Critica Ricorrente dell’Animalista Medio: i Ricercatori lo fanno per Lucro


Ora, la vita media del ricercatore (secondo la mia esperienza) è questa: 1000-1200 euro al mese dopo 5 anni di università (altri 200-300 dopo altri 3-4 anni di dottorato), praticamente lo stipendio di un commesso. Con la differenza che il ricercatore Non ha orari, Non ha ferie, Non ha festività comandate (cellule e topi non vanno in vacanza), Non ha contributi (finchè non è assunto, ovvero fino ai quarant’anni in media… calcolate quando andiamo in pensione), Non ha stabilità lavorativa avendo per lo più contratti a progetto e tempi determinati, spesso Non ha maternità, spesso Non ha lavoro qui in Italia e deve andarsene dal suo Paese, spesso Non ha prospettive di carriera perché soldi non ce ne sono e la ricerca dipende quasi del tutto da charities (= carità della gente!!!), il più delle volte ha una probabilità più elevata rispetto alla media di contrarre tumori (lavorando tutti i giorni con sostanze tossiche e cancerogene), e non ultimo pur salvando vite deve autolegittimarsi tutti i giorni davanti a gente che non ha studiato un centesimo di quello che lui deve sapere tutti i giorni, rischiando di diventare bersaglio di proteste e intimidazioni.

Dove sta il business? io ci vedo solo la passione e il sacrificio.
Fatemi il piacere!


Agnese

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22 thoughts on “Critica Ricorrente dell’Animalista Medio: i Ricercatori lo fanno per Lucro

  1. Allora specifichiamo per i dottori pro-vivisezione, che il business della s.a. non ruota intorno ai ricercatori, che vengono trattati come operai e insultati intelletualmente dato che le loro conoscenze potrebbero metterle al servizio dell’umanità anzichè sostenere delle vere e proprie cricche finanziarie internazionali che si ingrassano sempre di piu sulla pelle degli altri. Come mai le piu grandi aziende farmaceutiche spendono miliardi di dollari in pubblicità e solo metà dei loro soldi nella ricerca??? Il business lo fanno i dirigenti come qualsiasi industria che si rispetti (x modo di dire).

    Roger

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    • Il tuo discorso è totalmente privo di senso in quanto ti riferisci alle industrie farmaceutiche, mentre la ricercatrice che ha scritto questo articolo è una ricercatrice universitaria (e lo si evince chiaramente da ciò che ha scritto).
      [MV]

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  2. Non è che torturare qualcuno, facendolo anche gratis, rende bello un atto immorale.
    Se vuoi giocare a fare lo scienziato, fallo sui tuoi figli e su chi te lo lascia fare.
    Non approfittartene di chi non può difendersi, vigliacco.

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      • Si infatti, tortura è un termine edulcorato che mal si addice alle inutili pratiche messe in atto da disumani sfigati senza etica che non hanno ricevuto il piccolo chimico, o il microscopio, in tempo utile durante la loro giovinezza, per poter soddisfare le loro volizioni sperimentative.
        Se la sperimentazione sugli animali è una bella cosa, perché non la fai su te stessa o sui tuoi cari?
        E’ ovvio che la proposta di farla sui propri figli sia una provocazione, in quanto nessuno sfigato legittimato da una legge di comodo, dovrebbe essere messo in grado di giocare con la vita di chi non gli dia il permesso di farlo, figli inclusi.
        E’ evidente a chiunque (figuriamo ad un uomo di scienza) che gli animali vittime dei laboratori tutto siano tranne che contenti e consenzienti di subire le inutili pratiche che subiscono.
        Ergo, questi ricercatori non sono che piccoli uomini irrispettosi della vita e della sofferenza in generale, che si fanno grandi nel negare la possibilità di sperimentare su altri esseri umani non perché siano dotati di grande umanità, ma perché, come diceva Platone: “gli uomini condannano l’ingiustizia solo perché temono di poterne essere vittime, non perché abborrano di commetterla”. Per sfortuna degli animali, capaci di soffrire esattamente come noi, siamo però visivamente diversi da loro quel che basta a rassicurare la maggior parte degli uomini privi di un briciolo di umanità.

