“Ma se lo facessero a te…”


Uno dei classici che fa sempre bene ricordare: Punto di partenza di qualsiasi riflessione che facciamo sulla nostra pagina è che la vita di un animale sia dal punto di vista etico più sacrificabile di quella di un umano. Le ragioni di ciò possono essere dimostrate dal punto di vista filosofico, e lo abbiamo anche fatto in passato, ma non dovrebbe essere necessario farlo visto che la schiacciante maggioranza della popolazione, nutrendosi di carne, vestendosi di pelle eccetera, dimostra di aver già aderito a questo punto di vista.

Noi non vogliamo dimostrare che nella sperimentazione animale è tutto rose e fiori, non lo è; né ci interessa più di tanto dimostrare che l’animale conta meno dell’uomo, visto che quasi tutta la popolazione già ne è convinta, e il resto, vegani e similari inclusi, si comporta di fatto seguendo il medesimo assunto (e non potrebbe fare altrimenti). A noi preme dimostrare che il sacrificio imposto agli animali per la sperimentazione è in generale basso, sia se confrontato con la vita allo stato brado che con quella negli allevamenti di animali da carne, e vale assolutamente tutti i benefici che ci apporta. Una volta che la popolazione abbia compreso questo, le sparate degli antivivisezionisti le appariranno chiaramente insostenibili, al di là dei pipponi sofistici di Singer & co. Ah, e per inciso, questo gli animalisti lo sanno benissimo.

Per questo i discorsi improntati al “ma se ci fossi tu…”, del tipo “ma ti piacerebbe se lo facessero su di te?” o “fatelo sui vostri figli, visto che non fa male!” lasciano il tempo che trovano. Malgrado a gatti come Double Trouble non sia fatto nulla di scandalosamente malvagio come vogliono farlo sembrare, e questo è un dato indubitabile, è comunque improponibile farlo su un umano non consenziente. Ad un umano non consenziente non puoi neanche iniettare una fiala di fisiologica, figurati entrare nel cervello (il ché comunque sugli umani viene fatto quando ve n’è necessità clinica). Confermo che gli esperimenti come quelli sui gatti dell’Università del Wisconsin sono assolutamente non dolorosi (questo non vuol dire che siano meravigliosamente piacevoli; ci sono anche gradazioni intermedie tra “inumana tortura” e “paradiso terrestre”, anche se c’è chi divide tutto il mondo in bianco e nero…),

ma ci sono anche procedure differenti e assai più rare in cui il dolore dell’animale è inevitabile. Se è necessario siamo favorevoli anche a quelle, anzi, proprio per questo si fanno su un animale, perché causano dolore o morte, sono comunque necessarie, e un animale per noi conta di meno.

E anche se conta di meno, cerchiamo di non farlo soffrire inutilmente. Una preoccupazione che i suoi predatori naturali non offrono.


[OI]

Due iene approfittano del parto (momento in cui la madre è indifesa e non riesce a fuggire)
di uno Gnu per strappare il nascituro dalla vagina della madre per divorarlo e successivamente divorano la stessa madre ormai stremata
(ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)


Branco di leoni divora vivo un giovane esemplare di elefante
(ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)


Babbuino mangia un cucciolo di gazzella vivo
(ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)

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51 thoughts on ““Ma se lo facessero a te…”

  1. I due video sono duri (ma succede anche di molto peggio, per esempio le iene usano smembrare vive le loro prede), ma raccontano il vero: in natura non esiste la compassione e non esiste il “diritto alla vita” che tanti teorici dell’animalismo usano come cavallo di battaglia. E’ brutto dirlo, ma in natura sopravvive solo il più brutale ed egoista. Soltanto la nostra specie è capace di compassione e questo già dovrebbe far capire quanto sia preziosa ogni vita umana.
    Altro discorso caro agli animalisti è la “orribile brutalità dell’uomo”, ma nella nostra specie la violenza non è la regola: è un comportamento deviato, molto meno comune di quello che si creda. Un esempio lampante è l’infanticidio: nella nostra specie è considerato un atto orribile; è la regola, invece, quando un leone conquista un branco, perchè il suo istinto lo induce a uccidere tutti i cuccioli del suo rivale spodestato per rendere di nuovo fertili le femmine.
    Non si può imparare la natura coi film Disney…

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    • concordo con te sull’idea dell’assenza di “diritto alla vita” in natura e sul concetto di “brutalità e violenza”, sono però in disaccordo sul fatto del:

      “in natura sopravvive solo il più brutale ed egoista.” [cit.]

      in quanto è assolutamente vero anche l’opposto.
      Le api ad esempio avrebbero dovuto estinguersi parecchio tempo fa, e come loro anche il resto degli animali (vertebrati e non) che vivono in branco. Invece ciò non si verifica, perchè anche la vita di gruppo offre parecchi vantaggi che non presenta la vita solitaria, basti pensare a quei individui all’interno di un branco di erbivori che sacrificano il proprio tempo per cibarsi per fare da vedette, mentre il resto del gruppo si sta cibando; oppure i classici passerotti che di solito alternano fasi di beccata a fasi di vedetta (in modo da avere all’interno del gruppo sempre almeno due teste alte a controllare), o le stesse api con la loro società in cui si dividono i compiti all’interno del favo a favore di tutta la colonia…eccetera eccetera che gli esempio sono veramente tanti.
      Quindi, in conclusione se ti posso correggere un concetto, direi che in natura sopravvive chi si adatta maggiormente alle condizioni in cui vive in modo da adempiere a tutte le sue necessità personali e riesci a riprodursi con successo.

