Ringraziamo la Sperimentazione Animale se i nostri Cuccioli sono Salvi


Come mai negli ultimi trent’anni la popolazione dei cani di proprietà ha avuto un’impennata?

  • Al di là dei motivi sociali (possiamo permetterci le cure veterinarie), la rabbia è stata per decenni uno dei motivi per cui la gente evitava i cani. L’ultimo caso di rabbia urbana risale al 1978. Da allora non è stata più segnalata… il vaccino antirabico ha giocato un ruolo importante in questa vittoria.
  • La popolazione canina ha subito una notevole impennata anche perché abbiamo degli strumenti di profilassi molto validi che hanno decisamente diminuito la mortalità neonatale: grazie ai vaccini, il cimurro e la parvovirosi non rappresentano più un problema così importante! Ricordiamo che negli anni ’70 decimavano la popolazione canina.

Ora passiamo a questioni pratiche: come sono stati ottenuti i vaccini?


[BO]

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20 thoughts on “Ringraziamo la Sperimentazione Animale se i nostri Cuccioli sono Salvi

  1. Assolutamente vero: oltre che salvare per persone, la sperimentazione permette di sviluppare anche trattamenti medici per gli animali. Nessun amante degli animali può negare questa affermazione, se lo fa, non ama gli animali.
    Aggiungo che il discorso non si applica solo ai cani ma a tutti gli animali da compagnia: per esempio il coniglio deve essere vaccinato ogni sei mesi contro la mixomatosi, che è incurabile.

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  2. questa è forse la parte del sito più verosimile..
    a parte la solita noiosa ossessione antianimalisti..che,personalmente, sono eccentrici emotivi e mi fanno tenerezza perchè non si rendono neanche conto di fare battaglie in favore della salute umana (quella che si otterrebbe senza perpetrare gli errori metodologici e concettuali della S.A.).

    Tornado a questa pagina è la più scientifica del sito perchè la sperimentazione sul coniglio ha senso per curare il coniglio,sul criceto per curare il criceto,sul cane,per curare il cane …
    A proposito di cani,mi viene in mente l’esempio della Leishmaniosi: stessa malattia trasmissibile tra cane e uomo (zoonosi) dallo stesso parassita eppure nel cane è incurabile,nell’uomo curabilissima…
    ops..ciò dimostrerebbe che addirittura la stessa malattia,insorta spontaneamente (e non con qualche fantasiosa manipolazione del ricercatore di turno in cerca di pubblicazioni),,da esiti diversi a seconda della specie…
    come mai non è stata citata?
    certo,perchè in questo contesto si cita solo ciò che è utile a difendere l’ormai indifendibile S.A.
    scusate il tentativo di far ragionare chi,tra i lettori,vuole ragionare liberamente..
    per favore non insultatemi come le altre volte.
    grazie
    😉

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    • Errori metodologici e concettuali che solo tu vedi, digiuna probabilmente delle nozioni base di “caratteri conservativi”. A quanto pare se tu hai dato esami a veterinaria come dicesti in un’altra discussione si tratta di esami di matematica e fisica, o non si spiega che tu non riesca a comprendere concetti così elementari che anche un semplice diplomato scientifico riesce a capire.

      Il “caso” vuole inoltre che quelle medicine per conigli, cani e criceti testate su conigli, cani e criceti funzionano, a dosi opportune, nello stesso identico modo anche sull’uomo: ma come siamo fortunati! Possiamo usare gli animali per curare noi stessi, oltre che per curare loro!

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    • Errori metodologici e concettuali della S.A.? Questo ragionamento potrebbe avere senso se pretendessi di sperimentare sugli insetti dei farmaci destinati agli umani: sarebbe assurdo, perchè la fisiologia è così diversa che nemmeno i rispettivi embrioni si formano allo stesso modo.
      Le differenze fra i mammiferi invece sono minime, quindi è possibile esportare abbastaza bene fra le varie specie i risultati ottenuti.
      Ricordo inoltre che dopo gli esperimenti sugli organismi modello, si passa alla specie cui è diretta la cura (umani compresi). La sperimentazione ha delle procedure ben precise e definite anche per legge, non procede a tentoni come invece sembrano ritenere gli animalisti.

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    • E’ certo, se ci sono delle differenze in una cosa, allora sono completamente diverse in tutte le cose. Come dire, siccome chi ha la pelle chiara si scotta più facilmente, allora chi ha la pelle chiara è un organismo basato sul silicio con acido molecolare al posto del sangue.
      Ci mancavano i tuoi acuti ragionamenti, Cassandra.

