La Kuan della LAV Persevera nell’Errore


Errare è umano, ma perseverare è diabolico: così recita un vecchio adagio che però non sembra essere stato seguito dalla Dr.ssa Kuan della LAV. Pochi giorni fa la Dott.ssa Kuan aveva apostrofato il Senatore Giovanardi in malo modo, accusandolo di diffondere “affermazioni false ed infondate”, perché aveva osato affermare che il disastro della talidomide si sarebbe potuto evitare con la sperimentazione animale (peccato mortale, evidentemente, secondo la dott.ssa Kuan). La Dott.ssa aveva anche affermato che:

Tali frasi sono assolutamente prive di fondamento ed è paradossale come un esponente politico rilasci citazioni così palesemente soggettive e tendenziose.

Secca notare che nel comunicato della Dott.ssa Kuan non era presente nemmeno un riferimento bibliografico, cosa che invece ci si aspetterebbe da una persona con una laurea in materie scientifiche. Come dicevamo, errare è umano, e l’errore è stato prontamente corretto dal prof. Silvio Garattini, in un referenziatissimo comunicato stampa che abbiamo già pubblicato. Il comunicato non è ovviamente contestabile, giacché riporta tutte le voci bibliografiche che dimostrano gli evidenti errori della Dott.ssa Kuan.

Come dicevamo, errare è umano e, dopo una tale figuraccia, forse ammettere l’errore e andare a svernare tra gli animali in una foresta tropicale a meditare sarebbe stata una bella scelta. La dott.ssa Kuan invece, forse punta sul vivo (il Prof Garattini le aveva consigliato di rileggersi la letteratura), ha preferito replicare, finendo con il perseverare negli errori e continuando a non citare la letteratura relativa alle sue affermazioni e cadendo, di conseguenza, in grossolani errori che adesso andremo ad evidenziare.

Nell’articolo in oggetto la Dott.ssa inizia affermando che:

Alla replica della LAV, rivolta al Senatore, ha risposto però Silvio Garattini, accusando la sottoscritta, nel suo ruolo di responsabile LAV del settore Vivisezione, di “dover leggere la letteratura scientifica”: un commento calunnioso, personale e che fa ben capire come ci si spalleggi in questo mondo di interessi, dove si replica a uno e risponde un altro.

Questa affermazione, obiettivamente, fa sorridere: la dott.ssa ritiene forse che su un argomento talmente specifico dovrebbe rispondere (confutando) un politico (che obiettivamente non potrebbe avere le basi scientifiche per farlo, così come la Dott.ssa Kuan non potrebbe confutare un astrofisico), oppure uno scienziato, per l’esattezza un farmacologo, che della ricerca ha fatto una professione e che (tra l’altro) la storia della talidomide l’ha vissuta in tempo reale?

Veramente penso che la risposta sia scontata a tutti (tranne forse alla dottoressa che si stupisce). Ma andiamo avanti. La dott.ssa Kuan continua l’articolo cercando “di fare chiarezza” (parole sue) sulla storia della talidomide che, evidentemente, ritiene non conosciuta ai più, il tutto con lo scopo di sostenere che la sperimentazione su animale abbia ritardato il ritiro del farmaco dal mercato. Peccato che, anche questa volta, la dott.ssa si sia dimenticata di riportare i riferimenti bibliografici (e poi si lamenta se le suggeriscono di rileggersi la letteratura): se, infatti, la dottoressa avesse compilato la bibliografia (come chiunque si occupi di scienza dovrebbe fare) probabilmente si sarebbe accorta di aver sbagliato un po’ di date e quindi le conclusioni a cui arriva sono, giocoforza, errate (la memoria inganna, ripete un altro adagio… Evidentemente alla Dott.ssa Kuan i proverbi non piacciono).

