L’inganno Animalista

ATTENZIONE, QUESTO ARTICOLO CONTIENE IMMAGINI MACABRE CHE POTREBBERO TURBARE IL LETTORE, SI CONSIGLIA DI NON PROCEDERE NELLA VISIONE SE NON LO SI RITIENE OPPORTUNO.

Il lavaggio del cervello operato dalla propaganda animalista è molto semplice, esso consiste nel: 1) ripetere incessantemente i soliti banali e forvianti slogan, 2) mistificare la scienza e 3) diffondere immagini ad alto impatto emotivo falsamente attribuite alla “vivisezione”.

Praticamente ogni articolo di questo blog si occupa di smentire e confutare la mistificazione scientifica e gli slogan forvianti della propaganda animalista. Il presente articolo serve a raccogliere le immagini falsamente attribuite alla sperimentazione animale.

Immaginate che qualcuno vi accusi di omicidio attribuendovi foto false e costruite ad arte, e a causa di tali foto vi si giudichi pubblicamente come un assassino… sarebbe un fatto alquanto grave… bene, questo è esattamente il tipo di diffamazione che i ricercatori subiscono a causa della propaganda animalista.

Inoltre la propaganda animalista inganna il popolo, fa credere che la sperimentazione animale consista nelle immagini che propone, ed il popolo così ingannato finisce per pretendere l’abolizione della sperimentazione animale… in pratica gli si fa credere ciò che non è, e perciò il popolo esprime una cosiddetta volontà viziata.

Questa immagine postata a questo link dalla pagina L’Olocausto Animale, ha raggiunto quasi 200 condivisioni in poche ore, ed il numero continua a crescere. Si tratta inoltre di condivisioni virali, ovvero il post viene condiviso anche da altre pagine animaliste e da lì ulteriormente condiviso da altri utenti. Come sta avvenendo per la stessa foto a questo link, la pagina intitolata Marcia su Roma in Difesa dei Diritti Animali (il nome eloquente evoca l’avvento del fascismo) registra al momento ulteriori 84 condivisioni.

… ma questa fotografia riguarda la sperimentazione animale??

NO!!

È una fotografia scattata nel set cinematografico del film intitolato Una Lucertola con la Pelle di Donna del regista Lucio Fulci e risalente al 1971. Si tratta quindi di pupazzi! Potete constatarlo voi stessi consultando la recensione del film a questo link: in basso si vede una foto degli stessi pupazzi e l’autore della recensione inoltre racconta:

La scena costò al regista un processo intentato da una società protettrice degli animali, che Fulci vinse portando in aula i cani finti, creati da Carlo Rambaldi.


La foto, postata a questo link, non riguarda la sperimentazione animale come viene fatto credere… anche per gli inesperti basterebbe un minimo di ragionamento per intuirlo (gli scaffali in metallo arrugginito di certo non fanno parte dell’arredo di un laboratorio scientifico), ma questo genere di foto punta all’emotività e l’emotività pregiudica il ragionamento, viene dunque accettato il messaggio “vivisezione” senza sollevare il benché minimo dubbio.

La foto riguarda un caso realmente avvenuto in Cina: una donna, chiaramente disturbata, adottava gatti per ucciderli (per approfondimenti cliccare qui). Non si tratta dunque di un falso, ma di una foto falsamente attribuita alla sperimentazione animale, perciò risulta particolarmente ironico che a condividere tale inganno siano state pagine intitolate Solo La Verità Vi Renderà Liberi (“verità”?! LOL) e Un popolo informato è un popolo libero (“informazione”?! LOL).



Aggiornamento del 4 Settembre 2012, ore 13:53


Usciamo dall’ambito della sperimentazione animale e guardiamo all’altra grande causa animalista: la veganizzazione dell’universo.
Anche in questo ambito i soliti animalisti fanno ricorso ad immagini falsamente attribuite per “sensibilizzare” (sarebbe più appropriato “traumatizzare”) le persone, dissuadendole dal consumo di carne.

La presente fotografia, riportata dalla pagina L’Olocausto Animale a questo link, riguarda in realtà l’epidemia di BSE che colpì i bovini della Gran Bretagna verso la fine degli anni ’90, come potete verificare in questo archivio fotografico. Una fotografia della medesima catasta di bovini (anche presente nell’archivio), sebbene scattata con un inquadratura diversa ed in un momento diverso, è stata pubblicata dall’illustre rivista scientifica Nature proprio in merito al caso BSE, come potete vedere a questo link. La stessa foto pubblicata da Nature la ritrovate con un inquadratura più espansa, nella quale risulta più facile notare che si tratta dell’identica scena, a questo link.



Aggiornamento del 6 Settembre 2012, ore 15:42


Viene da chiedersi come sia possibile che una pagina che inneggia alle azioni criminali degli ALF, operi da lungo tempo indisturbata su faceboook, ma sorvoliamo e vediamo le loro “argomentazioni scientifiche”. Nella didascalia della seguente foto (che trovate qui) si legge “Questo non curerà il cancro a nessuno”… e qui siamo d’accordo, dato che la fotografia riguarda un lancio spaziale della Nasa, antecedente a quello umano, per testare il mantenimento delle funzioni vitali all’interno dell’abitacolo in orbita e verificare la schermatura alle pericolose radiazioni spaziali.

