Le “Prove” di chi Non ha Prove: viaggio nella Complotto-mania Animalista

Uno dei principali effetti collaterali dei social network sembra essere quello di rendere contagioso il disturbo di paranoia. Assistiamo al dilagare di bizzarre e fantasiose congetture dietrologiche, considerate come inoppugnabile realtà dai loro sostenitori.
Ne sono esempi le scie chimiche, i vaccini deliberatamente concepiti allo scopo di intossicare la gente, i terremoti provocati dall’Haarp, il NWO e la conquista del mondo, e tanto altro. Per farsi un’idea, suggerisco la visione di questa pagina emblematica.
È sconcentare osservare l’enorme numero di persone che dà credito a siffatte idiozie, e che quindi si mostra incapace di applicare un minimo di pensiero critico.
La cosa suscita sollazzo e preoccupazione al contempo: fa ridere per l’assurdità delle corbellerie sostenute e piangere nel constatare quante persone se ne convincono agendo di conseguenza (non vaccinando i propri figli per esempio).
È altresì interessante osservare come qualche politico sfrutti astutamente questa situazione a proprio vantaggio.

Chiamerò tale attitudine complottomania, terminere che evidenzia la sussistenza di una mania.

Questo articolo si basa su un aspetto della complottomania, ovvero spesso l’ipotesi del complotto costituisce la “prova” di coloro i quali non dispongono di prove autentiche a sostegno delle proprie tesi.

Gli antivivisezionisti sostengono, contro ogni evidenza, che la sperimentazione animale sia inutile.

Per smontare questa congettura è sufficiente chiedere:

Se la Sperimentazione Animale è inutile, allora perché viene praticata?

Per rispondere alla domanda, non disponendo di prove, gli antivivisezionisti ricorrono alla dietrologia, sbizzarrendosi in trame complottiste, le quali spesso sono persino mutualmente in antitesi ma, chi le sostiene, riesce a districarsi agevolmente in un dedalo di incongruenze logiche senza rendersene minimamente conto.

Vediamo alcune di queste fandonie complottomani nel dettaglio. In ordine di frequenza empiricamente osservata abbiamo:



1° posto:

La sperimentazione animale è inutile ma viene praticata perché i vivisettori sono sadici e si divertono a torturare animali indifesi.

Ma certo, ammettiamolo! I ricercatori sono per lo più persone che, durante l’infanzia, sono state vittime di spiacevoli episodi (nella fattispecie hanno subìto il morso di un cane) e che di conseguenza hanno giurato vendetta nei confronti degli animali. Come negarlo?!
Ora, a parte il sarcasmo, innanzitutto per seviziare un animale non è certo necessario studiare estenuamente per conseguire una laurea scientifica. Senza contare che una persona sadica sarebbe enormemente delusa dalle rigorose procedure obbligatoriamente adottare allo scopo di minimizzare il dolore nelle cavie ed evitarlo ove possibile.
La sperimentazione animale Non è una tortura.



2° posto:

La sperimentazione animale è inutile ma viene praticata perché serve ad arricchire le case farmaceutiche.

Questa fandonia indica ignoranza dei principi basilari dell’economia di libero mercato.
La sperimentazione animale non è un ricavo ma un costo, anche piuttosto oneroso, pertanto le industrie del farmaco semmai massimizzerebbero i profitti eliminandola, ma evidentemente non possono perché è un indispensabile strumento di ricerca.



Al 3° posto abbiamo:

La sperimentazione animale è inutile ma viene praticata per imposizione, mediante corruzione politica, delle grandi industrie del farmaco poiché essendo un costo elevato le piccole industrie non se lo possono permettere ed in questo modo alle grandi industrie rimane il monopolio della produzione di farmaci.

… Questa fandonia complottomane fa invidia alle scie chimiche!
Bisognerebbe corrompere tutti gli scienziati del Mondo per attuare un piano del genere, un bel lavoraccio!
Poi, si trascura che la sperimentazione animale è praticata anche nelle università, senza alcuno scopo di lucro, ma solo ai fini di ricerca volta al progresso medico/scientifico.
Inoltre faccio notare che questo secondo punto è in palese contraddizione con il precedente: la sperimentazione animale è un costo o un guadagno?! Decidetevi!
La perla complottomane in questione ce la regala il Dott. Bruno Fedi nel seguente video.



Il video comincia con l’ostentata dichiarazione del Dott. Fedi di essere un animalista veterano, perciò va da sé che non dovrebbe essere preso come fonte obiettiva: se ideologicamente coinvolto, il suo interesse nei riguardi della sperimentazione animale non può essere, si presume, di carattere puramente scientifico. Per intenderci, non si può pretendere che un creazionista disquisisca in maniera obiettiva sull’Evoluzione.