Vediamo in dettaglio cosa scrive la dott.ssa:

Widikund Lenz, un pediatra tedesco, fu il primo a suggerire una correlazione tra il talidomide e la teratogenesi. Le gestanti che avevano assunto il talidomide diedero alla luce bambini focomelici, cioè privi di arti sviluppati. Il primo caso registrato di focomelia causata dal talidomide risale al 25 dicembre 1956, ma nel 1957 il farmaco fu comunque messo trionfalmente in commercio

In realtà il farmaco fu messo in commercio per la prima volta nel 1956 (e non nel 1957, come afferma la Dott.ssa Kuan) come ci narra proprio lo stesso Lenz [1] di cui parla la Dott.ssa Kuan e, veramente, non ha senso che si verifichi un caso (pubblicato dove? manca il riferimento bibliografico) prima che il farmaco sia messo in commercio.

Seguirono altri casi di nati focomelici a cui seguirono nuove sperimentazioni sugli animali. Gli scienziati cercavano negli animali la prova di ciò che già era noto nell’uomo. Nessuno degli animali da laboratorio trattati con il talidomide produsse feti focomelici e ciò ritardò il suo ritiro dal mercato.

Anche qua manca il riferimento bibliografico. In realtà nessuno sospettava che i casi di focomelia fossero associati all’uso di un farmaco (ma se la Dott.ssa Kuan ha un riferimento bibliografico che affermi il contrario saremo lieti di leggerlo). Il primo lavoro che risulta pubblicato sulla talidomide risale al 1960 (il farmaco fu ritirato nel 1961) e in quel lavoro basato, come dice lo stesso autore, su una fonte galenica poco assorbitile,[2] non si erano verificati effetti tossici (ma non si parlava di animali gravidi).

La Dott.ssa Kuan continua affermando che:

Soltanto dopo la catastrofe, con dosi massicce di talidomide provate in innumerevoli specie di animali, si ottennero alcuni nati focomelici in una delle (circa) 150 razze di coniglio, il coniglio bianco neozelandese, a dosi comprese tra le 25 e le 300 volte superiori a quella normale per l’uomo. Inoltre, si ottennero malformazioni in certe specie di scimmia a dosi dieci volte superiori a quella normale

Anche qua mancano i riferimenti bibliografici, comunque, è prassi comune in tossicologia testare alte dosi del farmaco, proprio perché si deve avere un range di sicurezza, tanto che, spesso, si inizia a testare nell’uomo un dosaggio che è dalle 10 alle 100 volte inferiore a quello in cui non si osserva nessun effetto collaterale nell’animale. In ogni caso, nel coniglio, i difetti di crescita degli arti sono molto simili a quelli umani e sono stati riprodotti in maniera consistente [3; 4; 5].

Infine, la Dott.ssa Kuan conclude:

L’assunzione del Dr. Lenz, basata su un riscontro epidemiologico con centinaia di casi focomelici, fu ignorata per cinque anni, e il farmaco fu ritirato solo nel 1962, quando ormai erano nati oltre 10.000 bambini focomelici.

Anche in questo caso mancano i riferimenti bibliografici e quindi la Dott.ssa forse si confonde con le date. In realtà due casi di focomelia furono presentati nel 1960 ad un congresso di pediatri tedeschi [6] e, allo stesso congresso, Lenz suggerì che potessero essere collegati alla talidomide [7]. Il primo, breve, report in lingua inglese, ad opera McBride è datato 16 dicembre 1961 [8]. Il farmaco fu ritirato nella maggior parte dei paesi entro la fine del 1961 [3]. Non è quindi vero che l’associazione della focomelia con la talidomide risalisse al 1958: l’unico riferimento relativo a quella data che abbiamo trovato è rinvenibile sulla versione inglese di Wikipedia, che fa a sua volta riferimento ad un articolo divulgativo tedesco e parla di un pediatra tedesco, tale Karl Beck [9], che però aveva correlato l’aumento dei casi di dismelia ai test nucleari nell’atmosfera che all’epoca erano tutt’altro che infrequenti, arrivando a oltre 100 test atomici nel solo 1958 [10]. In letteratura scientifica (PubMed) non c’è nessun riferimento al problema che lo colleghi alla talidomide e sia anteriore al 1960: anche qua, se la Dott.ssa Kuan avesse dei riferimenti bibliografici attendibili per le sue affermazioni, saremmo lieti di leggerli.

