New insights in “Animalar” etology (articolo umoristico)


Dato che a volte ci si rimprovera di fare solo scienza, e a volte di farne troppo poca, e a volte ancora di andare troppo contro gli animalisti, proviamo un esperimento ibrido: scienza dell’animalaro. Tentiamo in particolare di stendere una guida alle varie specie di animalaro che si possono incontrare sulla nostra pagina.


Animalaro di tipo 1: anarcocomplottista-cazzaro

Questa specie relativamente comune è convinta dell’esistenza delle scie chimiche, del morbo di Morgellon, dei generatori di terremoti, dell’energia orgonica, del Mostro di Loch Ness, degli alieni, dei nargilli, del ricciocorno schiattoso, dei pokemon, di Babbo Natale e tante altre cose. E tutti quanti stanno complottando contro di lui per nasconderlo, tranne la mamma che abita al piano di sotto e ogni tanto gli urla che è pronto da mangiare. Per lui andare contro la sperimentazione animale non è un obbiettivo specifico particolarmente importante, fa parte della filosofia per cui si deve andare per forza contro la “verità ufficiale”, fosse anche che la verità ufficiale è che la terra è tonda e Roma è la capitale d’Italia. Si difende da tuttiquesti potenti nemici lanciando sassi contro gli aerei che lasciano scie e grazie ad un alimentazione priva di muco (eccettuato quello del proprio naso).

Tecniche di difesa: Non è particolarmente pericoloso, più che altro fa ridere. L’importante è non illudersi di poterlo far ragionare, e fare attenzione alla mortale tecnica “rilancio sulla cazzata”, che consiste nel difendersi dalla dimostrazione di aver detto una cazzata dicendone una ancora più grossa (es: “se fosse vero ciò che dici, allora io potrei anche essere un albero senziente.” “E infatti, potresti benissimo esserlo e indossare una maschera! E magari sei anche alieno!”)


Animalaro di tipo 2: la mamma medio borghese

Indubbiamente la specie più diffusa in natura. Prevalentemente di sesso femminile, come gli insetti stecco, si tratta della forma neotenica di una comune bimbaminkia, che ha visto le foto dei cani morti di rogna e tanto è bastato a convincerla che nei laboratori si praticano insensate torture, che esistono metodi sostitutivi che lo impedirebbero, che la case farmaceutiche complottano per tenerlo nascosto (una lieve sovrapposizione al tipo 1 c’è quasi in tutte le categorie). La sua smisurata passione per gli animali la spinge nella sua crociata, ma curiosamente esclude tutti quelli che si mangiano o che non sono carini da vedere. Sostanzialmente si restringe spesso solo a cani e gatti, o a volte anche solo ai cani, preferibilmente di razza Beagle. Ne ha almeno tre o quattro in casa, tutti di razza purissima e costati intorno agli ottocento euro a testa, tranne uno che è riuscita a procurarsi recentemente a titolo del tutto gratuito grazie ad amici di amici; e sono tutti rigorosamente vaccinati e portati a regolari visite veterinarie durante le quali riceveranno cure testate su animali. Il suo piatto preferito è di solito il cotechino, oppure il coniglio in salmì.

Tecniche di difesa: Come avrete intuito, il suo punto forte non è la coerenza. Insistete su quella.


Animalaro di tipo 3-A: lo spocchioso-scienziato

Ha studiato fisica, oppure matematica, o in rari casi medicina umana o veterinaria. Le leggende dicono che ce ne siano anche un paio al mondo che hanno studiato biologia, ma io non darei credito a queste voci. Arriva sulla pagina convinto che spaccherà tutto forte del proprio PhD in dissezionamento delle larve di zanzara, ed esordisce più o meno così:

Egregi signori, sono l’arcidottor triprofessor Marinelli DeSantis Viendaimonti, titolare della cattedra in neurobiologia dei kiwi all’Università di New York. Vorrei innanzitutto cortesemente domandare alle signorie vostre di rivelare le proprie identità, come si conviene a chi partecipi di un sano dibattito scientifico adatto a personalità della mia levatura. Mi aggraderebbe in seguito, se ciò incontra il vostro interesse, abbassarmi al vostro livello ed insegnarvi qualcosa sulla vera scienza, su come si vive, sull’amore e sulla natura del mondo, tutti argomenti su cui il mio PhD e miei tre master mi conferiscono senza dubbio alcuno competenze adeguate alla docenza

per concludere così:

Andate a cagare.

