Il dialogo con gli animalisti


Dialogare seriamente con gli animalisti è un problema dei più difficili della nostra, diciamo così, “missione”. È effettivamente paragonabile per enormità a quello del dialogo interreligioso: gli animalisti hanno ferme convinzioni morali, le quali non hanno effettivamente un supporto razionale, ma si fondano in ultima analisi (come un po’ tutte le cause morali) su una risposta emotiva di fondo, un interesse personale moralmente rilevante, su una “fede”, sostanzialmente. I cattolici credono che Gesù fosse Dio incarnato, e gli islamici credono fosse solo un profeta, e alcuni ebrei estremisti addirittura lo considerano un eretico traditore. Qualsiasi soluzione necessita di cedimenti da una o più parti. E non solo, nessun cedimento appare possibile, perché la Chiesa non può certo cedere di un passo sul fatto che il Cristo sia il figlio di Dio, né l’Islam può cedere di un passo sul fatto che non lo fosse.
In fin dei conti, credere in questa o quella divinità non è una questione scientifica e trattabile razionalmente, ma un sentimento soggettivo, dunque non si può oggettivizzare, trovare ciò che è giusto e scartare ciò che è sbagliato. Tutto ciò che si può fare è cercare di capirsi a vicenda e poi, pur mantenendo inalterato il proprio sentore, porre a se stessi dei limiti, lasciare che il mondo interiore dell’altro, insieme a quella piccola parte del mondo esteriore che appartiene solo a lui, egli lo possa gestire come più gli aggrada. Malgrado noi possiamo pensare che ciò che sta facendo sia sbagliato, o autodistruttivo, o sciocco. Questa gestione dei limiti che ci poniamo e che poniamo agli altri è la materia su cui davvero giocano l’etica e la politica, due discipline razionali che contengono e limitano le legittime emotività soggettive.

Analogamente a persone religiose, gli animalisti sono spinti da un sentimento; essi sentono molto per gli animali. Come tutti i sentimenti, anch’esso non risponde ad alcuna razionalità. Possono amare alla follia cani e gatti e sgranocchiare beatamente maiali e octopus. Possono non battere ciglio di fronte allo sterminio di migliaia di ratti per scopi sanitari, e rabbrividire all’idea che uno solo di essi muoia in un laboratorio.
Nessuno può obbligare qualcuno a sentire in modo diverso da quello che sente; c’è gente che si innamora di chi non lo merità, e gente che meriterebbe tutto l’amore del mondo e invece non lo ha; non si tratta di cose che rispondono ad un senso di giustizia. Ma se si desidera dialogare con gli altri, e dialogare è fondamentale per vivere in società, bisogna essere disposti a riprendere il controllo, a mettere da parte i sentimenti (non ad annullarli, ma almeno a raffreddarli per qualche minuto) e cercare non necessariamente di condividere, ma quanto meno di accettare così com’è un sentire diverso dal nostro.

Io posso capire e accettare razionalmente l’idea che gli animalisti amino davvero molto i cucciolotti, e che davvero provino un senso irrazionale di fastidio all’idea che vengano sacrificati a scopi sperimentali. Ma devo anche chiedere loro di razionalizzare un attimo, di rendersi conto che una sensazione soggettiva non può solo per questo trasformarsi in prescrizione universale di comportamento e poi in legge dello stato.
Per quanto possiamo sforzarci di capire le posizioni degli animalisti, o meglio, le loro emozioni, non possiamo condividerle, e loro non possono pretendere che lo facciamo più di quanto non possano pretendere che la bella ragazza o il bel ragazzo di cui sono innamorati ricambi.
E intendiamoci, perché voglio cercare di far quanto meno capire, a chi ha voglia, il mio punto di vista: io ad esempio sono uno di quelli che hanno sempre amato gli animali, fin da piccolo tutti pensavano che sarei diventato un futuro animalista, perché piangevo se mio padre schiacciava un ragno, per dare un’idea dei livelli anche eccessivi cui arrivava la mia passione. Ma per quanto la compassione per il regno animale non mi sia mai mancata, a volte è necessario riprendere il controllo di sé e ragionare sui propri comportamenti e sui propri schemi di valori.
Se qualcuno di voi ha un gatto, e non lo tiene recluso in casa come una suora, sa che il felino più amato dagli uomini in un anno può arrivare ad uccidere fra mille tormenti più di quattromila animali, e di tipo del tutto simile a quelli che usiamo prevalentemente in laboratorio.
In una singola operazione di derattizzazione, di quelle effettuate di routine nei vostri quartieri per impedire che voi tutti vi prendiate le peggiori malattie, muoiono migliaia o decine di migliaia di topi, ratti ed altri animali, e giustamente nessuno se ne accorgerà nemmeno, perché alla fin fine son tutti uguali, perché si riproducono a ritmi spaventosi e perché trasmettono ogni sorta di infezioni. Nemmeno i ratti stessi faranno cerimonie funebri, piangeranno o vestiranno a nero per i compagni perduti.
E questi sono solo un paio di esempi di che cosa normale, quotidiana e perfino banale siano la morte violenta e la sofferenza quando parliamo del regno animale, che non è in grado di elevarsi ad un ordine morale.

E io, per quanto onestamente possa tentare di comprendere il punto di vista di certi animalisti, non ce la faccio a convincermi che il sacrificio di qualche ratto allo scopo di migliorare la nostra conoscenza dei processi biologici sia una cosa importante e tragica, al punto di smuovere sfilate per le strade, di attirare indicibili manifestazioni di odio sui ricercatori, di spingere opinionisti e politici a sentirsi in dovere di pronunciarsi contro “l’abominevole pratica” di cui non sanno assolutamente niente. Mi è impossibile, e non solo, sono contento che lo sia! Perché come tutti gli esseri umani, ho una quantità limitata di lacrime, e se dovessi versarne una per ogni topo che muore non ne avrei più da usare per quando muoiono gli umani. E già ne ho poche anche per loro, visto che non ne ho abbastanza per piangere neanche tutte le umane miserie del pianeta, ma posso piangere solo quelle di pochi “fortunati” che mi sono sufficientemente vicini. A costo di diventare banale devo dire che ci sono cose che per me vengono PRIMA dei problemi di stress di un animale da laboratorio.

E questo non è un problema scientifico, è chiaro. Quello che sto cercando di spiegare è molto semplice, è quello che cerchiamo di dire da moltissimo tempo. Non si può bypassare del tutto il discorso etico/oggettivo, e dunque indirettamente anche quello emotivo/soggettivo, quando si parla di sperimentazione animale, come tantano di fare, tramite astuti sofismi, i cosiddetti “antivivisezionisti scientifici”. Quindi, per quanto possano gettarsi anima e corpo nel tentativo disperato e fazioso di alleggerire il piatto della sperimentazione animale, la bilancia penderà sempre dalla sua parte se non hanno nulla di significativo da mettere sull’altro. E deve arrivare il momento che gli animalisti si rendano conto che se per loro un ratto albino ha un peso spropositato, per la maggior parte della gente, anche quella che a parole dichiara diversamente, questo peso è così basso che non serve un vaccino salvavita per squilibrare la bilancia contro di esso; è sufficiente un cosciotto di pollo. E al modo stesso in cui il diritto di amare gli animali, e considerarli emotivamente quasi dei figli, merita piena ed adeguata tutela (e lo stesso si può dire dell’amore per le piante, o per le automobili, o per la matematica…), deve essere garantito il diritto di non amare gli animali, o di amarli in modo più cauto e razionale, con un senso più pratico per le priorità.
E guardate che non c’è alcun “dio animale” (espressione che ho letto davvero, e poi si arrabbiano se gli diamo dei fondamentalisti religiosi…) che si faccia garante della superiore moralità animalista. I garanti della moralità siamo noi umani, siamo noi e voi. O si cerca di discutere civilmente cercando soluzione che possano accontentare tutti, oppure ci si piglia a sberle.
Dalla nostra parte, i presupposti del dialogo sono solo due, ma sono fondamentali:

  • Rispetto per il valore che noi abbiamo deciso di attribuire alla vita animale nelle nostre esistenze.
  • Rispetto per il servizio che offriamo alla comunità e riconoscimento del suo valore.

Se uno di questi due requisiti indispensabili (e che noi possiamo e vogliamo reciprocare) viene meno, non può esserci dialogo da parte nostra. Non può esserci un autentico dialogo con chi pretende di imporci in tutti i modi, legali e non, la sua visione dell’ordine naturale senza tener conto delle intrinseche differenze fra noi e lui, né tanto meno con chi dopo aver falsificato o rappresentato in modo fuorviante l’evidenza scientifica nega il nostro stesso diritto di lavorare per la società.