L’intervistatore esordisce con (trascrivo): «per quale motivo big pharma e le industrie farmaceutiche continuano ad usare gli animali per fare gli esperimenti, quando questi esperimenti di potrebbero fare su tessuti prelevati da resti di esserei umani»

… “tessuti prelevati da Resti di esseri umani”?!?

Forse intendeva la sperimentazione in Vitro, ma quest’ultima al contrario di quanto sostiene l’intervistatore è già praticata come fase preliminare della sperimentazione animale, purtroppo ha dei limiti (che abbiamo già spiegato in diversi articoli) e non può sostituirsi alla sperimentazione animale… ma invece di correggere il suo interlocutore, il Dott. Fedi sfodera suddetta perla complottomane. Peraltro quelle del Dott. Fedi sono accuse pesanti, e dato che asserisce di avere anche i testimoni, perché non le espone all’ente preposto, ovvero l’Antitrust, invece di girare video per youtube?!



Al 4° posto si classifica:

La sperimentazione animale è inutile ma viene praticata perché così in caso di tossicità di un farmaco commercializzato, le industrie farmaceutiche possono difendersi legalmente dimostrando che sugli animali non è risultato tossico.

Questa fandonia indica ignoranza del processo sperimentale.
L’ultima fase sperimentale è condotta su volontari umani, consapevoli di essere sottoposti a sperimentazione e retribuiti per farlo, oltre che in fase clinica su pazienti disposti a sottoporsi a cure sperimentali.
La sperimentazione su volontari umani è resa possibile dalla previa fase di sperimentazione animale: se il farmaco non risulta tossico su diverse specie di cavie, allora i rischi si minimizzano nell’uomo (uno degli scopi della sperimentazione animale è appunto questo).
Il farmaco viene commercializzato soltanto quando si è verificato che Non è tossico nell’ultima fase, condotta sull’uomo… per cui asserire: «in caso di tossicità di un farmaco in commercio, le industrie farmaceutiche possono difendersi dicendo che sugli animali non era tossico», non ha alcun senso.

Notate che quest’ultima fandonia animalista è in palese antitesi con un altro slogan molto in voga tra gli animalisti, ovvero: « la sperimentazione sugli animali è inutile e lo dimostra il fatto che i farmaci prima di entrare in commercio devono essere testati sui volontari umani ».
Le stesse persone danno credito ad entrami gli slogan, quindi direi che siamo di fronte ad un caso di Bispensiero Orwelliano (ovvero crede ad una cosa e al suo esatto contrario allo stesso tempo).

Inoltre suddetta baggianata complottomane è circoscritta alla farmacologia, e quindi non tiene nemmeno conto del fatto che la sperimentazione animale è praticata anche in ambiti di ricerca che non hanno nulla a che vedere con la produzione di farmaci.



Al 5° posto abbiamo:

I risultati degli esperimenti sugli animali sono inutili e servono solo ad incrementare il numero di pubblicazioni dei ricercatori.

Quest’altra fandonia invece è esclusivamente riferibile alla sperimentazione animale praticata nelle università (e quella delle casa farmaceutiche dove la mettiamo? Mica il loro scopo sono le pubblicazioni) e dimostra l’ignoranza scientifica e l’irrazionalità di chi la sostiene: mi pare ovvio che i risultati dell’esperimento si conoscono solo ad esperimento concluso, si conoscessero prima non ci sarebbe alcuna ragione di eseguire l’esperimento, il fine della ricerca sono i risultati, l’esperimento è il mezzo attraverso il quale si conseguono.
Ma soprattutto, un esperimento non è mai inutile, anche quando gli obiettivi della ricerca falliscono, si è comunque scoperto che quella determinata tesi non è valida, e ciò aggiunge tasselli alla nostra comprensione della biologia.
Inoltre, non è possibile prevedere eventuali risvolti sull’utilità pratica di un esperimento a priori, ma soltanto a posteriori, le cose che ci servono a volte le troviamo in posti impensabili come ad esempio la penicillina nelle muffe (Fleming docet).

Ad ogni modo, è principalmente l’evidenza a contraddire tale asserzione: il Vitro è la tipologia di ricerca prediletta dalle squattrinate università italiane che non possono permettersi gli oneri degli stabulari. Inoltre le colture cellulari sono il modo più semplice e veloce per pubblicare.

Giusto per non farci mancare niente, tempo addietro la nostra pagina facebook ebbe uno scambio di commenti con Asia Giordando di I-Care, scambio fruttuoso dal quale abbiamo ricavato la seguente magnifica perla.

La parte oscurata riguarda persone terze e non è pertinente.