Tecniche di difesa: Se non può intimorire col suono dei suoi titoli, sostanzialmente si rivela “un buco senza ciambella”, per dirla col poeta. L’argomentazione scientifica serrata di solito si rivela efficace nel metterlo in fuga.


Animalaro di tipo 3-B: lo spocchioso-filosofo

Razza particolarmente odiosa e (per fortuna) rara, lo spocchioso-filosofo è animato dallo stesso spirito missionario del tipo precedente, con la differenza che è di un’ignoranza in biologia che dà semplicemente i brividi; non sa distinguere un cane da un pino silvestre per intenderci. In questo aspetto non si differenzia molto dalle tipologie 1 e 2. Ma più furbamente, lui decide dunque di puntare tutto su un altro stile di argomentazione, mettendo a frutto i propri raffinati studi filosofici che, secondo le sue convinzioni, sono più che sufficienti a colmare le sue lacune intellettive. Di solito tenta di intortarvi con le sue supercazzole, ma è facile riconoscerlo dall’utilizzo frequente delle seguenti espressioni:

  • senziente
  • sofferenza
  • paziente morale
  • eticamente rilevante
  • anarchico
  • specismo
  • antispecismo
  • X-fobia (vegefobia, vegafobia, veggofobia,vegetofobia, veg*fobia, teriofobia, animalfobia, cinofobia, autofobia)
  • casi marginali
  • razionale
  • inattaccabile
  • inconfutabile
  • indiscutibile
  • oltre ogni dubbio


A chi non è avvezzo al pensiero filosofico può sembrare che stia parlando del nulla, mentre chi ne mastica un po’ capisce subito che sta parlando del niente (la questione del se effettivamente sia il nulla o il niente l’argomento principale a sostegno dell’antispecismo anima un dibattito vivo e frizzante nel movimento animalista). Solo pochi aspiranti alla santità, come me, hanno la pazienza necessaria a star dietro all’inondazione di stronzate che questa razza è in grado di produrre in pochi minuti, e di ribattervi punto per punto, ma è veramente dura; non dimentichiamoci che parliamo di individui che giunti alla disperazione son capaci di tirar fuori argomenti el tipo che la sperimentazione animale non serve perché tanto non esistiamo e siamo solo sogni di un essere superiore, oppure che la debolezza della ragione umana non consente di trarre deduzioni di valore universale, e via discorrendo ritirando fuori dal cassetto tutte le più vecchie e inconsistenti dispute filosofiche della storia. La maggior parte delle persone crolla dopo aver letto cose tipo la “decostruzione identitaria dell’umanesimo poststrutturalista fallocentrico” o “la deformazione sociale imposta dalle convenzioni politropiche socioculturali di posterdati”.E qui l’animalaro, di fronte al prevedibile “Eh?” o all’altrettanto giustificabile “Vaffanculo” che ottiene in risposta grida “PUPPAAAA!” e canta vittoria, oppure va a lamentarsi con i 12 iscritti alla sua pagina di quanto sono aggressivi questi maledetti scienziati ancora schiavi del sistema capitalistico, dello specismo e delle canzoni di Vasco Rossi.

Tecniche di difesa: Non esistono! L’unica sarebbe smontare passo passo le loro supercazzole, ma come ho già detto è veramente dura e molti sono morti nel tentativo di trovarne il filo logico. Fortunatamente nessuno li ascolta mai, e sono troppo impegnati a decidere se sia più corretto parlare di vegefobia, o vegafobia, o viggofobia, e se non sia troppo discriminatorio usare un termine solo femminile per descrivere una cosa che riguarda anche maschia e transessuali, per intervenire spesso sulle nostre pagine.


AGGIORNAMENTO: animalaro di tipo 4: il disco rotto

La classificazione di questa specie è ancora dubbia. Molti pensano che in effetti gli animalari “disco rotto” non esistano, trattandosi invece di comuni troll che sfruttano una forma di mimetissmo batesiano. L’animalaro di tipo 4 è apparentemente non dotato di organi cerebrali veri e propri, ma semplicemente di un elementare sistema di neuroni specchio che gli consente di reiterare all’infinito comportamenti già appresi.
Lo si riconosce tipicamente per il senso di deja-vu che dà; infatti si limita a copiare e incollare quanto scritto da specie più pericolose, come gli animalari di tipo 3, sperando in questo modo di intimorire i predatori. La sua strategia di attacco si basa sulla ripetizione all’infinito di pochi concetti elementari, del tipo “VERGOGNATEVI”, “VIVISEZIONATE I VOSTRI FIGLI” e “SERVI” (secondo alcuni esperti, quet’ultimo verso rappresenta il richiamo distintivo di una specie a sé, ormai in via di estinzione in quanto rappresentato da pochi, o addirittura da un solo esemplare di sesso maschile cronicamente incapace di trovare partner sessuali), intervallati nel migliore dei casi a link ai video di Cagno e brani di Marco Mamone Capria.