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      • le provocazioni inutili non sono tollerate, quindi astieniti dal esternare giudizi su gente che nemmeno conosci e che lavora anche per te e per i tuoi cari, per restare in tema.
        Ciò detto, nessuno ha mai detto che gli animali siano contenti e consenzienti. Lo sono forse quando sono altri animali ad ucciderli? Il topo si offre gentilmente e caritatevolmente al gatto perché esso possa inutilmente torturarlo e sfamarsi? Ovviamente no. Non ci sono diritti naturali, e in natura non esiste certo il “rispetto della sofferenza” né tanto meno il “rispetto della vita”, che anzi ha proprio complemento e assoluta necessità nella sofferenza e nella morte. L’espressione “rispetto della vita”, dal vago sentore cattolico, serve solo a conferire un’aura di sacralità ad una convenzione etica. E le convenzioni etiche, essendo appunto convenzioni, non sono imposte dall’alto, ma autoimposte.
        Io metterò SEMPRE prima della vita animale la vita umana. E prima della vita animale metterò anche non solo la vita umana, ma anche il semplice e puro accrescimento della conoscenza. Puoi giudicarmi male per questo, ma non mi importa, la mia sensibilità è a posto in questo modo; io rimpiangerò dei topi di laboratorio (che in natura sarebbero vissuti la metà del tempo), tu avresti molto di più da rimpiangere nella mia ottica, visto che chiedi a tutti noi di arrestare il progresso della medicina.
        Ciò detto, Platone non era mica scemo: la reciprocità è alla base dell’etica. Dove sussista un dilemma etico, deve intervenire il discorso sulla reciprocità quale approccio risolutivo. Alcuni problemi possono essere risolti senza porsi il problema della reciprocità, con la semplice empatia ed emotività. Ma la sperimentazione animale non rientra nella categoria.

        Ossequi,

        OI

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  3. Certo che ti conosco. Sei tu a presentarti come una persona immorale e sadica che gioca con la vita di chi non può difendersi.
    Se uno si presenta come uno stupratore o un assassino, non può meravigliarsi se gli altri lo giudichino per quello e solo per quello. Chi se ne frega se poi il resto delle sue abitudini non sono note. Quello che si sa, per sua stessa ammissione, basta e avanza.
    Comunque, scordati di lavorare per me o per i miei cari, perché ammesso che il tuo lavoro serva a qualcosa, esso serve solo al tuo ego represso, come palliativo per la costante impotenza a cui è sottoposto. Poi, cara la mia scienziata, a quanto pare molto più ignorante di quanto creda, gli animali che muoiono in natura per mano di altri animali, lo fanno seguendo la legge della giungla. Un leone, animale carnivoro, è costretto da madre natura a mangiare la carne perché in essa vi trova la taurina, sostanza indispensabile a tutti i felini per poter condurre un’esistenza in salute. La sua non è una scelta in quanto non ha alternative.
    Ma i leoni non approntano lager per animali più deboli né uccidono per svago, essi mantengono un comportamento neutrale che non provoca inutili sofferenze a nessun altro animale, uccidendo solo quando ciò è necessario alla loro stessa sopravvivenza.
    Te, con i tuoi degni colleghi, siete solo un branco di vigliacchi e ignoranti, vigliacchi perché fate del male gratuito legittimato da un sistema marcio che mistifica gli interessi economici spacciandoli per lavori utili all’uomo (quando sono esattamente l’opposto, basta scorrere la lunga lista di vittime causate dagli errori dei tuoi colleghi in passato), e ignoranti perché vi vantate di fare del bene all’uomo torturando milioni di animali che nulla hanno in comune con questo, se non la capacità di soffrire.
    E’ inutile che tiri in ballo poi, la regola della reciprocità, cercando di spacciare la vita degli animali come una questione estranea ad essa. Il motto: ‘non fare al prossimo ciò che non si vuole venga fatto a noi’, non significa ‘non fare mai del male solo a coloro potrebbero rifartelo indietro’, perché altrimenti la regola della reciprocità permetterebbe di maltrattare senza limite chiunque sia incapace di fare del male, come i disabili. Non fare al prossimo quello che non vorresti fosse fatto a te, significa rispettare la sofferenza altrui perché tu stessa potresti un giorno soffrire il medesimo dolore. E visto che da gran scienziata qual sei, saprai meglio di me che gli animali soffrono esattamente quanto noi nel fisico e molto similmente nella psiche, fare loro del male gratuito è solo un lavoro da pezzi di merda.
    Pertanto è inutile che tacci il prossimo di fanatismo religioso, perché, oltre al fatto che la gravità assoluta di un’azione resta tale a prescindere da chi la giudichi, nelle mie parole non c’era assolutamente nulla di religioso. Il rispetto del prossimo e l’esaltazione dell’umanità, sono valori che prescindono da qualsiasi fede religiosa e sono universalmente validi per chiunque abbia l’ardire di far parte a pieno titolo della razza umana.