L’ultima frase è quindi assolutamente contestabile:

Gli studi sugli animali giocarono un ruolo attivo nell’ampliare questa tragedia. La ricerca su tessuti umani in vitro avrebbe evitato tutto questo.

Gli studi su animale, purtroppo, non furono eseguiti su animali gravidi, giacché all’epoca non si sospettava che un farmaco potesse causare difetti dello sviluppo. L’introduzione dei test di teratogenesi su animale si è dimostrata efficace nel prevenire [11] disastri di quel tipo (che infatti non si sono mai più verificati negli ultimi 50 anni). La ricerca su tessuti umani non avrebbe potuto evitare nulla (e mi stupisce che la Dott.ssa Kuan arrivi a sostenere una cosa simile), giacché, ad oggi – 50 anni dopo il ritiro -, non esiste ancora nessun metodo che possa testare “in vitro” la capacità teratogenica di un farmaco. La teratogenesi è infatti connessa ad uno sviluppo embrionale (e quindi serve un embrione): ma non solo. È connessa all’azione di un farmaco in una “specifica” tappa dello sviluppo embrionale: nell’uomo la somministrazione della talidomide deve avvenire, ad esempio, tra i 20 ed i 36 giorni dopo il concepimento e i danni prodotti variano a seconda del momento in cui il farmaco è stato assunto [3] proprio perché un farmaco teratogenico svolge la sua funzione modificando lo sviluppo dell’embrione. Diversi test alternativi (WEC,FETAX. CHEST) si sono dimostrati piuttosto scadenti, con un grado di affidabilità rispetto al modello in vivo che non supera l’80%:[12] il più avanzato test in vitro attualmente disponibile (mEST) sviluppato dall’ECVAM (European Centre for the Validation of Alternative Methods) usa linee di cellule staminali in coltura, ma comunque è un test su cellule animali (e non umane, come suggerisce di usare la Dott.ssa Kuan) che, in ogni caso, non è ancora scevro da problemi, nonostante sia in fase di sviluppo dall’oramai lontano 1997.

Sarebbe molto interessante se la Dott.ssa Kuan potesse chiarirci come, 50 anni fa, si sarebbe potuto studiare su cellule umane in vitro qualcosa che neanche oggi è possibile fare. Certo, sarebbe bello poterlo fare, così come sarebbe bello avere il teletrasporto e non dover dipendere dal petrolio per la produzione di energia ma bisognerebbe essere capaci di distinguere tra la realtà e l’auspicabile fantasia.

Possiamo concordare che il modello animale non sia perfetto ma, ripetiamo, è grazie a questo modello che, negli ultimi 50 anni, non c’è più stato nessun caso che sia anche solo lontanamente paragonabile al caso della talidomide, tanto che questo è l’unico caso che si continua a portare in contestazione cercando di sostenere l’inutilità della sperimentazione animale, il ché, come abbiamo visto e ampiamente documentato, è assolutamente falso.

Un’accurata ricerca bibliografica avrebbe permesso alla Dott.ssa Kuan di non perseverare nell’errore: poi non si stupisca se anche questa volta il Prof. Garattini si troverà a doverla “bacchettare” per non aver controllato adeguatamente la letteratura a riguardo. Noi promettiamo che in futuro l’aiuteremo, spulciando accuratamente tutte le sue dichiarazioni e facendo noi le ricerche bibliografiche che fossero per caso mancanti.


[DrP]