La stessa fotografia, ma inserita nell’esatto contesto, la trovate a qui.
Da notare inoltre l’espressione dello scimpanzé ed il modo in cui protrae il braccio verso l’operatore, gesti che, ad una mente irrazionale, potrebbero apparire come un moto di supplica, cosa che ovviamente non è, dato che lo scimpanzé non è affatto consapevole che sta per essere inviato nello spazio.


Non da meno è il Comitato Montichiari Contro Green Hill che propone la seguente fotografia a questo link.

La stessa fotografia compare sul National Geographic , da cui estraggo:

A squirrel monkey named Baker peers out from a 1950s NASA biocapsule as she’s readied for her first space mission.

Che tradotto vuol dire: “una scimmia scoiattolo, di nome Baker, guarda fuori dalla biocapsula del 1950 della NASA pronta per la sua prima missione spaziale”.



Aggiornamento del 11 Settembre 2012, ore 19:40


Boicottare L’Oreal con foto falsamente attribuite ai test dermatologici!

Per visualizzare il post originale della pagina Eco(R)esistenza, clicca qui.


Per visualizzare l’album della pagina Il Mondo di Giò, clicca qui.


Per visualizzare l’articolo originale de Il Cambiamento clicca qui

Per visualizzare l’articolo originale di UnaEcoAnimali clicca qui.

… e chissà quante altre volte in quanti altri siti questo coniglio affetto da scabbia è stato usato per rappresentare una spropositata lesione causata da test dermatologici. La foto, il cui autore si chiama Orlando Diaz, fa parte di un archivio fotografico per veterinari, questo qui.



Aggiornamento del 30 Settembre 2012, ore 13:30


Questo ignaro signore, qui accusato di essere un magnaccia di Orangutan…

… è in realtà il custode di uno zooparco in Indonesia, come dimostra il servizio fotografico del Los Angeles Times visibile qui.



Aggiornamento del 9 Novembre 2012, ore 13:24


Per la seguente foto ringrazio Luciana, un’animalara che è venuta a postarcela sulla pagina.

Il cane nella foto mostra la tipica lesione cutanea causata dalla Rogna, un Veterinario degno del proprio titolo se ne accorgerebbe con un colpo d’occhio.
Non so cosa rappresenti tale fotografia nella mente degli animalisti, forse credono che si tratti di lesioni dovute ai test dermatologici di cosmetici? Ma per i test dermatologici si usano i conigli, non i cani! E, ad ogni modo, tale categoria di test verrà abolita in UE a partire dal 2013.
Verosimilmente agli animalisti non interessa neanche cosa dovrebbe rappresentare tale foto, loro non ragionano, non si fanno domande, non hanno dubbi, le loro azioni sono unicamente dettate da pulsioni emotive, e simili fotografie scatenano le loro reazioni emotive e tutto il resto non conta nulla. Questo comportamento è estremamente dannoso perché porta ad agire sulla base del pregiudizio, compiendo gravi errori che pagheranno principalmente gli altri. Nel caso specifico, a pagare saranno gli stessi animali che gli animalisti intendono salvare e le persone ammalate. A danneggiare le persone ammalate è ovviamente il ritardo nella scoperta di cure dovuto all’ostruzionismo animalista verso la ricerca biomedica, a danneggiare gli animali sarà ad esempio l’emendamento Brambilla appositamente concepito per far chiudere Green Hill e che vieterà l’allevamento di animali da sperimentazione sul territorio italiano (ciò comporterà un grave aumento della sofferenza animale perché gli animali dovranno essere importati dall’estero e con tutta probabilità allevati in paesi dell’est dove non esistono norme a tutela del benessere animale).

Dato che gli animalisti sono grandi riciclatori di immagini, ho fatto alcune ricerche in rete ed ho scoperto che la foto in questione è stata usata, appunto, per una campagna contro Green Hill, dando dà intendere a gente ignara che quella foto fosse rappresentativa della sorte dei cani di Green Hill o del trattamento degli stessi ad opera dell’allevamento.


Per visualizzare l’articolo originale da dove è tratto lo screen, clicca qui.

Ma l’autore dell’articolo qui in alto, dove avrà preso tale fotografia? Molto probabilmente da uno dei più grandi distributori di immagini sulla “”vivisezione”” della rete: laVeraBestia.com.

Come detto, il soggetto fotografato, è visibilmente affetto da rogna, ma come facciamo ad esserne sicuri oltre ogni ragionevole dubbio? Da dove proviene la foto?
Bene, per risponde a tali domande ho fatto una ricerca ed ho trovato che la fotografia in questione appare per la prima volta su internet nel 1999, su di un sito spagnola che parla della situazione dei canili spagnoli, precisamente qui. Quindi quello è un cane randagio, affetto da rogna, e mantenuto all’interno di un canile in Spagna.



Il presente articolo verrà progressivamente aggiornato aggiungendo ulteriori immagini che la propaganda animalista attribuisce falsamente alla sperimentazione animale. Eventuali segnalazioni da parte dei lettori saranno gradite.


[MV]