Alienazione Antispecista Lecco


Curzio Malaparte fu uno scrittore toscano, nacque nel 1898 e morì nel 1957, si arruolo come volontario nella prima guerra mondiale e successivamente si unì al movimento fascista partecipando alla marcia su Roma e stringendo rapporti d’amicizia con i vertici del partito fascista, come Galeazzo Ciano.

Nel 1949 pubblicò un romanzo intitolato “La Pelle”, ambientato a Napoli durante l’anno 1943… ribadisco, durante l’anno 1943… ci tengo a precisarlo perché gli Antispecisti citano un brano di tale romanzo (racconto di fantasia) per rappresentare l’attuale sperimentazione animale, suscitando reazioni emotive ed istigando all’odio attraverso la creazione di un mostro nell’immaginario collettivo.

Alienazione Antispecista Lecco

La sfilza di commenti prosegue a lungo, ma non vale la pena di riportala oltre perché tanto sono tutti uguali.

Alienazione Antispecista Lecco - 02


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7 thoughts on “Alienazione Antispecista Lecco

  1. La lettura di questo brano, mi ha fatto ricordare la lettura di un articolo su un famoso fisiologo italiano, di cui – in tutta franchezza – ho però dimenticato il nome 😦
    Ricordo però un aneddoto alquanto inquietante.
    Questo fisiologo conobbe una bambina che, a causa di un imprecisato incidente, aveva subito l’asportazione dell’osso parietale.
    In pratica, sotto un lembo mobile di cuoio capelluto si poteva accedere al sottostante emisfero cerebrale, rivestito dalle meningi (dura madre, aracnoide, pia madre).
    Il fisiologo era incuriosito su quale dovesse essere la temperatura cerebrale. E così, “pagando” con qualche dolciume e qualche caramella, il nostro fisiologo infilava profondamente più volte al giorno un temometro nelle circonvoluzioni e fin nella profonda materia cerebrale bianca della bambina, annotando scrupolosamente sia la temperatura che le eventuali risposte neurologiche (reazioni tonico-cloniche, stati di assenza, convulsioni jacksoniane, ecc.). E tutti i giorni a infilare freddamente il termometro nel cervello della bambina, per diversi mesi, fino a un giorno in cui la povera bimbetta morì (ricordo en passant che il cervello è un “organo” non innervato, per cui la relativa manipolazione non provoca alcun dolore, anche se il danno ai delicatissimi neuroni è indiscutibile).
    Quando la piccina morì, Il fisiologo, sul proprio diario, manifestò una sincero rammarico, per … l’impossibilità di proseguire le “interessanti” misurazioni, ma non rivolse alcun cenno di pietà nei confronti della bambina-cavia.
    Ciò che voglio evidenziare è che la sensibilità nei confronti degli esseri viventi che ci sono accanto (esseri umani e non) è molto cambiata non solo nel corso dei secoli, ma anche semplicemente nel corso degli anni.
    Propongo un secondo ricordo, questa volta personale.
    Ricordo che negli anni ottanta, il sottoscritto frequentava una clinica universitaria in cui un giovane ricercatore, che è ora un noto professore, iniettava a dei pazienti, a loro insaputa, dei traccianti radioattivi per studiare la cinetica di certe sostanze nell’organismo umano. Tutti, nella clinica sapevamo cosa facesse. Però nessuno si scandalizzava più di tanto. Oggi, rispetto agli anno ottanta, la situazione è totalmente capovolta. Oggi sarebbe assolutamente impensabile per tutti coloro che conosco prendere lontanamente in considerazione, ciò che negli anni ottanta faceva solo aggrottare un po’ le sopracciglia.
    Oggi, consenso informato, comitati etici, vigilanza dei responsabili, rendono virtualmente impossibili quei comportamenti che vidi fare negli anni ottanta.
    Oggi un caso come quello che ebbi occasione di vedere è totalmente impensabile, perché, prima delle norme e dei regolamenti, si respira una “aria” completamente, totalmente diversa.
    Si racconta che vari decenni or sono si tagliassero le corde vocali agli animali da laboratorio. Anche Curzio Malaparte lo racconta.
    Non ho problema a crederci. Ma si deve tener presente che la sensibilità generale era completamente diversa, rispetto all’odierna.
    In conclusione, la storia della sperimentazione animale è un piccolo tassello della storia della scienza che è a sua volta un piccolo tassello della storia umana.
    La storia umana ha conosciuto momenti di grande indifferenza nei confronti della sofferenza degli esseri viventi che ci vivono accanto. Oggi si respira completamente un altra “aria”. E ciò è soprattutto vero nel mondo della scienza – in generale – e – in particolare – anche nel piccolo mondo della sperimentazione animale.
    Ritengo quindi assolutamente fuorviante citare uno scritto dei primi anni quaranta del secolo scorso per stigmatizzare una procedura che oggi è completamente diversa.
    Ciao a tutti

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  2. Se davvero è l’Obiettività, l’unico disinteressato fine di questa vostra propaganda, vi prego di essere meno riduttivi e più attenti nella presentazione dei vostri argomenti. In questo articolo, in particolare, introducete la figura di Curzio Malaparte svilendola alla stregua di “fanatico fascista”, cosa che, dovreste ben sapere, storicamente non fu. Poi tentate di far passare l’estratto da “La Pelle” per un racconto di fantasia (???) omettendo, voglio sperare involontariamente, che Malaparte fu prevalentemente giornalista, come scrittore considerato ancora oggi un “neorealista”, che quindi ben poco avrebbe potuto scrivere “di fantasia”. Tanto ritengo sia dovuto per dovere di informazione “obiettiva” e per rammentarvi che, nella missione del Ricercatore, forse prima regola rimane ancora l’Umiltà. Inoltre, se c’è effettiva convinzione nelle vostre affermazioni, maggiore Coraggio non guasterebbe… non è bene che io debba identificarmi dettagliatamente per lasciare il mio commento a voi che rimanete rigorosamente anonimi, sa troppo di codardia. Tranquilli, nessun vero animalista minaccerebbe di morte altro animale da sé. Tanta Scienza non basta a farvi intuire che le minacce arrivano da esaltati millantatori? Ce ne sono tanti in giro…

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  3. Francamente siete patetici citate una immaginaria citazione dal libro di malaparte dimenticando in malafede gli scritti degli scienziati che osteggiano la vivisezione per manifesta inutilità, e ce ne sono veramente tanti…continuate così mi raccomando chiusi nel vostro ottuso circolo di idee.

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