L’Assurdità dei Metodi Alternativi


Iniziamo con il fare un po’ di chiarezza, perché la confusione degli antivivisezionisti è parecchia.
Per comprendere la scienza sono essenziali le definizioni.

È considerata Sperimentazione Animale la totalità degli esperimenti condotti sugli animali.
È un insieme ampio ed eterogeneo che comprende anche esperimenti di mera osservazione etologica che non contemplano alcun intervento sull’organismo della cavia studiata, come ad esempio la serie di esperimenti comportamentali svolti per mezzo della celebre gabbia di Skinner.

La Vivisezione non è che un sottoinsieme della Sperimentazione Animale. Come indica il nome, comprende quegli esperimenti che contemplano la dissezione (taglio) in vivo della cavia.
In genere si tratta di esperimenti di interesse fisiologico, gran parte della conoscenza della Fisiologia Animale è stata ottenuta attraverso la vivisezione.
Va detto che “vivisezione” non è un termine in uso tra i ricercatori e non compare nelle pubblicazioni scientifiche in quanto è un informazione imprecisa: non comunica nulla di ciò che ad uno scienziato interessa sapere. Nelle pubblicazioni scientifiche, la prima informazione che si deve comunicare è il modello sperimentale usato (o studio in vivo, o su sezioni, fisiologico, o comportamentale) e successivamente va descritta esattamente la procedura eseguita. Dicendo ad uno scienziato “ho fatto un esperimento di vivisezione” non gli si sta comunicando nulla.

I Test tossicologici costituiscono un altro sottoinsieme della sperimentazione animale, quello necessario a garantire la non tossicità di un prodotto (farmaco o cosmetico) prima di immetterlo sul mercato. I test tossicologici rivestono interesse prevalentemente in ambito della Farmacologia.

Gli antivivisezionisti, confusi e disinformati a causa delle falsità della propaganda antivivisezionista che plagia le loro menti, sono convinti che la sperimentazione animale consista esclusivamente nella farmacologia e la chiamano per giunta con il termini inappropriato “vivisezione”.

Ovviamente la scelta del termine “vivisezione” è una mossa strategica della propaganda antivivisezionista, poiché tale termine evoca immagini cruente, viene utilizzato con l’obiettivo di diffamare l’intera sperimentazione animale. Ciò rientra perfettamente nel quadro nella propaganda animalista che si basa esclusivamente sul coinvolgimento emotivo e sulla distorsione dei fatti.

Il colmo è che gli indottrinati dalla propaganda antivivisezionista finiscono per accusare noi di scegliere un termine sostitutivo più morbido “sperimentazione animale” per evitare di pronunciare “vivisezione”.

La conoscenza della lingua coadiuva il discernimento tra concetti.
Orwell lo aveva capito, ed è per questo che nella sua distopia teorizza la Neolingua, il depauperamento del linguaggio come strumento di potere sulle folle.

Chiamare la Sperimentazione Animale “Vivisezione” è un esempio eccellente di Neolingua.


Passiamo adesso ad altri due concetti che molto spesso vengono confusi: Scienza e Tecnica.

Lo scopo della Scienza è quello di giungere alla conoscenza della natura.
La conoscenza scientifica è fine a sé stessa ed è animata dalla curiosità e dal desiderio umano di comprendere come è fatto il mondo, qualità che personalmente considero la più nobile caratteristica della nostra specie, che ci distingue dagli altri animali.
Le scoperte scientifiche, nella maggior parte dei casi, non riguardano l’uomo e non sono direttamente finalizzate al benessere umano.

Lo scopo della Tecnica invece è quello di produrre invenzioni o procedure che migliorano la qualità della vita umana. L’innovazione tecnologica dipende dal progresso scientifico.

La Fisica è la scienza che studia i fenomeni naturali, l’ingegnere, tecnico per antonomasia, deve tenere conto delle fisica per realizzare i progetti. Analoga relazione intercorre tra la Chimica e la Farmacologia, tra la Biologia Molecolare e la Biotecnologia.


Il mantra che gli antivivisezionista indottrinati ripetono acriticamente, senza applicare un minimo di ragionamento, è il seguente:

Esistono metodi alternativi, la sperimentazione animale è inutile perché gli animali sono diversi dall’uomo, si può sperimentare direttamente sull’uomo.