Tecniche di difesa: Ban.



Va detto che questa classificazione è provvisoria e forse non esaustiva. Lo studio della biologia dell’animalaro è un campo nuovo e in continua evoluzione. Fortunatamente, a quanto pare, presto avremo orde di animalari che si offrono come cavie onde poter salvare gli animali dalla sperimentazione, e questa possibilità, che finora ci è stata negata, permetterà verosimilmente di capirne molto di più. Pubblicheremo eventuali nuovi sviluppi.


[OI]

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30 thoughts on “New insights in “Animalar” etology (articolo umoristico)

  1. Avanti, sporco vivishettore asshasshino, confessa. QUANTI ANIMALARI SONO STATI VIVISEZIONATI PER SCRIVERE QUESTO ARTICOLO? Se non amate gli animalari non amate neanche le persone. Siete dei luridi bastardi che devono morire, mica come me che sono un maestro di empatia. Si poteva usare un animalaro di colture cellulari, ma costerebbe di più e la lobby vivisettoria non vuole. INFORMATI IGNORANTE!!!

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  2. Animalaro di tipo 3-A: lo spocchioso-scienziato
    Da matematico permetterei di dissentire sulla classificazione [lo so che è ironico, ma da matematico devo sempre mettere i puntini sulle i].
    Le persone che hanno studiato DAVVERO la scienza [fisica, matematica, chimica, biologia, geologia, ingegneria, medicina, veterinaria…] sono pronti a cambiare le loro idee quando vengono dimostrate sbagliate.
    Ergo, magari proporrei come membri di questa classe persone che magari hanno INIZIATO a studiare materie scientifiche, ma che dopo i primi tre/quattro giorni di lezione hanno capito che la precisione non fa per loro. E, per sopperire alla loro mancanza di cultura, fanno gli ‘spocchiosi-scienziati’ a tempo perso sulle pagine Facebook [ove è più difficile controllare con certezza le informazioni proposte].
    Ok, dopo la mia manfrina a sostegno di matematica e fisica, posso lasciarvi in pace. Solo, volevo dirvi che forse queste due categorie sono più in grado di capire [ma soprattutto hanno più voglia di informarsi] dell’animalaro medio.

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  3. Finalmente un articolo ironico! Apprezzo molto questo stile, meno serio e professionale del solito, ma ugualmente ricco di contenuto e scientifico. Continuate così! E per quanto riguarda la gestione delle specie qui descritte…suggerisco la stessa ironia. Non lo capiranno, ma almeno vi divertirete 😉

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  4. A me vengono in mente la Hack e Veronesi…so vegetariani, ma a favore della ricerca scientifica sugli animali…ti dicono pro e contro dei metodi alternativi e ti dicono che prima di rompere le scatole alla ricerca bsognerebbe avere uno stile di vita a impatto zero, anche ne caso si riuscisse tutti ad avere questo stile di vita, ciò na sarebbe una valida motivazione per abolire la S.A. in mancanza di alternative…