Bibliografia

  1. Teratology. 1988 Sep;38(3):203-15.
    A short history of thalidomide embryopathy.
    Lenz W
  2. Br J Pharmacol Chemother. 1960 Mar;15:111-6.
    Pharmacological properties of thalidomide (alpha-phthalimido glutarimide), a new sedative hypnotic drug.
    Somers GF
  3. Drugs in Pregnancy and Lactation: A Reference Guide to Fetal and Neonatal Risk 8th edition
    Gerald Briggs, Roger K. Freeman MD, Sumner J. Yaffe MD
    Lippincott, Williams and Wilkins (2008)
  4. Lancet. 1962 Apr 28;1(7235):912-3.
    Thalidomide and congenital abnormalities.
    Somers GS.
  5. Bull Johns Hopkins Hosp. 1964 Sep;115:223-30.
    The use of thalidomide as teratogenic agent in rabbits
    Dekker A, Mehrizi A
  6. Micromelia, Haemangioma und Duodenal Stenosis Exhibit,
    Kosenow, W., and Pfeiffer, R. A.:
    German Pediatric Society, Kassel, 1960;
    citato su JAMA. 1962 Jun 30;180:1106-14.
    A study of the German outbreak of phocomelia. The thalidomide syndrome. Taussig HB
  7. The Lancet. 1962 Jan 6;279(7219): 45-6,
    Thalidomide and Congenital Abnormalities
    W Lenz a, R.A Pfeiffer b, W Kosenow b, D.J Hayman
  8. Lancet 1961 Dec 16;278(7216):1358
    Thalidomide and Congenital Abnormalities
    McBride, W. G.:
  9. http://en.wikipedia.org/wiki/Thalidomide
    consultato in data 19 settembre 2012
  10. NRDC Archive of Nuclear Data 1945-1963
    http://www.nrdc.org/nuclear/nudb/datab15.asp
    consultato in data 20 settembre 2012
  11. Prog Clin Biol Res. 1985;163C:181-90
    Current status of drugs as teratogens in man.
    Schardein JL
  12. J Pharm Bioallied Sci. 2012 Apr;4(2):96-100.
    Embryonic stem cells: An alternative approach to developmental toxicity testing.
    Tandon S, Jyoti S.
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43 thoughts on “La Kuan della LAV Persevera nell’Errore

      • grazie a voi, avendo visto da vicino (al CICAP) per un po’ di tempo come “lavorano” le pseudoscienze e quanto sia difficile contrastarne la diffusione, mi sto convincendo che anche la LAV e l’iper-attivismo animalista utilizzano le stesse tecniche e gli stessi percorsi mentali, quindi per me è un dovere e una “missione” affrontarli. Penso che sia un dovere sociale farlo.

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      • Questa qua o è fuori di testa quanto ignorante, o è in malafede. Non ci sono altre spiegazioni.
        Ribloggerei anche io, però ho una decina scarsa di lettori e non so a quanto servirebbe…

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  1. Pingback: Talidomide, la (mancata) vergogna di LAV e Equivita | siediti e scrivi due lettere

  2. Grazie per il vostro lavoro, sempre preciso e puntuale 🙂 mi domando come sia possibile non trovarsi faccia a faccia con la realtà dopo aver letto un articolo del genere e invece continuare a vagheggiare sulla lobby farmaceutica…

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  3. A questo punto comincio a pensare che la Kuan lo faccia apposta. Lei sa benissimo che il lettore medio della LAV legge le cose senza ragionare e senza verificarne la veridicità, così ha buttato giù quella sottospecie di articolo pieno zeppo di strafalcioni scientifici e storiografici ben sapendo che i suoi lettori sarebbero andati in giro a dire “ekko vedete la Kuan a risposto al vivishettore Garattini kuindi e piu brava di lui ke e pagato dalle case farmaceutike!!!!1!!uno!!one!!!” anche se è palesemente un ammasso informe di cazzate.

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      • Ti dirò, io invece non lo credo, l’informazione diffusa dalla Kuan è certamente manipolata, ma questo non vuol dire che sia stata la Kuan o la LAV a manipolarla: la Kuan si è limitata a contribuirne alla diffusione semplicemente perché ha preferito dare credito a tale disinformazione invece di andarsi a studiare oggettivamente la letteratura scientifica scoprendo come sono andate realmente le cose. Considera che questa manipolazione riguardante il Talidomide sono decenni che circola in ambiente animalista perciò non è certo la Kuan ad averla elaborata. [MV]

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      • Ah circola da decenni? Avevo letto i vostri articoli ma questa informazione deve essermi sfuggita. Questo rende la questione ancora più assurda: non hanno ancora capito in tutto questo tempo?
        Una corretta informazione è in ogni caso l’unica arma possibile, anche se certa gente non vuole proprio capire.

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      • A volte mi chiedo come sia possibile bersi certe fesserie… sono davvero esilaranti!
        Il raziocinio, purtroppo, è una dote rara nella nostra epoca.

