“Dialogo” (o diatriba?) con il professor Gianni Tadolini


Gianni Tadolini: Cari amici, la cosa che mi infastidisce è che non firmate mai articoli e commenti. Gianni Tadolini.


MV: Nessuno la obbliga ad intervenire su di una pagina che la “infastidisce”.
Riceviamo frequenti minacce da parte degli ALF (animalisti terroristi) e non sarebbe cauto per noi rivelare la nostra identità.
Purtroppo gli animalisti non consento libertà di opinione e sono dei fanatici fondamentalisti che danno il tormento nelle forme più subdole. Animalisti hanno rapito bambini dei ricercatori, profanato tombe dei parenti dei ricercatori, incendiato auto dei ricercatori, incendiato abitazioni dei ricercatori. Ma oltre alla persecuzione concreta c’è anche quella psicologica: dati diffusi su internet con numeri di telefono e email di ricercatori e fiumi di messaggi di minacce e turpiloqui di bassezze di cui solo gli animalisti sono capaci.
Basti pensare che il numero telefonico della senatrice Boldi, per la sola “gravissima” colpa di aver espresso un’opinione favorevole alla direttiva UE, è finito su siti pornografici, postato da animalisti.


Gianni Tadolini: Personalmente condivido la maggior parte delle cose che dite sul sito, quando parlate di scienza. Mi sembrate molto deboli nella riflessione bioetica.


MV: La nostra posizione etica la trova in questi tre articolo (1; 2; 3).


Gianni Tadolini: Ecco: letto i vostri articoli sull’etica. Comunque siamo su posizioni diverse, perchè io sono cristiano e mi sento profondamente sottomesso al mistero di Dio. Quello che non mi sta bene in buona parte del cristianesimo, soprattutto quello cattolico, è che ha una posizione troppo antropocentrica e considera l’uomo il centro dell’universo. Io invece ontologicamente non valgo più dei miei cani, o dei miei topi, agli occhi di Dio … E un giorno cominciai a chiedere perdono ai miei topi per il dolore che infliggevo loro. Da allora, forse, ho cominciato a capire qualcosa.


OI: Ciò che sfugge a molti cristiani è che l’etica si fa partire da presupposti soggettivi, ma il terreno sui cui è costruita deve essere comune. Lei può credere in Dio quanto vuole, ma noi non ci crediamo (e molti della sua stessa fede d’altro canto ci credono abbracciando in pieno quella prospettiva che lei definisce “antropocentrica”). Dunque se le interessa discutere di etica con noi dovrà farlo solo su presupposti che condividiamo tutti, oppure le conviene far risparmiare a tutti del tempo ed evitare proprio di iniziare; non avrà successo nel convertirci, e non credo che avrà successo neanche nel creare nuovi cristiano-animalisti.
Certo è che dal punto di vista teologico un dio così preoccupato della sofferenza dei topi a mio avviso probabilmente avrebbe fatto i gatti vegetariani.


Gianni Tadolini: Bene cari, allora vi saluto: sono trent’anni che studio il cervello e le emozioni nei mammiferi. L’uomo non è nè il centro dell’universo, nè è a loro superiore, è solamente diverso, avendo sviluppato funzioni e sistemi neurali diversi. Tra me e il mio cane esiste lo stesso tipo di differenza che c’è tra un cavallo e un cammello, per dire. Non c’è superiorità, ma solo diversità neurofunzionale. Gli animali sono soggetto di diritto non meno degli uomini (anche per la legge, finalmente). La cultura ebraica non c’era arrivata, il cristianesimo, quello vero, sì. L’antropocentrismo è finito. Ho letto le vostre bibliografie: mancano testi che nella cultura contemporanea sono di un’importanza colossale. Con la vostra “Resistenza Razionalista” avete preso un granchio cosmico, perchè la “ragione” umana altro non è che una funzione: un delfino è molto più intelligente e “ragionavole” di me e di voi. E qui ci separiamo. Buona fortuna e non fate troppi guai morali, in questo povero mondo. Se gradite qualche nostra pubblicazione ve ne faccio omaggio, ditemi solo a chi la devo mandare. Con stima, Gianni Tadolini.


MV: Cito:

sono trent’anni che studio il cervello e le emozioni nei mammiferi

E si vede che il suo è stato un tipo di apprendimento passivo perché se avesse fruito delle conoscenze apprese non sarebbe stato credete… come può un neurobiologo, conscio del fatto che la mente è l’espressione della fisiologia cerebrale, credere che essa resista alla morte?!