Come abbiamo già spiegato altrove, è vero che esistono metodi alternativi, ma l’errore è considerarli sostitutivi.
In realtà si tratta di metodiche complementari le quali vengono già ampiamente utilizzate. Dove è possibile evitare l’uso di animali, già lo si fa.

Ad ogni modo, questo può valere in ambito farmacologico, mente parlare di metodi alternativi non ha alcun senso in ambito della Fisiologia.

Come si può pretendere di studiare il funzionamento dell’organismo di un animale senza disporre dell’animale?!

Faccio un esempio.

Le branchie dei teleostei (pesci ossei) sono un organo piuttosto complesso, oltre a filtrare ossigeno dall’acqua, sono deputate all’osmoregolazione (mantengono l’omeostasi espellendo il sale in eccesso)…
… ora, supponiamo di voler studiare nel dettaglio l’istologia (struttura dei tessuti) e soprattutto la fisiologia (meccanismi di funzionamento a livello molecolare) delle ghiandole poste sulle branchie, mi spiegate gentilmente come dovremmo fare senza disporre della cavia animale?!

Dovremmo forse studiare il funzionamento delle branchie sull’uomo?!

È sensato credere nell’esistenza di un metodo alternativo allo studio della fisiologia animale?!
È possibile studiare la fisiologia di un animale senza disporre dell’animale?!

Se fosse possibile, a questo punto potremmo anche conoscere la fisiologia degli alieni senza mai essere venuti a contatto con gli alieni, non vi pare?

Per sviluppare un metodo alternativo alla sperimentazione animale funzionale alla scoperta della fisiologia, bisognerebbe ricreare una copia esatta dell’organismo che si intende esaminare, ma qui sorgono tre paradossi:

  1. Per fare una copia dobbiamo prima conoscere l’organismo, quindi la messa a punto del metodo alternativo richiederebbe sperimentazione animale.
  2. Una volta sviluppata la conoscenza necessaria alla produzione del metodo alternativo, quest’ultimo diventa futile perché la conoscenza desiderata è già stata ottenuta.
  3. La copia esatta di un organismo animale sarebbe comunque un animale.

Ora, è mia opinione che la sperimentazione animale sia l’impiego più Nobile che l’uomo possa fare degli animali.
Consumiamo quantità enormi di pesci a fini alimentari, perché non destinarne pochissimi alla Scienza?!
Uccidiamo innumerevoli topi con le disinfestazioni, perché non destinarne qualcuno alla Scienza?!
In relazione all’uso alimentare, bastano davvero pochissime cavie per aumentare considerevolmente la conoscenza scientifica dell’umanità, eppure gli anitivivisezionisti si accaniscono nei confronti della sperimentazione animale perché sono mossi dall’emotività piuttosto che dal raziocinio.

Teniamo così poco alla conoscenza che preferiamo cibarci degli animali anziché studiarli?!

Ma soprattutto, in seguito a queste considerazioni, non mi capacito come al mondo possano esistere biologi che rinnegano l’utilità della sperimentazione animale e/o che intendono abolirla.
La biologia si fonda sulla sperimentazione animale, tutte le scoperte in campo biologico (tralasciando la botanica e la microbiologia) si devono alla sperimentazione animale… cosa si studia a fare la biologia se si rinnega la biologia?!
La totalità dei premi Nobel per la Medicina e Fisiologia sono stati conferiti per merito di scoperte derivanti direttamente (in rari casi indirettamente) dalla sperimentazione animale.
Mi appresto ad elencarvi tre casi. Tenete presente che, i biologi antivivisezionisti, rinnegando l’utilità della vivisezione, rinnegano implicitamente l’importanza delle seguenti scoperte.


Un Nobel per i Calamari

I Neuroni generano impulsi nervosi mediante il Potenziale d’Azione.
Il funzionamento del sistema nervoso si basa dunque sul potenziale d’azione, per cui esso riveste un’importanza fondamentale in Neurobiologia.

Come è stato scoperto il potenziale d’azione?

Provate ad indovinare.

Va bene, ve lo dico io: infilando elettrodi nel sistema nervoso delle cavie.

… sarei curioso di sapere quale sarebbe stato il metodo alternativo per giungere alla medesima scoperta, dubito possa esistere.




