Business Farmacologico For Dummies!

Spesso molti visitatori in contrasto con la nostra pagina facebook parlano con la solita convinzione del grande business delle case farmaceutiche.

Tralasciando le teorie più fantasiose per le quali queste agiscono da “untore” prima diffondendo malattie e “guaritore” poi traendo profitto dalle stesse, trovo molto interessanti affermazioni quali:

si producono troppi tipi di farmaci, la maggior parte non ci servono, è solo business.

Ovviamente queste persone dalla dubbia competenza non sanno quanto nella pratica clinica sia utile variare le terapie a seconda dell’evolvere di patologie più o meno complesse ,e quindi disporre di una vasta gamma di farmaci. Secondo loro la Ricerca dovrebbe fermarsi perchè in fondo di farmaci ne abbiamo già abbastanza.

Ma come fanno a dire quale farmaco sia indispensabile e quale no?

Secondo voi animalisti/antispecisti dovevamo fermarci all’amoxicillina e non arrivare al ceftriaxone? Alla vasopressina e non arrivare alla dobutamina? Alla ranitidina, e non arrivare agli inibitori di pompa protonica? O alla L-dopa e non avere inibitori delle mao?

Se ritenete stia parlando ostrogoto, non capisco a quale titolo possiate dire che esistono più farmaci di quelli che servono.
Quanti di voi hanno lavorato in ambito ospedaliero?
Non trovate questo disinteresse verso gli ammalati una vera e propria mancanza di empatia?

Per quanto riguarda il business mi viene a mente una barzelletta che girava anni fa via sms che diceva:

investiamo di più nel viagra che per curare l’Alzheimer: fra 30 anni avremo tutti dei piselli durissimi ma non ci ricorderemo dove metterli.

Ovviamente è solo una barzelletta da non prendere alla lettera, visto che l’alzheimer ha una certa frequenza e di conseguenza ci si fa ricerca.

E qui si può parlare di business:

È ovvio che visti i notevoli costi della sperimentazione animale, le case farmaceutiche investono laddove vi può essere un ritorno economico, quindi nelle malattie più frequenti quali quelle gastrointestinali, cardiovascolari, metaboliche (diabete, obesità, ipercolesterolemia), oncologiche più frequenti (seno e prostata piuttosto che sarcomi dei tessuti molli), rispetto alle malattie rare, per le quali a finanziare la ricerca saranno associazioni come Telethon.
Motivo per cui gli animalisti che fanno campagne contro Telethon, quindi contro chi soffre di malattie rare, dovrebbero farselo il classico “esame di coscienza”, se ne hanno una
.

Quante regole ci siano attualmente poi è già stato abbondantemente spiegato, quelli che dicono che vengono sacrificati troppo animali fanno solo propaganda di falsità. Alle quali molti abboccano!


[BM]