Cito:

«L’uomo non è nè il centro dell’universo, nè è a loro superiore»

Ecco, questo è il fulcro della religione Antispecista. La cosa è alquanto strana detta da un sedicente cristiano perché la religione Antispecista si oppone al Cristianesimo.
L’Antispecismo si appella al Darwinismo ma ne prende solo quella parte che gli fa comodo, ovvero che tutti gli esseri viventi sono imparentati e sono tutti frutto dell’evoluzione, da questo dato, certamente vero, l’antispecista ne conclude che l’uomo non ha il diritto di usufruire della altre specie, ma questa conclusione è fortemente in antitesi proprio con le medesime premesse darwiniane, ovvero con l’evidenza che in natura ogni specie usufruisce delle altre specie per la propria sopravvivenza.
Quindi, lo spiego in parole povere: un predatore che caccia la preda non lo fa perché si proclama superiore, lo fa per la sopravvivenza, e non ci vedo molta differenza ad usare una cavia per sperimentare un vaccino per aumentare la nostra sopravvivenza.

Cito:

è solamente diverso, avendo sviluppato funzioni e sistemi neurali diversi. Tra me e il mio cane esiste lo stesso tipo di differenza che c’è tra un cavallo e un cammello, per dire. Non c’è superiorità, ma solo diversità neurofunzionale

Oddio, cammello e cavallo sono entrambi Ungulati, mentre il cane è un Digitigrado e lei è un Plantigrado, quindi c’è più distanza filogenetica tra lei ed il cane piuttosto che tra un cavallo ed un cammello.
Ad ogni modo, quello che rende più preziosa la nostra specie, più degna di tutela, è l’autocoscienza… provi a dire al suo cane “ti ho diagnosticato il cancro” e provi a dire la stessa cosa ad un suo amico umano, e valuti le diverse reazioni.

Cito:

Gli animali sono soggetto di diritto non meno degli uomini (anche per la legge, finalmente) […] L’antropocentrismo è finito

È estremamente antropocentrico perché gli animali vengono discriminati da un punto di vista umano: solo quelli che piacciono all’uomo vengono tutelati… a meno che non mi dica che lei non usa l’auto per evitare di fare strage di insetti spiaccicati sul parabrezza, oppure che non toglie le zecche al suo cane.

Cito:

La cultura ebraica non c’era arrivata, il cristianesimo, quello vero, sì

È lei a stabilire qual è il cristianesimo vero? Non il sommo pontefice? Cristo moltiplicò i pesci, sacrificò l’agnello… certo, certo, queste cose sono soggette ad interpretazione, la cosiddetta “esegesi” che altro non è che lo stratagemma della Chiesa di riadattare il cristianesimo a seconda delle esigenze storiche del momento, quindi può darsi anche che la Chiesa si renda conto di questo fervore religioso animalista e che assecondi questa massa portando acqua al proprio mulino.

In definita, ci ha spiattellato le solite irrazionali cazzate animaliste solo scritte in maniera più forbita, di questo gliene diamo atto.

Per il “diritto animale” la rimando a questa slide di OI:


OI: Vedo che MV ha difeso benissimo gli aspetti filosofici della questione anche in mia assenza.
Quanto detesto quando arrivano qui questi che giocano a fare i filosofastri da strapazzo e poi non sanno argomentare un accidenti di niente delle loro tesi, se non dirci che cosa a loro parere dobbiamo obbligatoriamente leggere per farci un’idea. Loro, che a giudicare da quello scrivono non sanno neanche chi era Aristotele, ritengono che per noi sia fondamentale leggere qualche antispecista da strapazzo. Farebbero una figura migliore a non intervenire proprio.
Aggiungo due dettagli che non sono stati toccato: il primo è che dal punto di vista strumentale il pensiero astratto è soltanto una funzione fra le altre (quella considerata non a torto caratteristica del’umano, come la corsa per il cavallo o il salto per le pulci). Ma ha qualcosa di più significativo, perché si tratta della funzione che consente i giudizi, e dunque della funzione che attribuisce il valore alle funzioni. Biologicamente è una come le altre. Dal punto di vista valoriale, è ontologicamente qualcosa di distinto, una metafacoltà.
Il secondo punto è quello che riguarda l’esser soggetto di diritto, ovvero la questione nella quale il prof. si rivela meno ferrato: adesso, a quanto pare “finalmente” gli animali sono soggetto di diritto. Perché, per diventarlo c’era bisogno che lo dicessimo noi? Questa invece è la conferma di ciò che si è sempre detto: NON SONO soggetti di diritto, proprio perché lo diventano soltanto nel momento in cui noi lo diciamo. Il classico, kantiano, dover essere che non è, il diritto inalienabile che però è alienato…


Per visualizzare la conversazione originale su facebook, clicca qui.

Per visualizzare lo screenshot della conversazione originale, clicca qui.

Per saperne di più sul professor Gianni Tadolini, clicca qui.



Cordialmente, la Resistenza Razionalista.

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11 thoughts on ““Dialogo” (o diatriba?) con il professor Gianni Tadolini

  1. L’ebraismo a dire il vero pur essendo una religione assolutamente antropocentrica non accetta la completa reificazione dell’animale e la maggior parte delle regole alimentari trae origine da questo. Chiedo scusa per l’OT ma sentirsi tirare in causa (anche solo tangenzialmente) come contraltare è oltremodo fastidioso, anche se abituale.

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  2. Magari sulla questione dei soggetti di diritto posso concordare con voi, ma è necessario sottolineate che Tadolini NON è contrario alla SA e non è neppure antispecista.

