Tre Domande sulla Conferenza di Tettamanti del 3 Febbraio presso Montichiari



Domanda Uno

Se Tettamanti è a conoscenza di metodiche in grado di rendere inutile la vivisezione, perché non ne pubblica la scoperta su Pubmed, vincendo certamente il premio Nobel, invece di organizzare conferenze chiaramente destinate ad un pubblico inesperto?



Domanda Due

La scelta della data e del luogo della conferenza, sono opportune? Si tratta di tematiche delicate che andrebbero affrontate in maniera Imparziale ed Obiettiva. Le recenti tensioni del caso Green Hill di Montichiari, non pregiudicano forse la dovuta obiettività del pubblico? Quali sono le motivazioni alla base della scelta del luogo e del periodo?



Domanda Tre

Sostenere l’esistenza di metodi che sostituiscono la vivisezione, implica sostenere l’inutilità di quest’ultima, da ciò ne consegue l’alterazione dell’opinione pubblica: il ricercatore finisce inevitabilmente per essere considerato un sadico che si diverte a torturare gli animali inutilmente.
Suddetto fattore si aggiunge al clima già tesissimo di Montichiari.
Episodi che indicano il clima di tensione di Montichiari:
Green Hill: minacce di morte al comandante della polizia municipale
Green Hill: nuova pallottola minatoria. Stavolta tocca all’Asl
Green Hill, la tensione sale ancora: proiettili al sindaco Elena Zanola

Pertanto, una simile conferenza in una simile circostanza, non equivale a fomentare un odio che potrebbe tramutarsi in atti di violenza?


[MV]

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13 thoughts on “Tre Domande sulla Conferenza di Tettamanti del 3 Febbraio presso Montichiari

  1. 1)Forse non avete letto bene chi è il Dott.Tettamanti oppure siete schierati con Green Hill e chi gli va dietro,cmq la domanda la rigiro a voi,perchè in TV non chiamano anche chi fa ricerca senza animali?2)Credo che sia giusta la sua presenza a Montichiari,anche perchè al contrario di quello che si vuol far credere,è una persona calma,simpatica ma determinata e molto competente,insomma,ci vuole lui.3)Non c’è da sostenere niente,basta visionare i filmati inerenti la vivisezione per capire chi esagera,noi che stiamo con la ricerca senza animali o la vivisezione che è mantenuta in vita dalle case farmaceutiche?

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    • Ma certo che ci va in TV. Quante volte è andata in TV gente che faceva ricerca senza animali? Si può fare ricerca senza animali, è necessario, anzi, e c’è un sacco di gente che la fa. Quello che non si può fare è TUTTA la ricerca senza animali, quella è l’idea assurda.
      Ciò detto, non vedo esattamente che tipo di competenze specifiche per parlare di sperimentazione animale dovrebbe avere un chimico organico.
      Il fatto che sia competente, ammesso che sia vero, si dissolve facilmente di fronte a una sfacciata parzialità che di sicuro non rende il dibattito equo né la situazione in cui va a proporsi la più adeguata. Come al solito, gli “antivivisezionisti”, come amano farsi chiamare, si appellano all’emotività piuttosto che alla ragione. Non per nulla utilizzano i soliti filmati vecchi di vent’anni, con immagini montate ad arte, musica lacrimevole di sottofondo e commento scientificamente abominevole per cercare di ottenere consensi. Senza contare poi il solito riferimento complottista alle case farmaceutiche, che non hanno davvero nulla da guadagnare dalla sperimentazione animale…

      [OI]

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  2. “3)Non c’è da sostenere niente,basta visionare i filmati inerenti la vivisezione per capire chi esagera,noi che stiamo con la ricerca senza animali o la vivisezione che è mantenuta in vita dalle case farmaceutiche?”
    Ed è proprio qua la fallacia di questi discorsi: i “filmati inerenti” sono robaccia di più venti anni fa, che non rispecchia per nulla la realtà di un laboratorio odierno a norma di legge. Pensare che quelle siano prove affidabili è l’esagerazione: volete bruciare il campo di grano pronto da mietere e spargervi sopra il sale solo perché qualche anno fa vi hanno detto che c’era un tarassaco.

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  3. perchè non siete venuti alla conferenza in questione a fare queste domande????? Comodo nascondersi dietro ad un monitor. Tettamanti ha chiaramente detto che avrebbe voluto qualcuno con cui confrontarsi durante la conferenza, peccato che voi non c’eravate!!!

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    • La conferenza pubblica, quando si parla di argomenti ad alto impatto emotivo e il pubblico è palesemente schierato, non è affatto il modo migliore per far emergere la verità. Negli USA, ad esempio, si tratta della forma di dibattito prediletta dai creazionisti, che possono così ottenere delle “vittorie” facili in pubblico pur non avendo in effetti la scienza dalla propria, ma solo della buona retorica.
      In questi casi il volto non serve. Anzi, il volto depista, il volto distrae. Non devo essere una persona cordiale, simpatica, o pronta a parlare in pubblico senza inibizioni: devo essere una persona che ha dalla sua la ragione scientifica. E la ragione scientifica emerge meglio da dietro a un monitor, con la documentazione sotto mano, il tempo necessario per fare ricerche e approfondimenti continui, e la possibilità per il lettore di farsi un’idea senza essere trasportato dall’emotività.

