Affidereste il Futuro della Medicina ad I-Care?

Un secolo prima della nascita di Cristo, Marco Tullio Cicerone nel suo saggio L’Arte di Comunicare, osservò che l’accusa di guadagno è uno stratagemma per istigare l’odio della platea verso un nemico.

L’accusa di guadagno non è una confutazione, dire che vendendo un farmaco l’azienda ci guadagna non è una prova scientifica dell’inefficacia del farmaco.

Certamente le aziende farmaceutiche sono interessate ai profitti: sono aziende non enti di beneficenza. Tuttavia la solita accusa complottomane, condivisa da I-Care, è semplicistica in quanto non tiene conto dell’economia di libero mercato: le varie aziende sono in concorrenza, per superare e non essere superata, un’azienda deve offrire un prodotto migliore, quindi l’azienda che riuscisse a brevettare una cura miracolosa per il cancro, priva di effetti collaterali, sbaraglierebbe la concorrenza ed incasserebbe una quantità enorme di profitti. Quindi è vero che alle aziende farmaceutiche non interessa la salute pubblica, ma questa viene comunque indirettamente avvantaggiata.

Inoltre, anche i produttori di “cure” alternative sono interessati ai profitti, e guadagnano approfittandosi della credulità di persone che, colpite da malattie incurabili, ripongono le proprie speranze in un miraggio di cura che non esiste.

Ma forse le considerazioni esposte «rimangono un mistero per quasi tutte le persone con un quoziente intellettivo di 3 cifre» (parole trascritte dal post di I-Care).

Il logo dell’Associazione Vegetariana Animalista Onlus Armando D’Elia, di cui I-Care ha condiviso l’articolo reputandola evidentemente una fonte attendibile, compare anche in questo video (guardatelo, dura solo un minuto e mezzo e ne vale davvero la pena, c’è da rimanere impressionati dalla scientificità delle argomentazioni).

Un farmaco è una sostanza che interagisce con i normali processi fisiologici dell’organismo. Come enunciò Paracelso, non esiste una sostanziale differenza tra farmaco e veleno, pertanto i farmaci vanno somministrati, nelle giuste dosi, solo quando vi è la necessità: un farmaco è tale quando i danni dell’assunzione sono minori di quelli arrecati dalla malattia che cura. È vero che la chemioterapia è debilitante, tossica e persino cancerogena, ma si somministra per curare qualcosa di più grave. Sarebbe come rifiutare di spegnere un incendio perché l’acqua fa marcire il legno.

Recentemente si è parlato del caso di Jessica Ainscough, alias The Wellness Warrior, una modella australiana morta di una forma curabile di cancro perché ha rifiutato le cure mediche per “curarsi” con la “medicina” alternativa, precisamente con il metodo Gerson.

I post condivisi da I-Care rischiano di convincere qualcuno a rifiutare la chemioterapia, con conseguenze fatali.

Oltre alla chemioterapia, sembra che I-Care non veda di buon occhio nemmeno i vaccini.

La Bufala a cui I-Care ha dato credito viene smentita qui.

Siamo grati a Silvia Molè per aver posto tali domande.

Quanto sia pericolosa questo tipo di propaganda contro i vaccini appare evidente da alcuni fatti di cronaca: Roma, bimba morta per una complicazione del morbillo. I medici accusano i genitori: “Non l’avevano vaccinata”.

Alla luce di queste considerazioni, affidereste la ricerca biomedica, e quindi il futuro della medicina, ad I-Care?

[MV]

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