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    • Prima di tutto sono un maschio. Secondariamente, sarà cancellato ogni altro commento contenente insulti. Terzo, hai mai visto un gatto giocare con un topo? Lascia che te lo dica… NON è affatto essenziale alla sua sopravvivenza che lo faccia. Così come non è necessario che un uccello depredi il nido di un suo simile per nutrirsi dei suoi pulcini, come non è affatto necessario che la madre abbandoni il cucciolo nato deforme. Tutte queste cose succedono naturalmente in natura, infatti sanno tutti che il life span di un topo in laboratorio è molto più lungo di quello naturale. Dovresti sapere quello di cui parli, ma sei troppo preso dall’insultare, e così non riesci neanche a nascondere decentemente la tua pacifica ignoranza. Buon pro ti faccia.
      Inoltre, lascia che ti insulti, visto che tu non ti fai molte remore ad insultare un’intera categoria di lavoratori che si fanno il culo in quattro perché tu invece di morire ti possa togliere l’appendice e perché tu possa curare il tuo pelosotto dalla cistite: continuare a parlare di interessi economici dietro la sperimentazione animale è da deficienti. Se c’è una cosa in cui non ci guadagna nessuno, l’hai trovata: la sperimentazione animale. Così come il termine “gratuita” che continui ad applicare alla sofferenza… NESSUNA sofferenza su questa terra è gratuita. La sofferenza è parte della vita, e forse dovresti crescere e accettarlo, invece di dare la colpa a chi ti capita perché così puoi sentirti pronto per la beatificazione. La scienza, cui la sperimentazione animale è indispensabile, salva delle vite e non solo; migliora la qualità della vita e accresce la nostra comprensione del mondo, fa dell’umanità qualcosa di speciale.
      Sull’etica è sempre un discorso lungo… ma SI’. L’etica si basa tutta per intero sulla reciprocità. Io non faccio male ai disabili. Perché? Perché non voglio, sono empatico con loro. Ma il fatto che io lo trovi spiacevole non basta a dire che sia sbagliato, perché io potrei essere un sadico e trovarlo piacevole. Se fossi un sadico, perché non lo farei? Forse perché qualcuno mi ha convinto a non farlo, stimolando in me l’empatia. O infine, perché ci sono costretto con la minaccia. Non ci sono altre possibilità, tutte le norme etiche possibili ed immaginabili sorgono da una dialettica fra il mio interesse personale (che non può di per sé essere soggetto a giudizio morale, ma è “al di là del bene e del male”) e il contesto che opera su di me influenze e compulsioni. Il contesto è tutto ciò che origina le norme etiche. E a tutti noi conviene vivere in un contesto che tuteli noi e ciò che a noi è caro. A te sono cari i moscerini. A me dei moscerini importa un fico secco. Vuoi darmi del mostro? Fa’ pure! Che me ne frega?! Non stimolerai in me alcun amore per quelle odiose creature. Vuoi che la tua opinione conti più della mia? Non potrai nasconderti sotto la sottana di una qualche entità spirituale, dovrai farla valere con le tue forze, perché è solo tua la battaglia. Tu, che metti la vita di un ratto prima di quella di un uomo, e io che invece farei uno scambio anche di centomila a uno; siamo solo noi, non c’è nessun altro in gioco.
      Il problema è che tu sei una persona fortemente religiosa e fideistica. Fai riferimento continuo ad entità spirituali, a fantasmi: rispetta LA SOFFERENZA, mostra UMANITA’, manifesta RISPETTO… ma queste sono solo parole. Non c’è uno “spirito della sofferenza/umanità/etc.” cui io debba del rispetto. Esistono solo individui che soffrono, esseri umani, cose degne del mio rispetto. Io mi comporterò con loro come più mi aggrada. La mia etica è questa: “fai tutto ciò che ti va a patto che tu sia pronto a subirne le più estreme conseguenze”. Sono pronto a subirmi il tuo odio e i tuoi insulti, anche perché posso censurarli quanto voglio.

