Dialogo tra “Animalaren” tedeschi e Medico italiano

Francesco ci racconta il suo divertente dialogo oltre i confini nazionali, e della realtà!


Animalaren

Vivo in Germania in una piccola città, sede della locale facoltà di medicina e centri di ricerca annessi.
In una piazza al centro mi è capitato di imbattermi su un “banchetto informativo” dell’associazione Aerzte gegen Tierversuch, una sorta di LAV locale ma dal nome molto più sfacciato ovvero “medici contro la sperimentazione animale”, che lascia intendere di essere un associazione di medici che si battono contro la SA quando in realtà, come vedremo, si tratta di totali incompetenti non dissimili dai nostri che ho scherzosamente ribattezzato animalaren. Riporterò quanto ricordo del secondo dialogo (il primo non mi ha dato soddisfazione, la signora non sapendo cosa rispondere mi ripeteva di leggere il volantino ad ogni domanda) avuto intorno a Giugno con questa tizia che chiameremo A.

Mi fermo ad ascoltare cosa raccontava ad una famiglia di passaggio ed ovviamente di cosa parlava? Di veganismo, di come sia sbagliato nutrire di carne i nostri figli ecc.. Fingo interesse e mi fermo a guardare le solite foto splatter di ratti,criceti e conigli sui cartelloni,e mi fermo a leggere il loro volantino contenente le solite vaccate su “animali torturati”, “siamo diversi dai topi”, “esistono alternative” ecc… aspettando che mi avvicini.

A: «Salve, conosce la nostra associazione, “medici contro la sperimentazione animale”?»

F: «Davvero siete medici? Sa, io sono un collega e mi piacerebbe scambiare due chiacchiere a riguardo».

A: «No, io non sono medico ma… »

F: «Per caso uno degli altri li [indicando il resto del banchetto] è medico? Vede, voi state facendo disinformazione e raccontando falsità qui in una città universitaria ed avrei piacere a parlarne con un collega. Ad iniziare dai farmaci umani e veterinari con lo stesso principio attivo ad esempio. Gli studi preclinici, la farmacocinetica, la farmacodinamica, ecc.»

A: «Ma guardi che la sperimentazione animale non serve a nulla, esistono notevoli differenze biologiche fra lei ed un animale!»

F: «Se esistono davvero tante differenze per quale motivo i farmaci ad uso umano e quelli ad uso veterinario hanno lo stesso principio attivo?»

A: «[Silenzio] sì ma vi sono differen… »

F: «Certo, ma anche similitudini visto che come si è detto i principi attivi sono identici. Se lei è davvero convinta di ciò potrebbe prepararsi un panino al veleno per topi: lo farebbe? Tanto è per topi, che le fa?»

A: «[5 secondi di silenzio] ma guardi che le case farmaceutiche sono potentissime, fanno esperimenti sugli animali solo per fare soldi, solo business!»

F: «Secondo lei esistono alternative ad un organismo complesso?»

A: «CERTO! Esistono un sacco di alternative, tipo le colture cellulari».

F: «Perfetto, infatti nelle colture cellulari la caffeina è tossica, lei lo ha mai preso un caffè?»

A: [Silenzio ed espressione di chi non sa come rispondere]

F: «Inoltre, a proposito di costi, se le colture cellulari fossero sufficienti, secondo lei costerebbero di più mantenere 1000 colture cellulari o 1000 ratti ed il relativo mantenimento? Le case farmaceutiche per fare business spendono di più di proposito?
Sa cos’è quel liquido nelle colture cellulari?»

A: «No».

F: «Siero fetale bovino».

A: [silenzio e faccia sempre più imbarazzata]

F: «Inoltre come già detto grazie alla sperimentazione animale si ottengono anche i farmaci veterinari, capisco che non le interessano i pazienti negli ospedali, ma gli animali?»

A: «Certo, qui siamo tutti vegani e rispettiamo tutti gli animali [indica altri colleghi che si tenevano ben alla larga dalla discussione]».