      [OI]

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    • Scusa Cassandra, ma Tu testeresti sugli uomini un farmaco efficace, ma che si e’ scoperto avere un “fastidioso” effetto collaterale sui roditori?. Nulla di grave, provoca solo il cancro. Se non lo si fosse testato sui roditori sarebbe stato testato direttamente sull’uomo. E’ un farmaco contro l’ipertensione… hai parenti ipertesi per verificare se davvero il test sui ratti e’ da considerasi inutile??? Sei disposta ad offrirti volontaria?

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      • Posso immaginare che Cassandra obietterebbe che ci sono test in vitro con cui sostituire quelli in vivo. Purtroppo i test in vitro anche nel caso della carcinogenesi (anzi, soprattutto in questo caso) non sono ancora così affidabili da poter sostituire quelli in vivo, sebbene questi siano descritti come pieni di “errori metodologici e concettuali”. Questo lo si può verificare facendo una rapida ricerca, ma del resto anche un po’ di buon senso non guasterebbe: se le “prestazioni” fossero comparabili, gli sperimentatori potrebbero utilizzare dei test in vitro, che costano 10 volte di meno e richiedono molto meno tempo (mesi vs anni) anziché dei test in vivo. Ma non lo fanno, perché? A questa obiezione non mi viene mai data risposta, e vi posso assicurare che le aziende farmaceutiche le prime interessate ad eliminare i test in vivo, che sono molto dispendiosi dal punto di vista economico, sia per risorse necessarie che per tempi di esecuzione.

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    • Cara Cassandra, le tue obiezioni possono sembrare valide solo a chi è digiuno di biologia.
      Se credi che la sperimentazione sugli animali sia inutile per gli uomini, ti invito a consultare un qualunque libro di biologia avanzata per fugare ogni tuo dubbio: il fatto che alcune malattie abbiano sintomi e decorsi diversi da specie a specie non vuol dire che ciò valga per tutte le specie e tutte le malattie.
      Capisco che chi è ignorante in materia non conosca le nozioni di base della genetica, ma non bisogna vergognarsi di questo! Come si dice a Roma “nessuno nasce imparato”, e, a patto di avere una mente aperta, si può apprendere molto semplicemente studiando libri di testo (diffida dalla divulgazione scientifica per il grande pubblico!).
      Spero di aver chiarito un po’ di cose! ^^

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  3. a chi si informa direttamente,con il cervello non preimpostato, sarà chiaro che si tratta di gravi errori metodologici che non vedo solo io e che sempre più uomini di scienza stanno cercando di correggere tramite le metodologie sostitutive….
    ma chiaramente,qui è inutile citare la diffusione di questa statistica in aumento altrimenti tornate a dire che le fonti sono inattendibili,o animaliste,o stupide,o naziste o che si comprano gli esami..ecc ecc..
    Come sempre, a parte l’aggressività, non rispondete al caso specifico
    L E I S H M A N I O S I..
    ..per non parlare poi di tutte le malattie tipiche degli animali e solo degli animali…
    l’unica cosa che mi fa piacere notare,a parte la leggera riduzione della quantità di offese, che altri lettori oltre me iniziano a trovare questo sito a dir poco tendenzioso .

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    • Se esistono delle persone che non hanno il cervello preimpostato, quelli sono gli scienziati. Si cerca di sviluppare metodi alternativi?
      Come è stato detto in questo sito, se la maggioranza delle persone è convinta di qualcosa, non vuol dire che quella cosa sia vera: la Terra era geoidale anche quando la gente credeva che fosse piatta. Soltato i fatti contano, non i pareri personali o il sentito dire.

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  4. trovare un sito tendenzioso quando fa informazione scientifica vuol dire essere ignoranti… e c’è un motivo per cui le fonti che solitamente vengono portate dai detrattori vengono considerate inattendibili… perchè SONO inattendibili! e questa affermazione viene motivata ogni volta, ma a quanto pare avete strane amnesie selettive che vi portano a ricordare quanto siete stati trattati a pesci in faccia dimenticando i motivi!