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  5. io invece non sto morendo dal ridere. Per niente. (C’è addirittura qualcuno che si sarebbe “rotolato per terra dal ridere”? – sarei curiosa di sapere cosa legge di solito). E non trovo – nel mirabile pezzo sugli animalari – nulla di “spettacolare” (“spettacolare”? – Mah, mi sa che abbiamo standard bassini da queste parti), né un umorismo “finissimo ma comunque dirompente” (ma quando mai), come invece assume nel suo peana qualche fan qui sopra. (Non vorrei essere poco carina ma secondo me questo articolo può far “morire dal ridere” solo chi è un po’ povero di spirito). Tanto premesso, io sono animalista (si vuole chiamarmi animalara?, liberissimi) (chi se ne importa, e poi sono ospite in una pagina altrui, quindi prego, fate pure a Vostro agio). Nulla, ad ogni modo, mi persuaderà mai che la sperimentazione animale non sia una cosa ignobile. Nessun fine è così alto da giustificare mezzi così pessimi. E la strumentalizzazione (di norma assai poco gentile) di povere creature per la maggior comodità di una specie di scimmie che si è particolarmente evoluta – e che l’unica cosa davvero buona che potrebbe fare sarebbe mettersi a pensare in termini di decrescita – è comunque, per quanto mi riguarda, una brutta cosa. Poi, naturalmente, ognuno la pensa come vuole.
    Mi permetto un consiglio non richiesto: l’immagine con la mammina che bacia il bambino (il quale sarà curato e crescerà luminosamente felice – anzi, illuministicamente felice – grazie alla SA, con le sue magnifiche sorti e progressive che quegli sciocchi degli animalari osteggiano) è clamorosamente kitsch. Glicemia alta, proprio.
    E anche un altro, e poi smetto: suggerirei che quanto all’umorismo (quantomeno per fare delle differenze) ci si educasse un po’ su Evelyn Waugh, su John Kennedy Toole, su Jerome K. Jerome, su Woody Allen, su Guareschi, su Mosca, su Alan Bennett… Nomi random, dato che c’è solo l’imbarazzo della scelta. (Ci sono certe pagine dei Promessi Sposi, per dire, che sono esilaranti – ad esempio quelle in cui si descrive Donna Prassede – con le sue poche idee, ma ben salde :)))
    (Questo aiuterà a distinguere le cose che veramente fanno ridere da quelle un po’ becerotte tipo il simpatico pezzo di cui sopra).
    Saluti, e grazie dell’ospitalità

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    • A me personalmente non sorprende affatto che non ti faccia ridere… Mi avrebbe sorpreso un po’ se fosse stata una non-animalara a non ridere, ma non è il nostro caso 🙂
      Sono molto pochi quelli che sanno ridere quando si parla di loro. Dopotutto come diceva Hillmann, “l’umorismo è fumo negli occhi per il delirio di onnipotenza”, e dunque chi è convinto di star combattendo per sacre crociate in nome di una moralità superiore lo tollera molto male. Gli piace l’umorismo soltanto se non dissacra, se non aggredisce, se non mette in dubbio nulla di ciò che gli sta a cuore. Insomma un umorismo molto all’acqua di rose…
      Tuttavia non possiamo che prendere atto del fatto che uno dei massimi esperti mondiali su cosa fa ridere e cosa non fa ridere abbia emesso qui sopra la sua insindacabile bocciatura. Ciò mi ferisce profondamente, in quanto autore dell’articolo, per cui se avrete notizie di una mia prematura dipartita saprete tutti a chi dare la colpa.
      Comunque il kitsch a noi piace molto. E poi ci piace di più il bambino con la mammina che il famoso Beagle-dall’aria-rincoglionita-che-viene-passato-oltre-il-filo-spinato… son gusti, oh.

      PS: ma davvero trovi “esilaranti” i Promessi Sposi? Saresti davvero la prima persona con cui parlo in tutta la mia vita che trova divertente l’ironia del Manzoni. Io personalmente trovo l’idea che qualcuno scoppi in matte risate leggendo un simile mattone, quella sì, piuttosto buffa XD
      Questo, oltre alla seriosità ridicola (non è un ossimoro, non c’è niente che faccia più ridere di chi si prende troppo sul serio) del tuo intervento mi farebbe onestamente pensare che se l’umorismo si potesse insegnare, mi sceglierei decisamente un altro professore.

      [OI]