      OI

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  4. scusate, ma il fatto che non vi siate presentati alla conferenza non depone a vostro favore. Se i vostri argomenti fossero cosí incrollabili e granitici, quello sarebbe stato un ottimo momento per farvi sentire e convertire il prossimo alla vostra causa. Io sono per il dibattito ed il dialogo, non per il monologo. Da degli scienziati mi aspettavo lo stesso. Ne ho dette di tutti colori ai movimenti contro Green Hill che si sono rifiutati di presenziare l’incontro in Senato sulla vivisezione, sostanzialmente per le stesse reagioni per cui voi non siete andati alla conferenza. In quanto a Tettamanti, e’ uno scienziato accreditato, certo specializzato in una certa branca della scienza. Si sono condotti ed ancora si conducono fior di esperimenti sugli animali in ambito chimico (per esempio per esigenze belliche), quindi non credo che sia del tutto digiuno in materia. In piu, sono certa che voi ricercatori di questo blog avete pure le vostre specializzazioni, tuttavia parlate di ricerca animale in modo generico, come se ne conosceste tutti gli aspetti, quando semmai potete parlarne per quanto riguarda il vostro ambito specifico

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    • Come già chiarito varie volte, una conferenza pubblica non è la sede migliore per fare emergere la verità scientifica. Non si fa scienza davanti a una platea di inesperti, la scienza si fa possibilmente per iscritto, citando e verificando le fonti e ragionando a lungo su quello che si scrive.
      Non per nulla in USA gli evoluzionisti rifiutano sempre i confronti pubblici con i creazionisti, che non hanno nulla di scientifico ma sono solo una gara di retorica.

      [OI]

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  5. Werner Hartinger, un chirurgo della Germania occidentale, nel 1989 ha dichiarato: “In effetti, ci sono solo due categorie di medici e scienziati che non si oppongono alla vivisezione: quelli che non ne sanno abbastanza, e quelli che ci guadagnano dei soldi”.

    Alcuni ricercatori che usano animali sono troppo lontani dalla pratica clinica sui pazienti. Sono ingenui. Molti non hanno contatti giornalieri coi pazienti, non vedono la disconnessione tra quello che fanno in laboratorio, e quello che in realtà funziona nella pratica clinica.

    Un altro motivo per cui si continua con la sperimentazione animale è il senso di colpa. Sentiamo a volte dire: “Se quello che dici è vero, allora perché ho ucciso tutti quegli animali?” Molte persone amano gli animali, o credono di amarli, comprese alcune di quelle che fanno sperimentazione. Costoro sono convinti in buona fede di fare “la cosa giusta” e se si rendessero conto che così non è soffrirebbero di un grave senso di colpa.

    Seguiamo la traccia dei soldi…

    Proviamo ora a seguire il cammino dei soldi a partire dalle case farmaceutiche. Quando una compagnia sviluppa un nuovo composto che potenzialmente può avere effetti terapeutici per gli umani, vengono finanziati (con milioni di dollari) degli istituti di ricerca accademici per studiare il farmaco attraverso ricerche su animali. Se il composto passa i test animali, si procede con i test clinici e infine si approda al mercato dove si generano incredibili profitti per queste case farmaceutiche.

    I test su animali vengono usati per poter passare velocemente alle prove cliniche, garantendo al contempo una copertura legale alle aziende farmaceutiche. Questi test vengono usati come prova, a favore o a discapito a seconda delle convenienza, quando ci sono delle cause legali contro le case farmaceutiche (o contro lo stato) in conseguenza di qualche effetto collateralo imprevisto dei farmaci messi in commercio. I test su animali servono cioè a proteggere le compagnie in caso di azioni legali, per evitare un risarcimento danni che potrebbe comportare un enorme dispendio di denaro.

    Inoltre, ricercatori e case farmaceutiche alimentano il mercato dei fornitori, cioè tutte quelle aziende che a vario titolo forniscono prodotti e servizi per la sperimentazione, ad esempio quelle che allevano gli animali destinati alla vivisezione e quelle che producono le attrezzature (gabbie, strumenti di contenzione, ecc.). Molti direttori di riviste scientifiche sono interessati alla sperimentazione animale in quanto questa garantisce un regolare flusso di materiale da pubblicare. Traggono profitto dal creare un numero sempre maggiore di riviste, le quali a loro volta producono guadagni sotto forma di pubblicità (di case farmaceutiche e di aziende fornitrici).

    A fronte dei pochi beneficiari di questa rete di profitti, si contrappone la vasta la schiera dei perdenti. Un enorma numero di animali condannati ad un destino crudele. Malati che potrebbero beneficiare di una cura che viene invece ritardata dalla macchina della sperimentazione animale, la quele finisce per renderli vittime essi stessi come gli animali. I soldi delle tasse dei cittadini che vengono sprecati nella sperimentazione su animali finanziata dal governo, mentre vengono tagliati molti programmi utili per mancanza di fondi.

    Si definisce cospirazione un accordo volto a compiere azioni illegali, infide o malvage; un accordo tra 2 o più persone al fine di commettere un crimine. Questa non è una cospirazione. La ricerca su animali è dovuta alle stesse cause che hanno fatto del male all’umanità per millenni: avidità, egoismo, ignoranza e paura.

    Fonte:
    NAVS, Animals in Scientific Research

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