      [OI]

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    • Lasciatelo dire, sei patetico. Senza mezzi termini. Stupido come non so cosa. E presuntuoso anche di più. Senza i vaccini che hai saresti morto da un pezzo, e quei vaccini sono stati testati. Ma probabilmente sei troppo ottuso da rendertene conto. Fai letteralmente pena

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  4. Premetto che ho rinunciato a una tesi prestigiosa che però mi avrebbe costretto a lavorare su animali vivi, e ho prefeirto ripiegare su una tesi meno prestigiosa nella quale però lavoravo con estratti vegetali e cellule in vitro, proprio perché, personalmente, non me la sentivo di avere a che fare con animali in gabbia…
    Certo che se un esperimento può essere fatto su tessuti coltivati in vitro piuttosto che su animali, sarebbe corretto farlo sui tessuti in vitro, Ma, sebbene io deprechi la vivisezione e l’uso degli animali come cavie per cose non essenziali (cosmetici, prodotti detergenti e altro), che sarebbe bene testare su pelle umana coltivata in vitro (e quindi non sofferente), è innegabile che lo studio di certi farmaci DEVE purtroppo passare anche per la sperimentazione animale. A questo punto, l’animale ha diritto a un trattamento dignitoso prima e durante la sperimentazione, ha diritto a soffrire il meno possibile, e a una decente eutanasia se le sue condizioni finali sono tali per cui la vita per lui è sofferenza.
    Ciò detto, chiedo a chi è contro la sperimentazione animale per partito preso di rinunciare a una vastissima gamma di farmaci salvavita che sono stati sviluppati proprio testandoli sui nostri amici pelosi. Quando avete un male grave e fulminante, per la cui cura c’è solo un farmaco, non state a chiedere se è stato testato su topi o cani, chiedete che vi venga dato e basta, no? Piantiamola con l’ipocrisia, allora!

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  5. Agnese, non dare ascolto a questa gente che pensa che l’omicidio sia più legittimo della sperimentazione animale. Fai bene a continuare per la tua strada. Io sono un ricercatore universitario (di un settore totalmente diverso) e capisco molto bene come ti senti. Tu lavori per il bene di tutti, non faccio eufemismi se dico per l’umanità, e questi sono i ringraziamenti.
    Saluti.

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  6. Scusami ma ipocrita sarai te, che cerchi il fallo nel prossimo per invalidare un principio quando è evidente a chiunque che un enunciato non cambia certo di significato con il cambiare dell’enunciatario.
    Né, se qualcuno ti facesse vedere un video dove Hitler afferma “viva la pace e viva la libertà”, saresti leggittimato a compiere omicidi a destra e a sinistra secondo la scusa che quel principio non vale nulla in quanto lui, Hitler, si è rivelato un ipocrita.
    L’ipocrisia della gente nulla ha a che vedere con la validità del principio che creare sofferenza gratuita sia sbagliato, questo anche se qualcuno, o molti, traggono attualmente beneficio dalle sofferenze passate che al contempo affermano di non voler vedere riproposte.
    Certamente il “è sempre stato così” non è una scusa valida per perpetrare all’infinito una pratica. La tortura e la pena di morte sono immorali in base ai nostri attuali valori, eppure sono state pratiche portate avanti per milleni e legali fino a pochi anni fa. Chi sarebbe così stupido da affermare che andavano salvaguardate solo perché era sempre stato così?
    Eppure prima che fossero cancellate, di questi stupidi ce ne erano a migliaia, che cercavano di distogliere l’attenzione di milioni di persone dall’argomento, solo in base alle loro disumane convinzioni.
    Ma le cose per fortuna cambiano e sempre cambieranno, come ad esempio, che lontani sono quei tempi dove certi ignoranti spacciavano per validi sull’uomo dei farmaci sperimentati quasi solo sugli animali, e che una volta diffusi sul mercato, tanti morti e tanta sofferenza inutile hanno causato.