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      • Che dire.
        Mi viene un po’ da ridere (finalmente, visto che l’articolo soi-disant “umoristico” a me non risultava tale :))) Trovo fantastico che ci sia davvero qualcuno (il Fabrizio che scrive qui sotto) che scolpisce con tono compiaciuto un “Bang!, Umiliata” :-))))))))))))))))))))))))))) alla replica che RR dà alla sottoscritta.
        Non vorrei deluderti, Fabrizio, ma non è che mi sento così umiliata :-)))))))))))))
        Piuttosto semmai, questo sì, un tantino perplessa: che ci siano simili mentalità, di un darwinismo un po’ cafone e su scala ridotta, per le quali la dialettica – quand’anche serrata – fra due persone deve concludersi con l’umiliazione (!) (Gesù…) di uno dei soggetti.
        Ma transeat. Quanto a RR. Intanto mi dispiace che tu non apprezzi i Promessi sposi (forse perché li hai letti solo a scuola): quel libro non è affatto un mattone, è un bellissimo romanzo – ma al mondo non siamo tutti uguali. Per fortuna.
        Quanto alla citazione da Hillman (mi pare si scriva con una enne sola), sarei portata a dirti che siamo capaci tutti di prendere una frasina o una frasona purché a effetto, e di spacciarla all’interlocutore con l’aria del tipo Adesso ti faccio vedere che sei un babbeo, e io invece, eccome se la so lunga.
        C’è tuttavia un particolare (al di là del fatto che sono abituata a non prendermi troppo sul serio): il delirio di onnipotenza di cui parli è il tuo/vostro. Siete tu e i fan della tua pagina, quelli che ragionano per maiuscole: Scienza, Ragione, Progresso, Ricerca… Così come trovo buffo che Johnny (in un intervento sotto) mi dia della “fanatica” (curioso quante esperienze nuove in un colpo solo :-)))))))))) Siete voi i fanatici. Siete voi quelli che dovrebbero magari rileggere La ginestra di Leopardi (e pensarci un po’ sopra; è assai istruttiva per gli umani con deliri di onnipotenza). Io mi limito a desiderare che (e a fare quanto posso affinché) quella scimmia più furba chiamata uomo se la smetta una buona volta di credersi al centro dell’universo, legittimata a far soffrire con sublime indifferenza il resto delle creature di questo pianeta.
        Quanto alla “ridicola seriosità” che mi imputi: certo che se dovevo ridere per il tuo pezzo, in effetti sarei rimasta desolatamente seria. Ma la cosa importante è che il tuo pubblico di fervidi Illuministi si sganasci.
        Divertitevi, dunque. E mi raccomando non dimenticatevi il Vostro Altissimo Compito, di Salvare Il Mondo, con la Ragione e con la Scienza :)))
        Auguri
        e.
        PS. Comunque l’idea di sceglierti un professore di umorismo secondo me è da coltivare. Sia chi sia, mi sa che può aiutarti comunque :-)))

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      • Ma io lo capisco che sei laureata in lettere oppure sei appena uscita dal liceo classico e dunque ti senti una gran figa. Però non puoi aspettarti che la gente cada ai tuoi piedi solo perché tu hai l’incredibile capacità di trovar divertenti i Promessi Sposi e perché sai dire “leggiti la Ginestra” (che sai che ci vuole a leggersi la Ginestra, guarda, ho incontrato le peggio capre che potevano vantarsi di aver letto la Ginestra). Qui chi non ride sei tu, qindi direi che o ti manca il sense of humor, oppure ne hai uno decisamente troppo superiore a noi mortali. Rasoio di Occam?
        D’altro canto i motivi del tuo atteggiamento son più che ovvi, ovvi come il tuo senso di fastidio, che personalmente credo di poter valutare oggettivamente utilizzando una nuova unità di misura: il “sorrisino”. Puoi solo immaginare quanto mi dispiaccia, dovrò aggiungere ancora un altro taglio, stai distruggendo il mio povero braccio con la tua crudeltà.
        Siamo senz’altro fortunati ad avere un simile prezioso contributo fra di noi, ma prima che tu mi dica quanto è bello l’Ulisse di Joyce per dimostrare quanto sia sensible ed elevato il tuo spirito, una cosa di cui mi importa più o meno quanto… cazzo, non riesco a trovare un’altra cosa che mi importi così poco!… Be’, lascia che te lo dica: non credo che potrai apprezzare molto i Promessi Sposi o il trattato sul male si Tommaso d’Aquino, se non riesci neanche a capire quello che scriviamo chiaro chiaro su un blog divulgativo. Non abbiamo mai usato i tuoi infantili concetti antropocentrici per giustificarci, semplicemente perché non abbiamo bisogno di alcuna giustificazione. Questa scimmia più furba ha già tutto quello che serve per regnare sull’universo: è più furba.

        Ossequi. Spero che tornerai ancora per leggerci qualche sonetto o commentare l’ultimo libro che hai letto. Potresti perfino fare qualcosa di utile.