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      • Le api accoppano qualunque intruso minacci il loro alveare….mi scuso per il commento in ritardo di mesi, ma cavolo, le api….studiale almeno…ok alla collaborazione, ma se c’è da difendersi o sacrificare qualcuno, nessun animale si fa problemi ad uccidere.

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  2. Fermo restando che sono favorevole alla sperimentazione animale, il presupposto per cui essa è eticamente accettabile sarebbe dovuto al fatto che gli animali selvatici siano “più cattivi” con le loro prede e con i loro simili che non i moderni sperimentatori?
    Parlando onestamente, trovo che sentir parlare di “etica” (umana) quando si parla dell’infanticidio tra i leoni o del modo in cui un predatore uccide la preda da gente che dovrebbe aver studiato biologia sia decisamente assurdo. Ma all’università su cosa avete studiato, sull Historie Naturelle di Buffon?

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    • Forse ti sfugge il senso del fatto che l’uomo è L’UNICO animale a porsi un problema di etica, è questo il senso di questi video. La sperimentazione animale è eticamente accettabile solo perché porta vantaggi alla razza umana (e in ogni caso anche alle specie animali grazie allo sviluppo sia di medicinali che di chirurgia applicata alla veterinaria), e l’uomo è un animale superiore, non ci sono appigli. Se tu pensi non sia così, allora c’è l’altra faccia della medaglia: la natura ha creato gli esseri viventi che si occupano esclusivamente della propria specie. Gli uomini appartengono alla mia specie, per cui io antepongo il benessere degli uomini a quello degli altri animali. Punto. Il discorso che fai tu qua non lo sostiene nessuno, è solo un tuo modo di interpretare in maniera totalmente distorta il post.

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      • Il senso dell’articolo l’ho capito. Sono perfettamente conscio che “l’uomo viene per primo”, sia per un discorso etico sia perchè “siamo fatti così”, e sono d’accordo. Sono perfettamente conscio che il mondo animale (ma la stessa cosa vale per piante, protisti, ecc…) è una lotta per la sopravvivenza, spesso anche molto cruenta e esplicitamente “splatter”, come del resto mostrano i video, so benissimo che la natura non è un cartone, non offendete la mia intelligenza paragonandola a quella di un animalista, per favore. So benissimo che il sacrificio e la sofferenza di alcuni animali è accetttabile e giusto se porta benefici a noi e magari anche ai nostri animali domestici, come ho detto
        sono favorevole alla sperimentazione animale.
        Sono punti che vanno sottolineati prima che salti fuori il talebano di turno che mi ricopra di insulti perchè il mio messaggio non è facilmente classificabile in uno spettro mentale che va dal bianco al nero senza il grigio di mezzo.
        Detto questo, mi oppongo solo ad un uso a mio modo di vedere scorretto che qui si fa di video come questi, come se fossimo ancora nel 600, quando Gassendi e Cartesio discutevano se l’animale fosse una macchina o un essere vivente simile all’uomo, ed è una forma mentis che si ritrova in molti post, a mio modo di vedere.
        Ad ogni buon conto, direi di metterci una pietra sopra e amici come prima.

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      • Non ho capito qual è esattamente la tua critica. I video sono puramente illustrativi, servono a sfatare il mito disneyano animalista sulla natura felice. Tutto il discorso sull’etica di cui parla anche doppok qui sotto l’abbiamo fatto in altra sede. Stai tirando dentro questioni che non c’entrano. O forse non ho capito io qual è il tuo punto.

        [OI]

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      • Se è per “sfatare il mito disneyano animalista sulla natura felice”, allora ok, fate come se il mio mesaggio non esistesse, si riferiva ad altro.

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  3. Tra l’altro la violenza e’ considerata un comportamento deviato nell’uomo fino a un certo punto. Nelle monarchie assolute col cavolo che il nuovo re lasciava vivi i figli dei rivali. Secondo me si puo’ andare oltre lo smettere di umanizzare gli animali e fare il passo successivo: riconoscere l’animalita’ dell’uomo che e’ sempre li’ dopo duecento anni di dominio incontrastato sull’ecosistema. A dimostrarlo c’e’ proprio lo scarso controllo che hanno gli animalari sulle loro emozioni.

