L’Assurdità dei Metodi Alternativi

Iniziamo con il fare un po’ di chiarezza, perché la confusione degli antivivisezionisti è parecchia.
Per comprendere la scienza sono essenziali le definizioni.

È considerata Sperimentazione Animale la totalità degli esperimenti condotti sugli animali.
È un insieme ampio ed eterogeneo che comprende anche esperimenti di mera osservazione etologica che non contemplano alcun intervento sull’organismo della cavia studiata, come ad esempio la serie di esperimenti comportamentali svolti per mezzo della celebre gabbia di Skinner.

La Vivisezione non è che un sottoinsieme della Sperimentazione Animale. Come indica il nome, comprende quegli esperimenti che contemplano la dissezione (taglio) in vivo della cavia.
In genere si tratta di esperimenti di interesse fisiologico, gran parte della conoscenza della Fisiologia Animale è stata ottenuta attraverso la vivisezione.
Va detto che “vivisezione” non è un termine in uso tra i ricercatori e non compare nelle pubblicazioni scientifiche in quanto è un informazione imprecisa: non comunica nulla di ciò che ad uno scienziato interessa sapere. Nelle pubblicazioni scientifiche, la prima informazione che si deve comunicare è il modello sperimentale usato (o studio in vivo, o su sezioni, fisiologico, o comportamentale) e successivamente va descritta esattamente la procedura eseguita. Dicendo ad uno scienziato “ho fatto un esperimento di vivisezione” non gli si sta comunicando nulla.

I Test tossicologici costituiscono un altro sottoinsieme della sperimentazione animale, quello necessario a garantire la non tossicità di un prodotto (farmaco o cosmetico) prima di immetterlo sul mercato. I test tossicologici rivestono interesse prevalentemente in ambito della Farmacologia.

Gli antivivisezionisti, confusi e disinformati a causa delle falsità della propaganda antivivisezionista che plagia le loro menti, sono convinti che la sperimentazione animale consista esclusivamente nella farmacologia e la chiamano per giunta con il termini inappropriato “vivisezione”.

Ovviamente la scelta del termine “vivisezione” è una mossa strategica della propaganda antivivisezionista, poiché tale termine evoca immagini cruente, viene utilizzato con l’obiettivo di diffamare l’intera sperimentazione animale. Ciò rientra perfettamente nel quadro nella propaganda animalista che si basa esclusivamente sul coinvolgimento emotivo e sulla distorsione dei fatti.

Il colmo è che gli indottrinati dalla propaganda antivivisezionista finiscono per accusare noi di scegliere un termine sostitutivo più morbido “sperimentazione animale” per evitare di pronunciare “vivisezione”.

La conoscenza della lingua coadiuva il discernimento tra concetti.
Orwell lo aveva capito, ed è per questo che nella sua distopia teorizza la Neolingua, il depauperamento del linguaggio come strumento di potere sulle folle.

Chiamare la Sperimentazione Animale “Vivisezione” è un esempio eccellente di Neolingua.


Passiamo adesso ad altri due concetti che molto spesso vengono confusi: Scienza e Tecnica.

Lo scopo della Scienza è quello di giungere alla conoscenza della natura.
La conoscenza scientifica è fine a sé stessa ed è animata dalla curiosità e dal desiderio umano di comprendere come è fatto il mondo, qualità che personalmente considero la più nobile caratteristica della nostra specie, che ci distingue dagli altri animali.
Le scoperte scientifiche, nella maggior parte dei casi, non riguardano l’uomo e non sono direttamente finalizzate al benessere umano.

Lo scopo della Tecnica invece è quello di produrre invenzioni o procedure che migliorano la qualità della vita umana. L’innovazione tecnologica dipende dal progresso scientifico.

La Fisica è la scienza che studia i fenomeni naturali, l’ingegnere, tecnico per antonomasia, deve tenere conto delle fisica per realizzare i progetti. Analoga relazione intercorre tra la Chimica e la Farmacologia, tra la Biologia Molecolare e la Biotecnologia.


Il mantra che gli antivivisezionista indottrinati ripetono acriticamente, senza applicare un minimo di ragionamento, è il seguente:

Esistono metodi alternativi, la sperimentazione animale è inutile perché gli animali sono diversi dall’uomo, si può sperimentare direttamente sull’uomo.

Come abbiamo già spiegato altrove, è vero che esistono metodi alternativi, ma l’errore è considerarli sostitutivi.
In realtà si tratta di metodiche complementari le quali vengono già ampiamente utilizzate. Dove è possibile evitare l’uso di animali, già lo si fa.