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  4. “La ricerca su tessuti umani in vitro avrebbe evitato tutto questo”.
    FORSE OGGI POTREBBE evitare un caso come quello del talidomide. 50 anni fa chiaramente no. Messa come la mette la Kuan e’ una barzelletta.

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  5. Reblogged this on lavoceidealista and commented:
    Il fenomeno animalista sta raggiungendo dimensioni molto preoccupanti. Oltre a non sapere la differenza che intercorre tra “sperimentazione animale” e “vivisezione” (sottoinsieme della precedente che prevede la dissezione in vivo dell’animale, pratica vietata), stanno portando avanti delle campagne contro la sperimentazione animale, imponendo di cambiarla con quella in vitro su gruppi di cellule, nonostante sia assurdo e impossibile operare una tale sostituzione. Finora , purtroppo, non esistono metodia alternativi validi e i ricercatori sarebbero i primi ad adottarli se esistessero, visto che non piace nemmeno a loro usare degli animali (da loro spesso allevati) come cavie. Quindi queste campagne sono fortemente disinformative e fuorivianti, in sostanza, stanno palesemente mentendo.

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    • Se la validità di un metodo alternativo si misura in costi effettivamente no, non ne esistono. E ti assicuro per esperienza diretta che nei laboratori nessun ricercatore piange, c’è bisogno di bibliografia? c’è bisogno di prove? Bene, giusto in questi giorni la PETA ha pubblicato documentazione, foto e video sul caso di Double Trouble e…. non si diaspiaceva nessuno. Forse la dottoressa Kuan non ha ritenuto necessario portare bibliografia a sostegno per replicare all’onorevole Giovanardi, o al santissimo Prof Garattini, che dopo aver intascato miliardi dalle case farmaceutiche sia all’istituto Mario Negri sia precedentemente all’Istituto di Farmacologia dell’Università di Milano, continua a scagliarsi contro qualunque minaccia leda i loro interessi, vedi sperimentazione alternativa, ma anche agopuntura, omeopatia, fitoterapia. Il fenomeno animalista quindi è un problema? Ed il proteggere gli interessi delle case farmaceutiche che a suon di brevetti distruggono le vite di milioni di animali ma anche di uomini che nel sud del mondo non hanno accesso neppure a farmaci salvavita no?

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      • Meno complottismo e più fatti.
        Puoi assicurare per esperienza diretta che nessuno piange nei laboratori? Presumo di intenda che a nessun ricercatore è dispiaccia fare esperimenti e che siano tutti sadici. Qaunti ricercatori hai visto all’opera? Qualche sadico sicuramente esiste, come esiste anche la gente cui dispiace dover fare l’esperimento.
        Non si può dire che tutti i ricercatori sono sadici perchè se ne è visto all’opera uuno sadico, non si può generalizzare a tutti il comportamento di alcuni.

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      • quanta bibliografia, quante prove scientifiche…. ah no, scusate, ovviamente io, la mia laurea in materie scientifiche e le mie esperienze di laboratorio siamo troppo insignificati ed ignoranti per meritarne… mmmm…. strano… vi state comportando anche voi esattamente come la dottoressa Kuan?

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      • Forse non ha ritenuto necessario oppure, FORSE, non ne aveva nemmeno uno da citare. Tutto il discorso animalista sulla talidomide si basa sull’assunto che

        “Seguirono altri casi di nati focomelici a cui seguirono nuove sperimentazioni sugli animali. Gli scienziati cercavano negli animali la prova di ciò che già era noto nell’uomo. Nessuno degli animali da laboratorio trattati con il talidomide produsse feti focomelici e ciò ritardò il suo ritiro dal mercato.”

        Il problema è che questo fantomatici lavori su animale gravido NON ESISTONO o, per lo meno, non sono reperibili in nessun database scientifico degno di nota. Penso saremo d’accordo che se non esistono questi fantomatici lavori, il discorso successivo va a farsi benedire per completa insussistenza. Come abbiamo chiaramente DIMOSTRATO (dati di letteratura alla mano) la Dott.ssa Kuan commette diversi errori nella sua ricostruzione dei fatti. Ripeto: DATI SCIENTIFICI E BIBLIOGRAFICI alla mano. E, come vedi, la Dott.ssa Kuan ha accuratamente evitato di commentare questo articolo, nonostante ci siano state diverse segnalazioni sulla pagina della LAV.