Una volta però che queste basi di dialogo siano state solidificate, sicuramente si può lavorare per raggiungere obbiettivi comuni, come l’introduzione di criteri di valutazione degli studi scientifici più rigorosi, o la costituzione in Italia di comitati etici indipendenti nelle università, per dirne un paio.
Sono sicuro che c’è qualcuno, fra la popolazione realmente sensibile all’animal welfare, che è in grado di recepire questo tipo di messaggio e farne buon uso. Per tutti gli altri, spero che possano rifletterci sopra e trarne comunque qualche giovamento.


[OI]

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89 thoughts on “Il dialogo con gli animalisti

  1. Ti ringrazio per il tuo scritto. Per la sua pacatezza, per la sua assoluta chiarezza e per il tuo aver sottolineato un tema fondamentale come il dialogo e la comunicazione anche tra persone di posizioni differenti e non giuste o sbagliate.

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  2. nessuna tolleranza ,e nessun dialogo, con i servi ed i boia come te; squallidissimo robot , assemblato ,in quelle fabriche di idioti in serie che sono le università.fottetevi voi e la pomposa,ridicola, criminale , tragica( per l intero universo)e miserabile ,scienza medica!
    ps
    e adesso lacchè fai quello che ti ordinano i tuoi lerci padroni………………cancella il messaggio.

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    • Invece il tuo messaggio rimarra’ bello in mostra, proprio per mostrare ai profani di con chi abbiamo a che fare. E se lo cancelli, beh, sara’ la dimostrazione del fatto che hai fatto una figura di merda.

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    • Che tu non andassi all’università era ovvio,
      ignoranza e maleducazione traspare dal tuo commento.

      evidentemente siete consapevoli della fragilità delle vostre idee che non avete le palle di confrontarvi civilmente; che tristezza.

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    • Esatto, nessun dialogo con voi! Tant’è che quando noi animalisti ci ammaliamo (praticamente mai, dato che siamo anche vegani crudisti e siamo le persone più sane del pianeta) invece di andare da voi medicastri cattivi e sadici ci curiamo col Reiki, con l’omeopatia e con la cristalloterapia! Ora scusatemi, ma devo andarmi a fare un clistere di caffè e succo di limone.

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    • Interessante parere il tuo, ora puoi andare a morire nel primo angolo che trovi alla prima influenza che ti viene, visto che ritieni la scienza medica così negativa.
      Cordiali saluti.

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    • Tipico di una cultura retrograda e medievale: il disprezzo per la scienza e per gli studi. E’naturale che persone violente reagiscano con violenza davanti a ciò che non capiscono, la storia ha già mostrato più volte e in diverse occasioni quanto possano essere dannosii movimenti contro il progresso.

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  3. ma insomma un leone si può mangiare una gazzella, e non è servo nè boia, un gatto si può ingoiare un canarino, e non è squallido robot, noi non possiamo utilizzare animali per testare farmaci per curare i nostri conspecifici! qualcosa non mi torna.

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    • Peccato che tu e altri abbiate risposto facendo riferimento al messaggio del nostro fan numero 1, effettivamente era mia intenzione cancellare quel messaggio. Questo scemo ci tempesta di commenti tutti uguali tutto il giorno, si direbbe che non abbia proprio nient’altro da fare. Di solito non devo neanche far la fatica di cancellarli perché i commenti sono moderati all’accesso, devo approvarli PRIMA che compaiano. Curioso che questo sia filtrato, forse l’ha approvato un altro admin.

      [OI]

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      • Chiedo umilmente venia. Se cancellate il mio messaggio non mi offendo. Apprezzo molto il lavoro che state facendo; io credo che di quel famoso 86% la maggior parte abbiano semplicemente bisogno di informazioni e documentazione perchè gli esaltati sono solo una minoranza, per quanto aggressivi e “strilloni”.

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      • Trovo parole come difesa, missione e resistenza inadeguate alle barbarie che i metodi che condividete infliggono. L’ empatia nei confronti di altri esseri non è cosa di cui tutti sono capaci e questo mondo ne è sicuramente la prova, temo non sia necessario difendere ciò che gli ovvi e biechi interessi economici proteggono con il loro potere a discapito di chi non può reagire a cui è più lodevole rivolgere il prorio fervore. Basta immaginare di trovarsi un solo giorno nei panni di un essere nato sano e vitale ed essere torturato, infettato e violato per comprendere dove sia la luce e dove il buio in questa disputa.
        Tanchis Marcella

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      • @tanchis marcella
        quindi voi sareste la luce, coloro che vorrebbero bloccare la ricerca medica(pensando presuntuosamente che tutti i ricercatori sono sadici) condannando a morte milioni di malati umani e animali.
        Complimenti

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  4. Che orrore una persona che, invece di seguire la propria anima e il cuore segue la fredda ragione. Oltretutto NON è razionale considerare creature inferiori ad altre nè fare una distinzione di base: o siamo tutti cavie, in analoghe condizioni e usate alla stessa maniera, quindi esseri umani parificati ai ratti da laboratorio per uso e tutto, o NESSUNo è cavia di nessuno: Credo che il mio ragionamento sia estremamente razionale, e sfido a dimostrarmi che non lo sia! per inciso: che orrenda trasformazione ha subito l’animo puro e bello di un bambino che amava gli animali e da adulto diventa addirittura il loro nemico e carnefice: un vivisettore… come è diventato brutto , da adulto, come si è mostruosamente trasformato… e che peccato!

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    • No, non è affatto razionale, e non vedo perché dovrebbe esserlo. L’ordine morale è una cosa inventata dall’uomo, dunque non c’è assolutamente niente di strano che sia ristretto all’uomo.
      E poi tutto questo panegirico dell aragioni del cuore… dal cuore non viene mica solo l’amore. Dal cuore vengono anche l’odio, la paura, la rabbia, la tristezza, il dolore, il risentimento, la vendetta e compagnia bella. Non si può seguire acriticamente il cuore, come se fosse la guida perfetta in ogni circostanza, non lo è.
      (Nemico e carnefice degli animali a me… ragazzi, a volte ho il sospetto di essere su Scherzi a Parte XD)

      [OI]

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    • Solo le bestie non seguono la Ragione. È la Ragione a far L’Uomo, l’anima è un ipotetico costrutto religioso-mistico che rappresenta tutte le pulsioni emotive che fanno male nel 98% dei casi.

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    • Visto che dici di essere razionale, perche non porti le prove che tutti i ricercatori sono sadici come tu presuntuosamente credi?

      il tuo è il classico sermone new age tanto in voga in questo periodo,
      la cosa più ridicola è la frase <>,

      ora dimmi(per fare un’esempio) come fai a trovare cure per i tuoi cari animaletti e familiari senza usare la ragione; e come ti ha spiegato l’admin, seguire solo l’emotività non è sempre buono.

      <>
      dimmi gandhi, quando l’animale si ammala il bambino con l’animo bello e puro secondo te cosa dovrebbe fare,lasciarlo morire?
      perche di curarlo non se ne parla, altrimenti diventerebbe complice dei vivisettori brutti e cattivi.
      Avanti, illuminami con la tua “razionalità”

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    • cito: «che orrenda trasformazione ha subito l’animo puro e bello di un bambino che amava gli animali e da adulto diventa addirittura il loro nemico e carnefice»

      In realtà la spiccata sensibilità di OI è rimasta, ma al contrario di quella infantile, tipica degli animalisti, è maturata rendendosi conto di questo: https://difesasperimentazioneanimale.wordpress.com/2012/04/01/un-giudizio-completo/

      cito: «Che orrore una persona che, invece di seguire la propria anima e il cuore segue la fredda ragione»

      I più grandi misfatti dell’umanità sono stati compiuti da persone che in balia in preda a pulsioni emotive (del cuore) mettevano da parte il ragionamento, come le folle durante il medioevo bruciavano le donne con l’assurda accusa di stregoneria. L’ho spiegato meglio qui: https://difesasperimentazioneanimale.wordpress.com/2011/12/22/letica-non-e-emotivita/

      [MV]

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    • ma…tutti noi siamo al mondo perchè i nemici e carnefici hanno lavorato e stanno lavorando per la medicina, e quindi per noi. Questo è costato la vita a molti animali, è vero. Io non saprei farlo, probabilmente. Però ora la mia (e la tua) aspettativa di vita è di più di 80 anni, in cui tu potrai dare del torturatore a tutti i medici , gli scienziati, i ricercatori. Però poi se ti viene il cancro tenterai di curarlo, come tutti, con la cara vecchia chemio, cercando di portare a casa la pelle; se avrai bisogno di un rene nuovo, ti metterai in lista per un trapianto; se avrai la pressione alta, prenderai la tua pastiglietta. L’omeopatia e le altre stronzate new age vanno bene per i sani; quando ci si ammala davvero, vi assicuro che si cerca qualcosa che faccia guarire (e chi non ci crede si legga “Un altro giro di giostra” di quella grande persona che era Terzani).

