Pedofili e Sacrifici Umani

Un’obiezione che viene spesso mossa alla sperimentazione animale da molti animalisti è che quella umana fornirebbe dati senz’altro migliori, un modello più preciso. In tal senso ricorre spesso la domanda:

Perché non usare i pedofili? E i mafiosi, e gli assassini?

La prima considerazione è d’ordine pratico: secondo il Nuffield Council on Bioethics, ogni anno vengono utilizzati da 50 a 100 milioni di Vertebrati a scopo di sperimentazione animale [fonte].
I carcerati che stanno scontando la propria pena per molestie a bambini o vera e propria pedofilia non sono neanche un centesimo di questa cifra… sono necessarie molte più cavie di quante normalmente non si pensi, ed abbiamo una popolazione carceraria di pedofili molto imferiore a quanto si creda. Ne consegue, logicamente, che anche volendo usare i pedofili come cavie, non ce ne sarebbero neanche lontanamente abbastanza.

Inoltre, attenzione: il pedofilo è una persona malata. Questo lo giustifica? Metto subito le mani avanti, NON significa per niente che debba venire scusato o perdonato! Ma sappiamo che i pedofili sono stati nella stragrande maggioranza dei casi, molestati a loro volta quando erano bambini. Traumi che lasciano il segno.
Gli animalisti, giustamente, giustificano certi cani nei canili, che nessuno vuole adottare perché hanno problemi comportamentali e possono essere pericolosi, chiarendo che tali cani (quasi sempre rottweiler, pitbull e simili) sono stati maltrattati e addestrati solo a far del male fin da quando erano cuccioli, quindi non si dovrebbe certo sopprimerli, giusto?
Lo stesso ragionamento andrebbe dunque applicato anche al pedofilo. Sarebbe un po’ strano difendere il cane che ha attaccato e ammazzato un bambino, e non difendere il pedofilo che ha stuprato quello stesso bambino.

Questo chiarendo che la pedofilia mi ripugna: ma ritengo che un percorso di cure serio e la carcerazione siano una via preferibile – non sono a favore della pena di morte. Inoltre la nostra legge prevede che la punizione del colpevole sia finalizzata alla sua rieducazione, non alla vendetta.

Comunque, siamo in democrazia. Quel che i sostenitori della sperimentazione su criminali propongono è essenzialmente:

  1. di introdurre in Italia la pena di morte.
  2. di definire come metodo preferenziale per la pena di morte la sperimentazione di farmaci non testati su animali.
  3. di applicare la pena di morte a chi è stato giudicato colpevole di pedofilia, associazione mafiosa e omicidio (volontario? involontario? doloso? colposo?)

Visto che siamo in democrazia siete liberi di entrare in politica, portando la vostra proposta all’attenzione della gente, e farvi votare.

Infine una precisazione sulla sottoscritta.
Io ho già specificato, tante volte, (ma ribadisco, mi sembra scontato!) che sono a favore della sperimentazione animale nella misura in cui essa è irrinunciabile per avere dei ritrovati (per uomini E per animali) che funzionino, che non uccidano, che salvino vite – ma anche tecnologia come quella che abbiamo visto recentemente applicata a Pisa, per ridare la vista a chi l’ha persa [fonte], forse in futuro per permettere di nuovo di camminare a chi si è trovato i nervi lacerati.

Se ci fossero sistemi sostitutivi (e ho detto Sostitutivi, non complementari, come sperimentazione in vitro, colture cellulari e simulazioni al computer, che vengono già applicati ma che da soli non sono neanche lontanamente sufficienti a definire la complessità di un organismo e tutte le sue reazioni) sarei la prima a dire “applicate quelli, non c’è bisogno di usare le bestie”.

Semplicemente io sono una persona razionale, qui su questa pagina si parla di avanzamenti della medicina, di progressi della tecnologia in campo medico, di scoperte in biologia, e dei danni che verrebbero arrecati alla ricerca se si smettesse (ora come ora) di sperimentare su animali.

State pur certi che per la mattanza dei delfini la mia reazione è ben diversa.


[DarkPhoenix]


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