L’insensatezza dell’Obiezione di Coscienza


Fino al 2005 in Italia vigeva l’obbligo di leva militare, tuttavia i pacifisti potevano optare per l’obiezione di coscienza, ed in tal caso svolgevano servizi socialmente utili come assistenza agli anziani o ai disabili.

Tale obiezione di coscienza era perfettamente sensata, perché se una persona si rifiuta di svolgere alcuni incarichi “cucino per la truppa, pulisco la caserma ma No, io la bomba Non la lancio”, allora non è adatta alla professione ed è meglio escluderla per il bene di tutti.

Ve lo immaginate un salumiere che si rifiuta di vendervi il prosciutto perché vegetariano?
“Affetto solo i formaggi”.

Ve lo immaginate un cameriere che non vi serve una bistecca perché vegetariano?
“Servo solo pietanze senza carne”.

Ve lo immaginate un medico che non vi fa una trasfusione perché testimone di Geova?
“Al posto della trasfusione posso praticare un massaggio cardiaco”.

Tutto questo sarebbe insensato e le persone dei suddetti esempi dovrebbero scegliere altri mestieri.

Eppure in Italia esiste una legge assurda che consente agli studenti di facoltà biomediche di esonerarsi dai laboratori che prevedono l’impiego di animali.

Legge 413_93 Novivisezione
Fonte screenshot

Non ci pare corretto che uno studente possa scegliere di non studiare una materia fondamentale a piacimento. Io ad esempio ho detestato la matematica allo stesso modo (se non peggio) di quanto gli studenti “sensibili” detestino le dissezioni. Eppure mi son rimboccato le maniche e l’ho fatta. Perché ad altri studenti dev’essere riservato un trattamento speciale?

Al contrario noi crediamo che sarebbe opportuno introdurre una necropsia sin dal test di ammissione alle facoltà biomediche, in modo da selezionare fin da subito le persone adatte alla professione.

La Resistenza Razionalista si impegnerà affinché venga abolita la legge 413/93 sull’obiezione di coscienza per studenti delle facoltà biomediche, ed introdotta la necropsia nei test di ammissione delle medesime facoltà.


[MV]

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31 thoughts on “L’insensatezza dell’Obiezione di Coscienza

  1. Pingback: In Difesa della #SA (Sperimentazione Animale) | Resistenza Razionalista | L’insensatezza dell’Obiezione di Coscienza | Matteo Rossini

  2. non sono d’accordo. io sono un biologo computazionale e sono FELICISSIMO di non fare esperimenti (sia in in vitro che in vivo), ma di lavorare comunque nel settore. Credo nella sperimentazione, ma non mi va di farla, un po’ per riluttanza personale, un po’ perchè trovo la vita del wet biologist barbosa.
    io non vengo da biologia, ma sono approdato alla branca dopo la laurea. ho molti colleghi che però sono arrivati al silicio solo DOPO aver fatto biologia e sperimentazione ne hanno fatta ovviamente. sperimentazione che non serve a niente per fare ciò che fanno ora.
    Così come chi non voleva fare il militare è stato reindirizzato verso altre vie, così il biologo può decidere di perseguire la sua carriera esclusivamente in vitro o in silico e non vedo perchè dovrebbe essergli negato… la scienza si svolge in tanti modi. Saranno poi problemi loro quando cercheranno lavoro e non avranno nessuna esperienza di laboratorio…

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      • Se questo tipo di sperimentazione è parte integrante del corso di Laurea, si deve fare, e saltarla non è corretto.
        Se il corso permette una specializzazione in altri ambiti, allora il tempo sarebbe meglio impiegato in tali altri ambiti.

        Riguardo l’articolo, sicuramente intraprendendo un percorso di studio od una professione si deve accettare ogni attività necessaria. Dato che si tratta di una propria scelta sarebbe assurdo altrimenti.
        Se poi sia possibile strutturare in modo diverso la didattica al fine di creare figure professionali che non abbiano a che vedere con tecniche in vivo, è un’altra questione.

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      • Io ho studiato (e insegnato in) informatica, e la maggior parte della gente credeva che il corso di studi fosse qualcosa tipo “impariamo a programmare videogames”. Ho sentito quintalate di persone venirmi a dire “ma questo a cosa ci serve”, relativo ad analisi matematica, teoria della computabilità e cose così… beh, se volevano solo fare siti web o programmare videogames potevano pure non prendersi la laurea e studiare per conto loro, ma se si parla di SCIENZA uno deve seguire tutto il percorso senza fare figli e figliastri.

        D’altro canto io mi impressiono facilmente alla vista del sangue. Non è che mi sono iscritto in Medicina perché tanto “per curare il mal di gola non c’è bisogno di operare nessuno” e ho chiesto di poter evitare di avere a che fare coi bisturi.

