Chiediamo a Superquark un servizio sulla Sperimentazione Animale


Indirizzo email:    superquark@rai.it


Oggetto dell’email:    Richiesta Servizio sulla Sperimentazione Animale


Testo da Ricopiare


Gentile redazione di Superquark,

La ricerca biomedica italiana è minacciata da un crescente oscurantismo perpetrato da lobby animaliste, le quali hanno conquistato il consenso di buona parte dell’opinione pubblica (secondo dati Eurispes 86,3% degli italiani è contrario alla SA) avvalendosi di una propaganda, diffusa prevalentemente per mezzo di internet, che mostra inquietanti analogie con la propaganda nazista elaborata da J. Goebbels, il quale enunciò: «ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità. La propaganda è un’arte, non importa se questa racconti la verità».
Come potete constatare voi stessi, visitando una qualsiasi delle numerosissime pagine animaliste che affollano il web, la propaganda antivivisezionista si basa essenzialmente su: (1) Slogan forvianti e di incitamento all’odio, ripetuti incessantemente, come “la vivisezione è inutile”, “gli animali sono diversi dall’uomo”, “esistono metodi alternativi”, “la vivisezione è dannosa per la ricerca”, “la vivisezione è pseudoscienza”, “la vivisezione viene praticata unicamente a scopo di business”, i quali, sebbene non rendano conto della complessità dell’argomento, risultano efficaci perché semplicistici; (2) Informazioni manipolate, i fatti vengono opportunamente distorti in modo che si adattino agli scopi della propaganda antivivisezionista, è il caso, ad esempio, dell’aforisma alterato di Einstein “nessuno scopo e tanto alto da giustificare metodi così indegni” il quale in verità non si riferiva alla sperimentazione animale, oppure il caso del Talidomide il quale fu un errore dovuto ad un insufficiente indagine sperimentale e non all’invalidità del modello animale come si vuol far credere; (3) impatto emotivo, si ricorre alla selezione di immagini particolarmente cruente, decontestualizzate e non rappresentative della sperimentazione animale, che suscitano forti reazioni emotive compromettendo l’indagine critica. Si tratta perlopiù di fotografie antiquate e spesso persino falsamente attribuite (provengono ad esempio da zoo o da allevamenti e laboratori situati in paesi che non dispongono di un adeguata legislazione sull’animal welfare, oppure riguardano interventi chirurgici praticati da veterinari), quando non si tratta di fotomontaggi.
L’uso stesso del termine inappropriato “vivisezione”, in riferimento alla totalità della sperimentazione animale, ha lo scopo di suscitare una risposta emotiva in quanto evoca immagini cruente.
Il cittadino viene condizionato da siffatta disinformazione e la sua volontà ne risulta viziata.
Da tempo ormai si assiste ad episodi di furti e danneggiamenti subiti dall’allevamento Green Hill, ad opera di folle inferocite di animalisti che impongono la loro ideologia con la violenza, motivati dalla convinzione di disporre di un’etica superiore, che li autorizza ad agire al di sopra della legge.
I media, giornali e televisioni, dalla loro, intervengono sull’argomento in maniera faziosa, assecondano l’ideologia animalista, verosimilmente per ragioni di audience.

Conoscendo la vostra stimata trasmissione televisiva, dall’indiscussa imparzialità, capace di spiegare argomenti scientifici complessi in maniera comprensibile e soprattutto oggettiva, mi rivolgo a voi chiedendo che vanga redatto un servizio che faccia chiarezza sulla sperimentazione animale e ne sottolinei l’importanza che essa riveste per la ricerca biomedica e per il progresso medico/scientifico.

Cordialmente, uno spettatore.




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