Conseguenze dell’Abolizione della Sperimentazione Animale e la Fallacia dell’Etica Animalista

Premesso che, al contrario di quanto falsamente propagandato dalle associazioni animaliste,
non esistono metodi sostitutivi della sperimentazione animale (come spiegato nell’articolo I Limiti dei Metodi Alternativi), usiamo la ragione e chiediamoci cosa comporterebbe l’abolizione della sperimentazione animale.

I due ipotetici scenari non mutualmente esclusivi:

  1. Non è difficile intuire chi potrebbe prendere il posto delle cavie animali per garantire le cure mediche all’occidente.

    Fallacia Etica-01

    Considerando che la sperimentazione animale in occidente, anche per via delle ferree norme che la regolamentano, rappresenta un costo elevato per le case farmaceutiche, è presumibile che queste massimizzerebbero i profitti sperimentando direttamente sull’uomo nei paesi del terzo mondo. Non sorprenderebbe se riuscissero persino a mascherare la cosa come “aiuti umanitari”.
    Tra gli animalisti è molto comune l’accusa secondo cui le case farmaceutiche corromperebbero i politici per ottenere le leggi che consentono il “business della vivisezione”, questo è un fanta-complotto privo di logica, dato che la sperimentazione animale è un Costo, non un Ricavo. Al contrario sarebbe sensato supporre che le case farmaceutiche abbiano interesse a sovvenzionare il movimento animalista affinché si faccia pressione sulla politica per abolire l’obbligo dei test su animali.

  2. L’eventuale Abolizione della sperimentazione animale in Europa, comporterebbe il trasloco della ricerca ad oriente, in paesi privi di qualsiasi normativa a tutela del benessere degli animali (non sussistono diritti umani, figuriamoci animali) e notoriamente insensibili alla sofferenza animale.

    Fallacia Etica-02La foto illustra le condizioni degli Orsi della luna mantenuti in Cina per estrarre la bile.

    Gli animalisti avrebbero in tal modo ottenuto esattamente il contrario di ciò che auspicano, ovvero un grave peggioramento delle condizioni degli animali. Senza considerare il danno economico derivante delocalizzazione della ricerca e la fuga della più grande risorsa di un paese: i cervelli.

  3. Le eventuali problematiche descritte sarebbero causate dall’agire emotivo che pregiudica il ragionamento, attitudine che contraddistingue gli animalisti.

    Questo è un tema Etico, non Scientifico, e l’Etica non è Emotività.

    Il filosofo razionalista Bertrand Russell scrisse:

    Tutta l’efficacia di qualsiasi argomento etico sta nel suo contenuto scientifico, cioè nella dimostrazione che una determinata condotta, piuttosto che un’altra, è un mezzo per raggiungere un fine largamente desiderato.

    Quindi o i due eventuali scenari tracciati sono un “fine largamente desiderato” e dunque una strada che si intende deliberatamente percorrere, oppure l’etica Animalista non è valida perché fondata sull’emotività, incapace di pronosticare le conseguenze delle proprie scelte, giungendo ad effetti indesiderabili.


    Cordialmente, il vostro MV della Resistenza Razionalista.



    Post Scriptum

    Carlo Maria Cipolla propose la seguente definizione di stupidità.

    Stupido è colui che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.

    ed aggiunse:

    La persona stupida è il tipo di persona più pericolosa che esista.

    Si direbbe che gli animalisti rientrino in tale definizione, giacché le loro azioni si rivelano spesso controproducenti, un tipo di comportamento dettato dall’ignoranza e descritto anche da Russell:

    Nel Medioevo, allorché la pestilenza mieteva vittime, santi uomini riunivano la popolazione nelle chiese per pregare, cosicché l’infezione si diffondeva con straordinaria rapidità fra le masse dei supplicanti: ecco un esempio di amore senza conoscenza.

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