“Ma se lo facessero a te…”

Uno dei classici che fa sempre bene ricordare: Punto di partenza di qualsiasi riflessione che facciamo sulla nostra pagina è che la vita di un animale sia dal punto di vista etico più sacrificabile di quella di un umano. Le ragioni di ciò possono essere dimostrate dal punto di vista filosofico, e lo abbiamo anche fatto in passato, ma non dovrebbe essere necessario farlo visto che la schiacciante maggioranza della popolazione, nutrendosi di carne, vestendosi di pelle eccetera, dimostra di aver già aderito a questo punto di vista.

Noi non vogliamo dimostrare che nella sperimentazione animale è tutto rose e fiori, non lo è; né ci interessa più di tanto dimostrare che l’animale conta meno dell’uomo, visto che quasi tutta la popolazione già ne è convinta, e il resto, vegani e similari inclusi, si comporta di fatto seguendo il medesimo assunto (e non potrebbe fare altrimenti). A noi preme dimostrare che il sacrificio imposto agli animali per la sperimentazione è in generale basso, sia se confrontato con la vita allo stato brado che con quella negli allevamenti di animali da carne, e vale assolutamente tutti i benefici che ci apporta. Una volta che la popolazione abbia compreso questo, le sparate degli antivivisezionisti le appariranno chiaramente insostenibili, al di là dei pipponi sofistici di Singer & co. Ah, e per inciso, questo gli animalisti lo sanno benissimo.

Per questo i discorsi improntati al “ma se ci fossi tu…”, del tipo “ma ti piacerebbe se lo facessero su di te?” o “fatelo sui vostri figli, visto che non fa male!” lasciano il tempo che trovano. Malgrado a gatti come Double Trouble non sia fatto nulla di scandalosamente malvagio come vogliono farlo sembrare, e questo è un dato indubitabile, è comunque improponibile farlo su un umano non consenziente. Ad un umano non consenziente non puoi neanche iniettare una fiala di fisiologica, figurati entrare nel cervello (il ché comunque sugli umani viene fatto quando ve n’è necessità clinica). Confermo che gli esperimenti come quelli sui gatti dell’Università del Wisconsin sono assolutamente non dolorosi (questo non vuol dire che siano meravigliosamente piacevoli; ci sono anche gradazioni intermedie tra “inumana tortura” e “paradiso terrestre”, anche se c’è chi divide tutto il mondo in bianco e nero…),

ma ci sono anche procedure differenti e assai più rare in cui il dolore dell’animale è inevitabile. Se è necessario siamo favorevoli anche a quelle, anzi, proprio per questo si fanno su un animale, perché causano dolore o morte, sono comunque necessarie, e un animale per noi conta di meno.

E anche se conta di meno, cerchiamo di non farlo soffrire inutilmente. Una preoccupazione che i suoi predatori naturali non offrono.


[OI]

Due iene approfittano del parto (momento in cui la madre è indifesa e non riesce a fuggire)
di uno Gnu per strappare il nascituro dalla vagina della madre per divorarlo e successivamente divorano la stessa madre ormai stremata
(ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)


Branco di leoni divora vivo un giovane esemplare di elefante
(ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)


Babbuino mangia un cucciolo di gazzella vivo
(ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)