La FantaFarmacologia della LIMAV

Spesso i soliti animalisti, per dimostrare di non essere mossi esclusivamente dall’emotività ma di avere una qualche legittimazione scientifica, copiano ed incollano parti di articoli presi dal sito della LIMAV, in particolare questo articolo, relativo alla farmacologia, si ritrova ricopiato tale e quale su innumerevoli blog animalisti.

Per chi non la conoscesse, LIMAV sta per “Lega Internazionale Medici per l’Abolizione della Vivisezione”. Il solo aspetto del loro sito web, pieno di foto di teneri animali che coinvolgono emotivamente il visitatore, sarebbe già sufficiente a suggerisce quale obiettività scientifica possano offrire queste persone.

Quanto alla farmacologia, in definitiva si limitano ad avanzare la banale “tesi” secondo la quale la diversità biologica tra uomo ed animale non consentirebbe la valutazione della tossicità delle sostanze esaminate poiché, a loro avviso, ciò che risulta tossico per una specie non lo è per un’altra.

Vi svelo subito il trucco che utilizzano, perché è di una banalità elementare: le Dosi!
Ogni farmaco può essere terapeutico o velenoso a seconda della dose rapportata al peso.
Principio enunciato da Paracelso già nel 1500: Tutto è veleno, e nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto.

Se ad esempio voglio curare un’infezione ad un gatto di 2 Kg, gli darò Amoxicillina (una penicillina) alla dose commisurata al suo peso. Tale dose sarebbe insufficiente per un umano del peso di 70 Kg, e la dose adatta all’umano risulterebbe velenosa per il gatto.
Una nota bufala diffusa tra gli antivivisezionisti riguarda proprio Fleming e la penicillina (per approfondimenti rimando a questa pagina).

In maniera a dir poco fantasiosa, questi miei “colleghi” affermano che alcune sostanze sarebbero tossiche per una specie ma non per un’altra. Seguono alcuni esempi di tali assurdità.


Aspirina
dannosa per topo, scimmia e cane, ma Non per l’uomo.

Peccato che, come potete vedere a pag.30 di questa dissertazione, fra i farmaci utilizzati per il trattamento della leishmaniosi viscerale del cane, vi è proprio l’acido acetilsalicilico (il principio attivo dell’aspirina).


Morfina
addormenta l’uomo ed il ratto ma ha l’effetto esattamente opposto nel gatto.

In realtà a dosi 50-200 volte superiori a quelle analgesiche, tali effetti opposti (ipereccitazione) li ha anche nell’uomo (per approfondimenti rimando a questa pagina).


Cloroformio
dannoso nel cane, ma Non nell’uomo.

In realtà veniva usato come anestetico in passato, ma risulta epatotossico e nefrotossico anche nell’uomo (per approfondimenti consultare qui).


Digitale
tossica per il cane, ma non nell’uomo.

Anche questo è falso! Qui vale lo stesso discorso delle dosi: le proprietà farmacologiche dei digitalici sono state scoperte proprio grazie a studi condotti sui cani, e vengono impiegati (a dosi adeguate) come farmaci in medicina veterinaria, per curare la cardiopatia nei cani (guarda anche qui).
A quanto pare persino gli sceneggiatori del film Casino Royale sono meglio informati rispetto ai medici della LIMAV, dato che James Bond è avvelenato con la Digitale (la scena è riportata in questo video il link è impostato in modo da rimandare all’esatto momento in cui viene pronunciata la causa dell’avvelenamento: «Digitale!»)


Insulina
sostanza per diabetici, tossica per galline, topi e conigli ma non per tutti gli altri animali comunemente usati in laboratorio.