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  4. No, il presupposto per cui essa è eticamente accettabile è che l’etica ce la siamo inventata noi umani per noi umani e poi l’abbiamo estesa per proteggere, da noi stessi, gli altri animali (come i diritti, che in natura non esistono e quando li chiamiamo naturali dobbiamo ricordarci che siamo noi che ce li auto-riconosciamo perché il nostro sistema sociale ne trae ampio giovamento). Ma dato che prima veniamo noi, nell’etica (come nei diritti), allora dire che la sperimentazione animale è un abominio, è contro natura, è specismo, implica che gli altri animali, a differenza nostra, applichino concetti di etica. Quei video dimostrano che non hanno un’ etica, che in genere sono specisti (se esiste lo specismo e non è solo una categorizzazione che noi facciamo), che non sono empatici quanto noi, che per sopravvivere mangiano vivi altri animali infischiandosene della sofferenza. Non è una giustificazione, ma è la dimostrazione agli animalari che il loro mondo perfetto di animali che si vogliono tutti bene e vivono in armonia con l’Universo intero non esiste in natura. Esistono esigenze di sopravvivenza, e gli animali ne soddisfano una che per noi è fondamentale e lo fanno divenendo (involontariamente ovviamente) cavie per il nostro benessere e la nostra salute. Quando non ne avremo più bisogno, avranno molta più protezione etica e di conseguenza più diritti (e già il progresso scientifico, stuzzicato dalla sana attività di controllo di associazioni animaliste che vedono il mondo a colori, ha portato a un ampliamento di questi ultimi).

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  5. Vorrei fare un paio di riflessioni sulla faccenda, forse un po’ naive, ma non me ne vogliate troppo per questo. A me sta bene tutta la questione dell’etica, del perchè è giusto farlo, e tutte le elucubrazioni mentali del caso.
    Ma sono anche un tipo molto pragmatico su queste cose.
    Ogni tanto leggo del canile X o del gattile Y in cui mancano i fondi, e si cercano disperatamente persone per adottare il bastardo di turno perchè non ci sono soldi per mantenerli e quindi rischiano la soppressione (oppure sei la PETA e salti direttamente alla soppressione. Tralaltro la PETA che la smena su quanto ci tengano agli animali e poi sopprime tutti quelli avuti in affido senza preoccuparsi di trovargli qualche sistemazione. Mi ricordano una mia ex, ti lascio perchè ti amo troppo.), o di randagi per strada che fanno le fini peggiori. Poi leggo di Green Hill e di centinaia di persone che si mobilitano per salvare dei poveri, piccoli, batuffolosi, pedigree a quattro zampe da questo destino infame di veterinari 24h al giorno, cibo a volontà e un posto in prima fila nella ricerca, e i conti non tornano.
    Lasciamo per un attimo da parte la questione “allora perchè non ci vai tu in prima fila” (non è che non ci voglio andare, ma gli animalisti mi hanno citato talmente tanti studi che dicono che i risultati ottenuti su una specie non servono su un’altra, che non posso farci niente, serve proprio un cane), lo trovo molto ingiusto. Voglio dire, nessuno che vada davanti al canile della Brambilla a gridare “fuori i cani dentro le cagne”? Proprio nessuno? Che gente senza cuore che siamo.
    C’è poi la questione prettamente scientifica che è quella che mi interessa di più (ogni volta che qualcuno scrive che la scienza fatta così è sbagliata, o peggio, che la scienza serve solo a manipolare e ingannare, una copia del Dialogo muore).

    Da che mondo è mondo le persone hanno sempre avuto paura di quello che non riescono a capire. La SA, il metodo scientifico, le moltiplicazioni, non sono alla portata di tutti. Certo, c’è anche chi si informa, legge, prova a farsi un giudizio e poi c’è chi non va appresso alle minchiate di parte. Ma non è mica una cosa da ridere questa, le conoscenze scientifiche sono oramai talmente alla portata di tutti che tutti pensano di essere degli esperti. Non sto dicendo che esiste una casta eletta di menti superiori. Però nessuno andrebbe a farsi operare da uno che dice di aver solo letto la procedura su Wikipedia.
    Per cui trovo incredibile la chiusura che vedo quando voi snocciolate conoscenze, competenze e bibliografia. La trovo ancor più incredibile perchè io penso che la sopravvivenza dell’uomo passi inevitabilmente dalla conoscenza. L’elefante ha la forza per proteggersi, il leone ha zanne e artigli per la caccia e l’uomo ha l’intelligenza e la capacità di conoscere. E come gli animali usano le loro abilità per sopravvivere agli altri, molte volte a spese degli altri, così l’uomo deve usare la sua abilità per sopravvivere agli altri. Si, anche a spese degli altri.
    E chi non la pensa così, prima di pensare a tirare fuori cani in gabbia dovrebbe guardarsi intorno e riflettere su quanti cadaveri di animali (e non solo) poggia il suo benessere.