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    • Se l’animo puro e bello di un bambino moriva a quattro anni per una banale infezione batterica insieme al resto del corpo (fino a pochi secoli fa più della metà dei nati non arrivava all’età adulta) e il suo adorato cagnolino moriva di rabbia, o era sterminato per evitare che contagiasse persone o altri cani, era peggio. Ciò non accade con tanta frequenza grazie a sadici vivisettori che seguono la fredda ragione.

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  5. Non so se sono d’accordissimo. Detesto i cacciatori di uccellini che disfano tutto per portare a casa un povero cristo di 5 centimetri cubici che non ha fatto niente di male. Apprezzo i cacciatori di cinghiali ma le nuove generazioni non sanno fare le battute. Neanche quello.
    E questo mi porta al sugo del discorso: sono forzatamente animalisti perché hanno perso il rapporto con l’altro-da-sé, con le aspirazioni, con la natura e lo sostituiscono con della paccottiglia (non sempre ma ai livelli bassi, sempre)
    Ho a che fare con gli animalisti che lasciano abbaiare i cani 24/24. E dietro un ospedale.. Non se ne puó piú perché é un credo ideologico, un fondamentalismo.
    Noto che nessuno di loro ha mai spalato letame, ha infilato il dito nel culo della gallina per liberarla dall’uovo che non riusciva a fare, meno ancora mezzo braccio nella mucca per aiutare un vitello a nascere..
    Questo, oltre e ben piú dei fiorellini, mette la persona dentro la natura. E allora la natura, come la persona, sono, diventano UNO, si compenetrano e si sostengono e le cose si ridimensionano. La gallina mi serve per cena e io servo alla gallina per farla crescere cercando di farla stare bene. Il resto é sciroppo.
    Aggiungo che se si é veri animalisti si devono difendere anche le mosche e le zanzare altrimenti, a furore di logica, é razzismo. E aggiungo che il rischio di creare leggi rigide spinge a cercare nel Quarto Mondo non solo e non tanto animali ma, visto che ci sono, pezzi umani. Non sará mica un segreto che in India e in Nepal come in Brasile i bambini, le donne, le persone giovani e indifese, spariscono…

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  6. Ha veramente poco senso ciò che scrivi.

    “Analogamente a persone religiose, gli animalisti sono spinti da un sentimento; essi sentono molto per gli animali. Come tutti i sentimenti, anch’esso non risponde ad alcuna razionalità.”

    Ma che stupidaggine è mai questa!Paragonare la religione al voler difendere degli esseri che non hanno mezzi/voce per farlo. Non ha ne capo ne coda

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  7. Cosa c’è che non va nel “dio animale”? Si vede che non siete mai stati in Veneto! Provate ad entrare in un qualunque bar veneto la sera e sentirete almeno venti invocazioni a “dio porco” e “dio càn” al minuto! Visto? Anche i veneti sono dalla nostra parte!

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  8. Tu scrivi… “Analogamente a persone religiose, gli animalisti sono spinti da un sentimento; essi sentono molto per gli animali. Come tutti i sentimenti, anch’esso non risponde ad alcuna razionalità.”… e poi scrivi… “Perché come tutti gli esseri umani, ho una quantità limitata di lacrime, e se dovessi versarne una per ogni topo che muore non ne avrei più da usare per quando muoiono gli umani. E già ne ho poche anche per loro, visto che non ne ho abbastanza per piangere neanche tutte le umane miserie del pianeta, ma posso piangere solo quelle di pochi “fortunati” che mi sono sufficientemente vicini. A costo di diventare banale devo dire che ci sono cose che per me vengono PRIMA dei problemi di stress di un animale da laboratorio.”… Ma non stai forse mettendo in mostra lo stesso sentimento accusato agli animalisti, però riferito a chi ti sta vicino? Perciò, secondo il tuo ragionamento, non sei razionale e non te ne stai accorgendo.
    Lasciamo pure perdere chi si dichiara animalista e poi mangia il cosciotto di pollo, ovviamente non è attendibile.
    Ma vorrei precisare che molti studiosi attribuiscono e studiano molti comportamenti morali anche negli animali, ci sono ancora controversie sull’ argomento ma tu non puoi dire che di per certo la moralità sia elevata solo agli umani.
    Soprattutto vi invito a seguire il dottor Stefano Cagno o dottor Tettamanti, che con dati alla mano e dichiarazioni di molte aziende che sovvenzionavano le sperimentazioni, spiegano come gli effetti delle sostanze su animali siano molto diversi da quelli sull’ uomo; infatti ciò che è nocivo per l’ uomo può non esserlo per l’ animale, e viceversa.
    Apriamo gli occhi una volta per tutte tenendo presente che i farmaci vengono infine sperimentati sugli uomini, per poter capire effettivamente ciò che fanno! Vengono utilizzate cavie senza motivo in quanto la cavia ultima rimane sempre l’ uomo!
    Ti rendo inoltre partecipe del fatto che moltissimi psicologi hanno aderito all’ affermazione che abituare i bambini a mangiare carne significa bloccare lo sviluppo della loro empatia, che come capacità importante anche per vivere fra gli uomini viene soppressa con il considerare normale uccidere altri esseri viventi. Devo dedurre che non vi abbiano sufficentemente aiutato ad avere una buona educazione.
    Il leone che mangia la gazzella… il gatto che mangia il topo… sono paragoni ben diversi dal tenere animali in gabbia e torturarli. La preda catturata viene uccisa per sfamarsi dai carnivori, non certo tenuta in vita per esperimenti.
    Ritengo che uccidere per proteggersi sia cmq giustificato, non posso farmi pungere da vespe, calabroni, ecc… ad oltranza… ma il fatto che si facciano per esempio le deratizzazioni dovrebbe farci porre delle domande… per esempio io mi chiedo se ci siano troppi ratti o troppe persone…
    Per finire, poi scappo, ritengo bisogni sempre rispettare l’ opinione altrui, ma quella di un animalista non nuoce a nessuno mentre le vostre nuociono a milioni di esseri… siceramente non mi sembrate molto razionali come dite di essere…
    Saluti

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    • Infatti alla partenza tutti i sentimenti sono soggettivi, non necessariamente razionali e non giudicabili. Si comincia a doverli giudicare nel momento in cui le conseguenze di questi sentimenti si riversano sulla società.

      Riguardo ai comportamenti morali negli animali, si parla in realtà di comportamenti empatici. Ma questo è risaputo, anche molti animali sono empatici fino a un certo livello. Ma ben diverso è dire che siano “morali”, ovvero consapevoli e partecipi di un sistema astratto e generale di norme di comportamento in società.
      Riguardo al resto ti invito invece a leggere le FAQ.

      Saluti

      [OI]

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      • Eh eh, sono commosso dai tuoi buoni propositi verso il prossimo… quale altruismo…. infatti essere contro la sperimentazione animale giova alla società per quanto ho detto prima.

        L’ empatia che attribuisci agli animali è cmq più alta della tua (i carnivori non possono scegliere di cosa cibarsi o governare sempre il loro istinto, per questo uccidono le prede), gli uomini possono scegliere.

        In realtà si parla di comportamenti morali, poichè negli animali sociali si rispetta un sistema astratto e generale di norme di comportamento della società, chi sgarra viene punito o escluso. Ma non lo dico per fare la gara a chi ha ragione, ti sto solo informando poichè evidentemente non ti interessa approfondire l’ argomento, altrimenti l’ avresti già fatto.

        Molti animali fanno parte ormai della nostra società e per esempio il cane è COFONDATORE insieme all’ uomo di come si è evoluta.
        Quindi in ultima analisi, si sperimenta anche su chi fa pienamente parte della nostra società.

        La vivisezione non è solo tema da animalisti. Dato che l’ ultima cavia è sempre l’ uomo (poichè le reazioni sull’ animale sono diverse), molti muoiono provando farmaci che sono convinti essere sicuri, perchè le aziende farmaceutiche li mettono in vendita senza nessuna garanzia.

        Quindi in ultima analisi, siete voi a portare le peggiori conseguenze sulla nostra società.
        .

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      • Cioè, secondo te possiamo mettere per iscritto quali sono le norme di comportamento per un cane, e prevedere reclusione, multe, pena di morte per i cani che non le rispettano?
        Perché questo vuol dire essere partecipi di un sistema di norme morali. Tu stai parlando semplicemente di comportamenti istintivi che l’evoluzione genetica ha favorito, io sto parlando di fenomeni di evoluzione culturale, che sono esclusivi dell’uomo. Il pastrocchio che stai facendo non porta da nessuna parte, perché per quanto si possano confondere le acque della teoria, al punto che magari qualche sprovveduto possa non vederci più bene dentro, fortunatamente la pratica viene a riportarci coi piedi per terra.
        Sul fatto che gli animali addirittura siano PIU’ empatici dell’uomo mi limito a chiederti le fonti di questa affermazione. Mentre invece sul fatto che non possano scegliere contesto assolutamente; c’è pieno di onnivori facoltativi in natura, eppure scelgono di mangiar carne. Chi siamo noi, i brutti anatroccoli della natura, che se noi facciamo la stessa scelta siamo immorali e loro no?