La scelta del tipo di cavia, da parte dello scopritore del potenziale d’azione, l’eminente biologo Andrew Huxley (nipote dell’Huxley allievo di Darwin e fratello dell’Huxley scrittore di fantascienza) cadde sui calamari, poiché i neuroni di questi molluschi cefalopodi sono di dimensioni cospicue e pertanto si prestano particolarmente bene all’osservazione sperimentale.

I neuroni umani, presi singolarmente, funzionano come quelli dei calamari: in entrambi i casi il potenziale d’azione è generato da una ripartizione di ioni sui lati opposti della membrana.

Perché allora noi umani siamo intelligenti ed autocoscienti mentre i calamari no? Semplicemente perché noi abbiamo miliardi di neuroni in più (anche gli animalisti?)

Huxley fu insignito del premio nobel per le scoperte derivanti dalla sperimentazione sui calamari. Anni dopo dichiarò ironicamente che il premio nobel andava conferito ai calamari la cui importanza fu determinante per le scoperte compiute.


Un Nobel per le Rane

Alla vivisezione sulle rane dobbiamo la scoperta dell’energia elettrica, per cui se gli antivivisezionisti fossero coerenti dovrebbero rinunciare all’uso di qualsiasi congegno elettrico (e quindi non riempirebbero internet con le loro fesserie).
Naturalmente ai tempi di Luigi Galvani non esisteva il Nobel.

In anni più recenti, dalla vivisezione su rane Otto Loewi scoprì che l’acetilcolina rilasciata in seguito alla stimolazione del nervo vago è responsabile della regolazione del battito cardiaco. La scoperta gli valse il Nobel.

Vagusstoff2

Anche in questo caso, come in quello precedentemente esposto e quello che verrà successivamente illustrato, la conoscenza sviluppata sulle cavie animali è valida anche per la fisiologia umana.

Molto spesso le scoperte rilevate sugli animali, sono rappresentative anche per l’organismo umano, altre volte no (come lo studio delle branchie dei pesci ovviamente). Ad ogni modo ciò è irrilevante, poiché la Scienza non ha come oggetto esclusivamente l’uomo, ma l’intera natura.


Un Nobel per le Lumache

Se rimarrà traccia nel vostro cervello di quanto avete letto del presente articolo, ciò è dovuto all’apprendimento, il quale si espleta attraverso un processo fisiologico denominato plasticità nervosa: le sinapsi si riorganizzano collegandosi in modo da produrre circuiti sui quali l’impulso nervoso, generato dal dal potenziale d’azione, può propagarsi. La computazione del segnale dipende dalla sua propagazione nei circuiti costituiti dalle connessioni sinaptiche.

Come si è fatto a scoprire questo processo?

Osservare i neuroni sugli umani è estremamente complicato, poiché nel cervello umano sono presenti in fitta densità e sono reciprocamente collegati da un groviglio inestricabile di dendriti (che terminano in bottoni sinaptici), tutto questo rende praticamente impossibile seguire gli impulsi nervosi.

Fatta la premessa, riporto il seguente brano estratto da Wikipedia:

Eric Richard Kandel intuisce che il problema dell’infinità di sinapsi che compongono il cervello è risolvibile spostando i suoi studi sull’Aplysia californica, la lumaca marina dell’isola di Catalina. I suoi neuroni infatti sono simili a quelli dell’uomo ed i segnali elettrici che questi si mandano tra loro sono identici ai nostri pur avendo il gasteropodo un sistema nervoso composto da ventimila neuroni anziché undici miliardi come il cervello umano […] Grazie ai suoi studi sulla plasticità sinaptica, ai chiarimenti sui meccanismi cellulari, molecolari e genetici della memoria, nel 2000 Eric Kandel è stato insignito del Premio Nobel per la Medicina, insieme ai colleghi Paul Greengard e Arvid Carlsson. [Fonte]


Ora, concluso l’articolo, prevedo che gli antivivisezionisti si suddivideranno in due parti.

Alcuni di essi non rinnegheranno l’utilità della sperimentazione animale ma asseriranno che va comunque abolita perché non è giusto che le scoperte scientifiche siano compiute a spese degli animali.
A questi rispondo: se intendete rimanere nell’ignoranza e nella superstizione, sono fatti vostri, noi siamo persone di Scienza e consideriamo la sperimentazione animale come una delle più nobili pratiche umane.

