ecc.

        Detto questo, se la vuoi mettere su un piano strettamente razionale allora anche gli esperimenti su esseri umani dovrebbero essere permessi in quanto gli umani sono modelli certamente migliori dei topi, e non serve essere scienziati per capirlo.

        Quest’argomento e` stato anche usato dal dottor Rose, medico nazista al tribunale di Norimberga: http://ciroserver.no-ip.org/public/rose_il_rosso_a_norimberga.txt con poca fortuna pero`..
        Come mai? Perche` non c’e` nessuno di voi “razionalisti” che si scaglia contro l’irrazionalita` di chi non permette la sperimentazione su pochi esseri umani,
        a vantaggio di molti?

        Parlare dell’istinto di sopravvivenza in questo contesto e` assurdo: non ci troviamo in una situazione di guerra del tipo “mors tua vita mea”. Possiamo benissimo evitare di eseguire esperimenti immorali su animali, anche se rallenteranno la scienza, proprio come abbiamo evitato di eseguire esperimenti immorali sugli esseri umani, che hanno rallentato la scienza.

        Riguardo alla tua ultima domanda, la risposta sta` nella distinzione fra bene comune e bene individuale. Individualmente chiunque preferirebbe la vita dei propri cari a quella di un’estraneo, sia esso umano o animale.. E` proprio per evitare situazioni di questo tipo dove si instaura la legge del piu` forte che la legge deve imporre la soluzione piu` garantista per tutti.
        In ambito umano e` gia` stato fatto: non si puo` sperimentare su esseri umani, neanche se questo salvasse moltissime vite.
        E questa legge vale a prescindere da cosa vorrei fare io o qualsiasi altro essere umano..in questo modo il bene comune prevale sull’interesse personale.

        Mi piace

  12. Ha ragione a dire che la vivisezione fatta sugli animali è molto utile e serve per salvare moltissimi altri esseri viventi! Ma è anche vero che vivere alle spalle del prossimo non sia poi cosi tanto etico! Anzi! Aggiungo che gli animali a differenza nostra non sono intelligenti abbastanza da riuscire a curarsi da soli utilizzando la scienza sulla nostra pelle.. Ma se lo fossero, la maggior parte non esiterebbe a fare di noi la stessa cosa!! Ma anche tra loro va di moda essere umanisti! (amanti dell’umano e capaci di far di tutto per difenderci). Io proporrei invece di utilizzare per la vivisezione solo chi sceglie volontariamente di subire sulla propria pelle gli esperimenti di cui parlate bene. Se l’essere umano sa cosa vuol dire etica e se lei stesso sa cos’è l’etica sapreste che non è etico utilizzare il prossimo che sia cane ratto o umano, contro la sua volontà per salvarci la pelle e per puro egoismo! Credo sia meno crudele! Lei che ne pensa? Non è tanto difficile! Dio ormai è visto male solo perché l’uomo ha fatto del male nel nome suo.. Vale lo stesso per gli animalisti che nel nome dell’indifeso animale sarebbero capaci di fare atrocità peggiori all’essere umano stesso! Io sono animalista.. Sono anche umanista bambinista e tutto ciò che volgarmente si può definire chi non ama l’egoismo.. La cattiveria.. l’avidità superbia .. E tutto ciò che reca del bene solo ad uno o una sola specie o razza! Credo che il mondo sia nato per essere rispettato! E sono pronta ad accogliere tutto cio che la scienza propone per il bene del mondo senza escludere nessun componente!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...