Non so come definire questa se non pura fantasia, ignoranza (voluta?) delle più elementari conoscenze di fisiologia\endocrinologia. L’insulina è un ormone prodotto dalle isole di Langerhans del pancreas, implicato nella regolazione della glicemia; quando questa aumenta, ad esempio dopo un pasto, l’insulina aumenta di conseguenza stimolando l’assorbimento di glucosio da parte delle cellule e la sintesi di glicogeno (zucchero complesso formato da più molecole di glucosio).
Insulina di sintesi viene utilizzata nei soggetti con diabete di tipo 1 (detto appunto, “insulino dipendenti”), malattia autoimmune caratterizzata dalla distruzione delle cellule che producono insulina, ma è inutile in altre forme di diabete caratterizzate da insulino-resistenza, ovvero inefficienza del recettore dell’insulina o dei sistemi di trasduzione del segnale intracellulari.
Iniettare elevate dosi di insulina in un animale sano (uomo incluso) di qualunque specie, porta a shock ipoglicemico e morte.
Definire l’insulina semplicemente “sostanza per diabetici” è un insulto alla medicina.


Arsenico
Dannoso nell’uomo,ma non nella pecora.

Questo elemento chimico è noto per essere un potente veleno, in quanto interferisce coi processi di fosforilazione ossidativa e blocca la produzione di ATP, fonte di energia chimica per ogni essere vivente: per quale motivo pecore e porcospini dovrebbero essere immuni all’arsenico e i suoi composti?!


Cloramfenicolo
dannoso per l’uomo, ma non per gli animali.

In realtà effetti collaterali gravi del cloramfenicolo non erano emersi nemmeno nella fase clinica della sperimentazione umana, ma possono interessare pochi soggetti. Infatti, con le dovute precauzioni, tale farmaco è ancora in commercio e utilizzato per trattare infezioni da Haemphilus influenzae ed altre.
Per approfondimenti clicca qui.


Atropina
tossico nell’uomo, ma non in piccioni e conigli.

Ovviamente si utilizza in medicina umana per i suoi effetti spasmolitici. Vedi qui.


Nitroglicerina
abbassa la pressione arteriosa degli animali più usati in laboratorio ma non quella dell’uomo.

Chissà per quale motivo è uno dei farmaci più utilizzati in pronto soccorso per le sue qualità vasodilatatorie e ipotensive (vedi qui)?! Ancora una volta, fantasia pura!


Stricnina
dannosa nell’uomo, ma non nella cavia, scimmia e pollo.

La stricnina è stata usata come rodenticida, quindi suona strano che non sia dannosa nella cavia. Così come suona strano che non sia dannosa nella scimmia. Evidentemente anche qui, solito discorso delle dosi.


Infine, tanto per essere “originali” hanno citato il caso Talidomide, farmaco con gravi effetti teratogeni, omettendo però che si è trattato di un errore umano, ovvero non si è sperimentato su animali gravidi, sui quali ovviamente ha gli stessi effetti. Per approfondimenti leggi l’articolo del nostro blog, intitolato Il Talidomide, ovvero: come ti rivolto la frittata storica.

Qualunque studente di medicina veterinaria che abbia concluso il quarto anno potrebbe citare Amoxicillina e Acido clavulanico, Metronidazolo, Miconazolo, Gentamicina, Eritromicina, Claritromicina, Neomicina, Bacitracina, Ranitidina, Metoclopramide, Digossina, Propofol, Lidocaina e tanti altri farmaci utilizzati di routine in tutti gli ambulatori veterinari del mondo… vi darò una notizia: Tali farmaci sono anche ad uso umano!


Ma l’affermazione più assurda è la seguente:

Non esiste una sola scoperta importante e di valore pratico ai fini della salute umana dovuta alla vivisezione.

… ma siamo sicuri che queste persone siano laureate?!
Perché se hanno una laurea in medicina, o è immeritata, oppure si tratta di persone in malafede.

Tale affermazione è un concentrato di falsità, e va denotato anche l’uso improprio del termine “vivisezione” finalizzato a dare un impatto emotivo, come abbiamo già spiegato in quest’altro articolo. Ma soprattutto queste persone si lasciano sfuggire un “dettaglio” non da poco: tutte le scoperte in campo biologico, fisiologico, farmacologico e le applicazioni mediche di tali scoperte derivano dalla sperimentazione animale, dai farmaci salvavita fino ai pacemaker o ai trattamenti chirurgici.

A questo link trovate un elenco delle scoperte, compiute tramite la sperimentazione animale, a cui si devono importanti progressi della medicina.



[BM]