F: «Benissimo, essere vegan è una scelta alimentare più che rispettabile e se vi foste limitati a parlare di veganesimo di sicuro non mi sarei fermato a fare polemica, semmai ad assaggiare [a fianco c’era un banchetto di torte vegane]. Sempre che non facciate mangiare vegano ai vostri gatti… A proposito, senza industrie della carne come le produciamo le scatolette per i nostri animali domestici?»

A: «Il nostro cane è vegano e sta benissimo».

F: «Il mio è onnivoro ed ha 17 anni. Come la mettete coi gatti?»

A: «[silenzio]… Sì ma chi ce lo dà il diritto di sfruttare gli altri animali, la forza?»

F: «E chi dà il diritto alla mamma gatta di portare ai gattini i topolini mezzi morti per allenarli?»

A: [Silenzio]

F: «Quindi i gatti possono e noi no. Va bene. E la derattizzazione si può fare invece, vero?»

A: «[silenzio] Per quale motivo il Vioox è stato ritirato dal commercio se siamo come gli animali?»

F: «Perché non ha passato la Fase 4, ovvero la farmacovigilanza. Come tutti i farmaci dopo gli animali è stato testato sull’uomo per circa 10 anni prima di entrare in commercio, quindi neanche l’uomo è un modello attendibile?»

A: [Colpita e affondata… ovviamente silenzio]

F: «Voi alla fine vi potete permettere di raccontare di rispettare tutte le creature viventi solo perché esiste una società civile che vi fornisce cibo sterminando animali molesti, vi protegge da epidemie derattizzando città e vi fornisce farmaci, vaccini ed altri rimedi per voi e per i vostri animali domestici.
Sa cos’è l’eparina?»

A: «Certo, un anticoagulante».

F: «Bene, si ricava dai maiali. Andrebbe a dire ai pazienti in ospedale di evitare la profilassi per la trombosi e rischiare un’embolia polmonare perché l’eparina si ottiene da sfruttamento animale? O magari a chi ha bisogno di una valvola cardiaca di maiale o qualsiasi altro farmaco testato?»

A: «Per gli altri non so, per me no, non accetterei mai una valvola ottenuta con la morte di un animale».

F: «Ed una persona a lei cara? Vorrebbe vederla morire?»

A: «[silenzio] Per quale motivo non hanno ancora trovato una cura contro il cancro? A loro interessa solo guadagnare!»

F: «Non esiste una malattia singola chiamata “cancro”, ma numerosi tipologie di cancro dovuti a diverse mutazioni. Inoltre, nel mio paese vi sono aree ad alta incidenza di tumori dovuta ai rifiuti tossici seppelliti illegalmente. I primi ad ammalarsi sono stati gli animali. Come lo spiega questo?»

A: «Eh, si ammalano perché mangiano carne! Tutte le malattie vengono per colpa del consumo di carne!»

F: «Ho capito ma non mi ha spiegato per quale motivo esseri umani ed animali si sono ammalati a contatto con gli stessi rifiuti tossici».

A: «Mangiare carne rende aggressivi, lei lo sapeva?»

F: «Il comportamento delle persone non dipende dai gusti alimentari.»

A: «No, è scientificamente provato, ci sono gli studi, chi mangia carne è aggressivo mentre i vegetariani non lo sono. Lei è italiano, lo conosce Leonardo Da Vinci? Tutti i più grandi personaggi storici erano vegetariani».

F: «Se è per questo lo era anche Hitler [tutto ciò che riguarda il nazismo in Germania è tabù], e non mi risulta sia stato tanto pacifico».

A: «[Silenzio] Lei mangia carne, vero?»

F: «Sono italiano, seguo la dieta mediterranea. E mi piace la carne.
Va bene, auf wiedersehen, e smettetela di fare disinformazione in una città universitaria per favore».

A: «Auf wiedersehen [mentre i suoi colleghi smontavano il banchetto e caricavano tutto in macchina]».


Paese che vai, animalari che trovi, ovvero sempre gli stessi, e sempre le stesse panzane.


[Francesco]