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    • È diverso. Il militare era obbligatorio, non avevi scelta: lì era giusta l’obiezione.
      Per il biologo è diverso: primo, perché è una TUA scelta quella di iscriverti a biologia, e lo studio in laboratorio è una parte importante della formazione del biologo. La specializzazione arriva dopo.
      Un po’ come un aspirante fisico teorico: che senso ha fargli fare laboratorio? Beh, la fisica è una scienza sperimentale (come la biologia), e l’attività di laboratorio è fondamentale per la formazione DI BASE del fisico. La specializzazione arriva dopo.

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  3. Premetto che sono laureato in Biotecnologie Mediche con un dottorato in Genetica Medica, per cui ho lavorato in laboratorio, tra tesi e dottorato, per circa 6 anni, giusto per precisare che non digito a vanvera.E premetto che sono assolutamente a favore della SA.
    Mi spiace ma sono assolutamente in disaccordo con il contenuto dell’articolo e, di conseguenza, con la proposta: l’obiezione di coscienza nell’utilizzo di animali non è dettata solo dall’assurdo rifiuto della SA. Ci sono persone che possono essere più o meno impressionabili alla vista del sangue, ci sono persone che hanno difficoltà a maneggiare gli animali, e penso possano esservi altri validi motivi che ora mi sfuggono.
    Oltretutto, non è detto che per tutti i tipi di ricerca sia previsto l’utilizzo di animali; io, personalmente, in 6 anni ho svolto attività di ricerca senza mai mettere mano su animali, solo qualche E. coli per la produzione di plasmidi, nell’ambito della ricerca su HIV in immunologia, e successivamente per studi genetici sulla celiachia e l’emocromatosi. Quindi anche chi si rifiuta di utilizzare animali avrebbe benissimo possibilità di lavorare in ambito scientifico e fare ricerca. Io stesso, probabilmente, se avessi dovuto lavorare su animali mi sarei rifiutato, non perchè sia contrario al loro utilizzo ma perchè mi sarei sentito molto impacciato e forse impressionato alla vista di eventuale sangue (stesso motivo per cui scartai l’ipotesi medicina e chirurgia). Credo che anche a coloro che si rifiutano di lavorare con animali, per i più disparati motivi, vada consentito di poter fare ricerca, in settori ovviamente che non prevedano direttamente l’utilizzo di modelli animali.
    Con questo, ripeto, non sto assolutamente asserendo l’inutilità della SA, anzi sono un suo fermo sostenitore in ambito biomedico.
    Trovo quindi la vostra proposta francamente eccessiva e fuori luogo, ragionateci un po’ 😉

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    • Il fatto è che anche i biologi che poi scelgono di specializzarsi in Botanica devono fare Zoologia e viceversa, perché entrambe le materie sono pilasti delle Scienze Biologiche. Anche se poi si sceglie botanica non ha senso rifiutarsi di fare zoologia e viceversa.
      Ti sembra corretto che una persona possa scegliere di non studiare una materia a sua scelta? Io ad esempio ho detestato la matematica peggio di quanto gli studenti “sensibili” detestino le dissezioni… eppure mi sono rimboccato le maniche e l’ho fatta! Perché ad altri studenti è consentito un trattamento speciale? [MV]

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      • La differenza è che se si è capre in matematica si diventa quasi sicuramente pessimi ricercatori (calcoli statistici, per diluizioni, per preparazione di tamponi, ecc. ecc.), se non si fa una necroscopia è ancora possibilissimo diventare un brillante ricercatore (non io, ahimè, grazie allo Stato Italiano). Sono cose ben differenti, a mio modo di vedere. Spesso si tende a estremizzare i concetti, mentre invece si dovrebbe imparare a contestualizzare i problemi e valutare se non sia il caso, anzichè di pensare solo in bianco e nero, di utilizzare anche la scala di grigi che c’è in mezzo.
        Ah comunque al liceo mi ricordo che facemmo necroscopia su un canolicchio e su una trota, ma erano già morti. Lavorare con animali vivi non avrebbe fatto per me; eppure ciò non mi ha impedito di laurearmi e dottorarmi. Ragazzi, vi seguo sempre con piacere, ma a volte siete un po’ troppo assolutisti.