        [OI]

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      • Uuuhh… io intendevo più empatici di te!
        Ovvio che gli animali non si scrivono le norme nè prevedano le pene, vivendo il presente, il qui e ora, ma reagiscono ai comportamenti considerati scorretti. Questi comportamenti vengono reputati in base alle situazioni e agli individui nei vari branchi.

        Ma anche disponessero solo di empatia, il solo fatto che come esseri viventi evitino il dolore e ricerchino il conforto dei loro famigliari mi impedisce di commettere su di loro tutti questi famosi esperimenti.

        Rispondo con un post messo piu avanti…”Convenendo ad un ordine morale neanche gli uomini riescono a debellare le malvagità di altri, le violenze, le guerre… perciò, sempre secondo il tuo ragionamento, è accettabile infliggere dolore, violenza e sofferenza anche ad altri uomini.
        E come detto prima, gli animali non si infliggono in natura queste sofferenze, ma uccidono per sopravvivenza, che è ben diverso sia nei modi che nei motivi.
        Mi pare tu stia calando sempre più, avendo solo argomentazioni superficiali prive di approfondita riflessione.

        Cmq dai, non paragonarti ad un brutto anatroccolo…. ma sei in competizione con gli animali?? Ahahah….

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  9. Da ebreo cristiano cresciuto in una quartiere pieno di sopravissuti dell’Olocausto e di gente che ha perduto i suoi cari, non penso di banalizzare il loro dolore. Ma non sono forse i macelli, gli allevamenti intensivi e i laboratori di ricerca, così accuratamente nascosti alla nostra vista, le Auschwitz di oggi? Dolore, violenza e sofferenza sono più accettabili solo perché inflitti ad animali innocenti che a persone innocenti?
    – Steward David, sopravissuto all’Olocausto nazista, attivista per i diritti degli animali

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      • E comunque, dato che nell’altro commento hai difeso il consumo di carne, ti ricordo che ogni volta che la mangi stai togliendo un piatto di minestra ad un bambino povero!!!!!!!

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      • Se mangi verdure non favorisci l’ enorme ed esagerato consumo di acqua del pianeta (che ormai scarseggia) per alimentare, pulire e lavorare i troppi animali negli allevamenti.
        Poi per alimentare questi animali si consumano così tanti cereali e coltivazioni con cui si potrebbe sfamare il mondo intero.
        Dimostri di affrontare temi di cui sai poco, ti consiglio di approfondire… per il bene della società naturalmente!

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      • L’accusa di ignoranza è tanto facile da sporgere quanto difficile da dimostrare. I cereali che l’occidente consuma bastano GIA’ ORA a sfamare il mondo intero, infatti le eccedenze vengono donate o distrutte. Non abbiamo problemi di carenza di risorse a questo mondo, come alcuni fanno credere; i problemi semmai stanno nell’eccesso di risorse e nella distribuzione diseguale delle stesse. Se domani la produzione di cibo dell’occidente raddoppiasse, troveremmo il modo di sprecarla meglio.
        Si tratta di un argomento, quello ecologico-malthusiano, che si scontra inevitabilmente proprio contro i suoi assunti di base: se la popolazione cresce all’infinito, è INEVITABILE che prima o poi le risorse non bastino. Dunque il problema non è sperare di trovare risorse illimitate, che sono un mito, quanto tenerne sotto controllo il consumo e la distribuzione.

        [OI]

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      • Convenendo ad un ordine morale neanche gli uomini riescono a debellare le malvagità di altri, le violenze, le guerre… perciò, sempre secondo il tuo ragionamento, è accettabile infliggere dolore, violenza e sofferenza anche ad altri uomini.
        E come detto prima, gli animali non si infliggono in natura queste sofferenze, ma uccidono per sopravvivenza, che è ben diverso sia nei modi che nei motivi.
        Mi pare tu stia calando sempre più, avendo solo argomentazioni superficiali prive di approfondita riflessione.

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      • No, un gatto che uccide il topo spesso non lo mangia, non lo fa per sopravvivenza.
        Il fatto che non si riesca a debellare la violenza è vero, e infatti non si può porsi quello come obbiettivo finale. Violenza, sofferenza e morte sono elementi fondamentali dell’esistenza, non meno di gioie, piaceri, nascite; e l’idea semplicistica che lo scopo della vita e della morale sia quello di diminuire gli elementi del primo gruppo a scapito dei secondi porta a delle conseguenze assurde, poiché se finisse ciò che c’è nel primo gruppo si estinguerebbe anche ciò che c’è nel secondo.
        L’etica non è fatta di questi assoluti, quanto di relazioni e di equilibri fra gli interessi personali dei vari agenti. Se un agente riesce a raggiungere soluzioni convenienti di compromesso con altri agenti tramite il rispetto di norme comuni, questo lo elevva automaticamente all’ordine morale, che porta tutta una serie di vantaggi (e di svantaggi, “il disagio della civiltà” di Freud…). Se non può, rimarrà sempre per sua natura congenita in una posizione moralmente subordinata, ovvero la “bestialità”.

        [OI]

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      • In effetti, Corrado, le verdure utilizzano la vibrazione karmica di posterdati per idratarsi, e suppongo che pure in coltivazione intensiva (che, ti ricordo, è l’unica maniera attualmente esistente per sfamare 7-8 miliardi di persone dichiarando da domani illegale l’uccisione per cibo di ogni altro essere vivente capace di locomozione) la vibrazione karmica dalla sesta dimensione basterà. (Sto copincollando? Hai cominciato tu)

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      • Perché non è sufficiente? La mia etica mi dice che sacrificare qualche migliaio di animali è giusto, se da questo sacrificio può seguire la salvezza di un numero di individui superiore di vari ordini di grandezza.
        Inoltre la cosa non è diversa dall’utilizzarli per mangiarli: non capisco perché se vengono usati per produrre latte, uova, lana e carne gli animali si possono usare, ma se si tratta di usarli in laboratorio per produrre cure diventa una brutta cosa. Si tratta comunque di sopravvivenza: se non mangi muori, se non ti curi muori. Si tratta di un utilizzo più avanzato rispetto al semplice nutrirci, ma è comunque una cosa che riguarda la nostra vita.

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      • Tengo a precisare che non rispondo più non per mancanza di argomentazioni ma perchè non ha senso discutere all’ infinito con voi, gente che fa leva sui soliti punti per poter rigirare la frittata come fa comodo, in quanto nonostante le tante parole la realtà è una: sa non è attendibile perchè nonostante si sperimenti su cavie ci sono persone che muoiono o hanno gravi conseguenze; quando si scopre un vaccino è solo questione di culo e non di studio.
        Alcune vostre risposte sono davvero ridicole, almeno riuscite a farci ridere.

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      • E’ bello essere così ricolmi di verità rivelate da non aver neanche bisogno di argomentarle. Al di là del tuo strano sense of humor, dovresti renderti conto da solo che hai solo sparato la solita cazzata.

        [OI]

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    • Romina, io ci sono stato nei macellerie suine a Parma e ti assicuro che non sono come quelle che vedi sui siti vegan. Gli animali vengono uccisi in modo indolore e istantaneo, soprattutto perchè se il maiale viene ucciso in modo traumatico la carne si satura di ormoni che la rendono immangiabile e puzzolente di selvatico. Figurati che dopo il trasporto il maiale viene tenuto nel porcile un paio di giorni per rilassarsi e tranquillizzarsi. Le situazioni che si vedono sui siti veg o su laverabestia sono quelle di 30 anni fa (se controlli, molti dei video sono vecchi di30 anni o più) oppure macellerie illegali o situate in paesi dove non ci sono le leggi sul benessere animale. Sul serio, informati.

