Scienza & Democrazia

La scienza non è democratica. Se l’intera umanità votasse a favore della teoria della Terra piatta, la Terra rimarrebbe comunque tonda (o meglio “geoidale” per i più pignoli).

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Allo stesso modo, il suffragio non può decretare la validità della sperimentazione animale, questo è un argomento che spetta agli scienziati che apportano prove, non opinioni ma prove, e le prove dimostrano inoppugnabilmente che la sperimentazione animale è fondamentale per la ricerca biomedica.

Come illustrato in molti articoli di questo blog, la propaganda animalista manipola le informazioni ingannando la gente inesperta, ma i fautori di tale propaganda si guardano bene dal discutere gli stessi argomenti presso la comunità scientifica, poiché sanno perfettamente che verrebbero immediatamente demoliti.

Qualcuno potrebbe obiettare “ma ci sono biologi e medici che asseriscono che la sperimentazione animale è dannosa o inutile”… bene, se è per questo esistono persino biologi che non riconoscono l’Evoluzione e medici che danno credito all’Omeopatia! Queste sono singole persone e non rappresentano la Scienza, la scienza non è rappresentata da persone ma da prove!

Mi si dirà “ma tu sei come i religiosi, ti affidi ciecamente alla scienza”, e No! Qui non si tratta di avere fede in qualcosa di metafisico, qui si tratta di guardare alle prove per comprendere il mondo, come le prove che dimostrano che la Terra è tonda!


Ci sono poi quegli animalisti che desiderano l’abolizione della sperimentazione animale a prescindere dalla sua utilità (a parer mio si tratta di individui che non si rendono conto di giovare del progresso medico, che non hanno esperienza diretta della malattia e che mancano di sensibilità nei riguardi delle persone affette da mali attualmente incurabili).

Pertanto si suole distinguere “antivivisezionismo etico” da “antivivisezionismo scientifico”.
Già di per sé il termine “antivivisezionismo” è inopportuno perché rimanda a “vivisezione” il quale Non è un termine descrittivo della sperimentazione animale ma che tuttavia viene ampiamente utilizzato dalla propaganda animalista in quanto evoca immagini cruente (come ho spiegato meglio nell’articolo Gli Ignoranti la Chiamano “Vivisezione”).
Ad ogni modo, l’antivivisezionismo “scientifico” è scientifico tanto quanto il creazionismo: considerare scientifico l’antivivisezionismo è ridicolo quanto contrapporre il creazionismo all’evoluzionismo (analogia che ho presentato nell’articolo Antivivisezionisti come Creazionisti).

Sebbene teoricamente distinguibili, l’antivivisezionismo scientifico e quello etico sono due componenti imprescindibili, in particolare il primo è necessario all’approvazione pubblica del secondo: l’antivivisezionismo scientifico si occupa di presentare la sperimentazione animale come “una tortura priva di utilità, svolta da sadici per motivi di guadagno” e da qui ne deriva il rifiuto etico da parte dell’opinione pubblica, e questo è giustissimo: nessuna persona sana di mente sarebbe favorevole ad una simile pratica… il punto è che la sperimentazione animale non è quella descritta dall’antivivisezionismo!
La verità è che la sperimentazione animale è essenziale per la ricerca biomedica (quindi per il progresso medico) e non è affatto una tortura dato che si adottano procedure volte a minimizzare la sofferenza e che il numero di animali impiegati è ridotto al minimo indispensabile ed ospitato in stabulari confortevoli (molto più confortevoli di qualsiasi allevamento o canile). Un eventuale maltrattamento metterebbe a serio rischio la carriera di un ricercatore perché le riviste scientifiche gli proibirebbero di pubblicare, il ché per un ricercatore equivale alla disoccupazione. Inoltre è nell’interesse stesso della ricerca trattare gli animali nel miglior modo possibile poiché eventuale stress nella cavia pregiudicherebbe i risultati sperimentali.

La gente deve essere adeguatamente informata per decidere consapevolmente, deve scegliere prendendo in considerazione ciò a cui andrà incontro nel caso di abolizione della sperimentazione animale, ovvero all’arresto della ricerca biomedica e quindi all’arresto del progresso medico e della scoperta di nuove cure. Se la gente viene ingannata dalla propaganda animalista che spaccia la sperimentazione animale come “inutile tortura” allora la democrazia viene compromessa.

La corretta informazione concilia la Scienza con la Democrazia: la Democrazia consiste nel prendere decisioni collettive e qualunque decisione presuppone un giudizio che, per essere fondato, richiede una previa conoscenza obiettiva.

Quando gli animalisti asseriscono che l’86% degli italiani è contrario alla sperimentazione animale (per approfondimenti leggi Solo il 14% della popolazione è in grado di ragionare?), forniscono in pratica una percentuale che misura l’ampiezza della volontà viziata dalla propaganda animalista.


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