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      • Ma io non sono “capra in matematica”, l’ho studiata come tutti gli altri anche se ne avrei fatto a meno. Il mio era un esempio per far capire che non è giusto scegliere di non studiare qualcosa a piacimento all’interno di un percorso di studi che dovrebbe essere uguale per tutti. [MV]

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      • beh se sei sensibile al sangue o al maneggiare animali e la sola vista ti fa stare male (come per esempio alcuni miei parenti che appena vedono o sentono l’odore del sangue anche se loro, gia stanno male alcune volte vomitano) è un conto, se odi la matematica è un’altro, non credo che alla vista della matematica vomiti o svieni… (almeno io la penso così, mi pare esagerato paragonare una materia come la matematica con la biologia applicata)

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      • allora se il biologo non tollera la vista del sangue si specializzerà in un’altro settore in cui non trovera sangue, che so si specializzerà in limnologia, lo stesso dovrebbe fare fare il medico si va a specializzare per es. in dietistica..

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    • Aggiungo all’ottima obiezione di Stefano che non ha senso paragonare l’obiezione alla sperimentazione con il non voler fare un esame sgradito, perché essa si interseca con la sfera etica personale dell’individuo. Star male o sentirsi angosciati perché si ha compiuto una perfusione in vivo, è comprensibile e legittimo. Accadesse lo stesso perché si detestano la matematica o la botanica, come minimo sarebbe un attimino bizzarro.
      Un po’ come quando a scuola ci si può esonerare da religione, ma non da storia o chimica, e nessun insegnante credente (almeno spero!) sindaca sul fatto che per la formazione dell’individuo sarebbe fondamentale conoscere un aspetto della società in cui vive.
      D’altronde l’alternativa alla carriera militare era il servizio civile, quindi avevi comunque un indirizzamento con cui svolgere il nostro dovere: e noi biologi possiamo svolgere attività laboratoriali e sperimentali differenti, specializzarci in ambiti differenti o addirittura scegliere curricula differenti che proprio cambiano il piano di studi pur nello stesso corso di laurea.

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    • Aggiungo all’ottima obiezione di Stefano che non ha senso paragonare l’obiezione alla sperimentazione con il non voler fare un esame sgradito, perché essa si interseca con la sfera etica personale dell’individuo. Star male o sentirsi angosciati perché si ha compiuto una perfusione in vivo, è comprensibile e legittimo. Accadesse lo stesso perché si detestano la matematica o la botanica, come minimo sarebbe un attimino bizzarro.
      Un po’ come quando a scuola ci si può esonerare da religione, ma non da storia o chimica, e nessun insegnante credente (almeno spero!) sindaca sul fatto che per la formazione dell’individuo sarebbe fondamentale conoscere un aspetto della società in cui vive.
      D’altronde l’alternativa alla carriera militare era il servizio civile, quindi avevi comunque un indirizzamento con cui svolgere il nostro dovere: e noi biologi possiamo svolgere attività laboratoriali e sperimentali differenti, specializzarci in ambiti differenti o addirittura scegliere curricula differenti che proprio cambiano il piano di studi pur nello stesso corso di laurea.

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  4. Postilla: Ovviamente faccio riferimento all’OdC solo in ambito ricerca. Concordo che per un medico avrebbe poco senso, o quantomeno non mi vengono in mente motivi validi.

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  5. Sostanzialmente d’accordo, ma temo che una azione per abolire una legge sull’obiezione di coscienza sarebbe tremendamente controproducente.
    Piuttosto sarebbe coerente impedire l’accesso (o la promozione all’esame) a certi corsi che prevedano attività su animali: sei obiettore di coscienza? Beh, questo esame non lo puoi dare, adegua il tuo piano di studi alle tue scelte.

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  6. Non credo sia opportuno:effettuare una necropsia come parte del test d’ammissione sarebbe estremamente prematuro per chiunque…lo trovo enormemente insensato e ottuso come ragionamento.Poi posso essere d’accordo sulle critiche mosse a questa legge in quanto contraddittoria,sarebbe come esonerare chi odia la matematica dallo studio della matematica in un corso di ingegneria o di scienze,in quanto non si può essere esonerati delle competenze che si devono acquisire nel corso di studi.

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  7. Neppure io credo nell’obiezione di coscienza in questo modo (come non credo nell’obiezione di coscienza per i medici che non fanno aborti, ma è un altro discorso).
    Tempo fa c’era un ragazzo che pendeva quei manifesti di no vivisezione alla bacheca di biologia (un genio, come appendere i manifesti del pc su una chiesa) e gli ho chiesto cosa ne pensava. Inutile dire che aveva la bocca farcita delle solite frasi fatte.
    Lui ha concluso dicendo che io ero nel torto perchè discriminavo gli obiettori (e da legge sarebbe vietato) . Io gli risposi: certo che ti discrimino, studio biologia e non vuoi sezionare un topo. Se come uno studente di chirurgia che sviene alla vista del sangue: un coglione.
    Datti alla facoltà di filosofia.

    Fino a prova contraria è un mio diritto etichettare i coglioni.