        [OI]

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  6. Direi che esiste, come sotto-categoria del disco rotto, il citazionista. La particolarità di questo essere è la totale mancanza di argomentazioni; solitamente lascia una miriade di citazioni (alcune volte errate). A volte incolla interi paragrafi di libri (solitamente Ruesch) invece di scrivere un proprio commento. Inoltre fa riferimento a “moltissimi studi”, cita “illustri studiosi” (anche studiosi a favore della sperimentazione, come Veronesi), Condisce molte volte i propri commenti con “INFORMATEVI IGNORANTI!”…

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  7. Anche a me l’articolo non fa ridere, ma, rispetto a Eleonora, la motivazione è un’altra: non riesco a ridere, perchè questo articolo dimostra come un valore assolutamente nobile, come l’amore verso gli animali, possa essere strumentalizzato e trasformato in fanatismo allo stato puro…a cui si somma il “leonismo da tastiera”, grazie al quale certa gente si sente realizzata solo per aver condiviso un link o aver firmato una petizione su internet (e che poi te lo rinfaccia: “almeno io ho fatto qualcosa. Tu che hai fatto?) e poi sfoga la propria rabbia verso il gener umano attraverso la violenza delle parole, rigorosamente scritte in CAPS LOCK.
    Pertanto, non riesco a ridere, sapendo che gli animali vengono “difesi” da persone che hanno tutte le caratteristiche tipiche del “fanatico”. Infatti, il fanatico non ha alcuna intenzione di CAPIRE e COMPRENDERE: il suo punto di vista è quello e non lo cambierà mai nemmeno di fronte all’evidenza. Basta leggere il commento qui sotto, al punto: ***Nulla, ad ogni modo, mi persuaderà mai che la sperimentazione animale non sia una cosa ignobile”***
    Infatti, se voi chiedete a loro come è possibile che abbiano fatto vaccinare il loro cane/gatto senza che prima vi abbiano fatto delle sperimentazioni, sicuramente NON vi risponderanno: vi diranno “non importa, la sperimentazione è sbagliata!”. E poi se ne andranno via picchiettandosi le orecchie e gridando “la la la la la la”

    Comunque, a meno che non mi sia sfuggita, io aggiungerei una categoria ulteriore: quella che, alla domanda “come sostituiresti la sperimentazione animale” rispondono “Basta sperimentare su assassini, stupratori e pedofili”.
    Certo. Peccato le persone che sostengono questa tesi, sono le stesse che quando ricevono un appello del tipo “Attenzione: questo tizio è un pericolosissimo pedofilo” lo condividono senza nemmeno preoccuparsi che possa trattarsi di un innocente. Gente che quando sente la notizia di un assassinio al tg, ha già capito che il colpevole è il fidanzato e che non c’è giudice al mondo che possa stabilire il contrario.
    Praticamente, non è molto diverso da quelli che, nel medioevo, ti giudicavano una strega solo perchè gli altri avevano detto che eri una strega.

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  8. RR, quanto alla tua controreplica sopra (giusto?, ho perso il conto), pare che stiamo qui, tu e io, a giocare a chi ce l’ha più duro. (Anche le femmine ci cascano, a volte, nelle sfide al testosterone).
    Non sono laureata in lettere. Non sono appena uscita dal liceo classico (magari ne fossi appena uscita :-))))))
    Capisco abbastanza bene (penso… Non mi pare richieda un QI a 4 cifre) quello che c’è scritto nel “blog divulgativo”. Il quale certo non reca icone della Dea Ragione: ma quelli che tu definisci i miei “infantili concetti antropocentrici” sono quello che di fatto sta alla base del blog scritto “chiaro chiaro” con cui vi abbassate a porgere alle plebi del pensiero, in formato ridotto, per adeguarsi ai destinatari, le Perle della Vostra Scienza :-)))

    Sul “sorrisino” hai ragione. Certe volte non mi viene altro, davanti a certi assunti. Converrai con me che è comunque meglio che insultare la gente.

    E: guarda che lo faccio, invece, qualcosa di utile. Ti consento appunto di giocare un po’ a chi è più bravo di quell’altro. Però adesso va bene così. Io non sono programmata per fare la lotta molto a lungo. Dopo un po’ noi femmine ci stufiamo. Quindi ti lascio vincere :-))))
    Resto della mia idea, tu della tua.

    Quello che mi interessava era provare a chiarire a te e alla tua fervida platea che l’identificazione fra “animalista” (anzi, “animalaro”, come preferite) e “soggetto connotato da un QI a due cifre e da una prodigiosa ignoranza” che qui supponete, non è sempre corretta. (Ti ricordo che accanto al rasoio di Occam esiste il Distingue frequenter :-))))

    bye, buona Scienza e buon Progresso. Ti lascio vincere :-)))

    E comunque grazie (adesso non sto facendo il “sorrisino”, son sincera) dell’ospitalità alla dissenting opinion. (Che non do affatto per scontata).
    Ciao
    e.