Altri antivivisezionisti asseriranno banalmente che la vivisezione è servita in passato ma che oggigiorno va abolita perché ormai tutto quello che doveva essere scoperto è già stato scoperto.
A questi ultimi non si può che rispondere ridendogli in faccia se davvero credono che tutta la fisiologia e la complessità degli organismi viventi ci sia nota, se così fosse avremmo sconfitto tutte le malattie e arrestato il processo di invecchiamento cellulare.


Alla prossima, MV

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21 thoughts on “L’Assurdità dei Metodi Alternativi

  1. Meriti uno spledido elogio o tu fautore di codesto articolo!…esaustivo e assolutamente deciso a demolire una tra le falsità che al mondo d’oggi viaggiano di bocca in bocca…COMPLIMENTONI da un biotecnologo 🙂

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  2. Non ho mai capito gli schieramenti, le certezze, l’assolutismo. L’uomo cerca da sempre la lotta tra idee, anche se inutile e sterile. Di certo la manipolazione contorta imposta dall’economia al pensiero scientifico si dimostra in tutto il suo terribile splendore in queste righe, abbozzate appena, semplicistiche, tautologiche.

    Forse un vero uomo di scienza si chiederebbe perché dovremmo considerare di minor valore la sofferenza inflitta ad altre creature, per il semplice fatto che queste appartengono ad una specie diversa dalla nostra (j.c.w)?

    Forse un vero uomo di scienza conosce il valore dell’elettricità, e il valore della vita di un singolo essere vivente, dà il giusto peso a questi, ha padronanza delle diverse esternalità in gioco, riconosce la bassezza del suo agire, ma almeno ha l’accortezza di stare in silenzio non perdendo la propria dignità. Un vero uomo di scienza, forse.

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    • Con Wittgenstein, ti dico che “Ciò che si può dire, si può dir chiaro, e di ciò di cui non si può parlare, si deve tacere”.

      Il valore non è qualcosa di dato, ma qualcosa che si attribuisce. E i criteri con cui lo si fa sono soggettivi. Per ora ti si può dire che per qualcuno che affermi di attribuire valori valori valori dappertutto risulta davvero difficile essere coerente.

      [OI]

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    • Partiamo da un assunto: la tendenza ad esagerare.
      Se l’uomo non avesse a cuore gli animali, non esisterebbero i veterinari e non li curerebbe (a spese, certo, della vita di altri animali su cui è stata fatta la sperimentazione).
      Credo che ogni possessore di fuffy, sia stato ben lieto di vedere il proprio amichetto salvato da un farmaco sperimentato su altri animali.
      E questo per un semplice istinto umano, ma anche di qualsiasi animale che fa branco, quelli del mio branco sono più importanti di quelli di un altro branco.
      Il giorno in cui sarai pronto a sacrificare uno del tuo branco per salvare quello di un altro, potrai dire che sei diverso da noi.
      Tutti facciamo una scala delle priorità e dei valori, così come tutti, in maniera del tutto utopistica, ogni giorno ci auguriamo che il mondo domani sia un pochino meglio di oggi.
      Ma non pretendiamo di credere e di far credere agli altri, che il mondo delle favole si trasformi in realtà, semplicemente rinunciando al progresso.

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  3. io spero sempre che alla fine ci sia almeno un antivivisezionista del terzo tipo, cioè quello che ci pensa su, magari decide di informarsi, e poi arriva a cambiare idea dopo aver avuto conoscenza delle cose come effettivamente stanno e non come certi animalisti propagandisti vogliono che sia.

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  4. Dire che dobbiamo la “scoperta dell’energia elettrica” a Galvani è un po’ mistificatoria come cosa, anche vista la sua competizione assassina con Volta; magari si può formulare meglio la frase. E anche la frase
    ” Perché allora noi umani siamo intelligenti ed autocoscienti mentre i calamari no? Semplicemente perché noi abbiamo miliardi di neuroni in più ”
    E’ un pelino opinabile, specialmente quel “semplicemente “.

    Ma sto solo cercando di essere estremamente puntiglioso su di un articolo che dovrebbe essere appeso in ogni scuola.

    Kudos.

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  5. Hic sunt leones?
    Oserei aggiungere che non esistono solo le due parti citate della fazione “antivivisezionisti”, categoria nella quale non mi riconosco, pur essendo fondamentalmente naturofilo, se mi passate il termine. Forse non è il sito più opportuno in cui dirlo, ma vorrei ugualmente sottolineare che la sperimentazione animale risentirà sempre più della filosofia delle 3R (so che sapete cosa sia) e la comunità scientifica sta discutendo da almeno cinquant’anni come superare quest’impasse che non ci fa onore, e che più volte si è rivelata inefficace o addirittura fuorviante (immagino che qualche caso di errata valutazione sull’uso dei modelli animali nella ricerca farmacologica sia noto anche ai razionalisti, o no?).