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  8. In risposta a [MV] (non so perchè ma non mi compare il tasto di risposta): non mi riferivo ovviamente a te come “capra”, ma parlavo anch’io in generale: il succo del discorso è che un conto è non voler studiare una materia perchè non ci piace o ci è particolarmente noiosa e/o ostica, peraltro fondamentale e basilare come la matematica (o fisica, o chimica, o biochimica, l’elenco sarebbe lunghissimo) un altro è saltare solo una parte (quella relativa alla sola necroscopia) di un corso ben più articolato. Che poi, oltretutto, se uno si rifiuta di fare esperimenti sugli animali non è che gli serva più di tanto sapere come si apre una cavia e come eviscerarla. Io in 5 anni di biotecnologie mediche non ho mai avuto a che fare con corsi che prevedevano necroscopie, eppure di biotecnologi ricercatori ce ne sono a bizzeffe. Ripeto, questa proposta è una forzatura che non ha senso di esistere.

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  9. Da FB :

    Come al solito, c’è chi sfrutta l’occasione. Asserire che un medico debba praticare un aborto per deontologia significa dichiarare la gravidanza una malattia. E rendiamoci di conto di cosa implica questo! L’aborto non è una pratica terapeutica, in quanto tale non può essere oggetto di obbligo per nessun medico. Sarebbe molto più sensato originare una figura professionale autonoma, alla stregua di un boia, per tali pratiche. A meno di questo, dichiaratevi tutti fin da ora un agente patogeno per vostra madre, agente patogeno a sua volta, etc.

    Per tornare nel merito, in veterinaria sarebbe assurdo e altrove ci sono pochi margini. Purtroppo non riesco a ricordare il nome, ma colui che era Preside di Veterinaria a XXXX [omissis dell’amministratore del blog] (poi incaricato a presiedere una commissione per uniformare tutte le Facoltà di Veterinaria d’Italia) apriva l’insegnamento dal primo anno. Al secondo mese portava i ragazzi nelle porcilaie a castrare suini, giusto per renderli accorti di cosa avevano scelto.
    Chi ama veramente gli animali (allevatori, cacciatori, ricercatori, etc., tutti i nemici degli animalisti), si sporcano le mani anche tutti i giorni col sangue dei propri animali (naturalmente, i ricercatori incontrano pochissimi e minimi sanguinamenti anche nelle procedure più invasive), e sono dispostissimi a farlo per il loro benessere. Chi merita più stima, chi merita il riconoscimento? Chi non è disposto a urtare la propria sensibilità o chi fa il possibile per il loro benessere?

    P.S.: ringrazio chiunque mi ricordasse il nome dell’esimio.

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  10. Se sono sensibili alla necropsia o anche alla vista di una dissezione non devono far medicina, o almeno che si abituino a vedere queste cose

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  11. Bhe..allora i membri del Comitato Scientifico Equivita l’Associazione Medici Interazionali LIMAV,Psychologist for the ethical treatment of animals,Association of veterinarians for animals rights,doctors and lawyers for responsible medicine.. sono tutti “coglioni” secondo la vostra facoltà di etichettare le persone e di condannare a morte e sofferenza (sempre perchè avete il diritto di farlo) centinaia di milioni di animali ogni anno! Non si tratta di alcun benessere! gli errori dei vivisettori se fossero stati commessi da altri metodi, quest’ultimi sarebbero stati certamente invalidati perchè non attendibili! Ma questo per la vivisezione non è possibile,in quanto non parliamo neanche di una pratica valida:non sono mai state fatte metanalisi e i vivisettori non sono disposti a farlo.Parliamo di studi sul dolore:il che dovrebbe bastare per cessare questa pratica obsoleta,in quanto gli animali sono soggetti al dolore e ancor più provano paura,ansia e spavento ma per questo ci sono studi psicologici che probabilmente sono l’emblema dell’ignoranza in quanto le condizioni in cui sono obbligati a vivere questi animali non saranno mai le nostre;non diventeremo depressi perchè sottoposti a scosse elettriche ogni 15 secondi per settimane e settimane!Nturalmente tutto questo ha dei costi esorbitanti che vengono sostenuti anche grazie alle nostre tasse! Ci sono metodi alternativi che non impiegherebbero neanche la metà di queste somme assurde.
    Per finire non parliamo solo di topi,come dite voi,ma di conigli,suini,primati e sapete?! nella maggior parte dei casi si potrebbe trattare degli animali che avete in casa come cani e gatti!!!l’obiezione di coscienza è un diritto previsto dalla legge e al posto di negarlo a chi vuole usufruirne cercate di promuovere quello che dice la legge,ovvero: l’organizzazione di laboratori alternativi che sono previsti ma che non troveremo da nessuna parte!

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