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    • Mi trovo sostanzialmente d’accordo con te, però recentemente riflettendoci un po’ su sono giunto ad una conclusione.
      La PETA probabilmente fa la cosa più giusta con quegli animali che uccide: sopprime gli animali inadottabili tenendo in vita quelli più desiderabili. Un cane vecchio o tutto spelacchiato a causa di una malattia o uno un po’ aggressivo non li vuole nessuno, a differenza magari del bastardino cucciolo giocherellone e con un bel pelo folto: quindi questi cani malati o con problemi comportamentali sono destinati a vivere in canile in condizioni non ottimali per tutto il resto della loro vita. Probabilmente l’eutanasia è la soluzione più pietosa, sopprimerli subito in modo indolore per evitare loro le sofferenze di una vita in gabbia.
      Inoltre, ipotizzando che i canili ricevano finanziamenti una tantum piuttosto che pro cane, avere meno cani significa poter usare più soldi per ciascuno di loro, quindi mettere i cani “migliori” in condizioni di vita migliore.
      Certo, fare selezione tra cani di serie A e cani di serie B in base alla desiderabilità di questi è una cosa terribile, soprattutto da parte di coloro che si professano antispecisti: ma abbiamo visto più volte come la coerenza con le proprie idee è inesistente in questi individui, come ad esempio con GH, abbiamo moltissimi canili fatiscenti pieni di cani che vivono in condizioni a dir poco disastrose e che continueranno a vivere in quelle condizioni fino al giorno della loro morte, però per quei 2500 cani sono arrivate oltre 17000 richieste. E lo stesso vale coi cani dei canili.
      Forse c’è più amore nelle eutanasie della PETA che negli “animalisti” nostrani. Penso che bisognerebbe iniziare a razionalizzare anche in Italia eliminando quei cani non desiderabili che vivono in canile, almeno quelli che rimarrebbero in canile vivrebbero in un ambiente non sovraffollato.

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      • Andrea il tuo discorso TEORICAMENTE potrebbe essere corretto sebbeneb non lo condivida e creda gli unici animali che un canile [non la PETA, un canile qualsiasi pagato per ogni animale che prende in carico] dovrebbe sopprimere sono quelli ammalati gravemente che soffrono [pur essendo una “bastarda specista” che sacrificherebbe 200 topolini per salvare l’occhio di un bambino con la retinoblastosti…].

        In pratica mi chiedo: possibile che 9 animali su 10 presi in carico dalla PETA nel 2009 non fossero “adatti”?
        Cioè per me [che non sono veterinaria] un cane “non adottabile” deve avere almeno 5 anni e qualche malattia o malformazione grave.
        Visto che so per esperienza che molti cani sono sanissimi “cuccioli cresciuti” che vengono abbandonati prima dei 2 anni quando diventano “troppo grandi” mi risulta difficile crederlo.
        Quando leggo qui http://www.petauccideanimali.it/discutibile_difesa/ [mi rendo conto che come link non è il massimo dell’affidabilità ma questo ho trovato…] che “Nel 2007, due impiegati di PETA furono processati per crudeltà contro gli animali e discarica abusiva nel North Carolina, dopo essere stati colti, nel corso di una sorveglianza notturna, a gettare le carcasse di cani e gatti in un cassonetto. Le prove portate al processo hanno mostrato che gli impiegati di PETA hanno ucciso animali da loro considerati “adorabili” e “perfetti”.” la mia tesi si avvalora ancora di più.
        Aggiungendo poi il fatto che probabilmente la PETA prende dei soldi per accogliere quegli animali, mi risulta quantomeno logico che uccidano anche animali adottabili senza preoccuparsi di cercargli un padrone.

        Per altro [opinione mia personale] se la PETA invece di spendere le sue risorse attualmente impiegate in battaglie assurde come proibire le trappole per topi o impedire di vendere la lana in australia o chiedere a Lady Gaga cosa ne pensa delle pellicce [sono “vere battaglie” http://www.peta.org/action/action-alerts/default.aspx%5D si impegnasse a promuovere l’adozione di animali invece che la vendita di cuccioli a mio parere farebbe la metà del suo dovere di “associazione a difesa degli animali”

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      • Certo, ma perché fare campagne contro la sperimentazione se tu, associazione attivista animalista, uccidi gli animali per questioni che sono legate alla loro gestione? Come dire che ci sono troppi essere umani in Cina e quindi ne ammazziamo 3000 all’anno perché nn riusciamo a gestirli…

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  6. Io mi sento animalista nel senso che provo compassione per la sofferenza degli animali ( a maggior ragione dei mammiferi ) e ritengo che la “natura” di cui state parlando (le sue leggi spietate che regolano i comportamenti tra prede e predatori) , sia orrenda . Quindi mi stupisco anche che un animalista tiri in ballo la natura.
    Ma la cosa che mi fa ribrezzo è leggere i vostri commenti alla orrende scene naturali mostrate . Sembra che vogliate trovare una rassicurazione, facendo vedere queste scene , nel sostenere che debba essere “consentita ” la sperimentazione animale a prescindere dalla sofferenza che può procurare , tanto in natura è anche peggio.
    La sofferenza che prova l’ elefante è reale ed è probabilmente uguale a quella che proverebbe un bambino dilaniato e divorato nello stesso modo . Ma voi pensate che l’uomo sia apparso all’improvviso sulla terra con i leoni ,le iene, i lupi già relegati in posti dove non potessero neanche vederlo , come quelli dai quali state scrivendo sulle tastiere dei vostri computers ? Invece per centinaia di migliaia di anni i nostri antenati hanno subito la stessa fine dell’elefantino. Però nessuno di voi accetterebbe oggi di trovarsi ogni giorno a dover lottare con una iena o un lupo e rischiare di fare quella fine orribile