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    • Trovo insensato cercare cure alle malattie di esseri viventi inducendo quelle stesse malattie in altri esseri viventi. Cazzo per trovare cure ai nostri mali tiriamo di mezzo chi non c entra nulla, neanche fosse loro la responsabilità. Facciamo ammalare altri per curarci quando ci ammaliamo noi.
      E non sono qualche migliaio di animali, ma molti di più.
      In natura esistono comportamenti assassini per sopravvivenza, la selezione naturale ha fatto progredire in varie direzioni le capacità di ogni organismo per riuscire a sopravvivere.
      Il gatto uccide il topo anche se non lo mangia, semplicemente perchè senza quell’ istinto non potrebbe trovare cibo quando ne ha bisogno… poi ci sono individui con istinto più o meno sviluppato… ma sono caratteristiche che hanno seguito un’ evoluzione naturale, ben diverso dalla sa.
      Giustissimo il ragionamento che fai riguardo allo sfruttamento animale, infatti l’ uomo è nato raccoglitore e non ha bisogno della carne per sopravvivere.
      Oltre alla carne, anche per gli altri derivati animali che menzioni esistono allevamenti intensivi che non dovrebbero essere mai esistiti, proprio perchè non ha senso far nascere creature per deturparle della propria natura per soddisfare ciò che si pensa fra i nostri bisogni.
      I molti che se ne rendono conto hanno cmq difficoltà a seguire queste consapevolezze perchè la società impone degli standard di vita e circuisce le nostre menti e opinioni.
      La sa è cominciata in passato e continua ad essere praticata perchè è diventata un dogma, si è cominciato in quella direzione e si va avanti così, togliendo impegno a ricerche in altre direzioni. Senza parlare degli interessi che stanno dietro.
      Mi definisci per favore ‘superiore per vari ordini di grandezza’ …

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      • Anche la nostra ricerca è frutto dell’evoluzione. Evoluzione che ci ha fornito l’arma più grande di tutte: il cervello. Grazie al cervello possiamo avere la meglio su animali più forti di noi, acchiappare animali più veloci, vivere in climi estremamente freddi e in climi estremamente caldi: è questo che ci ha dato l’evoluzione. E con il cervello ci difendiamo dalle malattie che colpiscono noi e i nostri animali (si tende a dimenticare che curiamo anche i nostri animali con gli stessi ritrovati della SA). Tutto ciò che facciamo lo facciamo perché la natura ci ha dotato dei mezzi necessari a farlo.
        L’uomo è nato raccoglitore/mangiacarogne andando a ben vedere, poi con l’aumento delle dimensioni della scatola cranica e dell’intelligenza ha imparato delle tecniche di caccia che gli consentissero di nutrirsi di carne anche quando non trovava carogne.
        E se mangiava carne sin da quando non poteva “pensare” a quanto pare non è nato solo raccoglitore come tendete a volerci far notare. Poi è vero che possiamo sopravvivere a senza carne, ma ciò non significa che sia del tutto naturale una dieta priva di carne e derivati. Ah, le creature che secondo te vengono deturpate della loro natura allo stato brado non esistono più o quasi. Vorresti dire che vengono tenute in vita quando invece dovrebbero essere estinte?

        Ti faccio un esempio: prima della scoperta del vaccino antipolio si ammalavano circa 350mila persone l’anno, soprattutto bambini; oggi i casi sono circa 500 l’anno. Le cavie usate sono state poche migliaia. Fai i conti in 40 anni quante vite sono state salvate dalle cavie usate (supponiamo siano 10mila) e poi fai il rapporto: vedrai quante persone ha salvato ogni cavia. Questo intendo con vari ordini di grandezza.

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      • scusa corrado, ma se ti viene una malattia grave (esempio un tumore) allora tu per coerenza ti lasci morire, immagino. Piuttosto che prendere quelle brutte e tossiche medicine sperimentate sugli animali…

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      • In Italia, nel 1965, all’Ospedale Mayer di Firenze, di 1075 malati pediatrici ricoverati in quell’anno, 134 rappresentavano una patologia derivata da vaccinazione, con una morbidità per il vaccino del 6% – cosi’ riferisce il dott. F. Sensale, da XXI Secolo, feb. 1987.
        Nel 1957, in America, metà dei casi di paralisi poliomielitica in ragazzi tra i 5 e i 14 anni viene registrato tra bambini già precedentemente vaccinati per la polio. Si ammette che il vaccino di Salk e’ stato la causa delle paralisi.
        Nel 1958, la polio è in aumento, e si hanno 6029 colpiti, con 3122 casi di paralisi tra i vaccinati.
        Nel 1959, la polio è in ulteriore aumento, con 8577 colpiti, con 5694 casi di paralisi tra i vaccinati.
        Nel 1964, l’US Public Health Service raccomanda l’interruzione dell’uso del vaccino Sabin, dopo 57 casi di paralisi tra i vaccinati, imputati al vaccino stesso.
        Nel 1977, una Corte di Giustizia del Texas impone a un produttore di vaccini un risarcimento danni di 200.000 US $ ad un soggetto colpito da paralisi infantile causata dal vaccino.

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    • “Da buongustaio quale sono, non posso banalizzare il perfetto connubio di sapori che viene ad instaurarsi tra un’anatra ben cotta e il sapore degli agrumi quando si mangia un’anatra all’arancia fatta a regola d’arte” Io, dopo pranzo, budiulo qualunque. E con questa mia perla di saggezza dedico un ruto col soffio a wegani, indoo, judæi, animalisti, musulmani e mancamentati di vario genere.

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      • Se mangi verdure non favorisci l’ enorme ed esagerato consumo di acqua del pianeta (che ormai scarseggia) per alimentare, pulire e lavorare i troppi animali negli allevamenti.
        Poi per alimentare questi animali si consumano così tanti cereali e coltivazioni con cui si potrebbe sfamare il mondo intero.
        Dimostri di affrontare temi di cui sai poco, ti consiglio di approfondire… per il bene della società naturalmente!

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      • In effetti, Corrado, le verdure usano la vibrazione karmica di posterdati per idratarsi, e suppongo che pure in coltivazione intensiva (che, ti rammento, è l’unica maniera attualmente per sfamare 7-8 miliardi di persone dichiarando da domani illegale l’uccisione per cibo di ogni essere vivente) la vibrazione karmica dalla sesta dimensione basterà. (Sto copincollando? Hai cominciato tu)

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      • Gli insulti? veramente se c’è qualcuno che insulta e risponde in modo arrogante quello sei proprio tu! infatti ti ho piu’ volte consigliato una camomilla! La verita’ ti fa tanto male, eh!

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  10. Cmq dai, i risultati di esperimenti su animali sono compatibili con le reazioni umane?
    Può dispiacere o no quello che avviane nei laboratori, sta di fatto che
    gli organismi animali, così diversi dal nostro, rispondono in modo diverso.
    La vivisezione non è attendibile.

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    • Come dimostrano le centinaia di principi attivi usati allo stesso scopo nella medicina umana e in quella veterinaria.
      Inoltre credo che il 90% del DNA in comune coi topi, il 95% coi cani e il 98% con gli scimpanzé ci renda più simili di quanto non siamo diversi. Ma credo, d’altronde io non mi informo su laverabestia e youtube.

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      • Infatti per conoscere gli effetti sull’ uomo bisogna provare questi principi sull’ uomo!… poichè non è detto che sull’ animale abbiano gli stessi effetti.
        Quando poi va di culo che i principi attivi funzionano su entrambi allora lo dite, ma non parlate di quando hanno effetti molto diversi e dannosi.
        Quando le persone assumono farmaci che li rovina o uccide non si dice niente.
        Mi fa sorridere come intendiate gli animali così simili a noi ma poi gli riserviate questi trattamenti…
        I topi avranno anche il 90 % del dna in comune a noi, ma rimango perplesso se vengono effettuati test sul loro stomaco quando sono in grado di bere l’ acqua di fogna, cosa che se faremmo noi rischieremmo di morire. Forse il 90% non basta… ci vorrebbe il 100 % per l’ attendibilità dei risultati.
        … e proprio perchè credi più simili che diversi dovresti porti qualche dubbio in più su ciò che gli si fa…

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      • Si testa comunque sull’uomo perché ci serve sapere a che dosi il farmaco è efficace sull’uomo, a che dosi non lo è più diventando tossico e così via.
        Ma forse non conosce il processo di sviluppo dei farmaci: si parte da un tot di sostanze, diciamo 10mila che si suppone possano essere utili. Per prima cosa vengono testate in vitro e in silico. E ne vengono escluse il 90% perché tossiche o inefficaci (tra l’altro in vitro la caffeina risulta mortale a piccolissime dosi, quindi anche il vitro non appare molto efficace come metodo). Una volta ottenuti dei risultati preliminari si passa ai test in vivo su animali. Con questi test molte altre sostanze vengono escluse perché tossiche, inefficaci o meno efficaci di quello che c’è già ora. Mettiamo un altro 90%. Da 10mila con cui siamo partiti restiamo a 100 che verranno testate sull’uomo. Di queste 100 ne rimarrà forse 1 utile, è vero, ma ciò non significa che la SA non è attendibile.
        E non possiamo rinunciarvi, perché i volontari umani sono pochi, e se non avessimo dati ottenuti dalla SA sarebbero ancora meno, sia perché molti morirebbero, sia perché molti non lo farebbero a causa delle morti.
        E sa come si iniziano gli studi sull’uomo? Partendo con la somministrazione di 1/10 di quella che si è rivelata la dose letale sugli animali. Giusto per essere tranquilli che nessuno muoia.