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    • Ecco, liceo classico… tipico 😛
      Quando ci andavo io ci riempivano la testa di quanto eravamo più fighi noi che avevamo fatto il classico, già ci vedevano futuri “intellettuali d’oggi, idioti di domani”… Ricordo la delusioni quando dissi ai prof che volevo fare una materia scientifica 😦
      Pensare che potrebbe essere un’ottima scuola, se non coltivasse così attivamente la pianta della spocchia nelle teste dei suoi allievi…

      Comunque no, non siamo antropocentrici, riteniamo che l’uomo sia un animale come gli altri, sottoposto alle stesse leggi che regolano qualsiasi rapporto fra specie viventi: quelle della forza. Nessun posto speciale per l’uomo, stare al centro dell’universo sarebbe troppo scomodo, richiederebbe responsabilità così assurde che non potrebbero che corrispondere, se rispettate, all’estinzione completa dell’umanità. Non è una prospettiva sgradevolissima a mio avviso, visto che l’esistenza è dolora per l’uomo più che per ogni altro vivente, ma non è molto praticabile. Meglio continuare a fare i semplici animali.

      Comunque grazie, mi piace vincere facile. Bonci bonci bobobom.

      Ciao 🙂

      [OI]

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      • Nel mio piccolo consiglio lo show di George Carlin
        È sottotitolato anche, quindi di facile comprensione…

        http://m.youtube.com/#/watch?v=QXvK359TL2Y&desktop_uri=%2Fwatch%3Fv%3DQXvK359TL2Y

        Se neanche questo ti fa ridere, beh, mi spiace molto per la tua autoironia.
        Io, personalmente, da povero ingegnere che ha frequentato un liceo scientifico ti posso solo dire che se si tratta di letteratura mi affido ad un letterato, se si tratta di scienza mi affido ad un scienziato.
        Peccato che in entrambi i casi cerchi comunque di farmi una mia opinione con dati alla mano e testi, tu sai indicarmi con precisione le pubblicazioni scientifiche che dimostrino come la spetimentazione su animali sia un passaggio inutile?
        E no, i letterati non sono fonti determinanti, altrimenti Eco sarebbe un possibile Nobel per la fisica.

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      • La cosa brutta è che Eleonora dice di comprendere il blog, ma non ha compreso una delle basi fondamentali: Animalista e Animalaro sono concetti diversi e ben distinti.

        Uno che viene qua e come prima cosa dice “chiamatemi pure animalaro” o ha problemi di comprensione del testo o ha una bassa considerazione della propria persona, si considera stupido e fanatico.

        Ora è solo da chiarire davanti a quale delle due situazioni ci troviamo…

        Comunque Eleonora, in quanto Animalista -non ho ancora le basi per decidere se meriti effettivamente il meno gradevole Animalara- mi puoi dire perchè saresti contaria alla SA?
        Alla fine del fatto che l’articolo non ti abbia fatta ridere chissenefrega. Non ha fatto particolarmente ridere nemmeno me. Mi è piaciuto, ma è talmente veritiero che semmai mi deprime…

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  9. Lo spocchioso filosofo ? Credo sia una qualità essenziale, per far fuortuna nel campo della filosofia, essere spocchiosi e convinti di avere la verità in tasca.

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  10. Con tutta la passione per le materie umanistiche, suppongo che un giorno le parole di questa ragazza entreranno nella mente di ognuno. Queste parole conterranno meravigliose offerte del call center in cui é assunta a tempo determinato. LoL.
    😉 non te la prendere é puro qualunquismo.

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  11. Articolo geniale! Mi permetto però di suggerirti un’aggiunta alla descrizione della mamma medio-borghese: solitamente si rifiuta (o tentenna all’idea) di vaccinare i propri figli perché l’osteopata e l’omeopata (sic) gliel’hanno vivamente sconsigliato a causa dei “numerosi rischi per la salute, solitamente nascosti dalle case farmaceutiche per non compromettere il proprio business”. (Giurin giurello, questa l’ho sentita davvero!).
    Però lei che mica è scema e si informa su Internet queste cose le sa è non cade nel tranello del WTO!

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