    Perché le leggi spietate della natura dovrebbero continuare a valere solo per gli altri esseri animali e non per noi come del resto è sempre stato fino a non molto tempo fa ? Ecco perché si dovrebbero coerentemente estendere le migliori condizioni di vita agli animali con i quali interferiamo : non si comportano forse in questo modo centinaia di milioni di persone nel mondo nei confronti dei loro cani e gatti o cavalli ?
    Noi abbiamo avuto la fortuna , non il merito , che durante l’evoluzione è comparsa la prensilità per maneggiare oggetti e difenderci , e un po’ di corteccia cerebrale , ed è solo per questo che abbiamo la possibilità di sottrarci a queste fini orribili. Gli animali invece sono imbrigliati in questa natura crudele e non ne possono uscire se non con il nostro aiuto

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    • Sembra che ti sfugga che se gli animali non si mangiassero a vicenda, e se non ci fosse la lotta per la sopravvivenza, il fenomeno stesso della vita si estinguerebbe. Guarda cosa succede all’ecosistema quando UNA SOLA specie si sottrae a quelle leggi. Immagina se lo facessero tutte.

      [OI]

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      • però 7 milardi di persone possono sottrarsi a qualsiasi leone o iena o lupo, sconvolgendo il mondo e alterandolo più che se tutti gli animali sulla terra vivessero come i nostri domestici !

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      • No, assolutamente falso. Ciò che dici non è sbagliato, è proprio impossibile. Che cosa gli dai da mangiare al gatto, se anche i topi, le lucertole e gli uccellini hanno diritto di vivere? E’ evidente che il gatto muore. Ma se spariscono tutti i gatti, le prede aumentano senza controllo finché esauriscono tutte le risorse. A quel punto si estinguono anche le prede. And so on…

        [OI]

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  7. Insomma lei vorrebbe che gli altri animali fossero mangiati o dilaniati vivi mentre altre 7 miliardi di prede appetibili (compreso lei e il suo bambino) fossero considerate intoccabili da leoni iene lupi, e anche (perché sembra che lo sottointenda) che fosse normale che queste 7 milardi di altre privilegiate prede non debbano temere in nessun giorno di tutta la loro vita di essere mangiati dai loro “naturali” predatori .
    Sarebbe così desiderosa che i leoni la dilaniassero , se si trovasse in questo istante al posto dell’elefantino ? O se si trovasse il suo bambino ?
    Poi le ricordo che il 90% delle specie che sono “comparse “durante tutta la storia della vita sulla terra sono già estinte e già state sostituite. Non c’è stato nulla di eterno durante l’evoluzione (nemmeno i leoni e le loro prede )
    Poi ,a proposito della possibilità di molte specie di poter nutrirsi o no come lei dice , le faccio notare che in quasi tre continenti succede già che moltissimi animali domestici (decine di milioni di cani per esempio ma non solo) sono nutriti con croccantini e da qualche anno anche con miscele di cereali e legumi, e crescono e vivono benissimo senza andare in giro a dilaniare i passanti che sarebbe la loro naturale vocazione se lasciati affamati come in natura.
    E’ l’uomo che sta già influenzando l’esistenza delle specie animali sulla terra
    Non vedo nulla di sbagliato nel desiderare che gli animali non soffrano .
    Non sono contrario a qualsiasi esperimento sugli animali, ma vorrei che essi fossero sottoposti solamente a quegli esperimenti ai quali ci sottoporremmo anche noi ( se le leggi lo consentissero )

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    • Non è che i leoni ci considerano intoccabili, è che a un certo punto abbiamo imparato a non farci toccare!
      E che, secondo lei, per un senso di uguaglianza con le altre specie predate, dovremmo offrirci spontaneamente?

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    • mi pare sia nell’ordine naturale delle cose… predo e cerco di non essere predato… se ho i mezzi per farlo sono in cima alla catena alimentare

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    • Nei croccantini per cani, per gatti e anche nel cibo per pesci ci sono sempre prodotti di derivazione animale, non puoi dare ad un carnivoro legumi e cereali. Riguardo l’ultimo punto “non sono contrario … ma vorrei che essi fossero sottoposti” per questo devi parlarne con chi crea le malattie, se le facesse più semplici da curare e meno rischiose potremmo testare i farmaci direttamente su noi stessi, ma evidentemente ha piacere nel creare malattie la cui cura deve passare attraverso tentativi che mettono a rischio la vita delle cavie …

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    • Quindi, per somma coerenza, l’uomo dovrebbe impegnarsi con le proprie risorse per sottrarre TUTTI gli animali alle leggi di natura? Dovremmo far diventare domestici tutti gli animali al mondo e far sì che nessuno di essi si cibi di altri animali? Credo non ci sia bisogno di sottolineare quanto tutto ciò è assurdo.

