Alternative alla SA: La Repubblica e le sue fonti, un commento.

Riportiamo la lettera aperta indirizzata al quotidiano La Repubblica, che il Dottor Murgiano ci ha fatto gentilmente pervenire sulla nostra pagina, e ci concede di riportare di seguito.



Gentile redazione di La Repubblica, Gentile direttore,

Sono il dottor Leonardo Murgiano e in questo periodo lavoro all’Università di Bern, presso l’istituto di Genetica della Facoltà di Veterinaria. Mi occupo di malattie genetiche negli animali.
Anche se ora mi trovo in Svizzera sono Italiano e lo stato dell’informazione scientifica nel mio paese mi sta a cuore. Sono stato vostro lettore per circa quindici anni.
Scrissi tempo fa per segnalare una notizia erronea dal punto di vista scientifico (incrocio scimpanzè-maiale che da luogo all’Homo sapiens? Scherziamo?). Rimasi un po’ deluso dal vostro giornale, tuttavia l’episodio mi spinse a riflettere sul fatto che serva maggiore comunicazione tra mondo scientifico e mondo giornalistico.

Secondo me La Repubblica si è comportata molto bene riguardo l’intera faccenda Stamina, dando spazio ai fatti e riportando editoriali di riviste scientifiche rispettate come Nature. Vi ringrazio per il vostro equilibrio e per il servizio che avete così fatto alla comunità.

Nondimeno, recentemente ho osservato un trend inquietante in alcuni articoli del vostro giornale. Una linea che riprende (mi duole dirlo) il fanatismo animalista più becero. Prendiamo per esempio l’articolo intitolato Sempre più metodi alternativi alla vivisezione. Ma l’Italia è indietro.

Capisco che il tono dell’articolo sia stato scelto per mostrare come l’Italia sia di nuovo “indietro”. Ed il nostro paese lo è, indietro, ma non come ritiene chi ha scritto il pezzo.

L’Italia è indietro perché in questo paese non c’è modo di aprire un dibattito senza venire sommersi da baggianate, nell’illusione che qualsiasi opinione (quella dell’esperto, quella dell’ignorante e quella dello strillone prezzolato) sia equivalente.
Siamo indietro perché la gente si informa da fonti non attendibili e scambia la propaganda (che si basa sulle emozioni) per informazione (che si basa invece sulla ragione).
L’Italia è indietro perché in un articolo in cui si parla di metodi alternativi, non c’è spazio per il contraddittorio o per il punto di vista pro-test.

L’articolo, mi duole dirlo, è pieno di falsità.

Non sono a conoscenza dati che suggeriscano una diminuzione della Sperimentazione Animale all’estero. Ci potrebbe essere una maggiore ricerca in tale direzione, ma non confondiamo le due cose.
I metodi alternativi si utilizzano già, quando possibile (anche perché la sperimentazione animale ha costi elevati) ma la complessità della biologia umana richiede ancora il modello animale per verificare un grande numero di cose. A volte uno specifico animale può non essere un modello perfetto per una specifica condizione, ma questo significa solo che bisogna cambiare tipo di animale per quello specifico caso, non che la sperimentazione animale sia sbagliata in toto. Inoltre, la ricerca (che non è magia) ha tempi lunghi, quindi anche se trovassimo questi fantomatici metodi alternativi buoni per il 100% delle situazioni, dovremmo ancora utilizzare la sperimentazione animale sino a quando non avremmo finito di implementarli del tutto.

L’articolo utilizza il termine vivisezione come sinonimo della Sperimentazione Animale. Questo è, semplicemente, intellettualmente disonesto.

Caterina Simonsen non ha postato “immagini choc”. Ha appoggiato un’iniziativa, e tutto il bailamme che ne è seguito è dovuto alla vigliaccheria di chi l’ha insultata. Inoltre, la Simonsen non “si dice” viva grazie alla SA: È viva grazie alla SA, e negarlo è negare i fatti. Un articolo serio di un giornale serio dovrebbe riportare i fatti non negarli e fare illazioni.

La scienza non mi sembra molto divisa sulla SA (si verifichi qui). O lo è molto meno di quanto il tono dell’articolo lasci supporre.

La Kuan dovrebbe spiegare cosa significa uso “indiscriminato” degli animali. Sarei anche curioso di sapere perché cita i cosmetici, dato che in Europa è ora vietato testarli su animali.

Infine trovo risibile che venga citato come fonte attendibile Cazzolla Gatti, personaggio che si è espresso riguardo al caso Simonsen con un blogpost assolutamente esilarante! In cui si cita la Talidomide come un esempio dei fallimenti della SA (è il contrario, basta sentire il parere delle vittime) e si dichiara che «i maggiori progressi scientifici mondiali sono avvenuti nei campi di concentramento, sulle cavie ebree e nei gulag voluti da Stalin» (si, anche io stentavo a credere ai miei occhi la prima volta che l’ho letto) e così via. Ho scritto al Cazzolla Gatti per esprimere le mie numerose perplessità, ma la risposta non conteneva rimandi ad alcuna fonte attendibile e, arrendendomi, l’ho ignorato. Il nostro C.G. sembra allergico agli articoli scientifici. In tutti i sensi, dato che non credo, personalmente, che abbia un curriculum adatto a commentare alcunché. Oltretutto l’autore dell’articolo mi dovrebbe spiegare perché un esperto di ecologia teorica sia la fonte più adatta da consultare riguardo la SA. Forse perché è uno dei pochi scienziati contro? Ottimo cherry-picking delle fonti. Complimenti.

Inoltre, se quanto dichiarato dal Cazzolla fosse vero, cioè che «gli studenti hanno possibilità di fare obiezione di coscienza all’utilizzo di test su animali ma spesso sono osteggiati» sarebbe una faccenda un po’ grave. Spero che il Cazzolla abbia prove per supportare le sue affermazioni (anche se, a giudicare dalle sue precedenti dichiarazioni, non sembra che questo “addurre prove” sia un concetto molto chiaro per lui).

Attendo una vostra risposta.

Distinti Saluti, Dr. Leonardo Murgiano.

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