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  3. Cari webmaster, di solito la fate giusta ma in questo caso l’avete proprio fatta sbagliatissima. Da atei quali siete dovreste sapere bene che il confronto con i religiosi non si devono proprio fare, particolarmente con quelli che hanno visioni fantasiose del cattolicesimo. E poi date spago a questo tizio che si presenta su facebook con un’arroganza e una supponenza degna del peggior teppista dell’ALF (o del peggiore ciellino). Sul serio, ragazzi, sono anni che non vedo una tale ingenuità e un tale buonismo. Capisco che siete persone che hanno passato praticamente tutta la vita tra libri e università ma, fatevelo dire, per certe cose siete ingenui come tredicenni!

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  4. la subcultura animalista con il cristianesimo non c’ entra un bel nulla. basta leggere le sacre scritture. quanto all’ affermazione che gli animali sono soggetti giuridici, e’ un ‘ affermazione semplicemente assurda, dal momento che l’ etica e il diritto SONO STRUMENTI UMANI ELABORATI DALL’ UOMO PER REGOLARE I RAPPORTI FRA ESSERI UMANI. Se agli occhi di dio un uomo o un topo sono la stessa cosa….. che senso avrebbe la morte e resurrezione di Gesu’ ?? per chi e’ credente, Egli e’ venuto per noi, non per salvare topi o scarafaggi. E in ogni caso, ogni forma di vita ammazza altre forme di vita, e il pianeta terra non e’ la casa delle bambole……la predazione e’ un fatto universale, ed e’ predazione anche lo sfruttamento di animali anche a scopi scientifici, come lo e’ mangiare pesce o una bistecca……..Perche? perche’ questo e’ semplicemente l’ ordine naturale delle cose.

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    • “Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. Il timore e il terrore di voi sia in tutti gli animali della terra e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono dati in vostro potere. Ogni essere che striscia e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come già le verdi erbe” Genesi, capitolo 9, versetti 1-3.
      Questa cosa la so che sono ateo.

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  5. Io credo che la differenza tra l’usufruire di un animale a scopo biologico, come nutrimento, e l’usufruirne a scopo scientifico sia inesistente. L’uomo ha tanto bisogno di nutrirsi quanto ne ha di scoprire nuovi metodi per migliorare il proprio tenore di vita. Fino a quando non sarà possibile accusare questi ricercatori di esplicite barbarie essi saranno dalla parte del giusto: sono il motore della ricerca medica. E comunque, l’ideologia Cristiana riguardante il rapporto tra l’uomo e l’ecosistema è espressa nella Genesi: l’uomo è custode e sovrano della terra. Vorrei concludere dicendo che, anziché portare avanti simili campagne, si ci dovrebbe muovere a favore dei diritti dell’UOMO, ancora ignorati in moltissimi paesi.

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  6. cmq sia proprio la genesi non è che sia il libro sul quale si basa la religione, è ovviamente uno dei più allegorici.
    non sono un teologo,ma arrivo a capire che il cristianesimo nasce dal nuovo testamento e si basa sul vecchio,ma quest ultimo viene stravolto.
    Spesso nel vangelo si legge di Cristo che biasima abitudini malsane dettate dalle “leggi” del vecchio testamento,famosa la vicenda dell’asino nel pozzo di sabato.
    con questo non voglio iniziare una diatriba religiosa,solo che mi da fastidio che ultimamente o si è deficienti estremisti religiosi che non capiscono che non si deve seguire il levitico parola per parola o si è poveri scemi che non hanno niente a che fare con la religione a cui si dice di appartenere(perchè non si segue il levitico parola per parola xD 😄 ).
    Una cosa è la fede in Dio, un altra è la cieca obbedienza a condizioni che si ritengono ingiuste.
    In ogni caso nessuno deve convincere nessuno,quando ognuno di noi morirà vedrà di per se se continuerà a vivere in qualche modo oppure no, per quanto mi riguarda alla base di tutto i punti da tenere bene in considerazione sono che :
    1- la vita è sacra, al di là delle religioni in cui si crede, e bisognerebbe mostrarle rispetto in tutte le sue forme
    2- ogni tipo di evoluzione scientifica e non ha di per se un “lato oscuro”macchiato di sangue.
    3-avendo un grande ruolo nel condizionamento del clima e degli ecosistemi nel mondo dovremmo considerare la relativa responsabilità e le conseguenze che le nostre azioni hanno sugli altri popolanti del pianeta

    per quanto riguarda la sperimentazione animale, là dove è inevitabile, se praticata effettivamente per la sopravvivenza dell’uomo, ed è l’unico modo per cercare di garantire tale sopravvivenza,allora diventa (per me) un “lato oscuro” del progresso necessario al progresso stesso.
    là dove non è necessario (Esistono altre vie di sperimentazione) oppure non è indispensabile (cosmetici,dolciumi etc) allora diventa (per me ) un lato oscuro e basta, non necessario e quindi da evitare.
    Emanuele

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