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  8. Io penso che molti animalisti abbiano una visione, e di conseguenza, un rapporto deviato con la natura. Vedere un gatto libero in natura, che uccide, per puro istinto predatorio, una piccola lucertola, e la lascia lì agonizzante, oppure che si avventa su un uccellino che non riesce a volare, penso gli farebbe davvero bene, li purificherebbe da un po’ di quei miti animalari di cui hanno piena la testa. Con questo non voglio dire che siccome spesso la natura a noi appare “crudele”, noi dobbiamo comportarci nella stessa maniera, ma semplicemente, a mio modo di vedere, rimette in gioco la visione antropocentrica. Voglio dire. Se l’antispecista attua una solidarietà tra specie che non esiste in natura, ma che trae origine dalla posizione che è riuscito ad occupare l’uomo grazie alla tecnologia (vestiti sintetici, lavorazione degli alimenti, abitazioni, medicine, etc…) non è egli stesso antropocentrico, in quanto investe l’uomo di una compassione universale e lo elegge a protettore di tutte le altre specie animali che non ha pari in natura? Del resto in molti si sentono così superiori da decidere loro stessi che il proprio gatto (tenuto in casa per una forma di egoismo, non diverso dall’egoismo che ci spinge a nutrirci di animali e vestirci con le loro pelli) non debba mangiare carne, ma alimenti vegani.

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    • ma secondo lei i cani e i gatti e i cavalli domestici ( anche nutriti veganamente ) una volta che vengono portati a vivere insieme a noi, nelle migliori condizioni, vivono peggio che in natura ? Caso mai è chi la ha osservata molto la natura, che si rende proprio conto che essi sono intrappolati nelle sue leggi e non ne possono venir fuori se non stando con noi . E non mi sembra che dispiaccia molto a cani e gatti ad esempio . Fra l’altro sono i parenti diretti dei leoni ( i gatti) che decidono liberamente di vivere attaccati a noi invece che andare a lucertole , se non per passatempo, il che la dice lunga su che cosa prova perfino un predatore come un felino quando messo nelle nostre condizioni !

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  9. Io vorrei fare un discorso filosofico più generale: in natura su un numero X di pecore vi deve essere una percentuale Y di pecore che vengono uccise dai predatori. Gli animali essendo ANIMALI, non conoscono il concetto di contraccezione. Privati dei predatori assisteremmo ad una sovrappopolazione esponenziale… le risorse naturali sono limitate e quindi alla fine una non esigua percentuale morirebbe di fame.
    Passiamo all’uomo: l’uomo è un superpredatore. In natura è previsto che se una specie B è più brava a procurarsi il cibo di una specie A a lungo andare la specie A è destinata a soccombere; è sempre successo e sempre succederà, si chiama EVOLUZIONE. L’uomo è più efficiente del lupo nel cacciare le pecore; è arrivato addirittura al concetto di allevamento. Per questa ragione il lupo si stà estinguendo… Nello stato di natura tutti hanno diritto a tutto finchè riescono a tenerselo. In teoria sono quelli del wwf ad andare contro natura hahahaha!
    Non divaghiamo; eravamo rimasti al punto in cui l’uomo diventa praticamente l’unico superpredatore. Rimane a lui il diritto di mangiarsi la percentuale Y di pecore (finchè non arriverà qualcuno o qualcosa più efficiente dell’homo sapiens sapiens). Il punto è QUESTO: COSA IMPORTA ALLA PERCENTUALE Y DI PECORE DA CHI O COSA VIENE MANGIATA?!?!?!?!?! IN OGNI CASO DEVE MORIRE!!!!
    In natura non c’è morale. Pensiamo ad uno stato di natura di tipo Hobbesiano dove invece dei singoli individui troviamo le singole specie: la specie HOMO SAPIENS SAPIENS ha diritto a dominare su tutte finchè non arriverà una specie più adatta e brava di noi, che a sua volta sarà soppiantata in futuro da un’altra specie ancora più adatta.
    Dato che abbiamo capacità intellettive differenti la specie UOMO non potrà mai creare un contratto con i lupi o con i leoni!
    Indi per cui sperimentazione, vivisezione e tutto quello che volete è giusto; anche le altre specie hanno diritto a farlo, purchè riescano a dominare sull’uomo o comunque sulla specie dominante di turno…
    p.s.: tutto ciò ovviamente non vale all’interno della stessa specie, se rompete i coglioni tirandomi fuori Mengele o simili mi costringete a scrivere un’altra pagina…

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    • ecco le solite frasi fatte del tipo anche gli animali lo fanno percio è giusto farlo.
      la sfato

      anche quando i lupi uccidono gli agnelli è sbagliato ma
      1 i lupi non sono moralmente responsabili delle proprie azioni in quanto non sono in grado di intendere e di volere, gli umani si

      2 i lupi lo fanno per sopravvivere e non sanno dell’esistenza di metodi alternativi ( ad esempio la carne coltivata), gli umani invece compiono atrocità per sport ( caccia) , per piacere del palato ( allevamento) o per motivi di interessi economici e di carriera personale(vivisezione e sperimentazione animale) e gli umani sono comunque consapevoli dell’esistenza di modi alternativi per mangiare ( e anche per fare ricerca VERA senza animali ).