        >Il fenomeno animalista quindi è un problema? Ed il proteggere gli interessi delle case farmaceutiche che a suon di brevetti distruggono le vite di milioni di animali ma anche di uomini che nel sud del mondo non hanno accesso neppure a farmaci salvavita no?<

        Guarda che sono gli animalisti a ritardare il progresso, del quale beneficiano anche gli "uomini del sud del mondo". Grazie alla ricerca su animale, ad esempio, è stato sviluppato il vaccino antipolio. Grazie a questa ricerca la poliomielite è in fase di eradicazione. Nel 1988 si contavano, infatti, oltre 350.000 casi di poliomielite al mondo (dati CDC) . Nel 2011 i casi sono stati 650 (dati Global Polio Eradication Initiative). Tutti casi nel sud del mondo. Si parla di una riduzione di circa il 99% in 25 anni…

        Adesso c'è un'iniziativa di ricerca su vaccini da destinare proprio ai paesi del terzo mondo e sono gli animalisti ad organizzarsi per il mailbombing per tagliare i fondi all'iniziativa…

        Se sei animalista, cerca almeno di non essere "stupida": apri gli occhi e guarda chi "bara".

        [DrP]

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    • “Se la validità di un metodo alternativo si misura in costi […]”.
      No, non si fa così, semplice logica.

      “E ti assicuro per esperienza diretta che nei laboratori nessun ricercatore piange”
      Sei stata in tutti i laboratori del mondo? Oppure hai visitato un significativo numero di laboratori sparsi in tutto il mondo per poter ottenere una buona statistica (così tanto buona da rasentare la certezza)?

      “ma anche agopuntura, omeopatia, fitoterapia”
      Tieni fuori la pseudoscienza e la pseudomedicina… A meno che tu non voglia dirmi che l’omeopatia funziona. Se davvero hai una laurea scientifica ti ci vorranno tre minuti scarsi per calcolare che per diluire UNA molecola di principio attivo in una soluzione a 30C ci vuole una massa d’acqua pari a un milione di volte l’intera massa della Terra. Non ci credi? Fallo. Gli ingrendienti sono: 30C=100^30=10^60 molecole di acqua (necessarie alla diluzione di una molecola) (C=100 in numeri romani); numero di Avogadro, massa molare dell’acqua, massa della Terra.

      “Ed il proteggere gli interessi delle case farmaceutiche che a suon di brevetti distruggono le vite di […] uomini che nel sud del mondo non hanno accesso neppure a farmaci salvavita no?”
      Questo è un problema di brevetto, non connesso alla sperimentazione.

      “Forse la dottoressa Kuan non ha ritenuto necessario portare bibliografia a sostegno”
      E questo è un male, sempre, perché impoverisce le sue argomentazioni.

      “santissimo Prof Garattini, che dopo aver intascato miliardi dalle case farmaceutiche”
      Ne dubito fortemente.

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  6. Pingback: La Kuan della LAV Persevera nell’Errore | Ilario D'Amato, journalist

    • Che originalità! Non ce lo aveva detto mai nessuno!
      Eppure per salvare tuo figlio scommetto che non indugeresti a fare ricorso di farmaci e terapie sviluppate per mezzo della sperimentazione animale… dunque i ricercatori salvano la vita di tuo figlio e tu li ricompensi chiedendo di vivisezionare i loro figli… sinceramente ritengo che questo sia il parossismo dell’umana spregevolezza. [MV]

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    • Io non ho mai capito la logica che sta dietro a commenti come questo (hint: la logica non c’è). Se io sono a favore della sperimentazione animale è perché, principalmente, ritengo sia criminale pensare di sperimentare delle sostanze di cui non si conosce nulla o quasi su altri esseri umani, compresi me stesso ed eventuali miei figli. Chi invece si oppone alla sperimentazione animale, per una mera questione logica è evidentemente disponibile ad utilizzare farmaci sconosciuti direttamente sugli esseri umani. Quindi, per coerenza dovrebbe essere aperto alla possibilità di effettuare la sperimentazione su se stesso o sui propri figli (per usare una brutta ma espressiva metafora: è troppo facile fare i froci col culo degli altri).