Si è presentata sfoderando i titoli (per altro non suoi), una mossa che generalmente viene adottata allo scopo di intimorire l’avversario.
Non ci intimoriamo, siamo la Resistenza Razionalista e sappiamo che rimettersi all’Ad auctoritatem è una logica fallace.
Noi saremmo più propensi ai ragionamenti e alla valutazione delle prove, ci inchiniamo solo di fronte ad esse e revisioniamo le nostre posizioni in funzione di esse.
Ma se proprio, nella diatriba, si vuole ricorrere all’Ad auctoritatem, allora a questo link è possibile consultare la lunghissima lista dei premi Nobel per la Medicina e Fisiologia conseguiti grazie a scoperte derivanti dalla sperimentazione animale.

Leggiamo adesso gli argomenti della Giordano:

Innanzitutto confesso di aver accusato un sobbalzo leggendo il seguente passaggio:

      il metodo meno scientifico in assoluto è quello che permette la maggiore falsificazione della ricerca

La lettura di siffatta asserzione potrebbe seriamente causare un infarto ad uno scienziato.

Come spiegava Karl Popper, la caratteristica che distingue la Scienza dalla fantasia è proprio la falsificabilità. La scienza non sarebbe tale se non falsificabile, in quanto essa si basa sui dati concreti, perciò alterando i dati si alterano i risultati e le conclusioni che da essi si traggono.
Diversamente, la fantasia non è falsificabile, perché è tutta campata in aria e non v’è nulla che può essere alterato per falsificare le conclusioni che si traggono.
Per approfondire l’agomento, suggerisco la lettura di questa pagina.

Le prove, proprio ciò che mancano alle tesi della Giordano.

Per il resto, il cardine della tesi della Giordano è un miscuglio di due ipotesi dietrologiche già precedentemente illustrate:

      Fare vivisezione aiuta sia nella commercializzazione dei prodotti, sia nell’effettuare inutili e fuorvianti ricerche che lungi dall’essere scientifiche, ma che permettono invece rapide carriere.

Analizzando razionalmente, si tratta di due ipotesi reciprocamente in antitesi, infatti se accettiamo come vera la seconda asserzione, allora chiediamoci la coerenza con la prima: che vantaggio avrebbero le industri a commercializzare prodotti che si rivelerebbero tossici e quindi perdere ingenti cifre in risarcimenti?!

Inoltre, non possiamo che notare l’uso improprio che la Giordano fa del termine “Vivisettori” e “Vivisezione”… chi sarebbero questi “vivisettori”?! Non mi risulta che esista una figura professionale chiamata in quel modo. E perché la Giordano si riferisce ai test di tossicità chiamandoli vivisezione?!
La nostra risposta all’uso improprio di detto termine l’abbiamo già fornita in quest’altro articolo.

Qui il link alla conversazione – pubblica – originale, dalla quale sono stati estratti i precedenti screenshot.



Al 6° posto si qualifica:

il Dott. Giorgio Vitali con la seguente spettacolare perla che trascriviamo tale e quale dal video (alterarla minimamente significherebbe intaccarne lo splendore):

dietro a tutte queste manovre c’è una cosa sola: la finanza internazionale. E la finanza internazionale utilizza tutti questi tentacoli per ottenere una cosa sola: il Dominio Globale sui viventi, sulla Terra e possibilmente sull’Universo.

Persino Adam Kadmon capitola dinnanzi a cotanta audacia.



Direi che siffatta perla non ha bisogno di essere discussa, si commenta da sé.



Al 7° posto:

un’altra perla che non ha bisogno di essere commentata e che riporto tale e quale sotto forma di screenshot.

Il vero motivo per cui si pratica la sperimentazione animale è:

Pare che, nell’era di internet, la parola “informazione” abbia perso il suo significato originale.



Al 8° posto:

un’altra esilarante perla complottomane che, sebbene non risponda alla domanda “Se la Sperimentazione Animale è inutile, allora perché viene praticata?”, merita tuttavia di essere elencata perché illustra un altro aspetto dell’uso del complottismo da parte degli animalisti.

Ho fatto personalmente osservare sulla pagina che la totalità dei premi Nobel per la Medicina e Fisiologia sono stati assegnati per scoperte derivanti dalla sperimentazione animale. La risposta che ho ricevuto è la seguente:

Notiamo come tutto ciò che non concorda nelle tesi animaliste viene giustificato con ipotetiche trame complottiste.
Il pensiero razionale vuole che le posizioni vengano rivalutate allorché rivelino incongruenze logiche. Quello degli animalisti però non è razionalismo ma pseudo-ragionamento subordinato all’avvallo di posizioni aprioristiche.


PS: Il presente articolo verrà eventualmente aggiornato elencando ulteriori fandonie complottomani.

Segnalazioni da parte degli iscritti della pagina sono gradite (non le “segnalazioni” per bannarci, intendo suggerimenti) 🙂

Sei un animalista? Hai letto questa nota? Allora rispondi anche tu alla domanda:

Se la Sperimentazione Animale è inutile, allora perché viene praticata?

Facci sapere la tua risposta, mi raccomando 🙂


Cordialmente, [MV]

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