      inoltre il fatto che anche gli animali facciano certe cose non significa che siano moralmente giuste e che noi dobbiamo imitarle( se un rotweiler sbrana un bambino , questo non mi da il diritto ad uccidere i bambini perchè lo ha fatto anche il rotweiler). inoltre secondo il tuo ragionamento se un giorno un orso ti volesse sbranare cio sarebbe giusto in quanto tu in quel momento sei preda e lui predatore ( non sta scritto da nessuna parte che l’uomo è in cima alle altre specie). secondo il tuo ragionamento se lo stesso orso ti volesse sbranare perché gli stai invadendo il suo territorio avrebbe tutta la ragione di farlo dato che lui in quel momento è specie dominante mentre tu sei dominato.
      secondo il tuo ragionamento se degli alieni ci conquistassero ed alcuni di loro ti rinchiudessero in una gabbia minuscola , ti ustionassero con la canna ossidrica e ti facessero ammalare di cancro ( e se non sei morto ti sopprimessero perchè sei diventato inutile ) dicendo che è per curare i loro bambini alieni malati ma in realtà è solo per le loro tasche , avrebbero tutto il diritto di farlo. prova a pensare se lo facessero su di te. ti piacerebbe ? non ti sembra un ragionamento molto stupido ?rifletti.

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      • La questione non è “gli animali lo fanno quindi possiamo farlo anche noi”. Comunque è approfondito qui, nel dibattito con Emanuela Pinna:
        https://difesasperimentazioneanimale.wordpress.com/2012/02/01/le-prove-di-chi-non-ha-prove-un-viaggio-nella-complotto-mania-antivivisezionista/
        Dunque, ovviamente la prima parte del ragionaento che fai è corretta: certo che l’orso può sbranarmi: è più forte di me, non ha aderito a nessun patto di non belligeranza con me, quindi può sbranarmi.
        OVVIAMENTE se potesse gli converrebbe di più allearsi con me e supportarci a vicenda. Ma non può farlo, quindi resta solo la legge del più forte. Con gli alieni in questione, indipendentemente dal perché lo fanno, è indubbio che laddove non ci si è razionalmente accordati su una legge comune, resta la libertà assoluta, quindi avrebbero siccuramente il “diritto” per così dire di farmi ciò che dici (anche se non è esattamente un diritto, garantito da una legge, ma un semplice libero potere). Questo non significa che io sarei d’accordo con loro, mio “diritto” è infatti di ribellarmi, come è diritto di ribellarsi all’uomo quello di qualunque animale, e diritto dell’uomo reagire con violenza, eccetera.
        E vero anche per gli alieni che probabilmente sarebbe più fruttuoso per loro accordarsi con noi piuttosto che trattarci come oggetti, potendo. Ma se fossero TROPPO più intelligenti di noi? Se fra loro e noi passasse la stessa differenza che fra noi e l’animale? Allora non potrebbero spiegarci le loro ragioni facendocele capire, e addirittura potremmo non renderci conto AFFATTO di essere oggetti di un esperimento. In effetti, è possibile che siamo già ORA dentro un simile esperimento. Quindi non ha molto senso come esperimento mentale…

        [OI]

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  10. Personalmente credo che molte persone vivano frustrate dalla vita, per questo proiettano tanto sugli animali e certamente il fatto di avere coscienza da parte del essere umano lo rende abbastanza spregevole se persevera e gode in modo inecessario nella violenzia.
    (Vivo in america latina, poco tempo fa hanno messo in rete un filmato di alcuni poliziotti torturando ed uccidendo a calci un cane, per puro piacere o spinti dalla noia. Questo è senza dubbio condannabile. ) Come giustamente già detto da qualcuno la natura è amorale, ed aggiungo la vita si nutre di vita. Non è crudele, per me è neutrale nel suo agire, permare nello stato di odio e rabbia non è naturale. La natura è da accettare perchè è reale. Ciò che inizia ha un suo corso e muore, in un modo o nel altro. Credo che l’origine della sofferenza umana e del male sia da ricercare in altra sede (non voglio cadere nella metafisica per non andare OT) e per ciò che sò, al momento non c’è alternativa alla sperimentazione animale, se esistesse tutta la questione sarebbe differente, ma comunque la vita si nutrebbe di vita in ogni caso. Pienamente d’accordo sulla compassione, come grande virtù umana, ma è accettabile e coerente se davvero viene da chi sente compassione nel suo cuore e tanti messaggi a catena d’odio non suonano tanto compassionevoli. Non condivido neppure tutte queste teorie complottiste, hanno un forte odore di paranoia, mettiamoci il pizzico di potere e soldi ed il gioco è fatto, si scaldano i cuori e la parte emotiva ha la meglio senza ascoltare la controparte razionale (se abbiamo entrambe ci sarà un motivo? non credo nel razionalismo puro però ok questo è OT). Ripeto per me la risposta a tanti problemi sono da ricerca dentro di noi stessi e questo è un elemento che per quello che sò è solamente umano e credo nel importanza della condivisione di conoscenza ed esperienza, anche per il solo gusto di essere umanità. Inviterei a chi si sente tanto pieno di odio, e lanciato contro qualcosa, qualsiasi cosa, di prendere davvero coscienza dei veri motivi del suo comportamento, ed informarsi bene da tutti i lati e mettere in dubbio un pò tutto. lo dico in modo disinteressato e nel nome di vivere bene. Aggiungo che pure generalizzare a volte porta del tutto fuori strada e spesso ci costruiamo troppi castelli mentali, ah e non mi piace che si nomini così spesso il karma senza comprenderlo in modo pieno (è solo un modo per riferirsi alla catena di causalità degli eventi, il karma è amorale come la natura, ne è una espressione e non è facile da comprendere nel paricolare, la sua funzione è aiutare ad accettare la vita, così pure come il tema reincarnazione è spesso usato a sproposito, come spesso si fa con certe nozioni scientifiche, è fondamentale una lunga e noiosa discussione in cui si specifica meglio che si può con che accezione si utilizzano i termini).