      La conseguenza logica di tutto questo è che, se partissimo dalle premesse degli animalisti, bisognerebbe sperimentare sugli animalisti e/o i loro figli, non sui figli degli sperimentatori e/o gli sperimentatori stessi!

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  7. Vorrei inoltre far notare un piccolo ed interessante particolare all’ottimo DrP (eccellente come sempre).

    Il famoso primo caso di focomelia… non è un caso di focomelia! E questo cambierebbe decisamente le carte in tavola. Mi sono permesso di balzare a conclusioni forse affrettate. Mi spiego meglio e riporto integralmente un passo dal libro di testo accademico che sto leggendo proprio ora
    “Il 25 Dicembre 1956 nacque una bambina senza orecchie (anotia) nella Germania Occidentale. Il babbo della bambina lavorava nella fabbrica che produceva il farmaco a base di talidomide ed aveva ricevuto dei campioni gratuiti per la moglie incinta”
    La fonte di questa chicca è il mio vecchio ma sempre amato libro di Embriologia Medica, di cui sotto ho riportato la bibliografia.
    Ora, devo essere cauto nel formulare la mia ipotesi di cui sopra, per almeno tre motivi.
    1- Credo sia una coincidenza quantomeno incredibile che proprio il 25-12-1956 nasca in Germania una bambina focomelica e una anotica. Tanto incredibile da risultare sospetta.
    Ma forse solo una coincidenza.
    2- Non riesco a visualizzare la fonte citata, di conseguenza non posso garantire che magari questa notizia provenga proprio da lì
    3- Non avendo citate nel libro le fonti da cui è tratta questa informazione, non posso garantirne l’autenticità.

    Tuttavia spero di averti messo una simpatica pulce nell’orecchio -perdona la battuta un po’ infelice-

    GM

    fonti bibliografiche

    Langman W.J. Embiologia umana (2002) (a cura di Bertossi M.; Bodo Lumare M.; Bressan G. et al.) 1^ Ed. Italiana, Napoli, IdelsonGnocchi

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      • Ho controllato. Effettivamente il primo caso è del 1956 ed è un caso di difetto auricolare e non di focomelia. Il dato viene riportato dallo stesso Dott Lenz in una lecture tenuta al congresso dell’UNITH (United International Thalidomide’s) nel 1992. Nella stessa lecture il Dott. Lenz conferma che il primo sospetto relativo all’azione della talidomide nelle genesi della focomelia lo ebbe l’11 Novembre 1961. L’estratto della lecture è reperibile qui:

        http://www.thalidomide.ca/history-of-thalidomide/

        Direi che questo dato mette una pietra tombale sulla fantasiosa versione della Dott,ssa Kuan.

        [DrP]

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    • Che il mEST è un test di embriotossicità su cellule staminali murine e non di teratogenesi: sono due cose un po’ differenti, anche se con alcuni punti in comune (la teratogenesi è una forma di embriotossicità, ma non è detto che le cellule muoiano o che sviluppino anomalie di crescita visibili: come abbiamo detto la talidomide stessa ha un range di giorni piuttosto corto nel quale sviluppa effetti teratogeni (poco più di due settimane). E’ interessante, ci stanno lavorando dal 1997, se ricordo bene. Dopo 15 anni siamo ancora la.

      [DrP]

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      • mah son senza parole! tu puoi donare soldi ad un’associazione che protesta contro una pratica che è già regolata di suo! almeno se lo doni alla chiesa puoi sperare che costruiscano qualcosa per la comunità tipo oratori, cinema etc etc (ovviamente è una grossa aspettativa visto che non credo debbano giustificare come spendono quei soldi), ma questi son proprio soldi buttati al vento

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  8. Pingback: ABC di uno studio (Guida per tutti, per comprendere l’informazione scientifica corretta) – Parte prima: La scelta della fonte | Pro-Test Italia

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