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  5. Ti rispondo io sulla leishmaniosi, se cerchi un po’ in giro scoprirai che uno dei principali problemi relativi alla leishmaniosi canina è dovuto al fatto che, a differenza della leishmaniosi viscerale umana, nel cane le cellule infettate di leishmanie si localizzano in distretti dell’organismo poco vascolarizzati e quindi di difficile accesso agli agenti terapeutici, cellule che quindi causano un “serbatoio” di microorganismi che in seguito porteranno ad una recrudescenza dell’infezione. Questo ovviamente inficia il modello animale, ed infatti la scienza ufficiale non è che somministra farmaci sperimentali al cane, ma si prodiga per lo sviluppo di modelli più adatti, sia animali che non animali, vedi ad esempio: Indian J Med Res 123, March 2006, pp 439-454 (animali) oppure Infect Immun. 1997 July; 65(7): 2837–2845 (in vitro). Come puoi notare gli scienziati, che non sono dei cattivi torturatori di povere bestioline, né tantomeno dei conservatori che non vedono al di là del loro naso, cercano di sviluppare il modello più adatto possibile, sia esso animale o non animale. La tua affermazione nel primo post è una pregiudiziale, se ragionassi come te, dovrei forse dire che siccome hanno sviluppato dei modelli in vitro e non ancora hanno trovato la cura, allora i modelli in vitro sono metodologicamente e concettualmente sbagliati?

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  6. Bravo Marvin, hai spiegato bene agli altri lettori il nocciolo della questione:
    se addirittura x le stesse malattie (es.Leishmaniosi) uomini e animali si comportano in maniera cosi diversa quale piramidale errore è studiare negli animali malattie solo umane,o meglio,una fantasiosa e fortuita riproduzione artificiale di parte della sintomatologia nell’animale taldeitali (con diversa anatomia,fisiologia,genetica,ecc)?
    I modelli in vitro danno risultati..solo che sono parziali e quindi da integrare con altri parziali e attendibili..come piccole tessere di uno stesso puzzle (umano)
    semplificando..credo che sia meglio (almeno per la mia pelle e di quella dei miei cari) invece di una “roba completa ma a sorpresa” (cioè risultato nell’organismo animale) una serie di risultato parziali ma attendibili..

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    • Se non l’hai ancora capito Cassandra, si tratta di un CASO PARTICOLARE. Ricordo che una volta sulla pagina facebook un veterinario affermò di ricordare un numero di principi attivi utilizzati nella medicina veterinaria ma non nella medicina umana che si poteva tranquillamente contare sulle dita delle mani, se non di una sola mano.
      Ci sono vagonate di sostanze usate per la stessa identica funzione nell’uomo e negli animali. Secondo te è più probabile che sia un caso questo o le differenze nel modo in cui si diffonde la leishmaniosi nell’organismo umano rispetto a quello canino?
      Ti consiglio di leggere questo articolo, forse imparerai qualcosa di biologia evolutiva e capirai perché nonostante le differenze gli animali sono modelli sufficientemente affidabili (come se le tonnellate di farmaci perfettamente efficaci scoperti grazie alla SA non fossero una prova abbastanza schiacciante):
      https://difesasperimentazioneanimale.wordpress.com/2011/12/14/caratteri-conservativi-ed-organismi-modello/

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    • “Credo che sia meglio”, la scienza non è fatta di opinioni, mi dispiace Cassandra, io quando sintetizzo una nuova molecola bioattiva non posso scrivere sul paper “credo sia meglio di altre già esistenti”. Porto i dati, e dai dati ne traggo le conseguenze. I dati sono, come ti hanno fatto notare diverse volte, che la s.a. è attualmente irrinunciabile e insostituibile per fare ricerca scientifica, e nel caso specifico dei test su nuove entità farmaceutiche, assicura un margine di sicurezza che non sarebbe raggiungibile altrimenti. Ah, ovviamente nemmeno sto a risponderti sulla tua ultima frase, ti ho fatto notare che nel caso del cane le differenze sono legate alla difficoltà delle molecole di farmaco nel raggiungere la concentrazione efficace nelle cellule infette all’interno di un organismo, e tu mi vieni a dire che i metodi alternativi sono più attendibili? Quindi sai esattamente come predire la distribuzione di un farmaco in un organismo e prevederne il suo metabolismo, compresa attività e tossicità dei sui metaboliti, senza utilizzare nemmeno un animale? Complimenti, ti consiglio di pubblicare al più presto…Quando hai fatto linkami l’articolo, che sono curioso… : )

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      • Ragazzi, ogni volta che la vedrò, impedirò a Cassandra di commentare. Parliamo di una che ha scritto DI NUOVO che se un farmaco commercializzato causa decessi è colpa della sperimentazione animale. Come se un farmaco in commercio non fosse stato sperimentato anche sull’uomo. Lo abbiamo ripetuto cinquantamila volte questo, ed era già un concetto banale prima che lo facessimo; è evidente che non ascolta nulla di quello che diciamo, oppure ha una memoria molto orwelliana. Questa è semplicemente una provacatrice, non lo legge nemmeno quello che scrivete, vuol solo rompere le balle, e io non ho intenzione di fara continuare. Cancellerò ciò che scrive, quindi se rispondete potrà sembrare che paarlate da soli in seguito.

        [OI]

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