Ad ogni modo, questo può valere in ambito farmacologico, mente parlare di metodi alternativi non ha alcun senso in ambito della Fisiologia.

Come si può pretendere di studiare il funzionamento dell’organismo di un animale senza disporre dell’animale?!

Faccio un esempio.

Le branchie dei teleostei (pesci ossei) sono un organo piuttosto complesso, oltre a filtrare ossigeno dall’acqua, sono deputate all’osmoregolazione (mantengono l’omeostasi espellendo il sale in eccesso)…
… ora, supponiamo di voler studiare nel dettaglio l’istologia (struttura dei tessuti) e soprattutto la fisiologia (meccanismi di funzionamento a livello molecolare) delle ghiandole poste sulle branchie, mi spiegate gentilmente come dovremmo fare senza disporre della cavia animale?!

Dovremmo forse studiare il funzionamento delle branchie sull’uomo?!

È sensato credere nell’esistenza di un metodo alternativo allo studio della fisiologia animale?!
È possibile studiare la fisiologia di un animale senza disporre dell’animale?!

Se fosse possibile, a questo punto potremmo anche conoscere la fisiologia degli alieni senza mai essere venuti a contatto con gli alieni, non vi pare?

Per sviluppare un metodo alternativo alla sperimentazione animale funzionale alla scoperta della fisiologia, bisognerebbe ricreare una copia esatta dell’organismo che si intende esaminare, ma qui sorgono tre paradossi:

  1. Per fare una copia dobbiamo prima conoscere l’organismo, quindi la messa a punto del metodo alternativo richiederebbe sperimentazione animale.
  2. Una volta sviluppata la conoscenza necessaria alla produzione del metodo alternativo, quest’ultimo diventa futile perché la conoscenza desiderata è già stata ottenuta.
  3. La copia esatta di un organismo animale sarebbe comunque un animale.

Ora, è mia opinione che la sperimentazione animale sia l’impiego più Nobile che l’uomo possa fare degli animali.
Consumiamo quantità enormi di pesci a fini alimentari, perché non destinarne pochissimi alla Scienza?!
Uccidiamo innumerevoli topi con le disinfestazioni, perché non destinarne qualcuno alla Scienza?!
In relazione all’uso alimentare, bastano davvero pochissime cavie per aumentare considerevolmente la conoscenza scientifica dell’umanità, eppure gli anitivivisezionisti si accaniscono nei confronti della sperimentazione animale perché sono mossi dall’emotività piuttosto che dal raziocinio.

Teniamo così poco alla conoscenza che preferiamo cibarci degli animali anziché studiarli?!

Ma soprattutto, in seguito a queste considerazioni, non mi capacito come al mondo possano esistere biologi che rinnegano l’utilità della sperimentazione animale e/o che intendono abolirla.
La biologia si fonda sulla sperimentazione animale, tutte le scoperte in campo biologico (tralasciando la botanica e la microbiologia) si devono alla sperimentazione animale… cosa si studia a fare la biologia se si rinnega la biologia?!
La totalità dei premi Nobel per la Medicina e Fisiologia sono stati conferiti per merito di scoperte derivanti direttamente (in rari casi indirettamente) dalla sperimentazione animale.
Mi appresto ad elencarvi tre casi. Tenete presente che, i biologi antivivisezionisti, rinnegando l’utilità della vivisezione, rinnegano implicitamente l’importanza delle seguenti scoperte.


Un Nobel per i Calamari

I Neuroni generano impulsi nervosi mediante il Potenziale d’Azione.
Il funzionamento del sistema nervoso si basa dunque sul potenziale d’azione, per cui esso riveste un’importanza fondamentale in Neurobiologia.

Come è stato scoperto il potenziale d’azione?

Provate ad indovinare.

Va bene, ve lo dico io: infilando elettrodi nel sistema nervoso delle cavie.

… sarei curioso di sapere quale sarebbe stato il metodo alternativo per giungere alla medesima scoperta, dubito possa esistere.




La scelta del tipo di cavia, da parte dello scopritore del potenziale d’azione, l’eminente biologo Andrew Huxley (nipote dell’Huxley allievo di Darwin e fratello dell’Huxley scrittore di fantascienza) cadde sui calamari, poiché i neuroni di questi molluschi cefalopodi sono di dimensioni cospicue e pertanto si prestano particolarmente bene all’osservazione sperimentale.