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    • Ma quanto sono inutili i tuoi interventi? Sei pregato, oltre che di abbassare i toni, di cominciare a portare contributi. Se vuoi mettere sotto accusa l’intera scienza biologica e medica, come fece a suo tempo quell’idiota di Ruesch, sarà meglio che cominci a portare i fatti e i dati, invece delle parole. Il problema è che dovresti prima averli…

      [OI]

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      • MV, per favore, non dare corda a questo tizio, anche perché quando approvi un suo commento rimuovi automaticamente la moderazione su di lui e ci inonda di stronzate. Tanto lo vedi che è fuori come un balcone.

        [OI]

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  7. Ritengo che Leandro abbia fatto un discorso emotivo e poco Razionale. Che Cosa avrebbero mai in comune i torturatori medioevali con i Ricercatori scientifici? Cosa diavolo potrebbe mai c’entrare un paragone tra Hitler e gli sperimentatori? Ma perché Esiste questo astio verso gli scienziati seri,che sono convinto,non si sfregano le mani ogni mattina dicendo “Ah che bello,non vedo l’ora di torturare qualche cagnolino!”? La verità è che la sperimentazione animale torna utile indirettamente ANCHE agli animali stessi! Ha forse più possibilità di curarsi un cane di oggi,o un suo parente medioevale? La sperimentazione sugli animali non durerà per sempre,o almeno cosi mi auguro,ma per ora non possiamo fermare il progresso scientifico in nome dell’irrazionale emotività di qualche retrogrado ecofondamentalista.

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  8. Quello che prende il ricercatore non c’entra nulla: se prendessero ventimila euro (cosa che auguro a tutti quelli che ci lavorano) non diventerebbe mica un lavoro immorale.
    E’ un lavoro giusto, è un lavoro legale, è un lavoro che salva un sacco di vite a prescindere da quanto prendete.

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  9. mi piace il commento di federico…è un lavoro legale. Ma la cosa che mi spaventa è che il fermento animalista che sta fascicolando nella rete spinga i politici alla realizzazione di leggi blocca ricerca. Ragazzi…lo dico…è brutto sacrificare una vita animale, non ci piace ma è necessario per sapere e il sapere consente di essere. Ricordiamo che la vita media si è alzata non per le evoluzioni in campo nutrizionale ma per l’apporto di farmaci e cure. Che dire? siamo democratici e il giorno in cui l’opinione pubblica giudicherà in maggioranza che la ricerca è reato saremo costretti a fare ciò che amiamo altrove o illegalmente ma fintanto ci è possibile faremo ricerca o da medici cureremo…anche chi ci giudica vigliacchi e assassini

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      • Veronesi ne spara tante. Comunque lui c’è già arrivato alla vecchiaia, se è stanco di vivere si faccia pure fuori, o rifiuti le cure quando si sentirà male.
        Va be’ che in realtà se consideriamo quanto si è ridotta la mortalità infantile, deve ringraziare di essere arrivato ai sei anni, non agli ottantasette.

        [OI]

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  10. Chissà se gli animali sono felici di stare in laboratorio, dove non sono cacciati dai predatori e vengono sfamati regolarmente e abbondantemente.
    Ma chissà anche se sono felici quegli animali chiusi negli appartamenti, trascinati in giro con un collare o in una gabbietta.
    E chissà ancora quanto sono felici quegli animali NON DI RAZZA che vengono abbandonati nei canili e gattili.
    Ma per piacere, abbiate la coerenza di liberare i vostri animali domestici, che trattate praticamente come dei ‘complementi d’arredo’, e lasciate lavorare i ricercatori, che si fanno il mazzo per salvare il culo a tutti, animalisti ignoranti e ingrati inclusi.

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  11. Tanto, quando giungerà quel momento, cercherai qualunque soluzione, qualunque alternativa, pur di poter continuare a respirare anche se solo per qualche ora… tu, come tutti coloro che leggono questo messaggio… che lo faccia per passione (probabile) o per soldi (essere ricercatore non è sinonimo di soldi da nessuna parte nel mondo) non cambia assolutamente nulla… neppure l’ipocrisia di un omuncolo…

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