Email da inoltrare alla redazione del Tg1 per chiedere la Rettifica del servizio sulla SA

Indirizzo

tg1.sdr@rai.it


Oggetto

Richiesta di Rettifica del Servizio sulla Sperimentazione Animale


Testo


Alla redazione del telegiornale di Rai Uno,

chi vi scrive è un cittadino italiano, nonché contribuente del canone Rai, disgustato dal riprovevole servizio sulla Sperimentazione Animale andato in onda lo scorso 21 Novembre nell’edizione delle ore 20:00, e visualizzabile al seguente link reperibile sulla pagina facebook della Brambilla: http://195.110.133.122/media/20121121/20121121-RAI_1-TG1_2000-203343325m.mp4

Il servizio in questione, a cura di Roberta Badaloni, è notevolmente fazioso ed ha diffuso gravi e numerose falsità, alcune delle quali elencherò qui di seguito.

Innanzitutto l’uso forviante del termine “vivisezione” per indicare la sperimentazione animale: la maggior parte della sperimentazione animale Non prevede la sezione in vivo (appunto “vivisezione”) ma la semplice somministrazione di sostanze sperimentali, tuttavia il termine è appositamente utilizzato dagli animalisti per evocare immagini cruente e quindi suscitare impulsi emotivi che pregiudicano l’onesta trattazione di un argomento complesso.

La comunità scientifica internazionale riconosce unanimemente la validità della sperimentazione animale, ciononostante il servizio ha insistito più volte nell’asserire il falso, ovvero: “argomento che divide la comunità scientifica internazionale”, “una realtà fatta di posizioni contrastanti”, “oggi la ricerca internazionale si divide sull’attendibilità scientifica”, “gli animali ovviamente non possono essere modelli per le malattie umane e per le valutazioni di tossicità, come ben ci ha dimostrato la parte più avanzata del mondo scientifico”.

Quelle poche informazioni corrette riportate dal servizio, sono poste in maniera estremamente faziosa, poiché si omettono importanti informazioni necessarie per una valutazione completa ed obiettiva. Ad esempio affermare che il testo di legge firmato Brambilla introduce limitazioni della direttiva 2010/63/UE imponendo l’uso obbligatorio dell’anestesia per qualsiasi trattamento, è corretto, ma quello che si omette è che ciò comporterà un notevole aumento della sofferenza degli animali da sperimentazione poiché la dir. 2010/63/UE esonera ragionevolmente dall’uso dell’anestetico nel caso in cui la somministrazione dell’anestesia è più traumatica per l’animale della stessa procedura.
Ancora, si riporta il forviante dato Eurispes sull’86% degli italiani contrari alla sperimentazione animale, ma si omettono le recenti ed approfondite indagini Ipsos che smentiscono tale dato.

Inoltre la Brambilla, in riferimento alla dir. 2010/63/UE, asserisce testualmente: “anacronistica”. Questo è molto lontano dalla realtà in quanto tale direttiva è all’avanguardia, essendo il risultato di un recente ed approfondito lavoro della comunità scientifica internazionale e della collaborazione di associazioni animaliste internazionali, e raggiunge il miglior compromesso tra tutela del benessere animale e necessità di ricerca biomedica per assicurare le cure per le malattie che affliggono l’umanità e gli animali.

In ultimo la Brambilla afferma: “la sperimentazione sugli animali è solo un grande business”. Questo è del tutto illogico, la sperimentazione non è un guadagno, al contrario è un pesante onere per chi la pratica, il ché dovrebbe suggerire semmai l’assoluta indispensabilità della stessa.

Naturalmente non si può pretendere che la curatrice del servizio, Roberta Badaloni, sia competente in materia, ma la grave mancanza è stata, non solo quella di non essersi adeguatamente documentata, ma soprattutto di aver omesso il parere degli esperti. Il servizio è stato un monologo della Brambilla. Anziché informare obiettivamente gli italiani, il Tg1 si è offerto come podio per la propaganda animalista, e ciò rappresenta una grave strumentalizzazione del servizio pubblico.

Tutto questo è intollerabile, perciò pretendo che tali falsità vengano prontamente rettificate e che venga redatto un servizio in cui vengono interpellati scienziati veri, sottolineo scienziati VERI, ricercatori biomedici del settore, e non sedicenti esperti che propagandano pseudoscienza priva di fondamento e sui quali l’ideologia animalista fa leva. Se tale rettifica non avverrà, chiedo che mi venga rimborsato il canone Rai, perché non desidero spendere i miei soldi per pagare tale indecenza.

Con estremo disappunto, FIRMA.



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