    Comunque sia, è un bene che se ne discuta senza offendere o ridicolizzare le controparti, il che non è costruttivo e mi auguro che facciate vostro il detto “non sono d’accordo, ma darei la vita affinché possiate pronunciare la vostre idee” come faccio io!

    Cordialmente
    Il chimico impertinente

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    • I metodi di ricerca possono essere “inefficaci” solo in rapporto alle domande cui essi devono rispondere. La traslazione diretta dei risultati ottenuti sugli animali all’uomo è uno dei possibili scopi di una sperimentazione, quindi il modello animale può essersi talora rivelato inefficace a QUELLO scopo in QUELLA circostanza.
      La regola delle tre R non la contesta nessuno, noi contestiamo l’abolizionismo, o quelle correnti di pensiero che la vorrebbero sottilmente spingere fino rendere impossibili molte sperimentazioni fondamentali.

      [OI]

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  6. Un appunto:anche in microbiologia la sperimentazione animale ha avuto un grosso ruolo,come per i virus coltivati nelle uova o il modello murino della lebbra.
    Ottimo articolo.
    Io ho sempre amato gli animali,credo fermamente che gli ecosistemi vadano salvaguardati,sono contro alla sperimentazione cosmetica che tanto poi mette in giro un sacco di cosmetici pieni di roba orribile.
    Magari si potesse rinunciare alla sperimentazione,sarebbe un guadagno per tutti. Ma quel tempo è ancora lontano,nel frattempo deve essere usata,ovviamente limitando le sofferenze degli animali.
    Ma purtroppo molti tifosi non usano la testa,e non riescono a pensare razionalmente.

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  7. Un articolo approfondito ed illuminante, complimenti all’autore.
    Ma tanto immagino che i soliti “antivivisezionisti da facebook” non lo leggeranno, rimanendo nella loro ignoranza.

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  8. vi siete dimenticati del terzo tipo di antivivisezionista, cioè io
    india: il ministero della salute cita 1600 morti per esperimenti su cavie umane. La bayer (quella per cui lavorate) ne ha risarciti solo una trentina; la Pfizer uccide 6 bambini nigeriani per esperimenti dopo test animali e ne rende disabili 200; 1 miliardo di risarcimento; tutta la storia della medicina è progredita per esperimenti su umani senza consenso; l’antipolio di Salk ha fatto una strage di bambini e ne ha deprivato dell’olfatto centinaia; la ginecologia (Sims) è nata studiando senza consenso e senza anestesia le ragazze nere. non continuo perché mi ci vorrebbe tutto il server; non solo manipolate l’informazione (li trattiamo bene…ecc.) ma o non sapete un cazzo di storia della medicina moderna e contemporanea o anche in questo caso manipolate l’informazione. divertitevi col vostro sadismo
    opren 67 morti
    clichinolo 10.000 ciechi e paralizzati
    vioxx 120.000 infarti
    mediator 1000 morti

    e così via. Lo so che dite: ma questi farmaci sono stati provati anche sull’uomo, il che significa: che cmq erano sbagliati sugli animali e che tra di voi che gente che non segue i protocolli e gli si dovrebbe dare l’ergastolo

    ma la cosa più assurda è che date l’idea che gli animalisti siano antivivisezionisti; leggete Nature, Journal of medical american association; il british medical journal; annals of Neurology e prendetevela con i prf. universitari che sono contro la vivisezione e con queste riviste che pubblicano i loro articoli non con noi.

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    • Perché scrivere cose di cui sai già la risposta? Non è che me la spieghi tanto ‘sta cosa. Ok, case farmaceutiche cattive, buuuuhuhuh! E ‘mo? Tanto gli animali ci servono comunque, che siano buone o cattive non fa differenza.
      Di prof. universitari contro la sperimentazione animale finora non ne ho incontrato manco uno, e ne ho sentiti nominare pocchissimi. Devo dedurre che non si occupano di ricerca. Quanto agli articoli pubblicati su riviste scientifiche, ne conosco solo uno contro la sperimentazione animale (che gli animalisti citano a ogni piè sospinto, è quello del 2004), pessimo fra l’altro. Ce ne sono invece molti che sono critici riguardo al MODO in cui la sperimentazione animale a volte viene portata avanti, ovvero con scarsa perizia e scarsa attenzione alla riproducibilità. Malgrado anche questo tipo di studi siano parecchio citati dagli animalisti, non scalfiscono minimamente l’importanza della sperimentazione. Come non lo scalfiscono le magagne della Bayer, o della Pfizer, o della Satanik & Malvagik Pharmaceuticals.