I neuroni umani, presi singolarmente, funzionano come quelli dei calamari: in entrambi i casi il potenziale d’azione è generato da una ripartizione di ioni sui lati opposti della membrana.

Perché allora noi umani siamo intelligenti ed autocoscienti mentre i calamari no? Semplicemente perché noi abbiamo miliardi di neuroni in più (anche gli animalisti?)

Huxley fu insignito del premio nobel per le scoperte derivanti dalla sperimentazione sui calamari. Anni dopo dichiarò ironicamente che il premio nobel andava conferito ai calamari la cui importanza fu determinante per le scoperte compiute.


Un Nobel per le Rane

Alla vivisezione sulle rane dobbiamo la scoperta dell’energia elettrica, per cui se gli antivivisezionisti fossero coerenti dovrebbero rinunciare all’uso di qualsiasi congegno elettrico (e quindi non riempirebbero internet con le loro fesserie).
Naturalmente ai tempi di Luigi Galvani non esisteva il Nobel.

In anni più recenti, dalla vivisezione su rane Otto Loewi scoprì che l’acetilcolina rilasciata in seguito alla stimolazione del nervo vago è responsabile della regolazione del battito cardiaco. La scoperta gli valse il Nobel.

Vagusstoff2

Anche in questo caso, come in quello precedentemente esposto e quello che verrà successivamente illustrato, la conoscenza sviluppata sulle cavie animali è valida anche per la fisiologia umana.

Molto spesso le scoperte rilevate sugli animali, sono rappresentative anche per l’organismo umano, altre volte no (come lo studio delle branchie dei pesci ovviamente). Ad ogni modo ciò è irrilevante, poiché la Scienza non ha come oggetto esclusivamente l’uomo, ma l’intera natura.


Un Nobel per le Lumache

Se rimarrà traccia nel vostro cervello di quanto avete letto del presente articolo, ciò è dovuto all’apprendimento, il quale si espleta attraverso un processo fisiologico denominato plasticità nervosa: le sinapsi si riorganizzano collegandosi in modo da produrre circuiti sui quali l’impulso nervoso, generato dal dal potenziale d’azione, può propagarsi. La computazione del segnale dipende dalla sua propagazione nei circuiti costituiti dalle connessioni sinaptiche.

Come si è fatto a scoprire questo processo?

Osservare i neuroni sugli umani è estremamente complicato, poiché nel cervello umano sono presenti in fitta densità e sono reciprocamente collegati da un groviglio inestricabile di dendriti (che terminano in bottoni sinaptici), tutto questo rende praticamente impossibile seguire gli impulsi nervosi.

Fatta la premessa, riporto il seguente brano estratto da Wikipedia:

Eric Richard Kandel intuisce che il problema dell’infinità di sinapsi che compongono il cervello è risolvibile spostando i suoi studi sull’Aplysia californica, la lumaca marina dell’isola di Catalina. I suoi neuroni infatti sono simili a quelli dell’uomo ed i segnali elettrici che questi si mandano tra loro sono identici ai nostri pur avendo il gasteropodo un sistema nervoso composto da ventimila neuroni anziché undici miliardi come il cervello umano […] Grazie ai suoi studi sulla plasticità sinaptica, ai chiarimenti sui meccanismi cellulari, molecolari e genetici della memoria, nel 2000 Eric Kandel è stato insignito del Premio Nobel per la Medicina, insieme ai colleghi Paul Greengard e Arvid Carlsson. [Fonte]


Ora, concluso l’articolo, prevedo che gli antivivisezionisti si suddivideranno in due parti.

Alcuni di essi non rinnegheranno l’utilità della sperimentazione animale ma asseriranno che va comunque abolita perché non è giusto che le scoperte scientifiche siano compiute a spese degli animali.
A questi rispondo: se intendete rimanere nell’ignoranza e nella superstizione, sono fatti vostri, noi siamo persone di Scienza e consideriamo la sperimentazione animale come una delle più nobili pratiche umane.

Altri antivivisezionisti asseriranno banalmente che la vivisezione è servita in passato ma che oggigiorno va abolita perché ormai tutto quello che doveva essere scoperto è già stato scoperto.
A questi ultimi non si può che rispondere ridendogli in faccia se davvero credono che tutta la fisiologia e la complessità degli organismi viventi ci sia nota, se così fosse avremmo sconfitto tutte le malattie e arrestato il processo di invecchiamento cellulare.


Alla prossima, MV