        I topi possono bere l’acqua di fogna perché l’evoluzione li ha resi così, evidentemente il loro sistema immunitario li può proteggere dai patogeni presenti in quell’acqua, loro in fin dei conti vivono da sempre in condizioni igieniche disastrose: noi siamo abituati a vivere nel pulito e disinfettato invece. E probabilmente è una delle differenze date dal 10% di differenza.
        Inoltre quel 10% è importante quanto il 90% in comune, per i ricercatori. Ad esempio la vita media del topo in laboratorio è di 4 anni, quella dell’uomo 80, quindi studiare l’evoluzione di una malattia che in uomo richiederebbe 10 anni, sul topo richiede 6 mesi, se le proporzioni si possono adattare e i tempi non risultano ancora inferiori. Quindi nel tempo in cui si potrebbe studiare la malattia in una generazione umana, lo si può fare su 10 generazioni di topi: un numero decisamente superiore di informazioni.

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    • caspita che sentenza inappellabile! accidenti, se l’avessero saputo prima tutti quelli che sviluppano farmaci, vaccini e procedure chirurgiche da un secolo (con un certo successo, visto che la vita media è aumentata da 50 a 80 anni) non avrebbero perso tutto questo tempo…

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    • Se è per questo, anche una persona risponde in modo diverso da un’altra, perché ognuno ha un DNA diverso; in caso contrario saremmo tutti sani o avremmo tutti la stessa malattia. Va però detto che un uomo è diverso da un topo quanto il topo lo è rispetto ad un cane, ed è più simile ad un topo, un cane, un gatto, una mucca che non ad un pollo. Ma se una sostanza, che si rivela innocua per tutti gli animali succitati in condizioni normali, causa nelle femmine gravide di topi, polli, mucche, cani e gatti malformazioni al feto, sarebbe ben strano che non le causasse anche negli esseri umani, non serve aver studiato biologia per capirlo, basta un po’ di buon senso. Questo è ciò che è accaduto con la talidomide, che fu somministrata a donne incinte dopo essere testata sugli animali, ma non sulle femmine gravide; ciò fece nascere persone malformate, e gli esperimenti sugli animali gravidi, eseguiti successivamente, confermarono gli effetti teratogeni del farmaco.