    (Perdon per il post lungo 🙂 )

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  11. Io sono parzialmente a favore la sperimentazione animale però non comprendo alcune vostre argomentazioni o meglio le trovo incoerenti. Senza girarci attorno, parlate di uomo in qualità di specie superiore frutto di un’evoluzione che l’ha portato a civilizzarsi e a distaccarsi dal mondo cruento animale, per poi giustificare le pratiche di laboratorio con un “in natura la crudeltà è maggiore”(già questo non sta in piedi): siamo davvero una specie intellettualmente ed eticamente più evoluta delle altre o no? Leggendo molti commenti sembrerebbe di no, dato che in crisi d’argomentazioni vi rifugiate in un “gli animali tra di loro non badano a sofferenza”. Anche perchè se dovesse essere fatto un parallelismo comportamentale con gli animali dovremmo meravigliarci meno di fronte ad uno stupro, un omicidio, un furto, rapporti con minore e chi più ne ha più ne metta.

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    • Non siamo eticamente più evoluti, siamo gli unici animali etici. Ergo l’etica è funzionale ai nostri obbiettivi. E’ funzionale che noi ci mangiamo a vicenda? A meno che tu non voglia rischiare di essere mangiato, no. Invece è funzionale mangiare gli animali, perché tanto il loro comportamento nei nostri confronti non cambia.

      [OI]

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  12. il fatto che gli animali talvolta commettano delle atrocità non ci da il diritto di trattarli male
    ( un giorno due immigrati hanno pestato a sangue mio padre ma questo non mi da il diritto ad uccidere gli immigrati). inoltre dato che gli animali non sono in grado di intendere e volere , non possono essere puniti neanche i singoli esemplari che hanno compiuto lo sbaglio morale. gli umani , a differenza degli animali , sono invece in grado di intendere e di volere e percio gli umani che commettono dei crimini morali sono responsabili delle proprie azioni ( a differenza degli aimali). inoltre cio che fate vedere sono le eccezioni e non la regola , e non significano che gli animali non provino sentimenti. è noto infatti che gli animali provano sentimenti e sono in grado di amare in modo piu puro degli umani . ad esempio il cane , se mai voi luridi vivisettori ne avete uno,
    vuole bene al padrone incondizionatamente e lo accetta per quello che è ( non glie ne frega se il padrone ha la maglia firmata , se va bene a scuola , se ha le scarpe della gucci e simili), cosa che pochi umani sanno fare.
    la specie umana , invece , è l’unica che pur essendo in grado di intendere e di volere , si macchia di crudeltà gratuita.

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    • Chi abbia provato che il cane ama in modo più puro dell’uomo deve spiegarmi come definisci l’unità di misura Purezza dell’amore e come la misuri.

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      • Inoltre il cane non ama in modo puro, il cane in quanto animale sociale è abituato a vivere in un branco gerarchico, ovvero a rispettare una creatura alpha. In millenni di convivenza con l’uomo il cane è, per così dire, deviato nella sua natura, riconoscendo come creatura alpha l’uomo, da ciò deriva la lealtà nei confronti del padrone, i casi di cani che difendono i figli del padrone eccetera eccetera eccetera. D’altro canto di tanto in tanto qualche cane prova a mettere in discussione il dominio del padrone e sono i casi di cani che aggrediscono il proprietario. In ogni caso non ha senso parlare di atrocità degli animali, dato che un animale non può intendere ne volere, non può avere coscienza di compiere un’azione giusta o sbagliata, un animale non può essere crudele perchè non è capace di concepire il concetto di crudeltà. Un animale è dominato da concetti basilari come fame, sete, sonno e dolore fisico. Per concludere quei video non sono le eccezioni, un leone mangia ogni giorno della sua vita qualcosa che prima era vivo, e non lo sceglie in base a criteri etici, bensì in base a quanto è facile metterci le zanne sopra. Un esempio: c’è una zebra ferita ad una zampa e quindi più lenta nei movimenti delle altre? il leone punta su quella, non perchè è più giusto, ma perchè fa meno fatica a raggiungerla e mangiarsela.

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  13. Uno dei modi con cui gli animalisti rispondono a questi video è che gli animali lo fanno per istinto. Quindi un gatto non dilania un topo per cattiveria, ma per istinto… quindi, essendo guidati dagli istinti, gli animali non possiedono libero arbitrio. Se fossi un religioso direi che, per questo, gli animali sarebbero inferiori all’Uomo, che ne potrebbe disporre come gli pare.

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