      [OI]

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    • Dei giornali che citi sono abbonato a Nature e al BMJ (più parecchie altre riviste che probabilmente neanche conosci) e le altre mi capitano sott’occhio piuttosto spesso. Ciò nonostante non ho mai letto alcun articolo scientifico che si esprimesse seriamente contro la sperimentazione animale. Ne leggo invece decine ogni mese che mostrano scoperte, anche importanti, fatte grazie ala sperimentazione animale. Oltre che citare certi giornali dovresti anche leggerli.

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  9. Molto bello l’articolo… Da qualche tempo mi chiedevo una cosa però:
    E se modificassimo geneticamente qualche animale per non fargli crescere i nervi del dolore? La biologia non è il mio campo lo ammetto D: però almeno non potrebbero più dire che li facciamo soffrire.

    Naturalmente però ora che scrivo mi rendo anche conto che alcuni studi si basano anche sulle reazioni del topo e quindi togliere direttamente una parte di nervi potrebbe essere problematico, non contando quelli che verrebbero a polemizzare contro gli abomini creati dalla scienza 😄

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    • Hmm, da profano (sono un fisico) mi sembra poco fattibile: è grazie ai segnali che dal corpo arrivano al cervello che l’organismo, fin da prima di nascere, impara a camminare, a fuggire quando serve, a non scottarsi, a non morire di fame eccetera; e tra questi segnali devono necessariamente esserci anche quelli del dolore.
      L’idea sarebbe, forse, di sospendere la trasmissione dei segnali soltanto durante l’esperimento doloroso, no? Cosa che, mi risulta, si chiama “anestesia” e viene ben praticata.
      Qualche biologo può rendere questa idea piú precisa?

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  10. Scusate se mi inserisco nel “dibattito” soffermandomi su una sottigliezza puramente linguistica: ma davvero voi vi ritenete A FAVORE della sperimentazione animale? Perché io ho sempre interpretato lo schieramento pro più come un “per adesso è necessaria, mi dispiace per gli animali ma amen”; se però leggo che la sperimentazione è per voi addirittura l’uso più nobile che l’uomo possa fare degli animali mi prende un po’ un colpo.
    Premetto che non mi sono ancora fatta un’idea sull’argomento “sperimentazione necessaria sì/no”, ma mettiamo che lo sia; non sarebbe più logico e “umano”, oltre che a rendere l’utilizzo degli animali regolamentato e controllato al massimo (tanto durante gli esperimenti, quanto prima e dopo) auspicarsi che in un domani la sperimentazione possa essere abolita del tutto e impegnarsi nella ricerca per far sì che questo avvenga? Pur parlando senza alcuna conoscenza scientifica io non lo ritengo un traguardo impossibile… Mi pare ridicolo pretendere che dall’oggi al domani si dica “stop”, basta esperimenti sugli animali e cominciamo a scavare le fosse per i malati, ma ugualmente ridicola mi sembra l’affermazione che ho citato anche prima sulla presunta “nobiltà” della sperimentazione animale!

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  11. Non sono ignorante e nemmeno superstiziosa, quindi certi commenti non richiesti meglio evitarli!! E poi, ridere in faccia a chi??? Come ti permetti??? Scendi dal tuo piedistallo, hai solo riportato articoli .., è più facile prenderci x il fondelli. Sei solo capace di prendere per il culo!!! Ho visto mia madre consumata da un tumore morire tra le mie braccia e mio padre morire di Alzheimer e penso di sapere veramente cosa vuol dire soffrire, nonostante tutto credo ancora di più che nemmeno gli animali debbano soffrire così, soprattutto se inoculate, x provare a curare qualcosa che non è ancora stato sconfitto e nemmeno ci riuscirete!!! Probabilmente quella che seguite è la strada sbagliata!!! Il vero intelligente cambia le cose!!!

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