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  11. Ecco solo alcuni esempi dei disastri della vivisezione: 1. Il benzene non venne ritirato dal mercato, e si � continuato a utilizzarlo come componente chimico industriale nonostante prove cliniche ed epidemiologiche avessero dimostrato che l’esposizione ad esso provoca la leucemia negli esseri umani, perché esperimenti finanziati dai produttori non sono riusciti a riprodurre la leucemia nei topi. [1] 2. Fumare veniva considerato non cancerogeno in quanto il cancro causato dal fumo è difficile da riprodurre in animali da laboratorio. Di conseguenza in molti continuarono a fumare e morire di cancro. [2] 3. Esperimenti effettuati su ratti, criceti, cavie, topi, scimmie e babbuini non rilevarono alcun legame tra fibra di vetro e cancro. Non fino al 1991 quando, grazie a studi compiuti su esseri umani, l’OSHA lo classificò come cancerogeno. [3][4][5] 4. Nonostante l’arsenico sia considerato cancerogeno per gli esseri umani già da decenni, gli scienziati hanno trovato pochissime prove negli animali a supporto di questa conclusione fino al 1977. [6] Questa è stata la posizione ufficialmente accettata finché non fu possibile alla fine riprodurre il cancro negli animali. [7][8][9] 5. Molti esseri umani hanno continuato ad essere esposti all’amianto ed a morire perché gli scienziati non riuscivano riprodurre il cancro negli animali in laboratorio. 6. Lo sviluppo di pacemakers e valvole cardiache è stato ritardato a causa delle differenze fisiologiche tra gli animali, sui quali furono progettati, e gli esseri umani cui erano destinati. 7. Modelli animali di malattie cardiache non sono riusciti a dimostrare che una dieta ricca di grassi e colesterolo aumenta il rischio di malattie coronariche ed arteriose. Invece di cambiare le proprie abitudini alimentari per prevenire questi disturbi, la gente ha continuato il proprio stile di vita con un falso senso di sicurezza. 8. I pazienti ricevevano farmaci dannosi od inefficaci a causa di modelli animali di ictus. 9. Studi sugli animali avevano previsto che i beta-bloccanti non avrebbero abbassato la pressione sanguigna. Come conseguenza di ciò il loro sviluppo fu bloccato. [10][11][12] Persino i ricercatori che praticano esperimenti su animali hanno dovuto ammettere il fallimento di modelli animali di ipertensione al riguardo, ma nel frattempo ci sono state migliaia di vittime di ictus. 10. I chirurghi ritenevano di aver perfezionato la cheratotomia radiale, un tipo di chirurgia che permette di migliorare la vista senza l’ausilio degli occhiali, sui conigli, ma la procedura ha reso ciechi i primi pazienti umani (la cornea del coniglio è in grado di rigenerarsi nella parte inferiore mentre quella umana solo in superficie). L’intervento chirurgico viene oggi praticato solo sulla superficie. 11. Si supponeva che trapianti combinati di cuore e polmoni fossero stati “perfezionati” sugli animali, ma i primi 3 pazienti umani sono deceduti nei primi 23 giorni dopo il trapianto. [13] Su 28 pazienti operati tra il 1981 ed il 1985, 8 sono deceduti durante l’intervento e 10 hanno sviluppato la bronchiolite obliterante, una complicazione polmonare che i cani sui quali furono condotti gli esperimenti non avevano sviluppato. Dei 10 pazienti che avevano sviluppato la bronchiolite obliterante, 4 morirono e 3 non hanno mai più potuto respirare senza l’ausilio di un respiratore. La bronchiolite obliterante, si è poi rivelata essere il maggior rischio legato all’operazione. [14] 12. La Ciclosporina A inibisce il rigetto degli organi, ed il suo sviluppo fu uno spartiacque per il successo nei trapianti di organi. Se le prove su esseri umani non avessero superato i risultati poco promettenti ottenuti sugli animali, il farmaco non sarebbe mai stato rilasciato. [15] 13. Gli esperimenti su animali hanno fallito nel prevedere la tossicità renale causata dall’anestetico generale metoxyiflurano. Molta gente ha perso tutte le funzioni renali. 14. Gli esperimenti su animali hanno ritardato l’uso di rilassanti muscolari durante l’anestesia generale. 15. Le ricerche su animali hanno fallito nel rivelare i batteri come causa di ulcere ed hanno ritardato il loro trattamento con antibiotici. 16. Più della metà dei 198 nuovi farmaci rilasciati tra il 1976 ed il 1985 furono o ritirati o riclassificati in seguito a gravi ed imprevisti effetti collaterali. [16] Questi effetti collaterali, tra gli altri, includevano complicazioni quali disritmia letale, attacchi cardiaci, insufficienza renale, crisi epilettiche, arresto respiratorio, insufficienza epatica ed ictus. 17. Il Flosint, un farmaco contro l’artrite, venne testato su topi, scimmie e cani; tutti tollerarono il farmaco molto bene. Invece, negli esseri umani ha provocato dei decessi. 18. Lo Zelmid, un antidepressivo, fu testato su topi e cani senza incidenti ma causò gravi problemi neurologici negli esseri umani. 19. Il Nomifensine, un altro antidepressivo, fu associato ad insufficienza epatica e renale, anemia e decessi negli esseri umani. Eppure i test sugli animali avevano indicato che il farmaco si potesse usare senza alcun effetto collaterale. 20. L’Amrinone, un farmaco usato contro l’insufficienza cardiaca, fu testato su numerosi animali e rilasciato senza alcun problema. Negli esseri umani però sviluppò la trombocitopenia, cioè la mancanza di cellule ematiche necessarie per la coagulazione del sangue. 21. Il Fialuridine, un farmaco antivirale, causò danni al fegato in 7 pazienti su 15. Cinque di loro morirono e due dovettero ricorrere ad un trapianto di fegato. [17] Eppure il farmaco aveva funzionato bene sulle marmotte [18][19] 22. Il Clioquinol, un farmaco antidiarroico, ebbe risultati positivi nei test effettuati su topi, gatti, cani e conigli. Nel 1982 però dovette essere ritirato in tutto il mondo perché responsabile di cecità e paralisi negli esseri umani. 23. L’Eraldin, un farmaco contro le malattie cardiache, causò morte e cecità negli esseri umani nonostante non avesse provocato alcun effetto indesiderato negli animali. Quando immesso sul mercato, i ricercatori affermarono che si fosse distinto per la completezza degli studi di tossicità effettuati su animali. Successivamente i ricercatori non furono in grado di riprodurre questi risultati su animali. [20] 24. L’Opren, un farmaco contro l’artrite, uccise ben 61 persone. Sono stati inoltre documentati più di 3.500 casi di reazioni gravi ad esso. L’Opren era stato testato su scimmie ed altri animali senza causare problemi. 25. Lo Zomax, un’altra medicina contro l’artrite, fu responsabile della morte di 14 persone e causa di sofferenze per molte altre. 26. Le dosi dell’Isoprotenerol, un farmaco usato nel trattamento dell’asma, furono calcolate utilizzando animali. Sfortunatamente si è dimostrato essere troppo tossico negli esseri umani. 3.500 persone sofferenti d’asma morirono nella sola Gran Bretagna a causa di sovradosaggio. E’ ancora difficile riprodurre questi risultati negli animali. [21][22][23][24][25][26] 27. Il Methysergide, un farmaco usato nel trattamento del mal di testa, ha portato a fibrosi retroperitoneale, o gravi cicatrci del cuore, dei reni e dei vasi sanguigni nell’addome. [27] I ricercatori non sono stati in grado di riprodurre questi effetti negli animali. [28] 28. Il Suprofen, una medicina contro l’artrite, fu ritirata dal mercato quando i pazienti cominciarono a soffrire di tossicità renale. Prima del suo rilascio, i ricercatori dissero questo al riguardo: “Eccellente profilo di sicurezza. Nessun effetto a livello cardiaco, renale o del sistema nervoso centrale in nessuna specie.” [29][30] 29. Il Surgam, un altro farmaco contro l’artrite, fu studiato per avere un fattore di protezione dello stomaco che prevenisse ulcere nello stomaco, un effetto collaterale comune a parecchi farmaci contro l’artrite. Nonostante risultati promettenti nei test su animali provocò ulcere in pazienti umani. [31][32] 30.Il Selacryn, un diuretico, fu ampiamente sperimentato sugli animali ma dovette essere ritirato dal mercato nel 1979 dopo che 24 persone morirono a causa di un’insufficienza epatica indotto dal farmaco. [33][34] 31. Il Perhexiline, un farmaco per il cuore, fu ritirato dal mercato quando si scoprì che produceva un’insufficienza epatica che non si era riscontrata nei test su animali. Anche dopo che fu individuato quel particolare tipo di insufficienza epatica, non la si poté riprodurre negli animali. [35] 32. Il Domperidone, progettato per curare nausea e vomito, produceva nell’uomo un battito cardiaco irregolare e dovette essere ritirato dal mercato. I ricercatori non furono in grado di riprodurre questo effetto nei cani nemmeno con un dosaggio di 70 volte superiore rispetto la dose normale. [36][37] 33. Il Mitoxantrone, una cura contro il cancro, produceva scompenso cardiaco negli esseri umani. Fu ampiamente testato su cani senza che si riscontrasse questo effetto. [38][39] 34. Il Carbenoxalone sarebbe dovuto servire nella prevenzione delle ulcere gastriche ma nei pazienti causava ritenzione idrica al punto da provocare scompenso cardiaco. Dopo che i vivisettori scoprirono ciò che causava negli esseri umani lo testarono su topi, ratti, scimmie e conigli ma non riuscirono mai a riprodurre questo effetto su di essi. [40][41] 35. Il Clindamycin, un antibiotico, causa una condizione nell’intestino detta colite pseudomembranosa. Eppure fu testato per un anno intero ogni giorno su cani e topi; non solo, essi furono anche in grado di tollerare dosi dieci volte maggiori di quelle tollerate dagli esseri umani. [42][43][44] 36. Gli esperimenti su animali non suffragarono mai l’efficacia di farmaci simili al valium durante il loro sviluppo od in seguito. [45][46] 37. Le compagnie farmaceutiche Pharmacia ed Upjohn interruppero i test clinici sulle loro compresse Linomide (roquinimex) per il trattamento della sclerosi multipla dopo che diversi pazienti soffrirono di attacchi cardiaci. Su 1.200 pazienti, 8 soffrirono di attacchi cardiaci legati alla somministrazione del farmaco. Gli esperimenti su animali non avevano in alcun modo previsto questo. 38. Il Cylert (pemoline), un farmaco usato nel trattamento delle malattie da carenza di attenzione e iperattività, causò insufficienza epatica in 13 bambini. Di essi, undici o morirono o necessitarono di un trapianto di fegato. 39. L’Eldepryl (selegiline), un farmaco usato nel trattamento del morbo di Parkinson si scoprì essere causa di pressione sanguigna molto alta. Quest’effetto collaterale non fu riscontrato negli animali. 40. La combinazione di due farmaci utilizzati nelle diete dimagranti, fenfluramine e dexfenfluramine, si scoprì essere legata ad anomalie delle valvole cardiache e ritirata dal mercato nonostante studi compiuti su animali non mostrarono mai alcuna anomalia cardiaca. [47] 41. Il farmaco contro il diabete “troglitazone”, meglio conosciuto come Rezulin, fu testato su animali senza causare problemi significativi ma causò danni al fegato negli esseri umani. I produttori ammisero che almeno un paziente era deceduto ed un altro dovette essere sottoposto a trapianto del fegato come risultato della somministrazione del farmaco. [48] 42. La digitale è stata usata per secoli per curare malattie cardiache. Eppure, gli esperimenti su farmaci derivati dalla digitale furono ritardati perché essa causava pressione alta negli animali. Fortunatamente le prove sugli esseri umani ebbero la meglio e come risultato, il digoxin, una sostanza analoga alla digitale ha salvato innumerevoli vite. Molte più persone sarebbero potute sopravvivere se i test sugli animali fossero stati ignorati e la digitale fosse stata rilasciata prima. [49][50][51][52] 43. L’FK 506, ora chiamato Tacrolimus, è un agente anti-rigetto il cui uso fu quasi completamente abbandonato prima di effettuare analisi cliniche, a causa di grave tossicità negli animali. [53][54] Studi sugli animali suggerirono che la combinazione di FK 506 con cyclosporin si sarebbe potuta rivelare più efficace. [55] In realtà negli esseri umani si è rivelato essere esattamente l’opposto. [56] 44. Esperimenti su animali suggerirono che l’uso dei corticosteroidi sarebbe stato di aiuto nel caso di shock settico, una grave infezione batterica del sangue. [57][58] Gli esseri umani invece reagirono in modo differente. Questo trattamento aumentò i decessi causati da shock settico. [59] 45. Nonostante l’inefficacia della penicillina nei conigli, Alexander Fleming usò l’antibiotico su di un paziente molto grave dal momento che non aveva altro con cui provare. Per fortuna i primi test Fleming non li fece su cavie o criceti perché la penicillina li uccide. Howard Florey, il premio Nobel a cui si co-attribuisce la scoperta della penicillina disse: “Cohe fortuna che non avessimo questi esperimenti su animali, negli anni ’40 perché altrimenti la penicillina non avrebbe mai ottenuto una licenza e, probabilmente, l’intera gamma degli antibiotici non sarebbe mai stata realizzata.” 46. Il rilascio del Fluoride, un farmaco che previene la carie, fu posticipato perché causava cancro nei topi. [60][61][62] 47. I due farmaci notoriamente pericolosi, il thalidomide ed il DES furono testati su animali e rilasciati per essere usati su esseri umani. Il risultato fu la sofferenza e la morte di migliaia di persone. 48. Esperimenti effettuati su animali trassero in inganno i ricercatori sulla rapidità con cui l’HIV si replica. A causa di queste false informazioni, i pazienti non ricevettero terapie immediate e le loro vite vennero accorciate. 49. Ricerche condotte su animali ritardarono lo sviluppo del vaccino anti-polio, secondo il dottor Albert Sabin, il suo inventore. I primi vaccini contro la rabbia e la polio funzionarono bene sugli animali ma storpiarono o uccisero i pazienti a cui furono somministrati. 50. I ricercatori che lavoravano con animali si sono ammalati o sono deceduti a causa dell’esposizione a malattie che, anche se innocue per gli animali ospiti (come l’epatite B), sono potenzialmente o effettivamente mortali per gli uomin

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    • Allora, lo lascio qui perché legga chi dovesse capitare: commenti che riportino sempre lo stesso copia incolla saranno cancellati come crossposting, anche se postati da persone diverse. E specialmente se ripetono i soliti luoghi comuni sfatati nelle FAQ.

      [OI]

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  12. Ti parlo da vegetariano: l’alimentazione vegetariana è salutare al massimo, ma non è certo la panacea per tutti i mali. Molte malattie sono di origine genetica, con una buona alimentazione puoi solo limitare i danni. Comunque ciò non c’entra nulla con la sperimentazione animale.

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      • Semplicemente perché il commento di Romina a cui rispondevi è stato cancellato. E lo saranno tutti i futuri commenti che tenterà di postare. Mi sono rotto di doverla seguire mentre copia e incolla le solite fesserie diecimila volte, facendo orecchie da mercante ogni volta che le si fa notare che le si è già risposto nelle FAQ. Senza contare che sta diventando sempre più offensiva. Mi spiace se ti eri affezionato, ma non la vedrai più da queste parti.

        [OI]

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      • Caspita, questo problema lo dà anche a me! Pensa che alcune volte, quando posto un articolo, parte di quell’articolo me lo posta come commenti in altri articoli! -.- Si vede che è un bug della piattaforma wordpress. [MV]

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  13. Infatti la guarigione nell’oltre 80% dei casi leucemia infantile, guarigione nell’oltre 90% dei casi di alcuni tipi di tumore sono falsità, vero?
    Il fatto che il vaiolo sia stato dichiarato debellato nel 1979 è falso? Il fatto che non si muore più per il morbillo e le malattie che ne conseguono? Si tratta di scoperte fatte grazie a quegli “inutili e ripetitivi esperimenti” di cui tu da grande ricercatrice sicuramente sai tutto.
    E ovviamente le malattie sono causate da cattivi stili di vita: vallo a dire ai bambini che si ammalano di tumore all’età di 2-3 anni, che è colpa di quello che mangiano!

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    • Veramente se guardi sul sito di valdo vaccaro leggerai che i bambini si ammalano perchè figli di madri non vegano-crudista e che le persone vegan crudista vivono fino a 140 anni senza andare mai dal medico e senza prendere una medicina. Il bello è che ci sono quelli che ci credono!

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  14. Prima di tutto vorrei distaccarmi dall’affermazione di “animalista”, visto che Reiki e omeopatia non mi interessano minimamente, non essendoci prove della loro validità oltre al mero effetto placebo.
    Poi volevo esprimerti il mio punto di vista da vegana animalista E amante da sempre della scienza.
    Se inizi un discorso indirizzato alla fazione di pensiero opposta asserendo che ci facciamo prendere da moti sentimentalistici e pulsioni irrazionali alla stregua di seguaci di un culto, non puoi pretendere di cominciare un dialogo sereno e civile.

    Andando oltre, nel tuo articolo si evince la fiducia strenua verso la sperimentazione animale e il disprezzo velato, forse anche inconscio, verso le altre forme di vita senzienti.
    Perché l’uomo viene prima di tutto.

    Quello che personalmente sto cercando di dire è che, se applicassimo tutto questo fervore, dalla vostra e dalla mia ala di pensiero, verso un obiettivo comune cioè a progressione della scienza, e della ricerca, verso metodi alternativi che siano davvero affidabili, invece che a scannarci e insultarci o cercare di dimostrare a tutti i costi di essere dal lato della ragione, potremmo ottenere realmente risultati concreti e validi.

    Da parte delle masse sfilanti in piazza ci sarebbe un attirare l’attenzione dei media verso questo tema, da parte di studiosi presenti e futuri magari con l’interessamento della società si riuscirebbe ad ammortizzare il costo da sostenere per la ricerca.

    E’ anche vero che in un paese come l’italia sperare in fondi destinati ad un qualsivoglia tipo di ricerca sia un’utopia irrealistica e fantasiosa, ma come si dice la speranza è l’ultima a morire.

    E fino alla fine, spero davvero che si possa unire le forze verso nuovi sviluppi del mondo scientifico, universitario e medico.
    S.

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    • Lo sperimento piuttosto spesso di non essere capito. Ma io, ti dico, ho l’impressione davvero di non dare spazio ai fraintendimenti, quindi non me lo spiego. Le emozioni ce le abbiamo tutti, è chiaro nell’articolo, ed è chiaro anche che i nostri legittimissimi interessi personali derivano sempre dalle nostre emozioni.
      Altrettanto chiaro deve essere che anche gli altri hanno dei sentimenti particolari da rispettare. Dunque non possiamo pretendere di disciplinare i rapporti etici fra le persone interamente sulla base delle nostre emozioni, ma dobbiamo anche tenere conto di quelle degli altri. Io sono perfettamente libero di NON avere a cuore la sorte degli animali, questo non mi rende migliore o peggiore di chi invece se ne interessa, ma devo avere lo stesso rispetto e le stesse possibilità nella vita che hanno loro.

      Quanto al disprezzo per le altre forme di vita, ti dirò che personalmente credo di disprezzare di più l’uomo. Gli animali non sono mai immorali, gli animali sono “amorali”. Non sono da apprezzare o disprezzare, semplicemente stanno al loro posto.

      [OI]

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      • “personalmente credo di disprezzare di più l’uomo. Gli animali non sono mai immorali, gli animali sono “amorali”.”
        Su questo non potrei essere più d’accordo di così.
        Ultimamente mi sto ponendo molte domande, su questo argomento e non so cosa rispondermi, effettivamente.
        E’ innegabile che ci siano stati molti progressi grazie alla sperimentazione animale, così come ci sono stati anche fallimenti.

        Mi chiedo soprattutto se sia così improbabile che in un futuro, vicino o lontano che sia, progrediremo così tanto da rendere futile l’utilizzo di animali per testare i prodotti e per avanzare nelle conoscenze sul corpo e sui vari organi e cellule.

        Potremmo incorrere in scontri con altre sfaccettature dell’etica, considerando che siamo tra i pochi paesi a non consentire l’uso delle cellule staminali, che invece rappresentano un’interessante punto di partenza per nuovi studi.

        Personalmente, se avrò mai la fortuna di lavorare in un laboratorio, mi piacerebbe sperimentare su tessuti umani, magari creati sinteticamente, è un argomento che mi interessa molto.

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      • Contrariamente a quanto si dice, c’è pieno di posti dove uno scienziato possa fare ricerca senza usare animali. Ovviamente non in tutte le discipline, e difficilmente senza usarli neanche indirettamente (ad esempio cellule in coltura, ma prelevate da animali vivi), ma è possibile eccome, praticamente in tutti i laboratori del mondo.

        [OI]

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  15. Ero indecisa su dove postare ma, alla fine, penso che il luogo migliore sia questo, in fondo quanto vorrei condividere non è che il risultato di un dialogo tra un’animalista, la definizione mi sta un po’ stretta ma per semplificare, e l’autore di questo articolo, anche se non voglio sminuire l’importanza che ha avuto, per me, la lettura degli articoli di altri autori di questo blog.
    Ebbene, per coerenza, trovo corretto ammettere che solo da questo dialogo ho potuto avere un confronto sulla questione animale capace di aiutarmi ad individuare debolezze e ambiguità, da me intuite ma non risolte.
    Negli ultimi tre anni mi sono davvero sforzata di dare una coerenza al mio pensiero, perchè sentire non è sufficiente a giustificare una posizione etica, ho letto Singer, Regan e conosco Francione, ho cercato il dialogo tra vegan o tra attivisti, ho partecipato a conferenze e ho scaricato tutto il materiale dignitoso che ho trovato (lezioni universitarie o seri approfondimenti filosofici sulla questione).
    Molte delle mie domande non hanno avuto risposta anche quando le ho poste in modo diretto, il più delle volte mi è stato risposto che la questione animale è un problema giovane che molte risposte ancora non si hanno ma, onestamente, ritengo intellettualmente poco corretto fare proseliti su un cammino di cui non conosco la meta, per questo sono sempre stata una ricercatrice solitaria.
    La verità è che, dopo l’iniziale smarrimento, non posso che ammettere di aver avuto torto.
    La mia posizione era pregiudizievole tanto quanto quella di alcune persone avverse agli animalisti, ma non della persona che ha scritto questo articolo: basare la questione sull’etica significa dirigersi verso un ineluttabile fallimento.
    La coerenza su questa questione richiederebbe un prezzo che io non sarei capace di pagare, la dissoluzione di sè, qualunque forma di mediazione, ora penso di averlo compreso, è solo un pregiudizio di comodo, più o meno ampio, più o meno argomentato ma, temo, per nulla solido.
    Vorrei solo far notare che l’autore dell’intervento non ha mai negato il diritto a provare empatia, e, al contrario, l’ha finalmente liberata dal pesante fardello della coerenza, una coerenza che io in tre anni non sono mai riuscita a darmi, ma forse altri saranno più capaci…
    Non ha mai giudicato l’altrui sentire anteponendovene uno più desiderabile, non donare ai cani ma ai bambini della Costa d’Avorio, giusto per essere chiara, ma, al limite, laddove la questione dal sentimento si fosse spostata all’etica, ha sempre chiarito razionalmente la posizione che riteneva più utile per il bene comune.
    Ma il mio errore non è sicuramente il termine oltre il quale solo la resa ha un senso, al contrario penso, ora, di essere pronta a quella mediazione, di cui si parlava sopra, tra il mio sentimento e quello altrui.
    Meno nemici e più alleati, credo che questo possa garantire un progresso che si rivelerà vincente per tutte le parti.

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  16. Ciao, io sono cattolico, credo, ma credo anche nella scienza, quindi non è vero che noi cattolici siamo quelli ignoranti con cui è difficile parlare, anzi, in questi ultimi tempi lo siamo sicuramente di più di certa gente come l’Uaar…. quindi io sono fiducioso nella ricerca e nella sperimentazione!

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